Pecore e Poesia

Rivedo le pecore, che ogni anno in questo periodo sostano nei pressi di casa mia. Sembrano un enorme lenzuolo bianco steso sul campo appena liberato dal granturco. Si spostano a ondate, quando i cani corrono in lungo e in largo perché non escano dal perimetro immaginario. Diversamente dagli anni scorsi, sono di passaggio e non riesco a fotografarle. Anche se le festività sono ancora lontane, vedere un gregge fa tanto Natale e mi trasmette un senso di raccoglimento. Mi ritornano in mente poesie ad hoc. Indimenticabile il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia del Leopardi, dove il poeta paragona la vita del pastore a quella della luna alla quale chiede: Dimmi, o luna: a che vale/al pastor la sua vita,/la vostra vita a voi? dimmi:ove tende/questo vagar mio breve,/il tuo corso immortale? Mi sarebbe piaciuto scambiare due parole con i pastori che però non ho visto, probabilmente riparati dentro il furgone perché è una giornata molto umida. Fantastico se potessi intervistare pecore e agnelli, posso solo immaginarlo con la fantasia. Adesso che ci penso, chi li faceva parlare era Esopo, antico favolista greco, vissuto come schiavo a Samo nel VI secolo a.C. Comperai tanti anni fa una versione delle sue Favole, che conservo ancora da qualche parte. Poi al liceo ne tradussi qualcuna dal greco, tipo quella intitolata Il lupo sazio e la pecora, favole per bambini in realtà piene di saggezza. Profondo conoscitore degli uomini, Esopo attraverso gli animali si riferisce ai caratteri e alle abitudini degli umani. Infine la pecora è un elemento nel presepe di Gianni Rodari, insieme al pellerossa con le piume in testa…come è finito tra le statuine/del presepe, pastori e pecorine,/e l’asinello, e i magi sul cammello/. Così, grazie al gregge in transito ripasso un po’ di letteratura.

19 pensieri riguardo “Pecore e Poesia”

  1. Le pecore mi fanno tanta tenerezza. Non hanno nulla per difendersi. Né artiglio né becco, non indole né agilità. Dipendono totalmente dalla magnanimità del pastore e dalla generosità del cane che le custodisce. Gli agnellini poi me li abbraccerei tutti. Hanno una vocina che sembra quella dei neonati. Grazie Ada…spero che passino anche vicino a casa mia😍

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    1. Le pecore sono animali relativamente pacifici e hanno sviluppato diverse strategie di difesa per affrontare minacce potenziali. Alcuni dei loro meccanismi di difesa include la Fuga: Sono animali veloci e agili, e la loro naturale reazione è allontanarsi dalla fonte di pericolo. Il comportamento di fuga è spesso coordinato all’interno del gregge, con le pecore che seguono il leader o si muovono insieme per aumentare la sicurezza.

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  2. Il gregge di pecore ogni volta che lo vedo mi fa’ tanta tenerezza e mi domando : “bravi i pastori che lo accudiscono ,ma avranno poi un guadagno sufficiente per vivere? Mah!!!!” Una bella intervista ai pastori non sarebbe male !!! Ciao amici lettori!!👋👋

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    1. Giusto pensare anche ai pastori che non hanno certo vita facile. Li immagino pieni di pazienza e riflessivi, un po’ a margine della vita sociale, spero pagati adeguatamente. Ciao, riguardati! 💪

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  3. Cosa pensa una pecora all’interno di un gregge, spinta a seguire il flusso delle sue compagne, condizionata dal comando pericoloso del cane pastore e dal pastore umano: cosa pensa ???
    E’ Lei : Sto vivendo in questo mondo inospitale, contornato dal mio pasto avventato; devo brucare con molta velocità data la mancanza, questa strana razza a due gambe che mi obbliga sempre dove c’è ne di meno e non capisce che serve a tutti; il mondo la terra il prato non è loro. Dicono che non capiamo niente, ritengono di essere sapienti, ma noi pecore siamo più sociali di loro, anche se non abbiamo pensieri complessi come gli umani, noi siamo capaci di rispettarci e condividerci al contrario di quei bipedi che non rispettano come noi la loro gerarchia !!! Noi ci accorgiamo dei pericoli e ci difendiamo rimanendo tutte vicine per aiutarci cosa che non fa il bipede, i nostri istinti sono incomprensibili ma ne andiamo fiere…

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    1. Cosa pensa una pecora all’interno di un gregge, spinta a seguire il flusso delle sue compagne, condizionata dal comando pericoloso del cane pastore e dal pastore umano: cosa pensa ???
      E’ Lei : Sto vivendo in questo mondo inospitale, contornato dal mio pasto avventato; devo brucare con molta velocità data la mancanza, questa strana razza a due gambe che mi obbliga sempre dove c’è ne di meno e non capisce che serve a tutti; il mondo la terra il prato non è loro. Dicono che non capiamo niente, ritengono di essere sapienti, ma noi pecore siamo più sociali di loro, anche se non abbiamo pensieri complessi come gli umani, noi siamo capaci di rispettarci e condividerci al contrario di quei bipedi che non rispettano come noi la loro gerarchia !!! Noi ci accorgiamo dei pericoli e ci difendiamo rimanendo tutte vicine per aiutarci cosa che non fa il bipede, i nostri istinti sono incomprensibili ma ne andiamo fiere…

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  4. Io e mio fratello, in questa stagione, spesso andavamo a scuola “scarrettati” da un pastore al seguito del suo gregge: da Soprapiana a Colbertaldo.
    Due città per te sconosciute Ada?

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    1. Conosco Colbertaldo…ma non la gioia di andare a scuola scarrettata da un pastore! Mi bastava attraversare la strada! Personaggi mitici che immagino colmi di umanità, perché non inquinati dal progresso. L’evoluzione ha i suoi costi ma il rapporto uomo/ambiente/animali non ci guadagna molto. Sereno pomeriggio, ciao! 🐑

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