Sono stata in Salento un paio di volte, col desiderio di ritornarci. Ho scritto anche una poesia dove immortalo la bellezza del paesaggio marino. Titolo? Salento, una delle trenta poesie corredate di foto della mia Silloge di fotografia e poesia Natura d’Oro (disponibile su Amazon). Se ricordo bene, la mia amica Liliana l’aveva presentata a un Concorso di poesia, facendomi vincere qualcosa, un regalo extra del mio soggiorno pugliese. Anche per questo ricordo che mischia emozioni e poesia mi fa male leggere su IL CORRIERE odierno a pag.6 l’articolo: ‘Il Salento minacciato dagli incendi. Turisti in fuga da resort e spiagge’. La desolazione riguarda ovviamente anche Sicilia e Sardegna dove la catastrofe è iniziata addirittura prima, alimentata dal vento, dall’incuria e, come se non bastasse dalla mano sacrilega dell’uomo. Una cara collega in vacanza a Catania mi ha aggiornato sul disastro. Non oso chiedere ad un altro caro collega com’è la situazione in Sardegna. Il Ministro della Protezione civile Nello Musumeci, nel suo intervento alla Camera dichiara che: “Per domare gli incendi solo tra Puglia, Sicilia, Calabria e Sardegna da domenica sono stati 3.232 gli interventi con l’impiego di 9.846 vigili del fuoco”, numeri che sembrano esorbitanti ma che dovrebbero addirittura lievitare, per contenere i danni. Sento che bisognerebbe agire di più anche in prevenzione, perché alcune zone abbandonate sono un’ottima esca per il fuoco. Agli ingentissimi danni materiali, vanno aggiunti quelli al morale di chi in quelle zone ci vive oppure ci torna. Da parte mia non ho in previsione di tornare a breve in Puglia. Andare in Sardegna al momento rimane un desiderio. L’ammirazione per le terre del Sud e di chi ci abita è ora offuscata dalla constatazione del disastro ambientale verificatosi. Tuttavia anche il Nord combatte con eventi estremi. Sono senza parole.
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Nella morsa del clima tropicale
Gli incendi d’estate sono un evento fisiologico nelle isole e al sud, alimentati dalla siccità e dal vento. Il mio collega Max dalla Sardegna mi informa che la temperatura rilevata ieri era di 46 gradi, mentre Antonietta da Falcade ne registrava solo 17, tanto per ricordarci che la penisola è lunga. Però è raccapricciante che si tratti spesso di incendi dolosi, appiccati suppongo per tornaconto economico privato, in totale noncuranza dei danni all’ambiente, alle persone e alle cose. Durante il telegiornale, vedo che un elicottero addetto alla vigilanza sul territorio viene addirittura preso a sassate dal presunto piromane che poi è stato arrestato. Mi auguro che gli venga inflitta una punizione esemplare, da estendere a quanti ripetono le sue gesta. In Grecia, i turisti scappano atterriti da Rodi in fiamme e all’origine di alcuni incendi c’è la mano dell’uomo. Sono stata nell’isola di passaggio, durante la crociera fatta con mamma nel luglio 2006 e ne custodisco un prezioso ricordo. Dubito che ci tornerò, ma il male che viene fatto là si ripercuote di qua, come se venisse oltraggiata la tela di un dipinto. Anche Corfù brucia. I danni fatti all’ambiente sono enormi, però c’è chi non si accontenta e alza l’asticella dello scempio, incurante delle conseguenze di un incendio che investe le case, gli animali e le persone. “Si sta affrontando una vera e propria guerra”, parole del premier greco. in Italia si registrano fenomeni estremi: tempesta e ghiaccio al nord, incendi al sud. In Pedemontana situazione a macchia di leopardo. In tarda serata ho sentito sbattere violentemente le tende frangisole che a stento sono riuscita a fissare con gli elastici ai bordi del portico. Mi sono fatta coraggio coi tre gatti agitati in casa. Di notte ho sentito ululare il vento, ipotizzando ciò che avrei trovato stamattina. Scampato pericolo. Per questa volta.
