Probabilmente sto riemergendo dal sonno quando sento grattare sulla porta della camera: deve essere Pepita che ha qualcosa da dirmi. Sbircio sulla radiosveglia che segna le 6.06, presto per alzarsi ma ormai è fatta. Scosto appena i battenti dei balconi perché fuori è buio; dalla casa di fronte vedo la luce accesa e deduco che qualcuno si sta alzando per andare al lavoro, come succedeva a me qualche anno fa. Adesso che sono in pensione e ho fatto pace con l’orologio mi sveglio anche prima, per ragioni non professionali. Non sgrido Pepita: so che recupererò il sonno mancante nel pomeriggio. Inoltre non mi dispiace godermi l’inizio silenzioso della giornata, annaffiato dall’aroma del caffè e dalle fusa dei miei tre gatti che sgranocchiano i croccantini (poi seguirà il pasto umido). La sorpresa più bella mi giunge quando sono in cucina e noto dalla finestra che sta albeggiando. Lo spettacolo merita di essere immortalato. Detto, fatto. Con il cambio stagionale e l’abbassamento della temperatura, i fenomeni atmosferici acquistano in bellezza. Sono le 6.40 e la temperatura è di 12 gradi. Ad est il cielo è di un intenso azzurro, bordato di giallo oro. In pochi minuti i colori si stemperano e la magia si dissolve. Per scattare la foto da un’angolazione idonea, calpesto l’erba del giardino intrisa di umidità e mi bagno le caviglie, ma non è un problema. Se mi nota un vicino, si sorprenderà… ma sono a casa mia e non disturbo. Adesso ho fissato sullo schermo lo spettacolo naturale che potrò rivedermi quanto voglio. Ciò che mi piace è il contrasto tra il tono caldo dell’alba nascente e quello freddo della volta celeste, col contorno nero degli elementi esterni. Una bellezza intensa e precaria, se vogliamo metafora della vita. Comunque la previsione era corretta: dopo un’ora è giorno pieno, un’altra storia.
Categoria: Tempo
Benvenuto autunno
I gatti sono un ottimo termometro della temperatura. Anziché rincorrersi e scalare gli alberi, tendono a dormire e si impossessano della mia poltroncina di giunco sotto il portico, dove mi accomodo per leggere o scrivere. Anzi, dopo molte settimane li vedo ‘abbracciati’ per godere del tepore reciproco. Sono maschio e femmina, di madri diverse, sterilizzati. Pepita ha il pelo lungo e morbido che pare un cuscino, mentre Fiocco ha la pelliccia color miele…ma non è per niente mieloso, piuttosto imprevedibile e pericoloso per le unghie che non sa dosare. Evidentemente anche per loro è iniziato l’autunno: e ben venga! Anche noi umani dormiamo meglio, sebbene non tanto quanto i gatti. Quando mi alzo la mattina, non spalanco più le finestre e di sera metto un golf. Sono bendisposta ad accogliere la stagione autunnale, con i suoi colori e sapori. Il mio Melograno acquista colore di giorno in giorno: mi ricorda che ho iniziato l’anno scorso l’ultima opera appena conclusa che riserva alcuni capoversi proprio alle melagrane, simbolo di fertilità, un tema del romanzo. Tra un paio di settimane dovrebbe riprendere la proiezione di un film, nel contesto di un cineforum locale autogestito, felice occasione per ritrovarsi. Anche gustare una pizza in compagnia, adesso risulta più gradevole e, se capita non mi sottraggo. Temo che limiterò le passeggiate in bicicletta, ma in compenso tornerò a usare il tapis roulant, anzi ho già ripreso. Come da previsione, tra martedì e mercoledì mi è stata sostituita la vecchia caldaia, dopo 23 anni di onorato servizio (ma con la sostituzione di 3-4 schede madri); ho optato per lo stesso modello, però a condensazione, il che ha comportato un adattamento nel camino e al quadro elettrico. Questo per dire che la tecnologia alleggerisce ma produce i suoi effetti collaterali. C’è sempre un pro e un contro, come in tutte le cose.
