Giornata Mondiale degli Insegnanti

Sto cercando una persona tramite internet che nel 1976 era impiegato in posta a Possagno e mi fece il disegno per la copertina del mio estratto di laurea, dal titolo “I Cavanis nella Pedemontana del Grappa”. Di nome Mario, cognome Lacetera, geometra, di origine pugliese, vorrei nominarlo nell’opera che sto elaborando, ma attendo conferma dei dati. Prima di spegnere il pc, verifico a chi è dedicata la giornata mondiale odierna e il mio umore si impenna: martedì 5 ottobre Giornata mondiale degli insegnanti 2021. Istituita nel 1994, è arrivata pertanto alla 27esima edizione…sono stata in servizio fino al 2015 e non ne sapevo alcunché. Poveri colleghi, non posso esimermi dal dedicarvi il post odierno. Che sia considerato un lavoro “da donne” non dovrebbe essere un demerito per chi non ha pregiudizi sessisti. Io vedrei molto bene allargarsi la platea degli insegnanti maschi che sono in minoranza, ma ci sono. Per quanto mi riguarda, devo riconoscere che per me non è stata una scelta dell’ultimo momento, ma risale al tempo delle scuole medie, quando si comincia a parlare di orientamento. Col senno di poi, mi sarebbe piaciuto fare la giornalista, ma avrei dovuto viaggiare e non era nelle mie corde. Mi sono presa una soddisfazione aprendo il blog, che mi consente…di viaggiare con la mente. Credo di essere stata un’insegnante un po’ anomala, poco conservatrice e piuttosto originale, che si è creata un piccolo gruppo di estimatori (A proposito, Manuel: com’ero? Sputa pure il rospo). Mi sono ritirata in tempo, prima della pandemia che non so come avrei affrontato dal punto di vista didattico ed emozionale. Vivo di riflesso ciò che mi passano le colleghe/i colleghi in servizio, che non invidio e ai quali va tutta la mia cordiale solidarietà. Forza docenti, tenete duro: siete il pilastro della società!

Discipulus superat doctorem = L’allievo supera il maestro

Ho trascorso un pomeriggio insolito ed effervescente grazie a Manuel che da remoto, in treno si è collegato al mio computer per risolvere una serie di problemi. Non immaginavo fosse tanto piacevole essere allieva del mio alunno, diventato mio maestro informatico e non solo. Premetto che lui prende il treno di primo pomeriggio da Castelfranco per raggiungere Cesena, la sede universitaria della Facoltà di Ingegneria Elettronica, dopo circa quattro ore di viaggio e tre cambi di treno, un bel tour de force che lui valorizza, risolvendomi problemi da remoto, cioè dal treno, tra un cambio e l’altro come se fosse in presenza: grande la tecnologia e grande chi sa usarla. Comunicare tramite connessione che salta non è il massimo, ma la tenacia e la perizia fanno il miracolo, annaffiato da messaggi e icone tanto spiritose che meritano di essere riportate, per il godimento mio e dei lettori: “Adesso la richiamo, aspetti che si carichi il file e che tra poco devo scendere a Mestre/Guardi le mail sul pc/Ok, il treno è bello affollato/Clicchi su accetto/Lasci il mouse/Per cortesia non tocchi il mouse (con tre mani giunte)/È caduta la linea/Ho una persona che dorme di fianco/Finché ho linea dia accetti sul pc/Aspetti che non c’è linea/Accetti/Svelta (con una mano giunta)/E lasci il mouse/Ce l’ho fatta/Yes/Ok! Sembra un monologo, ma in realtà è un dialogo perché io rispondo tramite le sue chiamate e le mie domande pasticciate. Da Ferrara Manuel mi manda una foto mentre si sta gustando un meritatissimo gelato. Domattina do l’ok per la stampa del mio POST PER UN ANNO che vedrà a breve la luce grazie agli innumerevoli interventi di un ragazzo di ottima famiglia, di grandi capacità e di grande cuore.

