Quasi autunno

Pare assodato che l’equinozio d’autunno non è oggi – nonostante così ricordino vari messaggi decorativi giunti su WhatsApp – bensì il 23, ovverosia venerdì, alle ore 3:04 per la precisione. Beh, a me non cambia granché…mi basta che il caldo luciferino se ne sia andato e possa godermi all’aperto le ore centrali della giornata, facendo leggero giardinaggio se capita, come oggi. Il lavoro pesante lo farà domattina Reginaldo, la mia spalla destra in giardino. Di ritorno da varie commissioni nei paesi limitrofi, mi sono fermata in vivaio con l’intenzione di comperare una Sansevieria (o lingua di suocera) da sostituire con una omonima che ho in soggiorno presa maluccio. Scopro che l’ho bagnata troppo e non nel modo corretto, cioè al bordo del vaso per non fare marcire le radici. Ma quelle in vendita sono troppo piccole, oppure troppo grandi (e costose). Così cambio tipo e acquisto un esemplare di Zamioculca che si accontenta di bere ogni due mesi: l’ideale per me che mi sto facendo le ossa con le piante d’appartamento. Siccome ho bisogno di colore, aggiungo due piantine di Kalanchoe, una gialla e l’altra rosa. Le metterò nel bagnetto a sud perché è l’unica pianta che può ricevere la luce diretta del sole. Nel linguaggio dei fiori, questa pianta dalle piccole infiorescenze colorate simboleggia l’allegria, il buonumore, l’ottimismo. Proprio ciò che ci vuole, per accogliere bene l’imminente stagione. Sperando che l’autunno sarà clemente e non ci farà dannare, perché abbiamo già dato. Bene, adesso vado a rinvasare la Zamioculca, per godermi il sole mite del primo pomeriggio, in un’atmosfera di silenzio pomeridiano rotta solo dal rombo lontano di un aereo. Se potessi scegliere il periodo migliore dell’anno, sarebbe questo che sa di lentezza, recupero, riposo… ma anche rinnovo. Lo confermano le rose, tornate a fiorire.

Settembre è come un adolescente

Tra le attività piacevoli della mattina c’è la lettura dei messaggi su WhatsApp, non molti ma di persone a me affettivamente vicine. il primo mi arriva verso le sei (io lo leggo di solito un po’ dopo). È della mia cugina Luisa, prontamente seguita da Giuliana, Morena, Lucia che a suo tempo ebbe la bella idea di creare il gruppo ‘cugine Cusin’; anche se non ci vediamo spesso, è un bel modo per tenerci in contatto e iniziare la giornata col piede giusto. Poi si aggiungono le amiche/conoscenti più strette che scelgono di accompagnare il buongiorno con una foto (bellissime le fioriture delle piante grasse di Luisa) o una frase del giorno, talvolta con un proverbio, come succede stamattina grazie al messaggio inviato da Erica: “Dovrebbe sempre essere settembre” che per la verità non conoscevo. Vado a spulciare tra gli aforismi riferiti al mese in corso e trovo quello che spiega il perché della specialità settembrina: “Di giorno fa caldo, la sera fa freddo, la nostalgia del mare, la paura dell’incertezza del nuovo inizio. Settembre è un adolescente perfetto” (silviagar). È una sintesi che mi trova pienamente d’accordo, come la descrizione che ne fa Fabrizio Caramagna: “A settembre, c’è nell’aria una strana sensazione che accompagna l’attesa. E ci rende felici e malinconici. Un’idea di fine, un’idea d’inizio”. È proprio così, si vivono insieme due stagioni, senza gli aspetti più fastidiosi e debilitanti dell’una o dell’altra. Anche se questo non significa stare tranquilli, perché gli eventi climatici dirompenti purtroppo sono ricorrenti: è di stamattina l’alluvione nelle Marche, con 11 vittime al momento. Paragonare settembre a un adolescente mi sembra appropriato, perché la fase della crescita è turbolenta e impegnativa, sperimentato da genitore e da insegnante. Però attraverso di essa si struttura la personalità del ragazzo che è bello ritrovare anni dopo, adulto e realizzato. Come una stagione che si rinnova.