Canicola
Bollino rosso oggi in 23 città italiane, tra cui la capitale dove vive mia nipote Cristina. Giusto ieri mi diceva che tiene acceso il condizionatore per Coco, il vecchio cane coker, 12 anni molto amato. Non a caso ha il nome della mitica stilista Coco Chanel, anche se è un maschio. In una foto che mi ha girato, l’occhio languido del cane, tipico della razza rende bene la sopportazione della calura. Ma preferisco un’altra istantanea dove ha la lingua fuori. Da parte mia, accendo il clima a tratti in studio, dove trascorro buona parte del tempo, ma mi dà fastidio la ventola come anche ai gatti che preferiscono ripararsi sotto una pianta. Ho sentito un allevatore di mucche che fa passare sopra il manto delle bestie accaldate una pioggia d’acqua, nel tentativo di abbassare la temperatura. Iniziative che confermano essere il caldo eccessivo un tormento anche per gli animali. Il bollino rosso, contrassegno del Ministero della Salute segnala il massimo livello di rischio. Finora l’anno più caldo è stato il 2022 e l’estate 2023 è prevista ‘torrida’ dagli esperti. Chissà che si sbaglino, comunque dovremo boccheggiare fino alla fine del mese. Vittorio Feltri, 80 anni portati con piglio e disinvoltura ricordava che in passati, d’inverno le persone avevano i geloni nelle mani e d’estate ha sempre fatto caldo. Inoppugnabile. È cresciuto però il disadattamento a stagioni in evoluzione, sempre più bizzarre. Ovverosia non siamo più abituati a sopportare i cambiamenti climatici, sempre più ravvicinati e turbolenti. Non resta che accettare ed adeguarsi, evitando di adottare soluzioni che alla fine risultano più dannose del problema stesso. Sto pensando al gelo di certi ipermercati dove se non indossi la giacca a vento, quando esci ti metti in lista dal medico per curare le cervicali (mi è successo). D’altro canto capisco che tutta l’enorme merce contenuta nei frigoriferi vada salvaguardata. Forse, se consumassimo meno si sprecherebbe anche di meno, energia compresa. Ho sentito che in Francia verrà riconosciuto un buono a chi ricicla scarpe e vestiti. Magari potrebbe essere applicato anche per il cibo, a favore del contenimento dello spreco. Meno spreco, meno energia. D’altronde il problema è planetario: in Cina, centro-nord, la temperatura registrata è di 50 (cinquanta) gradi. Da bambina sentivo la battuta ‘Va in Cina’ come luogo lontanissimo dove mandare qualcuno di importuno. Superata anche quella.
Il caldo non perdona
Dopo Cerbero arriva l’anticiclone Caronte: previste temperature record in tutta Italia. Dubito che i nomi dati agli eventi favoriscano la lettura, o rilettura dell’Inferno dantesco, sebbene rendano l’idea di qualcosa di insopportabile. L’ ondata di caldo africano promette temperature eccezionali. Mi difendo stando in casa e se proprio devo uscire, lo faccio di mattina presto. Questa settimana ho già rinunciato a una puntata a Bibione e a malincuore declino un invito a pranzo fuori casa. Non essendo evergreen, accetto i limiti dell’età e mi proteggo di conseguenza, viaggiando con la mente in buona compagnia delle mie colleghe-amiche che ringrazio: Francesca, Sara, Valentina, Veronica, Elisa. A proposito, ricordo a chi volesse leggerci l’indirizzo da digitare: sixrododactilos.wordpress.com Certo non invidio i ciclisti che nel fine settimana arrancano sull’asfalto bollente. Giusto domani è prevista in paese la gara ciclistica 9° TR. HOTEL MONTEGRAPPA RISERVATA AGLI ATLETI VENETI che coinvolge anche i GIOVANISSIMI di primo pomeriggio: non vorrei essere nei loro panni, e meno che mai in quelli dei genitori, se li spronano a cotal fatica. Ammetto di essere condizionata per un fatto successo in famiglia molto tempo fa: sui 10 anni, mia sorella Lina con tuta e caschetto faceva felice mio padre, pedalando sulle due ruote e partecipò anche a qualche gara… finché non venne colpita per lo sforzo e forse altro da un grave attacco di asma che richiese l’intervento ospedaliero a Padova. Fine della storia. Da allora mai più bicicletta e ambizione ridimensionata paterna di avere un campione in casa. Col tempo anagrafico tutto assume una coloritura più soft. È il tempo meteorologico che si aggrava e non perdona.
