Silenzio e Speranza

Domenica delle Palme, ore otto (ieri mattina erano le sette; dalle due è ritornata l’ora legale): silenzio anomalo, quasi inquietante! Siamo in zona rossa, di domenica, con le lancette spostate in avanti… ero abituata ad altri risvegli, quasi chiassosi, con motorini roboanti, cani gaudenti in passeggiata col padrone, runner salutisti in esercizio a ridosso dei campi. Sembra che le persone siano uscite di scena… ma so che ci sono. Stanno aspettando, come me che la tempesta si allenti perché chissà quanto ancora ci vuole perché possiamo uscire tranquillamente allo scoperto. Gli uccellini in libertà azzardano timidi pigolii, solo dopo un’ora abbondante riprendono a cantare, è già qualcosa. Dietro un cielo immusonito si intravede qualche spiraglio di luce, forse pioverà, non si sa. Mi chiedo come nobilitare la domenica precedente la Pasqua, quanto a penitenza sono a posto. Uno spot televisivo suggerisce, tra cinque consigli forniti, di sorridere, che equiparo al detto “Fare buon viso a cattiva sorte”, diciamo la verità! Magari chiamiamola resilienza, ma la sostanza è la medesima. Accendo la radio per sentirmi in compagnia, riconosco alcune voci, scrivo. A poco a poco la luce prende piede, il panorama si rasserena. La zona dove abito è prediletta dai merli, ma oggi, data la ricorrenza, sono protagoniste le tortore, che da qualche parte tubano ossessive, Pia ne sa qualcosa… Campane, sento suonare le campane! È un messaggio rincuorante: nonostante l’esordio sotto tono, sarà una buona domenica.

Post compleanno

Oggi mi godo gli effetti collaterali del compleanno, festeggiato “da remoto” in zona rossa, ma riempito di telefonate e messaggi fino a sera. Trovando occupato, qualcuno ha rimediato stamattina: devo dire che non mi sono sentita sola, anche se ho rinunciato alla tradizionale torta con candeline. Anzi, a farmi memoria ci ha pensato Antonietta, che mi ha inviato una foto augurale, con tanto di numero simbolico delle primavere, che io per prima stento a riconoscere… sarà l’effetto dell’età o dello “spirto guerrier ch’entro mi rugge”, per dirla col Foscolo, poeta a me caro. Se proprio devo considerarmi anziana, mi sia concesso di presentarmi come giovane anziana, e stendiamo un velo sugli acciacchi che non risparmiano nessuno, da un certo punto in poi. Ivano, un amico coetaneo, dalla Spagna mi chiama “ragazza” ed è paladino di una filosofia del sorriso che male non fa. Massimiliano dalla Sardegna mi ha inviato delle foto scattate durante il trekking di domenica, alla vigilia del cambio di colore dell’isola, una boccata di ossigeno dal mare. Per restare in tema, che dire del suggestivo dipinto “Il faro e la luce” di Noè che farà da copertina al mio imminente romanzo biografico? Accarezzo con gli occhi i fiori che mi sono giunti da parte di Marcella e Manuel, la collana artigianale creata da Roberta, con incisi dei versi miei nella medaglia… un omaggio alla poesia serenatrice. L’arte vibra nel drappo e nei guanti donatimi da Adriana che riproducono un’opera di Van Gogh. Un’amante dei gatti, oltre che dei fiori e del cinema come Serapia, ha scelto per me il libro giusto: “La felicità è un gatto”, con tenera dedica. L’elegante e profumatissima candela di Lucia stuzzica il mio olfatto come un mix di profumi, tanto quanto il set per bagno di Pia con cui ho condiviso il cordiale pranzo l’ultima domenica in arancione. Stamattina Vilma mi ha regalato la sua stima, prospettandomi di scrivere una biografia sul padre Enrico Cunial, mio caro maestro di quinta elementare. L’idea di scrivere ancora mi lusinga: alla vigilia dell’uscita del mio decimo lavoro letterario, è di per sé un ricostituente. Il mio 68esimo anno inizia con un bel progetto. Incrocio le dita!