Plenilunio

La Luna Piena del Raccolto o della Vendemmia sarà alta nel cielo nella notte di sabato 10 settembre 2022, cioè stanotte. È un argomento attraente che coincide con il plenilunio di settembre, considerato dai Giapponesi il più bello dell’anno. Per ammirarla nel suo splendore, è bene recarsi in un luogo buio e panoramico. Io me la gusto quando salgo in camera a chiudere i balconi: tonda e gialla, come un disco sul grammofono del cielo anima la notte. Tornando al nome della luna di settembre, è evidente che insieme all’uva ci sono anche gli ultimi frutti. A casa mia, l’uva fragola sotto la pergola fa concorrenza alle mele e alle melagrane. Mi vedo già alle prese con lo strudel e le centrifugate con i preziosi chicchi rubino (arilli). Con l’accorciarsi delle giornate, è più piacevole dedicarsi a qualche attività domestica (detto da me che sono quasi una frana, è tutto dire). Mi piace questo tempo di passaggio dall’estate all’autunno, che favorisce il relax e anticipa un tempo di bilanci. Nonostante l’estate lunghissima e torrida abbia compromesso molto il godimento dei piaceri estivi, da ottimista aspetto il riscatto dall’autunno in poi, stagione che si armonizza anche con quella dell’età avanzata che mi appartiene. Mi piace il tramonto e mi intriga l’idea del tramonto della vita, come un momento speciale di sintesi delle qualità umane. Forse vagheggio, ma sognare è un’attività che fa bene e non costa nulla. Tornando alla luna, mi capita di parlarci, memore del Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Giacomo Leopardi, grande poeta dal vissuto tormentato, come ha messo bene in evidenza il film il giovane favoloso, interpretato da Elio Germano. Rubo i versi al recanatese e le chiedo: “Che fai, tu luna in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna? Sorgi la sera e vai, contemplando i deserti…”. Troppo bella questa poesia che devo andare a recuperarla, per gustarmela tutta, dal primo all’ultimo verso. Buon plenilunio!

Cenni di stagione clemente

“Aria fresca settembrina, alla sera e alla mattina” recita un proverbio, quanto mai attuale. Finalmente la calura dei mesi scorsi è un ricordo, anche se gli effetti della siccità si pagano. Da un paio di giorni, quando mi alzo non spalanco più porte e finestre e mi limito ad arieggiare quanto basta. Del resto i 17 gradi di stamattina non invogliavano a trattenermi in giardino. Il cambio di temperatura e le recenti piogge hanno fatto bene ai fiori: il geraneo color corallo ha cacciato fuori un fiorellino ed è riapparsa qualche ipomea blu. Anche la clematis colore del cielo, data per spacciata è tornata a fiorire. I canarini non cantano ancora, ma stanno cambiando le penne e la muta annuncia la stagione clemente. Del resto, dal punto di vista metereologico siamo già in autunno, anche se per quello astronomico dobbiamo aspettare quest’anno il 23 settembre. Di primo pomeriggio, con 25 gradi ottimali torno ad occupare il mio posto sotto il glicine, che offre una bella copertura verde, mentre osservo il fogliame che tremola a un tocco di venticello: potrebbe sembrare primavera, ma è assai meglio che la stagione inclini verso l’autunno, considerata l’estate appena trascorsa. Non so cosa ci riservi il prossimo futuro: mi impongo di essere ottimista, sebbene i dubbi e le preoccupazioni siano legittimi. Magari i miei lettori possono dirmi la loro opinione, anche in privato e potremo sostenerci reciprocamente. Oramai il post è diventato un appuntamento irrinunciabile ed è il momento della giornata che preferisco. Insieme alla cura degli animali e a quella dei fiori. Buone cose a chi legge ed altrettanto a chi commenta. La porta per eventuali altri ingressi è sempre aperta!

