Il 10 dicembre del 1934, Luigi Pirandello (1867 – 1936) riceveva il Nobel per la Letteratura a Stoccolma dal re Gustavo V, con la motivazione: “Per il suo ardito e ingegnoso rinnovamento dell’arte drammatica e teatrale”. Molte le sue opere: “Il fu Mattia Pascal” del 1904 fu un successo internazionale, tradotto in francese e tedesco, “I vecchi e i giovani”, “L’umorismo “, “Novelle per un anno”‘, “Uno, nessuno e centomila”‘, il libro più conosciuto che ha segnato la letteratura italiana. I drammi composti per il teatro rappresentano la crisi dell’uomo contemporaneo: “Sei personaggi in cerca d’autore”, “Questa sera si recita a soggetto”, “Così è (se vi pare)”. Tra Verismo e Decadentismo, la sua scrittura è legata alla crisi della società moderna. Egli stesso si definisce “figlio del caos”, forse giocando sul nome della villa dov’era nato a Girgenti – oggi Agrigento – denominata “Il Caos”. Appassionato di cinema, scrive anche poesie. Celebre quella intitolata “L’ultimo caffè”. Più che di pessimismo, nel suo caso si parla di relativismo, nel senso che non esiste una verità assoluta, ma ogni realtà è legata a come viene percepita. A proposito della maschera egli afferma: “C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, non sei nessuno”. Di contro al pensiero complesso, usa un linguaggio colloquiale, con diversi ingressi del parlato. Insomma, un grande autore attento ad analizzare gli aspetti psicologici dell’animo umano. La moglie, Antonietta Portulano era affetta da “delirio paranoide” che la rendeva “pericolosa per sé e per gli altri”, secondo il certificato medico del dottor Ferruccio Montesano. Internata in una casa di cura per malattie mentali nel gennaio 1919, vi rimase fino alla morte, avvenuta nel dicembre 1959. Non mi stupisco che la sua malattia mentale abbia influenzato in modo significativo la produzione letteraria del marito, a sottolineare la corrispondenza tra letteratura e vita.

Pirandello un grande della nostra letteratura!!! Mi colpisce la malattia della moglie che suo malgrado ha influenzato gli scritti del marito.
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Anch’io sono stata colpita dal dramma della moglie che gli ha dato tre figli ed ha trascorso in casa di cura…ben 40 anni! Mi fa pensare al trascorso di Alda Merini, quattro figlie e il manicomio in compagnia della poesia! Grazie, ciao! 👋
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Grande citazione di Pirandello, è vero che indossiamo diverse “maschere” o ruoli a seconda del momento in cui ci troviamo: In effetti la vita mi ha insegnato che se vuoi ddevi confrontarti alla pari sia che sia minore o diverso sia ch sia maggiore e prepotente, in tutto famiglia, società, lavoro… È un’osservazione profonda su come la nostra identità può essere diversa e cambiare, anche nello stesso giorno dalle aspettative e dalle esigenze degli altri per ottenere quello che hai bisogno, anche se non è nelle mie prospettive… Di solito quando sono solo, ho l’opportunità di riflettere su chi sono veramente, senza il coro esterno che guardano il mio comportamento. Questa condizione la sento sia liberatoria che inquietante, poiché mi confronto con la mia vera essenza… ivano
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Bella testimonianza che mette a nudo l’animo. Sei in sintonia con Pirandello…e non è poco, specie di questi tempi inquieti e inquietanti. Riflettere ‘Fuori dal Coro’ fa bene ed è anche economico, se confrontato con le parcelle dell’analista! Grazie per la testimonianza, alla prossima!
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