Rose di ottobre

Prima domenica di ottobre, ho raccolto le ultime rose. La temperatura è mite. Secondo le previsioni è in arrivo la pioggia, perciò devo affrettarmi a fare la mia piccola vendemmia di uva fragola, prima che si guasti. Credo che procederò a rate, perché mi inebria il profumo che la pergola emana e mi dispiace spogliarla di tutti i neri grappoli. Tra l’altro, non posso abbuffarmi di uva che pure mi piace. Per distrarmi e per sperimentare qualcosa di nuovo, vorrei provare a fare il budino d’uva, che mi stuzzica. Anni passati, quando la pergola era più produttiva, ho fatto anche il vino (poche bottiglie) un’esperienza che mi fa ancora sorridere. Successivamente ho realizzato la composta di mele e uva, ed anche una torta decorata con gli acini, tipo mirtilli. A ben pensare, da quando vivo in una casa di proprietà con un po’ di scoperto mi sono sbizzarrita tra piante, fiori e frutti…che sono una consolazione. L’ultimo gladiolo giallo-arancione è sbocciato tra il fogliame degli iris selvatici ed il suo colore vivace mi trasmette buonumore. Le ipomee blu nate spontaneamente si aprono di mattina e si chiudono di sera, ricordandomi che c’è un tempo per tutto. L’autunno corrisponde al tramonto dell’anno e trovo che sia un paragone appropriato, che ci fa gustare i colori e i sapori di una stagione che mantiene aspetti estivi, introducendo quelli del periodo successivo, solo in apparenza spoglio. Da quando Martina ha dichiarato che preferisce l’inverno per il cielo limpido e luminoso, ho rivalutato anche la stagione fredda, che adesso tanto fredda non è. Beh, convengo che oggi sono stata molto descrittiva, lasciando le riflessioni ad altri post. Buona domenica a tutti!

Madre Giraffa

Poco prima delle dieci, con i minuti contati mentre faccio uno spuntino in piedi prima di andare dalla parrucchiera, vedo parte di un documentario dedicato alla giraffa, animale tra quelli in estinzione. Il momento riguarda il parto, che avviene in piedi: emozionante, come tutte le nascite. Ma mi colpisce un dato che riguarda la sopravvivenza del cucciolo, che pesa mediamente 50 kg: se non riesce ad alzarsi sulle zampe per raggiungere le mammelle della madre entro un’ora, lei lo abbandona e lui diventa vittima dei predatori. Se la natura insegna, le mamme hanno molto su cui riflettere riguardo il rapporto coi figli, specie maschi. Dicono che gli Italiani siano un popolo di mammoni: non è un complimento e di sicuro di mammoni ce ne sono. Se mi metto nei panni dei figli, credo che faccia comodo, ma dipende anche dal figlio staccarsi e cercare una sua indipendenza economica e affettiva. Certo era tutto più facile 20/30 anni fa, adesso la crisi economica e la pandemia hanno ingigantito le difficoltà. Ma i giovani hanno anche più possibilità di viaggiare, studiare e sperimentare, prima di stabilizzarsi in un ruolo. Ammiro chi sta bene a casa dei genitori, anche se cresciuto, purché non da parassita. Ammiro chi interrompe convivenze diventate conflittuali e si crea un proprio nido. D’altronde la vita è un po’ tragedia e un po’ commedia, come afferma qualcuno. Certo il comportamento della giraffa madre va nel senso di dare dei tempi e di porre dei paletti alla comodità servita su un piatto d’argento. A mio parere, niente argento e piatto solo per carità.

Ogni libro, un nato

In tarda mattinata sono andata in tipografia a ritirare la bozza della mia prossima creatura letteraria, una rilettura dei 12 mesi a cavallo della pandemia, dal titolo POST PER UN ANNO, con sottotitolo Ieri è storia, domani è mistero, oggi è un dono. È sempre un’emozione, anche se non è la prima volta. Ormai scrivo e mi autopubblico da tredici anni, sono quasi una recidiva. Mi auguro che un editore mi soccorra, perché non mi sono ancora stancata e sto riempiendo la casa di copie invendute. Questo prodotto nasce per opera di Pia, che mi ha spronato a raccogliere i primi 365 post pubblicati sul mio blog verbameaada.com. Secondo lei sarà un successo, perché è una somma di considerazioni su vari argomenti, più o meno leggeri in periodo di pandemia, che consente di rivedere il recente passato, da cui prendere infine le distanze. Beh, a lei è piaciuto e a me il pronostico non dispiace. Diciamo che lo considero un utile regalo di fine anno. Chi fosse interessato, mi contatti. La mia creatività persegue la strada della scrittura, perché quando scrivo mi sento libera e di liberarmi. Credo sia un po’ come fare ginnastica volentieri, solo che io la faccio da seduta, dando libero sfogo all’immaginazione, ognuno ha i suoi percorsi preferenziali per esprimersi. Mi giovo anche di un bel sostegno di lettori, con i quali interloquisco volentieri a distanza o in presenza: Lucia in testa, Pia, Martina, Marcella, Paola, Serapia, Antonietta, Adriana, Annamaria,Irene, Rossella, Anna, Lisa, Lara, Vilma, Giuliana, Manuel…il maschio più bravo è per ora defilato, ma spero che torni almeno a salutarci. Porte aperte a chi vuole entrare nel gruppo che non è una piazza indistinta, piuttosto una “confraternita” laica. Bene, anche oggi ho fornito il mio aggiornamento…adesso fatevi avanti voi, miei preziosi lettori.