Addio stagioni!

Raffiche di vento da dieci a cento chilometri orari in pochi minuti al Nord, incendi devastanti al Sud. Dalla Liguria alla Sicilia il maltempo ha provocato disastri e due vittime. Gli effetti collaterali del clima torrido erano temuti e prevedibili. Impressionanti le immagini giunte del ‘fortunale’, che a chiamarlo così fa pensare alla fortuna e non sembra una brutta cosa. In realtà il significato etimologico è chiaro: “Perturbazione atmosferica di eccezionale intensità, con venti fortissimi, che provoca gravi devastazioni a terra e notevoli difficoltà alla navigazione “. Più appropriato chiamarlo ‘tornado’, il più violento e distruttivo fenomeno metereologico, tipico degli Usa e dell’Australia. Tetti scoperchiati, alberi divelti, automobili danneggiate, barche sconquassate, linee ferroviarie intralciate da ingombri piombati dall’alto…significa che siamo in una emergenza climatica con clima tropicale. È tempo che ne prenda atto chi sta in alto e ha ignorato o sottovalutato il problema. Ieri mattina ero al mercato locale, poco distante quando verso le dieci il cielo si è improvvisamente oscurato: sono riuscita a comperare le prugne al banco della frutta e sono corsa a casa che gocciolava. Appena in tempo per chiudere finestre e balconi che è iniziato il temporale, non catastrofico ma piuttosto lungo perché ha continuato fino a sera, con una breve pausa pomeridiana quando è uscito addirittura il sole. Alla ricognizione serale dei danni, una fioriera di edera era stata rovesciata e decine di vasi di plastica galleggiavano per il giardino. Devo ancora controllare come sta il tetto, ma il tutto si è risolto senza danni notevoli, considerato com’è andata nel resto del Paese. Rimangono l’ansia che succeda di nuovo e l’urgenza di non farsi trovare impreparati, perché è evidente che le stagioni di una volta non esistono più.

8 agosto 2022

L’ 8 agosto è la giornata mondiale del gatto, che si celebra dal 2002 e fu creata dal IFAW (Fondo internazionale per il benessere degli animali). In realtà, esiste anche la Giornata Internazionale del Gatto, che si celebra il 17 febbraio in Europa. Non poteva esserci di meglio…per abbinarci anche il compleanno di mio figlio, nato l’8.08.88 (e sì, la data dei quattro otto è speciale). Vado per ordine. Sui gatti ho già scritto: confermo che apprezzo molto le qualità del felino, in cui mi identifico abbastanza, perché ne amo l’indipendenza, la curiosità, la leggerezza. La mia vita procede parallela con quella dei molti gatti passati per casa, non potrei pensarmi senza la compagnia discreta e morbida di questo amico a quattro zampe. A proposito di zampe, sono morbidissimi i polpastrelli di Fiocco e Pepe, entrati da un paio di mesi a casa mia. Le zampette di Pepe sono addirittura bicolori, metà grigie e metà bianche, come il suo mantello. Fiocco invece è tutto miele, nel manto e nel temperamento. È un cinema vederli giocare, arrampicarsi su per le piante, fare salti acrobatici. Spero durino, perché la strada è un’incognita. Secondo argomento, il compleanno, da sempre considerato una data fondamentale, per il festeggiato…e per chi l’ha messo al mondo, specie se abbondante di otto, numero che rappresenta l’infinito. Rivesto il ruolo di mamma da 34 anni e qualcosa ho imparato…anche se moltissimo rimane da apprendere. Tento di trasformare in costruttive le critiche generose che mi fa lui, ben sapendo che si conquista la ‘patente’ sul campo. Del resto il rapporto genitori – figli è pieno di sfaccettature, come un diamante. Ecco, l’immagine della pietra preziosa mi suggerisce l’idea di una giornata da bollino verde: c’è il sole, la temperatura è sopportabile, sono stata al mercato dove ho comprato due piccoli vasi di fiori: una genziana blu per mio figlio che ama la montagna, uno spatifillo bianco per me che allude a un sereno futuro. Auguri multipli!