Equinozio di Primavera

Equinozio di primavera… con temperature molto al ribasso. Però il cielo è terso e luminoso, perciò ci dobbiamo accontentare. Anche la coda dell’inverno ha i giorni contati. Spero che il mio vecchio albicocco in fiore resista all’escursione termica e alle raffiche di vento. Del resto non sono una novità questi sbalzi: molti anni fa, con un collega e rispettive classi uscimmo per una escursione sul territorio proprio il giorno di primavera e ci sorprese la neve. Dev’essere così da parecchio, se il mese di marzo per antonomasia è definito “pazzerello” nel proverbio “Marzo pazzerello, guarda il sole prendi l’ombrello”. Da casa mia si nota la spruzzata di neve sul Grappa. Immagino che tra una settimana la situazione sarà diversa, a ridosso di aprile. Mi piace ricordare che domani si conclude la settimana della Poesia, mezzo salutare per esprimere sentimenti emozioni e riflessioni. Anch’io contribuisco per mio conto, spesso ispirandomi alla natura e talvolta ai capricci del tempo. Prima di sera mi applico e vedo se esce qualcosa di decente da proporre all’attenzione dei miei lettori, che sono invitati a fare altrettanto. Ovviamente se d’accordo. A domani!

Almeno dall’inverno stiamo per uscire…

Il vecchio albicocco sta fiorendo: me ne sono accorta, spalancando i balconi stamattina e l’occhio si è posato su una trina rosata. Quando sono andata a fotografarlo, ho sentito un bombo girargli attorno. Nonostante la giornata sia lattiginosa e manchi il sole, la natura comunica che il cambio stagionale è prossimo. In un angolo del giardino sono ricomparse le viole e sui rami delle ortensie sono spuntate le gemme. Ieri mi sono regalata una mimosa che ho fatto mettere a dimora davanti alla cucina, così posso vederla dalla finestra e tutti quei morbidi pallini gialli mi faranno sorridere, che non è male in questo tira e molla di chiusure e aperture. A proposito di giallo, stiamo per sostituirlo con l’arancione… sta diventando uno stillicidio cromatico la cartina dell’Italia, ogni mese un aggiornamento non sempre positivo. Ci dicono che siamo all’ultimo miglio, ma la risoluzione del problema è ancora lontana e la vaccinazione slitta… mi aggrappo alla speranza di una accelerata, perché dopo un anno siamo tutti provati. Finora non mi sono ammalata, fisicamente intendo dire, ma il morale non è alle stelle. A casa c’è sempre qualcosa da sistemare, per una disordinata creativa come me… ma vorrei condividere con qualcuno il frutto del mio impegno, senza forzare… però percepisco una comprensibile reticenza, così non insisto oppure desisto. Abbiamo rinunciato alle festività natalizie ed è risaputo che saranno sacrificate anche quelle pasquali, per evitare pericolosi assembramenti. Non c’è alternativa, dobbiamo farcene una ragione. Non mi resta che curare la frustrazione a colpi di gemme!

Verso la bella stagione

Dopo tante settimana, oggi scrivo il post all’aperto! Mi godo il tepore del sole e, a tratti, un colpetto d’aria. I canarini maschi sotto il portico cantano e Astro, il vecchio cane diventato la mia ombra, zampetta tra le foglie della recente potatura cui è stata sottoposta la siepe. Dall’alto, nel cielo terso giunge il rombo di un aereo. Nessun altro rumore in questo mezzogiorno di fine febbraio, saranno tutti a pranzo… meno la sottoscritta che, da single, si prende la libertà di mangiare quando vuole. Oggi, viene prima il sole! Spero che sia l’inizio di un periodo all’aperto, di cui godere a casa propria senza mascherina. Nel pomeriggio torneranno i tre ragazzi giardinieri che mi restituiranno i miei spazi verdi e fioriti: non vedo l’ora! Sono stata al mercato di Fonte e ho puntato il banco dei fiori, dove ho acquistato una ciotola di narcisi mignon; astutamente i dieci bulbi sono stati sistemati in un contenitore giallo che allude alla rinascita, alla mimosa e alla non lontana Pasqua. Oltretutto il giallo è il mio colore preferito, a pari merito con il celeste. Che vada a braccetto con l’ottimismo, tanto meglio: sono sicura che ne abbiamo tutti un gran bisogno, per intraprendere col piede giusto il viaggio verso la bella stagione. E che il Cielo ci assista!