Convivio

Il Convivio è un saggio scritto da Dante Alighieri, nei primi anni dell’esilio, tra il 1304 e il 1307, un’opera mista di prosa e versi di argomento filosofico-dottrinale. Il termine convivio deriva dal latino convivium e significa banchetto, in questo caso “banchetto di sapienza”, un’opera incompiuta con cui l’autore intende fornire ai lettori la sapienza attraverso il nutrimento delle canzoni commentate in prosa. Quante ne ha pensate il padre della nostra letteratura, di cui ricorre il 700esimo anniversario della morte, eppure più vivo che mai. Mi è tornato in mente oggi, perché sono stata a pranzo da Vilma, grazie al collante dell’amicizia e della letteratura, perché sto scrivendo un libro su suo padre, Enrico Cunial, mio maestro di quinta elementare. Ma adesso abbasso il tiro e mi concentro sul convivio, cioè sul banchetto che Vilma mi ha riservato. Intanto ha preparato in soggiorno, come per un ospite di riguardo. I giorni precedenti si è informata sui miei gusti e ha steso un menu salutare, alla portata del mio intestino delicato: risotto con le zucchine, arrosto con zucchine trifolate e patate “in tecia”, il tutto annaffiato da buon vino rosso comperato a posta per me. Prima e dopo il pranzo mi regala informazioni per nutrire il lungo racconto avviato su suo padre che scoperse la mia attitudine a scrivere. Mi torna in mente lui, simpatico maestro dall’aspetto severo e dal cuore tenero, e recupero un’opera di Dante, instancabile viaggiatore col corpo e con la mente. Per oggi mi sono nutrita bene, posso permettermi una pennichella rilassante.

Incontro

Stamattina (ieri) faccio uno strappo e vado a fare colazione nel paese vicino, in un rinomato bar pasticceria: mi colpisce il pavimento, lucidissimo, ma mi rammarico per l’assenza dei giornali. Rimedio con il mio tablet, in attesa del cappuccino e della croissant vuota, che mi riempiono di marmellata all’albicocca. Mentre mi alzo per pagare, mi avvicina una signora bionda che non conosco: mi dice che è amica di Serapia e che legge sempre il mio blog! Sono piacevolmente stupita e riconoscente verso questa lettrice, che si chiama Rosanna e ha avuto la delicatezza di presentarsi per farmi un complimento che apprezzo molto. Le ho consegnato un mio biglietto da visita, invitandola a commentare i post. Se vuole leggere i miei romanzi, basta che mi contatti tramite mail adacusin@gmail.com oppure sito http://www.adacusin.com Come è vero che la felicità viene dalle piccole azioni…grazie Rosanna di avermi espresso simpatia e apprezzamento. Come ho dichiarato in altre occasioni, scrivere è la mia cifra, la linfa che mi scorre nelle vene, la vitamina quotidiana, la “mia malattia” secondo il mio compianto professore di liceo. Quando la condivido con gli altri, diventa la mia cura. Perciò grazie ai lettori che mi tengono in salute. Ho anche altri hobbies: la fotografia, la poesia, il buon cinema, coltivare buone relazioni, leggere… ultimamente trascurato a vantaggio della produzione. Da poche ore sto pensando a un Concorso letterario in memoria di Gianna De Paoli, una cara collega coetanea, prematuramente scomparsa alla vigilia della pensione, nel maggio 2014. Se qualcuno può darmi suggerimenti al riguardo, ne farò buon uso. Anche Gianna era una letterata, lei capirà!

Protagonista il clima

Iniziano oggi a Milano le cinque giornate del clima. Ci saranno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’ambientalista svedese Greta Thunberg, 400 giovani provenienti da tutti i paesi del mondo “per alzare la posta nella sfida per il clima” come afferma Roberto Cingolati, ministro della transizione ecologica che loda l’iniziativa dei giovani verso i potenti della terra, per arginare il “global warming” (riscaldamento globale). È da tempo che si parla del problema, che non sembra interessare tutti i grandi della terra, ragion per cui i fatti restano per ora sulla carta. Tuttavia confido nella spinta delle nuove generazioni per dare un forte scossone a chi di dovere. Nel mentre cosa posso fare io, goccia nell’oceano? Stamattina mi sono svegliata di buonumore, perché c’è il sole, tiepido e avvolgente. Sto scrivendo dalla camera, posizionata a est, con le finestre spalancate e i raggi dell’astro dorato accarezzano i miei piedi. Ho sostituito le lenzuola di cotone con quelle di flanella, per dormire al calduccio e cambio l’aria delle stanze in tarda mattinata. Tra pochi giorni sarà San Francesco, lui sì innamorato del creato e delle creature, tanto da considerarle fratello o sorella, perfino la morte (ma quella naturale, non indotta). Non è un caso che sia proprio lui, fra tanti santi il patrono d’Italia e che il nostro Papa Bergoglio indossi il suo nome. Basta rileggere il Cantico delle Creature o di frate Sole per caricarsi di buonumore. Chissà se i grandi della Terra da oggi a convegno nella città meneghina ne hanno una copia nei loro dossier. Comunque è evidente che il problema è mondiale, mentre individuale è la serietà nel contenerlo. Con buona pace di chi lo nega o lo sottostima.