Comunque l’estate c’è
Il Gladiolo è un altro bellissimo fiore estivo. Per fortuna, a casa mia alcuni sono sbocciati ed altri lo stanno per fare, mentre l’estate scorsa il miracolo non si è avverato, causa la siccità. Mi stupiscono i tre fiori emersi dalla base del Ciliegio, dove avevo sistemato dei sassi per impedire ai gatti di andare a dissotterrarli. Evidentemente hanno trovato la strada per uscire allo scoperto e la loro resilienza è per me un monito. Oltretutto sono gialli, un colore che mi stimola e mi rincuora. Invece sono blu su fondo verde quelli dipinti sulle tende della mia camera, a sottolineare la predilezione per questo fiore elegante, originario dell’Africa e del nostro Mediterraneo. Simbolo di virilità e di vigore, sembra che diversi secoli fa le donne più giovani lo utilizzassero per adornare le vesti e i capelli. La forza di carattere è rappresentata anche dal nome ‘gladio’ che in latino significa spada. Le sue foglie infatti hanno la forma di una spada e per questo motivo è associato alla forza. Come l’Ortensia è privo di profumo, ma per me non è una limitazione. Osservandolo, ieri mi è venuto di buttar giù due versi che lo vedono apripista di una poesia estiva che trascrivo così, tanto per sopportare il caldo. COMUNQUE L’ESTATE C’È Vorrei essere un gladiolo variegato/verso l’alto proiettato,/incurante dell’estate afosa./Anche una mora gustosa,/nascosta tra il fogliame dell’orto/in apparenza morto/con la scorsa siccità/ed ora straripante/di lavanda e pomodori/tesori della natura sorprendente./ Non oso lamentarmi di niente,/salvo mosche, zanzare e tanto rumore/che non fa proprio bene al cuore./Comunque l’estate c’è:/prendiamola com’è!//.
Benvenuto luglio
Ciao luglio… che devi il tuo nome al mitico Gaio Giulio Cesare, ti presenti meglio rispetto al tuo omonimo dell’anno scorso quando si boccheggiava per il caldo e la siccità. Stanotte ha piovuto e stamattina non guasta la manica lunga, mentre scrivo sotto il portico con gradevole temperatura di 19 gradi alle otto. Tutto benessere, finché dura… Si sa che rappresenti il cuore dell’estate quando molti respirano vacanza. Ad esempio studenti e professori. Licenziati quelli delle medie, adesso tocca ai maturandi, ma prima o dopo il cerchio si chiude, con buona pace di ciò che l’anno scolastico ha lasciato. Anche gli insegnanti vanno/andranno in vacanza ed io mi unisco al coro deigli Evviva per solidarietà e per condivisione. L’ elenco completo dei colleghi cui augurare buone vacanze, dal Veneto alla Sardegna sarebbe lungo, perciò mi limito ai docenti più ‘vicini’: Massimiliano, Adriana, Rossella, Paola, Valentina, Veronica, Lisa, Antonio … con estensione ovviamente a quelli che sono in pensione. So che non saranno tutte rose e fiori, sono abbastanza navigata da metterlo in conto… però, caro Luglio potresti fare il miracolo di restituire la piccola Kata ai suoi genitori. Per non parlare della guerra alle porte di casa che sta diventando una malattia cronica ingravescente. Purtroppo le disgrazie accadute non si possono rimediare, ma se distribuisci a pioggia un surplus di buonsenso, attenzione e prudenza si potranno limitare ulteriori danni. Da parte mia, mi tengo stretto quello che ho: salute, libertà, hobbies e buoni contatti. Se farai il bravo, può essere che ti dedichi una poesia! Calorosi Saluti!
