Artisti di strada

Mentre faccio colazione, sul primo canale Susanna Petruni conduce Settegiorni, settimanale di approfondimento politico – parlamentare. Il tema che mi cattura riguarda l’arte di strada, chiamata anche arte urbana che merita più considerazione a livello politico. Cifre alla mano, il Belpaese stanzia solo l’uno per cento contro il tre/quattro di altri Paesi europei. Eppure è un settore da incentivare, anche grazie a scuole specifiche per avvicinare il pubblico all’arte. Il dibattito sulla Manovra 2025 dovrebbe tenerne conto. Rebecca Bottoni, presidente e direttrice artistica del Ferrara Buskers Festival, manager nel settore dell’intrattenimento e degli eventi, al microfono sottolinea l’importanza dell’arte di strada, per contrastare le derive che avviluppano i giovani. Il teatro urbano consente di coniugare magia, meraviglia e sogno. C’è bisogno di scuole per la formazione di artisti che creano bellezza. Anche la televisione può dare una mano, inserendo nei palinsesti programmi ad hoc come “Dalla strada al palco” condotto da Nek che ho visto molto volentieri, dedicato a cantanti, musicisti e artisti di strada. Tempo fa, a Bassano del Grappa ho apprezzato un gruppo di giovani musicisti che si esibivano in Piazza Libertà, durante il mercato del giovedì. In un vicolo laterale un violinista ‘accarezzava’ il suo strumento con magistrale disinvoltura. Adesso che ci penso, erano questi interventi artistici di strada che muovevano le mie gambe. Ho anche scritto un racconto con personaggi che ruotano in questo ambito. Di una cosa sono convinta: chi regala bellezza, a qualsiasi livello e dovunque eserciti è un benefattore dell’animo umano.

6 pensieri riguardo “Artisti di strada”

  1. Gli spettacoli degli artisti di strada lasciano il segno. Con le loro animazioni trasformano strade e piazze coinvolgendo grandi e bambini.

    L’arte di strada ravviva lo spazio pubblico ed è un arricchimento per la vita culturale cittadina per cui andrebbe gestita e valorizzata.

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