Benigni, l’arte di far ridere (e pensare)

Che spettacolo lo show di Roberto Benigni che chiude la Giornata Mondiale dei Bambini con il Papa e più di 50.000 fedeli in Piazza San Pietro! È nota la capacità comunicativa del comico che fa ridere Papa Francesco “che ha tre anni e tanti giorni” e che bacia “anche se mi hanno detto di non toccarla”. La leggerezza è l’ingrediente principale delle sue battute che non ignorano l’attualità: alle prossime elezioni europee, lui e il Papa potrebbero presentarsi insieme con “il campo largo” che introdurrebbe una svolta. Comunque la parte più ottimistica la rivolge ai bambini, destinatari della giornata, tra i quali suppone ci potrebbe essere il futuro Michelangelo, la futura Rita Levi Montalcini o addirittura il prossimo Papa. I bambini hanno bisogno di modelli positivi e Benigni li estrae dal suo cuore come il mago estrae il coniglio dal cilindro. Un fuoco di fila di battute tra il serio e il faceto che dura una ventina di minuti e che vale la pena di risentire. Non manca un mea culpa, quando l’artista si rivolge ai piccoli, chiedendo: “Costruite un mondo migliore. Fatelo diventare più bello che noi non ci siamo riusciti”. Da poeta qual è, cita Gianni Rodari e dice che le fiabe possono diventare realtà perché insegnano che “i draghi possono essere sconfitti”. Mi ricordo quando l’attore toscano teneva le lezioni sulla Divina Commedia (ingrediente del post di sabato), nella interpretazione da oscar nel film La Vita è Bella, anche in altre recite buffe comunque mai offensive. Mi fa pensare a un giullare di corte con tanti assi nella manica. Tra l’altro ha confidato che da bambino avrebbe voluto fare il papa…ma per questo sbeffeggiato ha ripiegato sul comico, perché far ridere è una cosa importante. Ad averne di artisti come lui. Se poi non rispetta il protocollo, santa pazienza!

8 pensieri riguardo “Benigni, l’arte di far ridere (e pensare)”

  1. Ho seguito il monologo di Benigni tra il serio e il brioso. Ha toccato tanti argomenti attuali ed ha invitato i bambini a fare della loro vita un capolavoro,portare il bene e rendere gli altri felici.

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  2. Benigni è stato bravissimo nel suo discorso col Papa e poi coi bambini. Comunicativo, accattivante, semplice sensibile. Sa parlare al cuore delle persone a cui si rivolge, sia adulti che bambini, usa un linguaggio comprensibile a tutti e non banale. In una parola, è molto predisposto per queste parti. E dunque faccia questo w abbia il buon senso e la modestia di non avventurarsi in qualunque campo.

    (sono in treno e sto arrivando. Continuerò)

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