Un germoglio diventato fiore raro
20 settembre 1870, breccia di Porta Pia e liberazione di Roma: fine del potere temporale del Papa. La prendo alla larga per introdurre il compleanno di Manuel, il mio braccio destro che oggi 20 settembre 2023 compie 23 anni. Siccome dubito che potrò vederlo, in quanto starà concludendo il suo viaggio itinerante per il Nord Europa e raggiungerà nottetempo Cesena per il tirocinio di Laurea, gli dedico questo post come regalo. Perché se lo merita: fondamentale l’aiuto che mi ha dato e continua a darmi con l’uso del pc, annessi e connessi, ma anche per il disbrigo di una varietà di impicci domestici che nomino a caso: pulizia del ferro da stiro, aggiustata guarnizione oblò lavatrice, rivitalizzato? vecchio tablet, sostituito cestino bici, piantato chiodi, pulito frigo 1 e 2 con compressore, sgomberato garage, riordinato soffitta, cambiato lampadine… e tutto l’ambaradan per avviare e disfare pratica venditore con Amazon, sistemare pc e tablet in tilt. Gli farei un abbonamento, se avesse tempo ma è un miracolo che riesca a fare le sue cose, tra andare e tornare dalla città degli studi. Mai avrei pensato che la pensione mi avrebbe offerto su un piatto d’argento di raccogliere un po’ di quello che ho seminato in ambito professionale: un germoglio che è diventato un fiore raro. Adesso che ci penso, ha curato la grafica del mio volume Post per un Anno e risolto presto e bene varie pratiche, compresa quella per avviare lo spid. Mi auguro che in futuro rimanga nei paraggi perché siamo in molti ad apprezzare le sue doti, coltivate con dedizione in famiglia. Entrato con il sorriso tra i miei contatti, è diventato uno di famiglia. Per me è un onore che a un anonimo operatore mi abbia presentata come zia. Pertanto, caro Manuel mantieniti a lungo come sei e tantissimi speciali auguri.
È (ri)suonata la campanella!
C’è stata una prima volta per tutti, un primo ingresso a scuola voglio dire. Il mio è lontano oltre sessant’anni e non ne ho un ricordo esaltante. Però c’è una foto in bianco e nero di me col grembiule nero, il fiocco presumo rosso e la cartelletta che rimandano uno sguardo fiducioso sul percorso scolastico in itinere. Trovavo interessante andare a scuola, essere protagonista della vita di classe ed avere un’intesa con i maestri e specifico il genere maschile perché con loro c’era più feeling rispetto alle maestre-mamme. Non a caso ho dedicato l’ultimo romanzo Dove i Germogli diventano Fiori e il penultimo Il Faro e la Luce rispettivamente al mio maestro di quinta elementare Enrico Cunial e al mio professore di italiano di liceo classico Armando Contro. Per la mia crescita intellettuale e professionale sono stati illuminanti e li ricordo con affettuosa riconoscenza. Senza la loro influenza benefica, il mio percorso sarebbe stato diverso. Dopo questa lunga introduzione, dato che oggi sono iniziate le lezioni in Veneto, la mia regione, in buona compagnia di altre mi viene facile fare gli auguri di buon anno scolastico a docenti e discenti di ogni ordine e grado (in privato ne ho una lista discretamente lunga). Ma soprattutto ai miei colleghi insegnanti in servizio, perché “educare, sanare e governare” rimangono attività complesse che richiedono una bella sintesi di varie doti. Personalmente mi sono sentita meglio nei panni di studente piuttosto che di insegnante. Non mi dispiace essere in pensione dal 2015 ed avere evitato gli stravolgimenti piombati sulla società e anche sulla scuola, dalla pandemia in poi. Ovviamente partecipo con gli utenti tutti dell’ambiente. Riservo un incoraggiamento speciale per le giovani colleghe, abbracciando col pensiero le altre/gli altri. Ad altiora! 🌻