Angela Merkel, una donna speciale

Non intendo parlare dei risultati delle elezioni del Bundestag tedesco, che sanciscono la fine dell’era di Angela Merkel, ma riservare un pensiero di congedo a una donna che ho sempre ammirato. Nata ad Amburgo (Germania) il 17 luglio 1954, figlia di un pastore luterano e di un’insegnante di inglese e latino, ha una sorella, Irene e un fratello, Marcus. Studia fisica all’Università di Lipsia e consegue il dottorato con una tesi sulla chimica quantistica, operando nel settore della ricerca. Nel 1994 è nominata ministro per l’Ambiente e il 10 aprile del 2000 viene eletta presidente del suo partito. Il primo governo guidato da Angela Merkel inizia il 22 novembre 2005 e da lì è tutta un’escalation, che tuttavia non le ha risparmiato innumerevoli critiche per il suo operato. Dopo essere stata eletta per la quarta volta nel settembre 2017, giunta al suo ultimo mandato sta per uscire di scena. Non sapevo che avesse mantenuto il cognome del primo marito, nonostante il divorzio del 1981: questo le fa onore, a mio dire. Anche avere “adottato” i due figli del secondo marito, Daniel e Adrian Sauer. La cosa che però me la rende simpatica, è immaginarla ai fornelli a preparare torte, soprattutto quella di prugne, la sua preferita. Anzi, leggo stamattina sul Gazzettino che è specialista in plumcake, che mi riportano ai miei dolcetti preferiti, i muffin. Quindi, una delle donne più potenti al mondo degli ultimi vent’anni, fa anche la cuoca e la casalinga, come innumerevoli donne, facendo la spesa al supermercato e attendendo pazientemente il suo turno alla cassa: credo che si meriti un doppio plauso e che su di lei non scenda l’oblio, ma anzi un doveroso ringraziamento e l’augurio di una meritatissima pensione.

Cultura cibo per la mente

A proposito del post di ieri, giornata dedicata ai sogni, la mia amica Antonietta mi invia il seguente profetico messaggio: I sogni sono “la bellezza”…non è detto che quando diventano realtà la conservino. Manteniamo i nostri sogni! seguito da un ❤️. È il commento perfetto di quanto vissuto ieri in prima persona, durante l’incontro di chiusura della settimana 1000 libri, organizzata dall’associazione Zheneda di Vittorio Veneto, cui ho partecipato con un repertorio di foto-poesie e cinque romanzi. Il programma originario prevedeva tre incontri con l’autore, tra cui la sottoscritta, che sono saltati per problematiche legate all’accesso contingentato e controllato: in questo senso il sogno di presenza letteraria è stato assai ridimensionato. Però, sovvertendo la scaletta il presentatore ha letto un mio profilo, offrendomi la possibilità di recitare una delle poesie della mia raccolta Natura d’Oro (disponibile al negozietto del mio sito http://www.adacusin.com oppure su richiesta tramite mail adacusin@gmail.com) Ringrazio per l’attenzione e mi complimento per l’organizzazione degli eventi culturali, che mi spronano a pensare di realizzare qualcosa di simile nel mio territorio, che coinvolga un certo numero di artisti disposti a scendere in campo. Sono certa che ci sono diverse persone potenzialmente disponibili, ciò che frena è la burocrazia che rende complicati progetti semplici. Ad ogni modo, se c’è qualcuno disposto a darmi una mano, ben venga. È risaputo che con la cultura non si mangia, ma io mi dissocio perché la ritengo cibo per la mente. Ciò detto, riporto la poesia Nebbia che ho letto ieri, scelta perché ormai di stagione. Sui rami/impoveriti di foglie/la nebbia notturna/deposita/ghirlande di perle./Muto il lampione/di calda luce/inonda/l’umida trina./Si anima la notte/nel giardino/e nel mio cuore.//