2 agosto… bentornata pioggia!

Marcella mi inoltra il proverbio popolare “La prima pioggia d’agosto rinfresca il bosco”, di cui non si conosce l’autore che comunque interpreta benissimo il sollievo prodotto stanotte dal maltempo, trasformatosi in buon tempo. Alle otto di mattina la temperatura è di ventuno gradi (l’altro ieri di pomeriggio erano 38), piove silenziosamente, ho indossato una camicia con le maniche lunghe. Zero zanzare e i canarini pigolano; forse tra un po’ riprenderanno a cantare. Anche Grey, la mia gatta di sei anni si sta riprendendo da non so quale trauma e si gode la frescura sul davanzale di un balcone. I micetti di tre mesi hanno scoperto il bagnato stamattina e sono schizzati dentro casa, dove li controllo meglio. Ho già condiviso con alcuni contatti la soddisfazione per il cambio atmosferico: stamattina l’argomento forte è il ritorno della pioggia, tanto attesa e utile, come già ricordava San Francesco nel suo famoso Cantico di Frate Sole o delle Creature. Oggi due Agosto si celebra la festa degli uomini, me lo ricorda anche Gabriella del bar Mirò che mi serve il cappuccino con impressa la ricorrenza odierna. La festa è nata in un paesino in provincia di Udine all’inizio degli Anni Settanta, per celebrare la fertilità. Un’altra interpretazione la considera frutto dello sfottò verso i soldati francesi di Napoleone in visita a Venezia, costretti a indossare calzamaglie che lasciavano intravedere i testicoli. Cade in questa giornata, perché l’otto rovesciato ricorda appunto gli attributi maschili. Nata per uno scherzo, è riconosciuta oggi a livello internazionale. Beh, che dire: c’è un gran bisogno di attributi coi tempi che corrono, senza fare tante distinzioni anatomiche! Pertanto auguri agli uomini, se si riconoscono nella giornata e a tutte le persone che hanno le qualità rappresentate simbolicamente dai “gioielli”: forza, coraggio, lealtà, carattere…chi più ne ha, più ne metta!

“Odio l’estate”

Mi è venuta in mente una canzone, il cui titolo da solo esprime il mio stato d’animo: “Odio l’estate”, di Bruno Martino. L’ho cercata e risentita: avvolgente e intensa, ma soprattutto attualissima. La canzone è del 1960, autore della musica Bruno Martino, mentre il testo è opera di Bruno Brighetti. Con lo stesso titolo è stato anche girato un film. La canzone è diventata uno standard del jazz. Voce vellutata e pianoforte l’hanno resa famosa in tutto il mondo, pare addirittura più di “Nel blu dipinto di blu”. Non sono un’esperta, ma di sicuro l’ho sentita nel passato. “Sei calda come i baci che ho perduto/Sei piena di un amore che è passato”… è l’inizio del pezzo, da cui si deduce facilmente che l’odio per la stagione sia legato a una delusione amorosa. Ma il mio risentimento per questa estate travagliata e bollente è molto più cosmico, perché abbraccia gli eventi negativi inanellatisi l’un l’altro come gli anelli non di una collana, bensì di una catena. Non voglio fare la catastrofista, ma la somma dei dati negativi è di gran lunga superiore a quella di qualche vantaggio. In conclusione, anche se non sono in quarantena, mi trovo a vivere pressoché segregata, dovendo valutare dove come e quando mi sposto, limitando i contatti che invece vorrei riprendere o ampliare. Forse anche il mio vecchio amico a quattro zampe non ne poteva più di caldo rovente, così sono stata privata anche della sua silenziosa e fedele compagnia, che mi manca. Non so come i miei lettori vivano questa situazione di grande disagio, mi sarebbe di conforto un loro suggerimento. Anche condividere uno stato di malessere può essere salutare. Per male che vada, ascolterò ‘a palla’ la canzone “Odio l’estate”.

