Poco prima delle otto, in coda al telegiornale su Rai1 seguo l’intervista a Claudio Baglioni, 72enne cantautore e musicista romano che in oltre cinquant’anni di carriera ha raggiunto una considerevole popolarità. Il concerto allo stadio centrale del Foro Italico tuttora in corso (termina il 30 settembre ) si chiama “A Tutto Cuore”: un rock – opera show ispirato, visionario, vitale che sta avendo grande successo. È il terzo show multimediale, con 101 persone sul palco più lui, con suggestioni che arrivano da luci, schermi e proiezioni. Le canzoni come novelle che compongono un romanzo. Tra i titoli più noti Strada facendo, Questo piccolo grande amore, Amore bello… tra i 38 brani scelti (40 album pubblicati), un piccolo pezzo del suo enorme repertorio. Il desiderio del cantautore è stupire il pubblico regalando tre ore di “uno show di evasione per fare crescere il numero di cose sognanti e contrastare così quanto di brutto succede nel mondo”. Apprezzo e condivido l’obiettivo dell’artista che attribuisce all’arte “il modo di sopportare la vita” grazie alla collaborazione tra palco e platea. Queste dichiarazioni mi piacciono molto perché anch’io scrivo con lo stesso obiettivo: di elevarmi dalla routine e di condividere emozioni riflessioni e fatti con i lettori. Certo il mio palco è molto ristretto, non ha bisogno di luci ed effetti speciali, ma percepisco un cuore che pulsa dietro i commenti e una mente aperta, disposta a mettersi in gioco e a confrontarsi. Claudio Baglioni ha condotto con garbo due edizioni di Sanremo, nel 2018 e nel 2019, mentre emergeva nel 1985 per la sua Questo piccolo grande amore, vincitrice del concorso “Canzone d’amore del secolo”. Tra i vari premi ricevuti, segnalo il Premio Tenco 2022 alla carriera. Carriera in ascesa di un artista di bella presenza e bei modi. Bravo Claudio!

La mia canzone preferita è: Mille giorni di te ,di me. Che mondo triste sarebbe se non ci fosse l’ arte e la musica in particolare ? 🤩🤩🤩
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L’ho incontrato dal vivo in un volo aereo mentre andava da Venezia a Roma. Era, credo il 1978…
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Però…che impressione ne provasti? Cambiata poi?
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Leggerezza e riservatezza. Ho poi partecipato a un suo concerto ma in quel caso… non gli ho chiesto l’ autografo!
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Riservato e leggero anche tu! Due signori! 👌
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L’idea di “elevarsi alla routine per godere al di fuori della realtà” io la vedo in diversi modi, mi sembra suggerire che a volte è necessario allontanarsi dalle normali abitudini quotidiane che di solito sono sempre valutate come difficoltà e non come accrescimento per apprezzare e godere di esperienze straordinarie o fuori dall’ordinario. Questa cosa la vedo avere senso in alcune situazioni, ma ha alcune sfumature: Quello che viviamo tutti i giorni sono le necessità di sopravvivenza; sonno o nutrizione o avere un tetto o la salute mentale e risolvere queste priorità può portare a una felicità vera e presente; diversamente che spegnere per qualche ora la routine per fare un bel sogno che non posso toccare ma solo immaginare, che comunque è un piacere di intelletto ma senza continuità rimane comunque una spirale mentale bella anzi bellissima direi indispensabile per il nostro sistema celebrale ma molto sospeso nel niente.
Scusami ma credo che la questione di equilibrio è di comprendere cosa ti renda veramente felice e soddisfatto nella vita. Non credo ci sia una risposta unica per tutti, ma valutare periodicamente le nostre priorità, apprezzare la routine quotidiana e cercare opportunità per nuove esperienze può essere un modo giusto per affrontare questa questione.
Comunque complimenti per la tua visione …
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