E(state) a casa
Oggi è l’ultima domenica di primavera. Per la settimana prossima è anticipato il gran caldo: tutto nella norma, purché ci vengano evitati gli effetti collaterali legati all’afa. Dal solleone dovremmo avere imparato a difenderci. D’abitudine io mi sposto di mattina e mi riposo al pomeriggio, al riparo sotto il frondoso glicine o dentro casa, protetta dai due portici, uno a est e l’altro a ovest. Dell’estate mi disturbano i rumori, tipo il rombare dei motorini truccati, l’abbaiare fastidioso di alcuni cani, le tosaerba e le seghe in attività, mentre mi rilassa il ronzio degli insetti laboriosi come i bombi e le api. Il discorso cambia per zanzare e pappataci, al momento poco numerosi. Amando il silenzio, posso contare sulla discreta compagnia degli ospiti del vicino camposanto che talora diventa luogo chiassoso per incontri ravvicinati di scooter e biciclette, sebbene il paese disponga di un campo sportivo. Il rovescio della medaglia stagionale che apprezzo è rappresentato dalla luce, dal caldo, dai colori dei fiori, dalla verdura e dalla frutta che posso gustare a metro zero. Sto vigilando sulla maturazione di lamponi e mirtilli, ma mi dovrò accontentare di qualche albicocca, perché il mio generoso albero quest’anno si riposa. Com’è giusto, d’altronde, visto che c’è un momento per tutto, pausa compresa. Tra i progetti mi a breve termine c’è una puntata alle terme di Bibione con Lucia e Adriana, e imprimere una accelerazione al romanzo iniziato un anno fa. Non sento il bisogno di allontanarmi da casa dove ho tutto ciò che mi serve: spazio, piante e fiori, angoli ombreggiati, gatti (anche quelli dei vicini ), canarini, merli e tortore vaganti. Come ha rilevato Lisa, la mia natura un po’ solare e un po’ lunare ha bisogno di stimoli contrapposti che si armonizzano nel mio habitat. Del resto lo dico nella poesia Il mio eden, a pag. 61 della mia silloge Natura d’oro (disponibile su Amazon) che inizia così: Da piccola sognavo/ una grande casa./Da grande il sogno…
Pedalare…magari!
Ieri era la Giornata Mondiale dell’Ambiente e oggi la Giornata Mondiale della Bicicletta: una correlazione intelligente, perché usare la bicicletta piuttosto che l’auto – potendo – è salutare per sé e per l’ambiente, in quanto la due ruote non inquina. Però è pericolosa su strada e non ripara dalle intemperie. Giusto domenica, qua in paese una giovane ciclista ha avuto un incidente a metà mattina in prossimità della rotatoria; io camminavo a circa venti metri e ho sentito un gran botto. Subito si è fermato un capannello di persone e una coda di macchine allertate. Mi sono avvicinata: ho visto la ragazza distesa sul bordo della strada, vigile, con le ginocchia sanguinanti e le cosce gonfie. Tuttora non so se sia stata toccata da un’auto oppure sia caduta da sola. Sono molti i ciclisti della domenica e le strade della pedemontana sono invitanti. Se mi capita di incrociarli quando sono al volante mi mettono in agitazione… anche a ragione. Evito di puntare il dito contro la categoria – ovunque si registrano esempi negativi – ma invito tutti, pedoni compresi a considerare la strada un bene comune. Tornando a me, non vedo l’ora di montare in sella alla mia vecchia bicicletta e farmi un giretto (l’ultimo risale all’autunno scorso), tempo permettendo. Sembrava che oggi fosse la volta buona, era uscito pure il sole, ma il cielo è tornato ad annuvolarsi. Staremo a vedere. Tra bizzarro e bizzoso, non so quale aggettivo sia più appropriato per il tempo atmosferico attuale. Un’amica stamattina mi diceva di tirar fuori nuovamente la felpa. Ecco, adesso sta tuonando e temo che per oggi mi dovrò accontentare della cyclette. Ma vuoi mettere pedalare con un occhio ai papaveri, mentre le narici si espandono al profumo dei gelsomini in fiore?