Congedi

Tanti saluti all’anticiclone africano e a Boris Johnson, il premier britannico che si è dimesso, travolto dagli scandali. Non credo ci sia un nesso tra i due fatti, sono io che li accomuno, per contemporaneità. Comunque, a pensarci su un attimo, qualche connessione la trovo. Non se ne poteva più di temperature torride durate l’inverosimile, come gli Inglesi delle bizzarrie e cadute di stile dell’eccentrico politico, pare gran conquistatore di cuori femminili, in barba all’aspetto, a mio dire per nulla attraente (il che dovrebbe incoraggiare chi non può contare su un phisique du role = aspetto fisico adatto alla situazione). Ma si sa che “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”; chiudo la parentesi Boris Johnson e ritorno all’anticiclone, che tormenti ne ha dati parecchi. Forse il peggio dell’estate appena iniziata è passato (scusate il gioco di parole), ma temo avremo ancora modo di lamentarci del clima che si sta tropicalizzando, causa le nostre disattenzioni, per non dire di peggio. Per oggi è concessa una tregua: sono tornata a scrivere sotto il glicine, da dove osservo tremolio di foglie e benefiche zone d’ombra, con mirabile temperatura sui 25 gradi alle tredici. Le cicale friniscono impazzite dalle chiome dei vicini Noci e i miei canarini hanno ripreso a cantare sotto l’atrio, ancora per poco in ombra. A breve, quando il sole inonderà questa porzione di casa, ritiro la voliera con i cinque canarini. Anche i pennuti si congedano dal pomeriggio assolato.

Quattro stagioni… solo in pizzeria!

Il sabato corre veloce e arriva il primo pomeriggio che devo ancora scrivere il post. Stamattina avevo cercato lumi sul giorno odierno e curiosato tra le frasi belle, escluso di parlare di guerra che comunque, buttata dalla porta rientra dalla finestra, attraverso questa pillola di saggezza: Goditi la vita, è tutto ciò che abbiamo (Morrissey). Preferisco navigare basso e colgo lo spunto da quest’altra: Fai sempre del tuo meglio. Quello che pianti oggi lo raccoglierai poi (Og Mondino). Secondo me, vale tanto per l’esterno che per il privato. Nel mio controllo mattutino riservato a piante e fiori, ho notato tra le fragole in fioritura, spuntare dei frutti rossi della specie fragoline di bosco, che si sono staccate facilmente e sono scivolare leste in bocca, procurandomi un’intima soddisfazione che riguarda sì il gusto, ma di più la consapevolezza di aver celato una delizia in casa. Poi sarà la volta di lamponi e mirtilli, prima ancora delle ciliegie, se il tempo non farà il matto. A proposito, stanotte è piovuto e da qualche parte ha grandinato: la temperatura è scesa e bisogna sempre avere a portata di mano… prendisole e golf. Le quattro stagioni perdurano solo in pizzeria, bisogna farsene una ragione. Capisco che le condizioni metereologiche siano l’argomento più dibattuto in casa e fuori casa, data anche la ripercussione sull’umore. Io sto dalla parte del caldo – non torrido però – e mi adatto alle perturbazioni, se non sono rovinose. Ammetto che è una bella giostra salire e scendere dal termometro, tuttavia non possiamo fare molto per armonizzare il processo. Oppure sì, evitando gli eccessi per scaldarci e/o rinfrescarci, accettando di buon grado che anche il tempo voglia avere voce in capitolo.