Papa Bergoglio autore

Ho terminato la lettura di LIFE, autobiografia di Papa Francesco in collaborazione con il vaticanista Fabio Marchese Ragona. Il sottotitolo La mia storia nella Storia introduce il contenuto della narrazione, distribuito in XIV capitoli per un totale di 329 pagine che non sono affatto un mattone. La parte del vaticanista è scritta in corsivo ed è marginale, a mio dire rispetto a quella raccontata dall’illustre autore che non condiziona il mio modesto parere. La prima considerazione che mi viene da fare è che il Pontefice sia riuscito a dedicarsi a questa impresa letteraria, nonostante i molteplici impegni che derivano dal suo ruolo. Ma è Lui stesso che chiarisce: “Perché soprattutto i più giovani possano ascoltare la voce di un anziano e possano riflettere su ciò che ha vissuto il nostro pianeta, per non ripetere più gli errori del passato”. Infatti il racconto abbraccia un periodo che va dalla Seconda guerra mondiale alla pandemia di Covid-19, durante il quale Bergoglio si sofferma sui momenti cruciali vissuti da protagonista. Essendo lui argentino, percepisco un coinvolgimento particolare quando parla dei ‘cartoneros’ del suo Paese. Ma ho letto con vivo interesse anche il cap. XII dedicato alle dimissioni di Benedetto XVI e alla sua elezione al soglio pontificio nel marzo 2013. Nelle prime pagine descrive con affettuosa ammirazione nonna Rosa che insegna al piccolo Jorge a pregare. Certo il dietro le quinte era molto positivo e nel corso della vita Mario Bergoglio ne ha conosciute di persone importanti, ma anche emarginate che ha aiutato in vari modi. Nell’ultimo capitolo, intitolato “Una storia ancora da scrivere” accenna soltanto ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, perché “le cose sono in divenire…ma ogni giorno ho implorato al Signore il dono della pace”. La parola pace, che Papa Francesco nomina spesso dovrebbe finalmente entrare nel vocabolario dei grandi che invece la ignorano.

6 pensieri riguardo “Papa Bergoglio autore”

  1. “La storia ancora da scrivere” dell’ultimo capitolo dovrebbe essere quella più influente visto che il passato dovrebbe averci insegnato. Non solo a quelli come me che non sono molto intelligenti, ma soprattutto al Papa… Il papa stesso dovrebbe sapere cosa significa. Pace; in pratica è un concetto facilissimo ma che purtroppo le nostre menti lo interpretano in modo diverso… Bisogna assolutamente dare a chi può chi comanda come il Papa che desidera cessare le ostilità senza risolvere le cause profonde del conflitto e questo per lui dovrebbe essere il primo passo. Cosa che non fa mai è troppo facile parlare con le mani in tasca… La pace è in pratica, il ripristino assoluto della verità del diritto internazionale della libertà dei popoli e anche la presenza di giustizia e rispetto reciproco, cosa che non è mai accaduta su questa terra. Calpestata dall’uomo… È inutile che Dio dicono che interviene e risolve tutti i problemi. Mi sa che non ha proprio voglia di far niente !!! Anche il Dalai Lama con la sua forza universale da grande predicatore non combina un tubo, ci vuole poco, è uno stato di armonia di comprensione reciproca di giustizia, per aggiungerla richiede gli sforzi collettivi e non parole. Ho visto ieri un documentario sugli scimpanzé, sembrano animali docili, ed invece nemmeno loro nella loro condivisione di gruppo, sono in pace tra loro… La pace con la nostra mente non è una realtà !!!

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    1. Il tuo parere è in conflitto con quello di Giancarlo che conosci e hai apprezzato. Di certo al Papa non compete fare miracoli (almeno da vivo) e inoltre ha i suoi denigratori. Deve essere arduo fare il capo della chiesa e ‘barcamenarsi’ tra i marosi! Specie a un’età avanzata quando sarebbe legittimo riposarsi. ‘Parlare con le mani in tasca’ è da attribuire a molti politici fanfaroni, ma non si addice al nostro pontefice…questo almeno è ciò che penso. Ciao, alla prossima!

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