Tempo di potature

Oggi, giardinaggio! Tre baldi giovanotti che rispondono al nome di Diego, Devis e Davide si stanno occupando di rivitalizzare il mio giardino: potare la siepe, cimare gli arbusti, contenere l’espansione del glicine, selezionare i rami buoni delle Ortensie… un sacco di interventi su uno spazio di medie dimensioni, riempito troppo nel tempo. Da sola non saprei occuparmene, oppure ci vorrebbe un tempo infinito. Mi basta dedicarmi ai fiori, che non sono pochi. Rinuncio all’orto, che richiede tempo e dedizione. Eventualmente sarei favorevole ad una variante pensile, che mi impedisse di piegarmi, per via dell’artrosi all’anca. Valuterò. Certo che vent’anni fa, quando presi possesso della mia casa a un piano e mezzo, con adeguato scoperto, non pensavo che tenere in ordine la zona verde richiedesse tanta cura… non si finisce mai di imparare! Comunque oggi sono in compagnia e questi tre ragazzi, coetanei di mio figlio, sono un inno alla salute e alla competenza in ambito ambientale, settore che richiede molti interventi in questa coda dell’inverno. Tra una decina di giorni sarà marzo e l’idea mi piace, perché spero ci saranno novità positive per l’economia, la sanità, l’umore. Immagino le prime viole sotto il pino della chiesetta di santa Lucia e le lucertole che scorazzano sulle ruvide pareti esterne del millenario edificio. Mi auguro che Astro, il mio amico cane, sia ancora in vita (va per i 17 anni): lo porterò ad annusare la siepe di bosso e insieme ci stupiremo del ritorno della bella stagione.

Quaresima

Oggi, primo giorno di Quaresima: alla fine dei quaranta giorni arriverà la Pasqua di Resurrezione, che mi auguro sarà anche di liberazione da questa asfissiante pandemia! Abbiamo il nuovo governo ed è partito il piano vaccinale: ho fiducia in Draghi e confido nella collaborazione dei Ministri. Cosa posso fare io, minuscola goccia nell’oceano? Intanto non buttare la spugna, anche se a momenti mi verrebbe da farlo, perché mi sento confinata a vivere come sotto una campana di vetro che sta esaurendo l’ossigeno. Vedo mascherine ovunque che hanno messo all’indice quelle belle del carnevale appena passato. Sono sopravvissuti i dolci tipici, ma consumati con moderazione, considerato che per scaricare l’ansia da covid-19 sono state introdotte molte più calorie. Niente sarà più come prima… l’ottimismo della ragione mi sussurra che potrebbe essere meglio di prima! Magari, intanto cerchiamo di arrivarci! I miei conforti sono i fiori, i colori, scrivere… e avere risposte dai frequentatori del blog: Lucia, Piero, Martina, Marcella, Manuel… Antonietta. Se si aggiunge qualcun altro niente di meglio, la rete di sostegno affettivo si irrobustisce. Altre persone leggono soltanto, oppure mi rispondono a parte, per elegante pudore verbale: Pia, Serapia, Rossella, Paola, Marisa… forse altre che ignoro. Comunque grazie a tutti. L’idea del blog mi ha offerto un ponte da percorrere in buona compagnia. Dall’aula del Senato le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi sulla fiducia al Governo fanno ben sperare.

Ciao, Febbraio!

