Rosalba Carriera, artista veneziana

Armando Contro, il mio compianto professore di Liceo Classico nominava Rosalba Carriera (Venezia, 12 gennaio 1673 – Venezia, 15 aprile 1757), nome che sento proferire in coda al telegiornale regionale: Venezia infatti le dedica una mostra. Così il ricordo si lega alla curiosità e mi documento su questa importante artista veneziana che usava l’arte come via per la sua emancipazione. Pittrice e ritrattista, nonché miniaturista su avorio, tant’è che è ritenuta la “regina” delle miniature. Nel ‘700 ne dipinse quasi duecento in cinque anni appena, lasciandoci gli occhi. Infatti sui dettagli consumò la vista, diventando quasi cieca. Il responsabile del Museo Civico del ‘700 Veneziano Alberto Craievich, in un’intervista afferma: Era una donna colta, parlava il francese, apprenderà anche l’inglese… L’arte è la via per la sua emancipazione. Insieme con la sorella compra casa sul Canal Grande e non si sposa. Scrive lei stessa un diario, con ricche informazioni. È ritenuta la più grande pittrice del Settecento, preferendo la tecnica del pastello, non solo per gli schizzi, ma per l’opera completa. Crea un atelier di pittura dove lavorano anche le due sorelle, dimostrando un’attitudine imprenditoriale rara per una donna del suo tempo. Tra gli estimatori, Federico Augusto di Sassonia, il conte Antonio Zanetti e il segretario dell’ambasciatore inglese a Venezia Cristian kool. Pare che le sue tabacchiere dipinte andassero a ruba. Certo non era una popolana e ricevette una buona educazione. Mi piace che abbia valorizzato l’indole artistica, minimizzando l’aspetto fisico che non la favoriva. Suppongo che allora fosse anche più di ora difficile emergere, ma Rosalba a 24 anni era già una star! Una femminista ante litteram, una donna giudiziosa ed abile che ha lasciato in eredità un patrimonio di bellezza.

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