‘Casa dolce casa’ 🏠

Filomena Morra, 79 anni dorme sui cartoni nel suo negozio di merceria perché le hanno occupato la casa. Succede in una frazione di Pozzuoli. Vengo a conoscenza di questo fatto durante la trasmissione “Diario del giorno”, mentre tento di riemergere dal mio riposino pomeridiano. Vorrei che fosse un brutto sogno, invece non è neanche una novità. Era successo in altre occasioni, quando il titolare dell’abitazione era in ospedale, oppure assente. “Una signora di passaggio mi ha avvertita: guarda che ti stanno occupando casa” racconta, mentre Filomena si trova al lavoro nella sua merceria. Dettaglio: potrebbe essere l’unica in regola tra gli inquilini dello stabile. Buttata fuori dal suo appartamento, assegnatole nel 1987 è costretta a vivere nella merceria, tra l’altro attenzionata dalla malavita, col timore che potrebbero sottrargliela per destinarla ad attività illecite, se lascia incustodito il locale. Povera signora, costretta a dibattersi tra il timore di non recuperare la sua dimora e l’ansia di perdere il negozio. Non so come mi comporterei, se mi capitasse qualcosa del genere. Pare che per liberare un appartamento occupato abusivamente con minori (anche se di altri) ci vogliano addirittura dieci persone; ciò rende difficile l’operazione, senza considerare la scarsità di forze dell’ordine. Mi risulta che la casa di proprietà rappresenti per molti il risultato di impegno e sacrificio pluridecennale. Lo è stato per me che ho affrontato un mutuo di quindici anni e svariate spese extra. Tutt’ora mi sorprendo di avercela fatta. “Casa dolce casa” è un’espressione che non ha bisogno di spiegazioni. La casa rappresenta un luogo di sicurezza, di intimità e di identità: un riflesso di noi stessi. Chi la occupa abusivamente, infrange l’art. 614 del Codice Penale. Se va bene, in due-tre anni il danneggiato rientra. Auguri, Filomena!

5 pensieri riguardo “‘Casa dolce casa’ 🏠”

  1. Un vero disastro per il malcapitato.Il lavoro e la casa sono le fondamenta del vivere.Se poi la casa è tua,conquistata a furia di sacrifici, non oso pensare dove strapiombi l’identità. Auguri sentiti a.Filomena

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