Addio Nerone…
Ultime ore per l’anticiclone Nerone che sarà scalzato dal ciclone Poppea: finalmente, perché non se ne può più di sudare! Va bene il caldo, ma un po’ di sollievo ci vuole. Pepita, la mia gattina bianco-grigia col pelo lungo si stende sul pavimento alla veneziana come fosse sul tronco di un albero. Trascorro la maggior parte del tempo in casa, con gli scuri accostati e le tende frangisole abbassate sul portico a ovest, avviando a tratti il clima. Le ore migliori della giornata sono quelle dell’alba – il disco di fuoco sorge verso le sei e qualcosa – e la sera dopo il tramonto, funestato però da fastidiosi insetti volanti. Mi auguro che il cambio meteo avvenga senza arrecare danni, peraltro prevedibili. Ma l’argomento del post mi è stato suggerito dall’imminente Poppea che mi ricorda qualcosa di scolastico. Infatti Poppea Sabina (30 circa – Oplontis, 65) è la seconda bellissima (e terribile) moglie di Nerone, dal 62 d.C alla morte nel 65. Glih storici dell’antichità ne descrivono gli intrighi per diventare imperatrice dell’Impero Romano. Era invisa ad Agrippina, la madre di Nerone che cercò di persuadere il figlio a liberarsene (uno dei motivi per cui infine Nerone uccise la madre nel 59). Secondo lo storico Tacito, Poppea era ambiziosa e senza scrupoli. Fece uccidere o esiliare molti sfortunati che cercarono di sfidarne il potere. Pare che Seneca, l’ex tutore di Nerone sia tra le sue vittime. Ebbe una figlia, Claudia Augusta, che morì a quattro mesi. Secondo lo storico Svetonio, incinta del secondogenito ricevette un calcio sul ventre da Nerone, rimproverato perché passava troppo tempo ai giochi, che ne causò la morte. Ascesa e discesa di una donna spregiudicata e bellissima. Pare che facesse il bagno nel latte di asina (di centinaia di asine), in ciò preceduta da Cleopatra. È risaputo che il latte è un alimento eccezionale, con molte proprietà. Un bicchiere di latte freddo rilassante, dopo una storia ad alta tensione mi farà bene.
Stelle cadenti
Prevedevo che mi sarebbero arrivati i saluti mattutini, accompagnati dal ricordo che oggi è San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti. Due miei amici di penna hanno anche scritto una poesia che a me non viene spontanea. La poesia X Agosto di Giovanni Pascoli ha lasciato il segno: la cavallina storna torna a casa da sola, col corpo del padre ammazzato. Inoltre stamattina ho trovato morta una canarina – me l’aspettavo perché anziana – che ho già sepolto sotto la siepe di fottinie. La tristezza per una perdita confligge con il desiderio da rivolgere alle stelle, secondo la tradizione. Comunque intendo dare il mio modesto contributo e fare un po’ di chiarezza. Intanto non si tratta di stelle, bensì di uno sciame di meteoriti che hanno pure un nome accattivante Perseidi perché c’entrano con la costellazione di Perseo (se sbaglio, la mia collega di scienze e astronomia correggerà), in pratica dei detriti di polvere e ghiaccio lasciati da una cometa chiamata Swift-Tuttle. Tradizionalmente, è il momento perfetto del mese per osservare le stelle cadenti (Il giorno ideale pare sarà il 13). In realtà lo sciame delle Perseidi inizia molto prima e dura oltre un mese, fino al 24 agosto. Milioni di persone si predispongono a godere lo spettacolo. Adesso l’aggancio religioso. La notte del 10 agosto del 258 d.C. avvenne il martirio di San Lorenzo, uno dei sette diaconi di Roma giustiziato sulla graticola durante la persecuzione voluta dall’imperatore Valeriano. Da allora, l’evento delle stelle cadenti – già noto – è stato associato al martirio del santo e alle sue lacrime durante il supplizio. Insomma, storia leggenda, poesia e scienza si danno una mano per sottolineare un momento di metà estate da ricordare. Ognuno ci abbini il desiderio che crede. Con tanti auguri che si realizzi (anche qualche giorno dopo). 🌟🍀
