Non vorrei scrivere di cose tristi, ma l’attualità me lo impone quando il fatto delittuoso è ricorrente come il femminicidio. Mi imbarazza perfino nominarlo. Capatina veloce al mercato con passaggio al bar, dove sul presto è disponibile per la lettura il Corriere che prelevo e mi porto nella stanzetta interna. Leggo l’intervista di Lara Sirignano a Cetty Zaccaria, la mamma di Sara Campanella, 22enne uccisa a Messina da un compagno di Università, Stefano Argentino che si era invaghito di lei, non corrisposto. Una bella foto della vittima sovrasta il titolo del servizio: “Non mi ha mai detto di lui. Era accogliente con tutti, ha sottovalutato i rischi”. Ad aumentare l’angoscia di una perdita assurda, Sara voleva specializzarsi e studiare anatomia patologica per fare le autopsie. “E adesso l’autopsia la faranno a te, amore della mia vita!!!!” ha scritto su facebook la madre, di cui non oso immaginare la devastazione. Un passaggio dell’intervista mi fa riflettere e insieme mi turba, quando la signora afferma che la figlia non vedeva il male negli altri e aggiunge: “Non è mai stata diffidente, guardinga, e non si sarà resa conto del rischio che correva”. Una ragazza solare con degli obiettivi positivi da raggiungere. Ho cercato sul dizionario dei sinonimi di ‘guardingo’ e mi concentro sui corrispettivi ‘diffidente’ e ‘sospettoso’ e mi assale un dubbio: dovremmo, come genitori ed educatori fare in modo che i figli/allievi lo siano? Mio figlio è adulto e io sono insegnante in pensione, per fortuna. Non so come potrei regolarmi al riguardo. Certo il male esiste dal tempo di Caino e Abele, ma mi sembra che abbia abbondantemente sorpassato la misura di tolleranza. Forse può tornare utile spostare l’interesse dalle vittime agli autori dei misfatti, cercando di sradicarne le cause. Senza porli sotto i riflettori.

Ma io mi domando: ma se lei non ti vuole,accettalo e guarda avanti!!! Non ho parole,l’ ennesima vittima!!! Povere ragazze!!🙏🙏
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Il femminicidio sta diventando una malattia cronica inaccettabile! 😟
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E’ veramente doloroso,incomprensibile e da maschietto mi spaventa questo comportamento odioso che questi ragazzi hanno nel ribellarsi ala mancanza di accettazione da parte delle donne…
I femminicidi sono un fenomeno complesso e allarmante che continua a colpire; dietro ci sono storie di vite interrotte e vissuti che non possono essere ridotti a semplici statistiche è una pazzia che non riesco a capire… Le vittime sono donne di ogni età, uccise spesso da partner o ex partner, o in ambito familiare o affettivo, ma perchè perchè visto che abbiamo una sola vita e questo regalo anche se ancora non ne conosciamo il motivo della nostra esistenza e pur sempre superlativo, non abbiamo niente altro… E’ una pazzia mentale che non è degna del nostro momento, mi da veramente un grande dolore… ivano
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“Questione culturale profonda”: così Giancarlo Cunial definisce il femminicidio. Io mi associo 🤝
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