Considero le tracce assegnate ai 524.415 maturandi, un po’ per deformazione professionale, un po’ perché una cara collega fa da commissario esterno, e un tantino la invidio. Mi piacerebbe leggere gli elaborati degli studenti su qualsiasi tematica affrontata. Anch’io mi sono interrogata sulla tipologia di testo che avrei scelto ed ammetto che quest’anno le proposte sono accattivanti. Prevalente nel mio caso la letteratura, mi sarei sentita a mio agio nel commentare il testo di Pasolini, Appendice I, ma col cuore avrei riflettuto sul pensiero di Paolo Borsellino e la sua fiducia nei giovani. Trovo opportuno ricordare un servitore dello stato ucciso 33 anni fa che era anche un ottimo padre di famiglia. È ciò che emerge dalla lettura del libro Ti racconterò tutte le storie che potrò che la vedova, Agnese Borsellino gli ha dedicato e che ho letto di recente. Un’altra traccia sottopone a riflessione la parola ‘Rispetto’, scelta dalla Treccani come la parola dell’anno 2024 che merita senz’altro considerazione e pratica È stata scelta dal 40,3 % degli studenti, ovverosia dalla maggioranza ed è un dato confortante. Dato che ogni tanto scrivo poesie, dico la mia sul testo di Pasolini, senza titolo. Si tratta di diciannove versi distribuiti in quattro strofe, sul tema del cambiamento dall’età giovanile alla maturità. L’alternanza tra luce e buio è una metafora del disagio interiore, fra dentro e fuori. L’ansia esistenziale del giovane poeta si placa nella parte finale quando dice: ed ecco pare/farsi nuova la luna, e – all’improvviso – /cantare i grilli il canto antico//. Pier Paolo riflette sulla propria esistenza e si accorge di essere diventato un uomo, mentre il contesto è rimasto fisso. Qui mi fermo perché potrei allargarmi troppo. I grilli mi sembrano un ottimo escamotage per chiudere in bellezza.

Io dopo il libro che ho appena finito di leggere ,(che tu gentilmente mi hai prestato )e che hai appena citato,avrei scelto la traccia su Borsellino.Un uomo,un servitore dello stato ,che per i suoi ideali di giustizia e libertà è morto così tragicamente sapendo di dover morire e che nei giovani aveva riposto la fiducia in un futuro e in un Paese migliore!!💖💖
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Il messaggio di Borsellino continua a germogliare, com’è giusto e sacrosanto. La traccia è segno che sta nella mente (e nel cuore) di molti di noi. Grazie cara, buon pomeriggio! 💞
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la traccia del rispetto la trovo la più Ideale che comprende tutte le altre… In questo momento non so se i giovani riescono a capirla per quello che stiamo vivendo… Probabilmente la capiscono meglio di noi… Io ho l’esame ho dovuto farlo in privato. Ho dovuto studiare 3 anni su due andando a lavorare e mi sono presentato all’esame con una paura che mi ricorda ancora il momento, direi di un ragazzo che si era fatto uomo in pochissimo tempo… Avevo già un’attività per conto mio, devo dire che chi mi ha giudicato ha avuto una matura comprensione. I voti non sono stati ottimi ma sufficienti a oltrepassare il limite esperienza veramente sentita ancora adesso… ivano
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Tutto serve, anche la paura può fare da motore per viaggiare poi tranquillamente, diciamo ad andatura turistica! Sono convinta che gli esami effettivamente non finiscano mai, ce li chiede la vita…ma può cambiare il nostro atteggiamento se impariamo bene la lezione. Grazie del tuo punto di vista, buon pomeriggio! 😃
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Cara Ada,
sei davvero una poetessa dal piglio giornalistico. Non ti lasci scappare l’attualità per dare voce a considerazioni che suscitano la nostra partecipazione, di sicuro la mia.
Riguardo la traccia sul rispetto posso solo dire che molti studenti l’hanno sì scelta, ma, ahimé, riempiendo fogli di tanto negativo. Se il male c’è, e la scuola non perde occasione di sottolinearlo, è anche vero che la nostra vita e la società in cui abbiamo il dono di abitare, ossia i nostri paesi, le nostre città, i nostri luoghi, sono ricchi di rispetto, di solidarietà, di amore per il prossimo.
L’invito che rivolgo a me e a tutti coloro che hanno a cuore i giovani e che con loro vivono o lavorano – genitori, insegnanti, allenatori, nonni, educatori, cittadini qualunque- è quello di puntare i riflettori sui valori di rispetto che permeano la nostra vita e che si incarnano nella cura al malato, nell’insegnamento agli ignoranti, nella pulizia delle strade, nel volontariato, e tanto tanto altro ancora.
I giovani hanno bisogno di sentirsi dire che non stiamo nel posto peggiore al mondo. Tutt’altro.
Che ne pensi?
un abbraccio
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Puntare i riflettori sui valori che si incarnano nella cura del malato, nell’insegnamento, nel volontariato, nella pulizia, e tanto altro ancora è un ottimo invito da offrire ai giovani e a noi stessi, per passare dal dire al fare. Senza negare il male, condivido l’urgenza di valorizzare il nostro ambiente e le nostre tradizioni. Il periodo iniziale che dedichi a me è un cameo; se d’accordo, gradirei scrivessi per me la prima frase di tuo pugno con bella grafia, con comodo. Grazie, bella persona! 💞
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Cara Ada,
sei davvero una poetessa dal piglio giornalistico. Non ti lasci scappare l’attualità per dare voce a considerazioni che suscitano la nostra partecipazione, di sicuro la mia.
Riguardo la traccia sul rispetto posso solo dire che molti studenti l’hanno sì scelta, ma, ahimé, riempiendo fogli di tanto negativo. Se il male c’è, e la scuola non perde occasione di sottolinearlo, è anche vero che la nostra vita e la società in cui abbiamo il dono di abitare, ossia i nostri paesi, le nostre città, i nostri luoghi, sono ricchi di rispetto, di solidarietà, di amore per il prossimo.
L’invito che rivolgo a me e a tutti coloro che hanno a cuore i giovani e che con loro vivono o lavorano – genitori, insegnanti, allenatori, nonni, educatori, cittadini qualunque- è quello di puntare i riflettori sui valori di rispetto che permeano la nostra vita e che si incarnano nella cura al malato, nell’insegnamento agli ignoranti, nella pulizia delle strade, nel volontariato, e tanto tanto altro ancora.
I giovani hanno bisogno di sentirsi dire che non stiamo nel posto peggiore al mondo. Tutt’altro.
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un abbraccio
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