Scrivere a mano ci dice chi siamo: sembra uno slogan pensato ad hoc per la odierna Giornata nazionale della scrittura a mano o HandWriting Day, istituita nel 1977 in America e dedicata all’arte della calligrafia. Sarà contenta la mia amica Rossella che ha seguito un corso di quest’arte e pure la sua amica Lurdes. Anch’io sono lieta che tra tante giornate, ci sia spazio per la comunicazione scritta, oggi sempre più digitale e meno affidata a carta e penna. Io stessa uso la tastiera per postare nel mio blog e scrivo al pc romanzi e racconti, per ovvie ragioni di tempo e chiarezza. Tra parentesi, nei concorsi letterari rifiutano il manoscritto, e immagino perché. Però le mie poesie nascono dalla matita su carta anche di emergenza – per fermare l’attimo creativo – e uso il retro degli scontrini per appuntare ciò che devo comperare. Quindi non ho rinunciato alla scrittura a mano, a favore della quale ho scritto che: “Le parole hanno sempre un senso, anche se a volte bisogna cercarlo oltre le righe. Dietro la scrittura delle singole lettere ci sono le emozioni, espresse dal tratto lieve o intenso. La comunicazione è un gioco di squadra tra chi scrive/parla e chi legge/ascolta”. La mia non è una calligrafia nel senso di bella scrittura, ma una grafia che denota temperamento, fatta di lettere appuntite e impresse con tensione. Quando scrivo qualche dedica o un biglietto speciale, cerco di controllare la mano per lasciare uno scritto che parli di me e che sia intelligibile. Nel tempo la firma su è un po’ modificata: la A di Ada una volta era ad arco, mentre ora assomiglia alla Torre Eiffel: chissà cosa vorrà dire! La sigla che apponevo sui compiti a scuola è invece rimasta identica: una C ondulata che si allunga in una A a triangolo. Interessante questo guardarsi dentro attraverso i segni della scrittura, la più grande tra le invenzioni.

Scrivere, la mia più grande passione! ❤ Buonanotte!
"Mi piace""Mi piace"