Colmelli in musica

Colmelli in musica: quarto appuntamento nel parchetto di Via dei Tigli, a due passi da casa mia. Potrei seguire lo spettacolo dal portico dove mi godo la sera, ma non sarebbe la stessa cosa. Di fronte alle giostre per i bambini è stato montato il palco e decine di sedie gli fanno corona, diverse già occupate. In prima fila è seduto un signore che indossa una t-shirt nera con la scritta: “Fans di Sabrina Salvestrin”, l’artista che si esibisce nella duplice veste di cantante e fisarmonicista. Il repertorio prevede la proposta di brani degli Anni Settanta, italiani e stranieri. Apprezzo particolarmente quelli di Lucio Dalla, ma la cantante non si risparmia, alternando l’uso della fisarmonica alla sola voce. Un valore aggiunto alla performance, è vedere dietro il palco dondolarsi dei bimbi sulle altalene. Inevitabile un tuffo nel lontano passato quando la bambina che fui si divertiva sul biscol. E poi, che facevo negli Anni Settanta per non ricordarmi di aver sostenuto questo o quel cantante? Ah ecco, ero impegnata nello studio, non proprio ‘matto e disperatissimo’ come quello di Giacomo Leopardi, comunque tosto. Fino alla laurea poche distrazioni, musica compresa. Poi è andata un po’ meglio, tenendo tuttavia il divertimento a margine. Convengo che la musica sia un ottimo collante tra le persone, più di altre forme artistiche che richiedono maggiore introspezione e coinvolgimento. Non sono una patita di canzoni ma ho le mie preferenze dove trovo Riccardo Cocciante, Mia Martini, Aznavour, Ermal Meta, Cesaria Evora, cantante capoverdiana struggente che ascoltavo in sottofondo mentre scrivevo l’ultimo romanzo. Invece non mi entusiasma più come una volta la musica popolare, allegra ma ripetitiva. Perciò quando Sabrina attacca con i noti valzer mi alzo e raggiungo Antonella, la vice sindaco per alcune informazioni. Da casa gusto la parte finale del concerto, un gradito regalo estivo del Comune agli abitanti di Castelcucco e non solo.

5 pensieri riguardo “Colmelli in musica”

  1. Bene!!! Io non c’ero, ma da casa sentivo la musica e mi riprometto di esserci per la serata finale, in piazza con la filarmonica di Crespano del Grappa.

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  2. La musica dona emozioni e la fisarmonica è lo strumento che conserva un “sapore: popolare.

    Ho avuto il piacere di assistere più volte a concerti della Fisaorchestra Armonia al Teatro Comunale di Treviso nella quale suonavano mia figlia e mio genero. La suggestiva cornice del tetro e la bravura dei musicisti hanno reso emozionante la serata.

    È bello ballare sulle note di una fisarmonica, ma è bello anche sognare ascoltando la musica.

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    1. Hai reso bene l’idea del conforto che viene dalla fisarmonica. Tieniti cari i tuoi fisarmonicisti: Franco, Nicoletta, tuo genero…che ho avuto il piacere di sentir suonare. La fisarmonica mi è particolarmente cara, perché la suonava anche mio figlio da piccolo e io ogni tanto l’ho strimpellata…fino all’esordio dell’ultimo attacco artrosico. Spero di riprenderla ‘in braccio’! Ciao, grazie 🫶

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