È proprio vero che “La lingua batte dove il dente duole”. Nel mio caso spiega la propensione a soffermarmi su articoli concernenti l’ambito scolastico. D’altronde sono stata insegnante di Lettere per oltre trent’anni e sono in contatto con colleghe in servizio. L’articolo di Severino Colombo a pag. 43 del Corriere fa proprio al caso mio, condivisibile già dal titolo: “Insostituibili i libri di carta”. In base all’intervista condotta da Epson, leader nel settore delle stampanti in 20 Paesi europei tra insegnanti e genitori con figli tra 8 – 16 anni risulta che il 45 % dei genitori italiani è convinto che l’uso di materiali stampati possa migliorare la capacità di lettura. Il dato mi sembra incoraggiante, anche se inferiore a quello espresso dai genitori europei. Presumo che gli insegnanti siano pienamente d’accordo, favorevoli ad affiancare alla lettura dei testi stampati l’uso di mezzi tecnologici. Pare comunque assodato dagli specialisti del settore che la lettura su carta sia meno stancante di quella su supporto digitale. Io sono in pensione da vari anni, ma raccolgo le lamentele che provengono dagli utenti della scuola, nel verso di un impoverimento delle competenze di base, lettura compresa. Per quanto riguarda il mio ruolo di docente, delle sei ore settimanali di italiano ne dedicavo una alla lettura che in classe terza prevedeva l’adozione di un testo di Narrativa – ora scomparso – che gli studenti portavano al colloquio dell’esame di Licenza. Nella mia libreria in studio, ho almeno una decina di romanzi editi da Salani Narrativa, su fondo blu dedicati a “I grandi protagonisti” oppure a “Vivere oggi”. Ricordo le ore di lettura collettiva – ogni studente leggeva una paginetta prima di passare la parola a un compagno – come piacevoli, rilassanti ed istruttive. Mi auguro anche per loro.

Il libro di narrativa, quello deve tornare sui banchi di scuola,per far tornare gli alunni a leggere su carta !!!
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E brava Lucia! Magari le alte sfere ti ascoltassero! Grazie, ciao 👌
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Per una nonna è una soddisfazione immensa, leggere un libro stampato al piccolo nipotino. Lui ascolta attento, pone tante domande, cosa che non avviene con i tablet perché secondo me distolgono l’attenzione della lettura.
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Evviva la nonna e il nipotino! 👏
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Mi ricordo bene il professore di Italiano che come Te ci faceva leggere un libro di narrativa, e diceva Lui il nome dell’alunno successivo a secondo del suo giudizio… Mi ricordo che quando leggevamo Napoleone, che mi piaceva, solo due minuti, mentre Il Nome Della Rosa, che non mi piaceva 10 minuti… a quel tempo lo odiavo, adesso me lo ricordo con moto affetto… Aiutare gli studenti a migliorare le loro capacità di lettura nei libri può essere realizzato attraverso diverse strategie efficaci, come obbligarli a leggere anche solo una pagina al giorno in modo che non diventi una cosa pesante, scegliere racconti interessanti per il periodo che vivono gli studenti e non Il Nome Della Rosa, come i loro hobby o interessi, che siano adeguati al loro livello per motivarli… Vedo Alessandro di 11 anni quando legge di aerei e navi nemmeno si ricorda che sta leggendo… Quello che mi ricordo del professor Oliva era che alzassimo la voce, sicuramente aiuta la comprensione, la cosa bella era che tra di noi era diventata una gara chi era più capace… Non sarà facile visto che la tecnologia galoppa molto ma molto più degli insegnanti, ho visto mio nipote che fa la 4 superiore con una media del 7/8 con insegnati tecnologici mentre prima con insegnati che non sapevano usare la tecnologia oltre a un minimo 6 aveva sempre ¾ materie da recuperare… scusate gli errori ma ho dettato con google
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Secondo me ci vuole questo e quello! La recitazione o lettura espressiva aiuta a…uscire dal guscio, mentre le attività interattive fanno galoppare e ampliano gli stimoli in tempi ridotti. Del resto anch’io scrivo sul tablet digitando… però che bello ricevere un biglietto scritto s mano! È sempre un discorso di misura! Bravo Alessandro…e i suoi insegnamenti! Ciao, buona cena
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