Nascita del sole (e non solo)
Giornata speciale per me oggi, perché sono diventata mamma giusto 35 anni fa: era l’8.08.’88, una data mitica su cui è stato scritto parecchio. Naturalmente non l’ho fatto a posta, ma sono contenta che sia capitato perché è una data speciale, come lo è mio figlio a cui faccio gli auguri di una vita lunga, serena e appagante. Siccome lui è un tipo riservato che non ama stare sotto i riflettori, sposto l’interesse sul ruolo del genitore nella versione femminile. Ma prima ancora sul dono della vita. Lungi da me fare la filosofa, ma certe situazioni mi fanno riflettere: venire al mondo è un evento grandioso, tanto che lo si definisce ‘lieto evento’. Fondamentale per una buona crescita è il contesto umano culturale e sociale in cui si cresce e qui le variabili sono infinite. Poi però ognuno è protagonista della propria vita, come dice Papa Bergoglio. Ritengo che una persona ricopra diversi ruoli e spetti a lei sola stabilire le priorità. Diffido dagli schemi rigidi e amo la libertà, compresa quella affettiva. Sono orgogliosa di essere la madre di mio figlio ma mi considero una persona autonoma rispetto al mio ruolo di genitore, perché faccio molto altro: scrivo soprattutto che è l’ambito più congeniale. Diversamente, credo che sarei petulante e invasiva, come succede di constatare in certe famiglie. Concludo, descrivendo la foto scattata stamattina, qualche minuto prima delle sei. Assisto alla nascita del sole, evento stupefacente metafora della vita che esplode, si distende, si allarga in sfumature più chiare e più scure. Auguri e Buona Vita! 🌻
A ciascuno la sua vacanza
Primo esodo di Agosto: pare che sulle strade e autostrade d’Italia si stiano muovendo, insieme ai turisti venti milioni di Italiani…pertanto è giustificato il bollino nero! Sta piovendo e la temperatura è scesa a picco, al momento sui 18 gradi… perfino troppa grazia! Appena alzata, accendo la vecchia radio in bagno, sulla stazione RTL 102.5 (Very Normal People) da cui mi giungono le voci note dei conduttori che coinvolgono il pubblico con domande abbordabili. Quella di stamattina è: “Raccontaci la tua estate”. Ascolto qualche risposta e poi bado ai fatti miei. Giro la domanda a me medesima e provo a imbastire una risposta credibile. Premetto che non sono mai stata ‘festaiola’ ma quest’anno mi sento ‘involuta’, per nulla propensa a viaggiare e piuttosto rassicurata dallo starmene a casa, di cui ho pieno possesso e gestione. Mi trattengono i tre gatti che, a detta di mia nipote Cristina sono “gli animatori del villaggio” e lo confermo. Seguono i canarini, i fiori, i frutti… e forse una patina di eco-ansia, disturbo recente attribuito ai repentini cambiamenti climatici. Però inserisco anche delle stimolanti novità: frequento due bar nuovi, un ristorante dove al sabato acquisto un ottimo pasticcio da asporto, sto lavorando alla mia prossima opera narrativa, mantengo in vita il mio blog verbamea e collaboro al neonato verbanostra. Vorrei camminare di più e usare la bici, evasioni impedite dal caldo luciferino di luglio. Tapis roulant e fisarmonica sono al momento in pausa. Ah, da ultimo sono una donna di casa che provvede da sola alle faccende domestiche che non sono proprio il mio forte. Mi avvalgo del servizio di un paio di braccia quando serve. Dunque, visto che non siamo ancora a Ferragosto, posso aggiustare qualcosa per il mio benessere. Tuttavia rimane prioritario il bisogno di tranquillità e di viaggio interiore.