È noto il proverbio sul mese più corto dell’anno, che spero venga smentito dai fatti. Intanto Febbraio inizia col sole e temperatura quasi gradevole. Da oggi siamo in zona gialla, colore vitaminico per eccellenza, il mio preferito insieme con il celeste. Come di consueto, vado al mercato nel paese vicino, dove il banco dei fiori è un’esplosione di variegate Primule; ne compero una rossa e una gialla, insieme con dei Giacinti, perché ho bisogno di profumo e di colori. Non so come sarà domani, giorno della Candelora, ma oggi va bene così com’è. Tra un mese, atmosfericamente saremo in primavera e trovo questo dato incoraggiante, se sommato all’aumento delle vaccinazioni anti covid e al calo della pandemia. Convinta che siamo in moltissimi in attesa di tempi nuovi, provo a sintetizzare a mente il contenuto dell’articolo della dottoressa Graziottin letto sul Gazzettino, al bar finalmente riaperto. La sua rubrica si intitola Passioni e Solitudini, oggi destinata proprio alla solitudine, di cui individua tre tipi: oggettiva, emotiva e ambientale. Suppongo che la più pesante sia quella emotiva, che può colpire anche chi sta in mezzo alla folla (se interessa il tema, meglio andare a rileggersi l’articolo, perché potrei riferire per errore). Comunque la dottoressa elargisce anche dei suggerimenti per rimediare eventualmente al problema. Ho registrato attività fisica ed esercizio mentale. Beh, anche andare al mercato e passeggiare tra le bancarelle è piacevole per il corpo e lo spirito. Con la lettura del quotidiano nutro la mente. La prima parte della giornata è servita. Domani è un altro giorno.

La luce del mattino… e della speranza

Incredibile come il paesaggio muti rapidamente di prima mattina, tra le sette e le sette e mezza: si passa dall’oscurità della notte all’esplosione della luce che pare scaturisca dalle montagne che si tingono di rosa, mentre la luna cala dietro la vetta più alta. Me ne accorgo dallo studio mentre sto scrivendo ed esco per immortalare l’attimo fuggente. Fa freddo, sono i giorni della merla ma è un buon segno perché preannuncia una buona primavera (ne abbiamo bisogno). Ieri sera c’era la luna piena, che da sola è uno spettacolo, stimolatrice di versi poetici e non solo. Febbraio è alle porte e mi aggrappo alla speranza di una primavera non più blindata, ma anzi liberatoria di restrizioni. Ben venga la vaccinazione di massa, a restituirci un po’ di libertà. Siamo tutti provati da dieci mesi di vita sotto vetro, oppure sovraesposta, come nel caso di chi lavora in prima linea, e ne conosco di persone che hanno dovuto rinunciare a ferie e prebende per il bene comune. Bene, oggi concludo col pensiero giunto con un messaggio che mi pare appropriato al contesto: La vita è come il flusso delle maree. Ci sono alti e bassi. Quello che devi ricordare è che durante la bassa marea trovi le conchiglie più belle (le cento porte).

Prima domenica dell’anno

Che bella cosa, il sole! La neve è bella da vedere, ma il sole è energizzante, tira su come una tazza di caffè di prima mattina. All’inizio dell’anno pare un monito incoraggiante, per ricaricare le pile dell’umore ed affrontare la risalita della china. Siamo in zona rossa, domani tregua e poi torniamo in zona rossa fino all’Epifania (tra parentesi, mai piaciuto il colore rosso…). Sono ansiosa di vedere cosa succederà dopo, sperando in un calo dei contagi che in Veneto sono esorbitanti. Mi ero illusa che la seconda ondata sarebbe stata più soft della prima, invece sappiamo com’è andata. Ho modificato le mie abitudini in senso restrittivo: spesa una sola volta la settimana, uscite a piedi in piazza (200 metri) motivate, niente parrucchiera che esercita nel paese confinante, il cane fuori all’imbrunire, se non piove. Non essendo una brava donna di casa, non sono attratta dalle faccende domestiche. Potrei sostituire le passeggiate con il tapis roulant, ma mi manca l’entusiasmo per farlo e ho ridotto le sedute. In compenso ho ingoiato diverse praline di cioccolato fondente per la gioia di colesterolo e trigliceridi. Cosa faccio di piacevole? Scrivo, per me, per le amiche, per il blog. Se capita, fotografo, senza pretese s’intende. Ho avviato una storia realistica da dedicare a una persona cara scomparsa, che pensavo di aver concluso a questa data. L’umore al ribasso ha rallentato il ritmo espressivo. Vorrei fosse già primavera e respirare a pieni polmoni aria nuova. L’anno è appena iniziato, devo dargli tempo di crescere, convengo. Realisticamente mi concentro sulla giornata odierna, con il dono del sole. Il resto seguirà a ruota.