Le Idi di marzo

Oggi mi butto sulla Storia, perché non ho selezionato argomenti da trattare suggeriti dal quotidiano e dal video. Del resto il 15 marzo mi frullava in testa per qualcosa che dovevo recuperare dai cassetti della memoria, che infine è riemerso: sono le Idi di marzo, il 15 marzo 44 a.C. quando Giulio Cesare, uno dei massimi protagonisti della storia viene assassinato con 23 colpi di pugnale. Aveva 56 anni, era all’apice del suo potere e stavano per eleggerlo imperatore. Tra i congiurati anche Bruto, suo figlio naturale. Da studente e poi anche da insegnante, avevo un occhio di riguardo per la Storia tra le materie scolastiche e sempre mi sono rammaricata di poterle dedicare solo un’ora del mio ‘pacchetto’ di 12 ore settimanali. Il mio ambito era e rimane la Letteratura, ma quando i due orizzonti culturali si incontrano nasce la scintilla. E’ successo con Giulio Cesare, ‘Pater Patriae’ apprezzato anche come scrittore e tradotto al Liceo classico in svariate occasioni. E’ autore del De Bello Gallico (Le guerre galliche) e del De Bello Civili (La guerra civile), nelle quali narra con chiarezza ed immediatezza le imprese militari. Redatto come un diario di guerra e in terza persona, il De Bello Gallico intende essere uno strumento per difendere la propria persona e la propria condotta politico-militare. E’ risaputo che fosse amato dai suoi soldati, era anche amato dal popolo che aveva cercato di favorire con le sue riforme. Perfino nel suo testamento aveva lasciato trecento sesterzi ad ogni membro del proletariato urbano e ai legionari. Condannato per la sua megalomania, esecrato come prototipo del tiranno, Cesare nei secoli è stato tanto odiato, quanto amato. Il suo ‘tirannicidio’ a tutt’oggi viene considerato imperfetto. Dalla politica mi tiro fuori, però mi è rimasta la simpatia per lui come scrittore: facile da tradurre, va subito al sodo, spianando la strada della comprensione. La semplicità nello scrivere, a mio dire non è un obiettivo di partenza, bensì di arrivo. Credo che Giulio Cesare mi abbia influenzato nell’adottare uno stile lineare nello scrivere, sostenuto poi da altri Maestri più vicini nel tempo. La sua tragica fine ha ampliato l’enorme fama che si era guadagnato in vita.

2 pensieri riguardo “Le Idi di marzo”

  1. Io invece Ada,sono più portata per la geografia e letteratura. La storia un po’ meno ,a meno che non si parli di storia recente…..

    "Mi piace"

Lascia un commento