Pomeriggio di sole
Meteorologicanente parlando, oggi è l’incontrario di ieri. Era previsto, e mi dispiace perché ho bisogno di caldo e di luce. Maggio finora è una delusione, sembra la personificazione di certi comportamenti umani contraddittori, di chi fa il bello e il brutto tempo. Comunque andiamo avanti, anzi torno indietro, a ieri quando ho trascorso diverso tempo all’aperto. Per comprendere con quanta soddisfazione, recupero ‘l’appello delle emozioni’ usato a scuola, prima di avviare la lezione di italiano, storia/cittadinanza o geografia che fosse. In pratica, l’alunno interpellato, accanto al ‘presente’ doveva comunicare il suo umore, in base a una scala che andava da 0 a 10, motivando a sua discrezione il punteggio. Le risposte mi servivano per ridimensionare l’atmosfera della classe, introducendo eventualmente qualche variante al programma. Direi che ha funzionato per il gruppo; ora torna utile anche a me ripropormelo. Perciò ho valutato con un bel nove il lungo pomeriggio di ieri, trascorso ieri all’aperto. Spiego a fare cosa: ho messo in vaso due piantine di pomodori (altre otto sono in terra), tre di prezzemolo, una di basilico speciale, trasferito in un vaso più grande la salvia (ma ne ho dell’altra in terra, perché questa pianta mi piace molto), spuntato l’erba cipollina…e soprattutto sono riuscita a mettere in moto la tosaerba elettrica, dando una ripassatina al giardino, in precedenza riordinato da Reginaldo con il tagliabordi e la vecchia tosaerba, che solo lui riesce ad avviare, tirando il filo per l’accensione. Quella ‘nuova’ si avvia, premendo un pulsante…ma dopo la pausa invernale non è scontato. Infatti prima di partire ha gracchiato un po’, ma alla fine sbuffando si è mossa (beh, anche questo attrezzo merita una personificazione, che potrei riferire a me stessa). Dopo un paio d’ore di giardinaggio ero accaldata e pure affamata. Ma avevo pensato a prepararmi per tempo la cena: seppioline ripiene gratinate, con zucchine al forno. È bastato impostare il tempo di cottura e verso le 19.30 ho cenato soddisfatta.
Giorno di mercato…e di compleanno!
Oggi 4 maggio è una bella giornata di sole. È anche il compleanno della mia amica Lucia che commenta ogni giorno il mio post da quando è nato il blog, il 27.06.2021. Quindi di proposito, per scrivere il mio pezzo ignoro l’attualità e rimango nel privato, raccontandole la mia mattina, dato che Lucia è ricoverata in clinica a Mestre per intervento al ginocchio, con esito positivo e imminente rientro a casa. In paese oggi è giorno di mercato dove andiamo spesso insieme: una sosta qua, una sosta là, l’incontro di un/una conoscente, due chiacchiere davanti il banco dei fiori o della frutta… la mattinata scorre via piacevole e profumata anche dagli odori del fritto presso il bancone del pesce, molto frequentato. Stamattina però lo salto, perché sono a posto. Piuttosto mi fermo da Matteo e compero dieci bulbi di gladioli di vari colori che distribuirò nelle mie aiuole. Spero che faranno germogliare i fiori che la siccità dell’estate scorsa ha penalizzato. Alla postazione di fronte compero una ricotta e dello stracchino che metterò in tavola per cena. Contorno pronto: zucchine trifolate preparate ieri sera, perciò tiro dritto davanti al banco della verdura dove Evelyn, la titolare mi saluta cordiale anche se non acquisto niente. Mi affretto per tornare a casa, dove in uno spazio circoscritto Reginaldo ha messo in terra quattro piantine di pomodori e tre di zucchine, per un mini orto domestico. Se le cose andranno per il verso giusto, potrò raccogliere i prodotti e gustarmeli tra qualche settimana. Di rimpetto ai pomodori ci sono le fragole in fioritura: promettono bene! Pregusto la macedonia che potrò farne, con vino o limone, con o senza panna da offrire sotto il glicine, in amabili conversari. Perciò, Lucia tieniti pronta! 🍓🍓🍓🍓🍓🍓🍋🍋 Dolci Auguri! 🍰🥂
