Critica sì e critica no

Sabato mattina sempre di corsa. Per fortuna trovo lo spunto per il post dalla parrucchiera, sfogliando sotto il casco il settimanale Oggi che la gentile Lara si premura di darmi. D’abitudine, comincio sempre dalla fine e poi la lettura procede verso l’interno, fino a leggere le pagine iniziali per ultime. Talvolta devo stringere, per motivi di tempo: così fotografo col vecchio Nokia la pagina su cui intendo concentrarmi per scrivere il pezzo che intendo postare. Mi cattura l’articolo di Luigi Garlando intitolato: L’ultimo “messaggio” di Francesco, impostato come un dialogo tra un padre e una figlia. Pretesto del discorrere è la polemica sulla tomba di Papa Francesco, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, relativa al distanziamento di alcune lettere del nome Franciscus inciso sulla lapide. Non ne sapevo nulla e non avevo notato. In sintesi tra la R e la A e tra la A e la N c’è troppo spazio: agli occhi di qualche acuto osservatore, l’imperfezione ha suscitato clamore. La provocazione dell’articolista è accattivante: “E se invece fosse un errore voluto da Bergoglio per ricordarci che dobbiamo andare oltre l’apparenza?”. Di certo Francesco non badava all’eleganza e tantomeno alla forma. Lui era un Pastore di sostanza e la scritta formalmente imperfetta potrebbe anche averla pianificata. Certo che il capo della Chiesa è sempre sotto gli occhi di tutti, sia da vivo che da morto. Il nuovo Pontefice ne avrà di gatte da pelare. La critica può essere un utile strumento di correzione, purché sia costruttiva e non si adagi sulla superficie.

2 pensieri riguardo “Critica sì e critica no”

  1. Che polemica assurda ,aver da ridire sullo spazio tra una lettera e l’ altra…..a me sembra che sia tutto apposto.Comunque quando ad ottobre andrò al Giubileo spero tanto di far visita alla tomba di Francesco e poi vi saprò dire.

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