Guerriglia urbana (pro Palestina)

Ho scelto di proposito di non parlare del drammatico 7 ottobre di cui ieri era il primo anniversario…e mi ritrovo a parlare della guerriglia urbana scoppiata tra ultrà, forze dell’ordine e manifestanti pro Palestina. Ho visto delle scene che immaginavo verificarsi in Paesi non civili: lanciare cartelli stradali contro le Forze dell’Ordine in servizio è da scellerati. Non placa il mio disappunto sapere che siano terroristi quelli che vanno in giro con le bombe nello zaino. Protestare pacificamente è lecito, aggredire no. Almeno 34 persone sono rimaste ferite, una ragazza colpita alla testa, sperando che il bilancio non si aggravi. Seguo q.b. la questione dai vari servizi e notiziari. Sono pienamente d’accordo che nella martoriata terra debbano coesistere due Stati, proposta fatta in altri tempi e scartata dai Palestinesi. A proposito di altri tempi, ero insegnante alle prime armi quando mi trovai tra le mani l’opera narrativa – allora si usava – Olive Nere di Enzo Demattè, uscita nel 1986, Mursia editore. Non mi ricordo quasi niente della storia, ambientata in Germania con protagonista una ragazzina disabile, ma l’ulivo c’entra: per il popolo ebraico è simbolo di giustizia e di sapienza. Evidentemente se ne parlava – e scriveva – vari decenni fa, ma da allora la situazione è degenerata. Da un anno è in corso la guerra che si sta allargando, anziché risolversi. La parola pace non ha presa e invocarla è aleatorio. Un centinaio di sequestrati da Hamas sono ancora prigionieri e le disgrazie dell’Ucraina sono slittate in secondo piano dopo l’ingresso nelle operazioni militari del Libano, sostenuto dall’Iran. Nubi tossiche si addensano all’orizzonte. Ciò che ci viene risparmiato in casa, ce lo riversano addosso le varie frange di oppositori che si cimentano in ‘bravate’ di ignobile violenza.

6 pensieri riguardo “Guerriglia urbana (pro Palestina)”

  1. Capisco la tua frustrazione. Le guerre sono uno degli aspetti più tragici della storia umana e spesso sembrano prive di senso…Ancora di più è ancora presente in me l’esperienza che ho vissuta quando viaggiavo per l’Europa: l’odio che veniva generato dalla popolazione della Germania dell’Est contro il popolo Russo, che poi il popolo Russo non centrava niente, era chi comandava che decideva; conquistatore e liberatore dalla guerra che inizio Hitler, pazzesco una guerra contro il mondo per comandare il mondo, ma le reclusioni che ho viste erano tremende, tanto che ho passati 3 giorni in galera per aiutare dei bambini…Le motivazioni sono tantissime: potere, risorse, ideologie, paura. Ma spesso il vero  orrore risiede nella sofferenza inflitta a persone innocenti. La speranza è che un  giorno, con l’educazione e la comprensione reciproca, si possano evitare conflitti simili…Il mondo è complesso e sembra che i conflitti siano sempre presenti. Eppure, esistono esempi di pace raggiunta e mantenuta attraverso il dialogo, l’educazione e la cooperazione internazionale, Anche se molti sono contrari all’ Unione Europea non possono valorizzare che sono molti anni che nella nostra piccola Europa non ci spariamo più… È importante continuare a sperare e lavorare verso un futuro migliore, anche quando

     sembra irraggiungibile, le piccole azioni possono fare la differenza… ivano

    Piace a 1 persona

    1. Parole sagge e sante! Dialogo, educazione e cooperazione internazionale sarebbero un’ottima ricetta, a volerla applicare. Vero che nella vecchia Europa abbiamo goduto di un lungo periodo di pace…interrotta da quanto successo in Ucraina… Sperare e lavorare per un futuro migliore è d’obbligo! Grazie, ciao!

      "Mi piace"

  2. La speranza che questo orrore si possa fermare è grande ma ogni volta che una proposta sembra concretizzarsi, la trattativa si interrompe così la prospettiva di una fine dei combattimenti si allontana.

    Tutti parlano di come condurre la guerra ma non come fermarla.

    È inaccettabile anche quanto successo a Roma durante la manifestazione pro-Palestina.

    Piace a 1 persona

Lascia un commento