“Punture” estive
Primo agosto: piove! Un fatto piacevole su cui scrivere, perché l’attualità è troppo amara. Dopo un luglio torrido, finalmente avvisaglie di una stagione più clemente. Pia sarà contentissima della pioggia, accolta volentieri anche dagli animali, compresi i miei tre gatti che oggi sono più tranquilli. Spero che le vespe siano rintanate in qualche anfratto, perché la loro conoscenza è davvero…pungente! Mai successo prima, ma la settimana scorsa sono stata aggredita da un gruppo di vespe mentre bagnavo i pomodori: ho provato delle fitte intense al polso, ma il peggio è successo di notte quando è iniziato l’intenso prurito. La mattina sono corsa in farmacia per prendere la pomata del caso “da mettere tre volte al giorno”, ha detto il farmacista che mi aveva consigliato di assumere per bocca un antistaminico che ho rifiutato. Col senno di poi, avrei dovuto ascoltarlo perché prurito, gonfiore ed estesa macchia sul polso sono perdurati oltre cinque giorni. E le vespe? Abbattuto il nido costruito su una griglia di ferro vicina ai pomodori sono andate altrove, ma non tutte dato che ho ‘assaggiato’ un’altra puntura. Forse è il tipo di piccoli pomodori fatti a cuore che li attrae: romantiche! Certo anche gli insetti hanno diritto di cittadinanza, però non se la prendano con me per gli eventi meteorologici avversi! A proposito di insetti, non so se sia il bruchetto verde che mi buca le foglie pelose dei gerani che mi hanno regalato colorate fioriture anche col caldo. Per non parlare delle cimici buongustaie che stazionano sopra le more. Di sera accendo i zampironi, per tenere distanti zanzare e pappataci. Mi torna in mente uno scritto del Leopardi – forse una delle 24 Operette morali – dove parla della vita dura degli insetti. D’accordo, caro Giacomo… ma mi lascino in pace, se non le disturbo!
Caldo e cicale
Mi sono sempre piaciute le cicale, dal tempo in cui d’estate andavo a Lignano dove sentirle frinire, all’altezza della bella chiesetta tra Sabbiadoro e Pineta era uno spasso unico. Bei tempi andati, la Terrazza a mare è stata sostituita dal Campanile sghembo di Caorle, dove peraltro non metto piede da un paio d’anni, complice la pandemia con gli effetti collaterali. Comunque le cicale ci sono anche in Pedemontana e friniscono sui tigli nei pressi di casa mia. Però così vicine non le avevo mai sentite. Mentre leggo qualcosa sotto il portico, aspettando che il ‘sacro fuoco’ dell’arte mi colga per mettermi a scrivere, mi piacerebbe sapere cosa vorrebbe dire la cicala che strepita a un palmo da me: che sia semplicemente un maschio innamorato che chiama la compagna, oppure il grido di allarme contro il rialzo della temperatura? Siamo passati dal ‘riscaldamento globale’ all’era della ‘ebolizzione globale’: è l’allarme lanciato dall’ONU sul clima, rafforzato dall’appello di cento scienziati italiani guidati dal Nobel Parisi che precisa: “Non chiamiamolo maltempo”. Vuoi vedere che le cicale hanno capito tutto prima di noi? Sono andata a curiosare sulle abitudini di questo insetto che vive circa un mese e mezzo (giusto il tempo di riprodursi e morire) e smette di ‘cantare’ se piove, oppure la temperatura scende sotto i 22 gradi. Adesso che ci penso, anni fa mi ero portata a casa dalla Puglia lo scheletro di una cicala ‘esplosa’ che in realtà non esplode affatto, ma passa a un altro stadio della sua trasformazione. Insetto interessante, ritenuto la colonna sonora dell’estate. Nubifragi permettendo. Luglio sta per andarsene e speriamo in un Agosto meno torrido, con cicale canterine, ma non ossessionate dal tempo.
