Domani è un altro giorno

Sono in ospedale (mercoledì 10), anzi clinica Villa Berica a Vicenza, in attesa di artoprotesi anca destra. Succederà in tarda mattinata, essendo entrata per ultima. Sono arrivata alle sette come richiesto, accompagnata da Saul che come me ha dormito poco. Sbrigate le pratiche per l’accesso, adesso non mi resta che aspettare il mio turno (sono la terza che stamattina si gioverà del robot Mako). Occupo la stanza numero 13 del terzo piano e mi guardo attorno. Due letti, il piccolo televisore in alto; il crocefisso sopra la porta dei servizi sembra vigilare su di me (la mia compagna di stanza è in sala operatoria). Per fortuna c’è una predominanza di celeste che rasserena, in varie nuance: le pareti, gli armadi, lo schienale di sedie e letti, il camice carta di zucchero che mi hanno fatto indossare, il pavimento di piastrelle color acquamarina…mi riportano al mare, dove mi auguro di tornare, camminando leggera sulla sabbia. Stamattina pioveva, adesso non mi pare. Penso ai miei gatti che non mi vedranno per tre giorni – se tutto va bene – affidati alle cure di Marcella e di mio figlio. I canarini oggi resteranno in ripostiglio dove canteranno lo stesso, credo. Ripasso a mente i miei fiori e non vedo l’ora di sedermi sotto il glicine, visitato dai bombi laboriosi. Ieri è sbocciato un Iris selvatico blu intenso e seguiranno a breve gli altri fiori ancora chiusi: spero di godermi lo spettacolo la settimana prossima. L’attesa è abbastanza ansiogena, ma finalmente arriva il momento di entrare in sala operatoria, che si trova al quarto piano ed è piuttosto fredda “per tenere a bada i germi” mi rassicura un sanitario. Altri controlli e firme – che non finiscono mai – finché mi viene fatta l’anestesia epidurale che in pochi minuti mi desensibilizza metà del corpo dalla pancia in giù. E passo nelle mani del chirurgo, coadiuvato dall’equipe e dal robot Mako. Sono nel complesso calma e fiduciosa: sento il dottor Grano avvitare, battere con un martello, trapanare… finché chiede ‘lo stelo’ che mi riporta agli amati fiori (anche se in questo caso è un elemento della protesi). Con questo cenno di natura e di bellezza, sento che l’intervento è andato bene. Grazie a chi si sta occupando di me. Domani è un altro giorno.

12 pensieri riguardo “Domani è un altro giorno”

  1. Bene, mi fa’ piacere che tu sia in vena di scrivere.. ora non resta che tornare a casa e affidarsi alle cure di Federico il ” nostro” bravo fisioterapista Ti chiamo stasera così mi aggiornerai.Ciao👋👋😘😘

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  2. Già fatto Wow !!! Come Descrivi l’attesa nel visualizzare tutto quello che ti gira intorno mi trova alquanto sorpresa, Nel senso che eviti il trauma mentale che si crea in un attesa di un intervento, non cosa da poco, In particolare quando si è personalmente coinvolti. Me lo ricordo bene l’ultimo intervento ero per primo e non ho avuto tempo di riflettere e non è una brutta idea quello che mi rimane impresso è la preghiera che ha fatto la suora sperando che tutto vada bene sia a me che ai medici. Certo c’è tanta tensione e incertezza; mantenere una mentalità positiva e fiduciosa È il minimo che si deve fare, Tra l’altro avevi anche tuo figlio vicino e che aiuta molto… adesso hai tutto il tempo di usare il tuo smartphone o quello che hai per goderti un po’ di rilassamento, Spero che non hai dolori e torni a casa presto Ciao Ada

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  3. VISIONE MENTALE SU OPERAZIONE…

    sotto i riflettori, la paura si dissolve, le mani esperte possono speranza… il cuore batte a tempo di preghiera, e il silenzio culla la tua fiducia… ogni ago, ogni punto, un passo verso il bene, le lacrime segrete, i sorrisi nascosti… la tua anima, una guerriera che non si arrende, affronta l’incognita con coraggio e fierezza… mentre il bisturi danza la sua danza, Io ti auguro un viaggio di guarigione… i giorni più luminosi stanno arrivando, e noi saremo qui a festeggiare insieme il tuo ritorno… Ciao Ada… ivano

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