I danni psicologici della paura si combattono con la creatività, parola di Raffaele Morelli, psichiatra e psicoterapeuta, che dice: “Disegna, scrivi, dipingi”. Lo sento durante la trasmissione Quarta Repubblica e il piglio dello specialista mi attrae. Trovo convincente il suo invito a esercitare la fantasia e a: “Vivere senza pesi mentali”, titolo della sua ultima opera. Mi stuzzicano anche questi altri titoli: “La vera cura sei tu” e “Vincere l’ansia” , che mi riprometto di indagare. Comunque il suo sostegno della creatività mi convince pienamente, perché lo sto esercitando tramite la scrittura, che mi serve per liberarmi, ma anche per agganciare persone sulla mia lunghezza d’onda. Per esempio Rossella, una cara collega che oggi compie gli anni e si accorse anni fa della mia attitudine per la poesia. Il contesto era una seduta d’esami di terza media, tra l’altro in uno stabile in prestito perché la scuola era inagibile, causa lavori di ristrutturazione del tetto. Tra l’emozione e l’ansia per le domande dei vari commissari, Rossella si interessò del quaderno delle poesie del candidato, dove erano state scritte varie opere considerate durante l’anno scolastico, complimentandosi con l’alunno e, di conseguenza con l’operato dell’insegnante che ero io. Ammetto che è stato un apprezzamento tra i più graditi che tuttora mi procura soddisfazione. Non è un caso se la nostra frequentazione è continuata, anche dopo il suo trasferimento. Sono lusingata di averla tra i miei contatti importanti e di avere in comune con lei alcune caratteristiche, che riguardano i fiori e la creatività. In maniera del tutto disinteressata, credo che possiamo considerarci delle buone testimonial del dott. Raffaele Morelli. Tanti cari auguri Rossella, continua a cercare il bello e a diffonderlo!
Autore: Ada Cusin
Due vicine importanti
Oggi 13 dicembre, santa Lucia, 21enne siciliana morta (il 13 dicembre 304 a Siracusa) per essersi rifiutata di lasciare la fede in Cristo, durante le persecuzioni di Diocleziano. Dante l’ha inserita più volte nella Divina Commedia, Garcia Lorca le ha dedicato un poemetto e Caravaggio l’ha dipinta. È tra le sante più venerate. Dal nome latino Lux (luce), è la Patrona della vista, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti e degli scalpellini. Quando insegnavo, dedicavo un’ora alla settimana alla poesia; in prossimità del 13 dicembre ne dettavo una dedicata alla Santa, intitolata “Santa Luzia”, in dialetto bellunese, dove la santa è descritta mentre si sposta con l’asinello carico di doni da consegnare ai bimbi buoni. Autore Giacomo Floriani, poeta dialettale di Riva e Santa Lucia; ma ci sono testi e canzoni di vari autori dedicati alla Santa. Io ho due vicine importanti con questo bel nome: la mia amica Lucia, fedele lettrice e commentatrice dei miei post quotidiani, di cui oggi ricorre l’onomastico e…la chiesetta millenaria di Santa Lucia, che intravedo da casa, a pochi minuti di strada, in mezzo ai campi. Altre volte ho parlato di questo gioiello architettonico, inserito in un contesto agreste di assoluta tranquillità, che dispone tra l’altro di un’ottima acustica, apprezzata durante performance musicali, ora purtroppo contenute causa pandemia. Ma la chiesetta rimane là, con tutta la sua carica attrattiva, degna di un abile pittore. Io mi sono limitata a fotografarla, con un risultato rasserenante. Quando mi sposto con la macchina verso Crespano, all’andata e al ritorno le rivolgo una preghiera laica, di gratitudine e di protezione. Dall’altra Lucia vado volentieri a bere il caffè e a fare due chiacchiere. Non potrei avere vicine migliori!
Piccoli doni
Non sono tra le persone che addobbano l’albero e fanno il presepe per tempo, anzi aspetto quasi l’ultimo minuto. Preferirei proprio evitarlo, se fosse possibile, per una sorta di contestazione dell’obbligo a fare in un certo modo. In anni passati era diverso e delegavo l’incombenza a mia madre oppure a mio figlio. Una volta dovevo recuperare le lucette tutte aggrovigliate, un’altra rimediare alle visite che il gatto faceva al muschio davanti alla capanna… così mi sono stufata ed ora mi accontento dei simboli della festa, rappresentati da un alberello di legno e da un piccolo presepe, originario dell’Ecuador. Può darsi che aggiunga qualcosa strada facendo, c’è ancora tempo…ma sono contraria ai lustrini e alle lucette schizofreniche. Preferisco scambiare e ricevere piccoli doni, che cominciano ad arrivare. Io non mi sono ancora attrezzata, ma ci sto pensando. Finora è andata così: ieri ho portato a Piero una copia del mio almanacco POST PER UN ANNO; lui mi ha regalato cinque bei cacki polposi tolti dalla pianta e messi a completare la maturazione sul bordo soleggiato della casa. Stesso regalo a Liliana, salita dalla Puglia in Veneto per festeggiare ieri il compleanno che mi ha donato un paio di orecchini neri traslucidi. Grazia, la mia fidata estetista, mi ha messo in mano… un’ottima crema per le mani, parte del corpo oggetto delle mie cure. Stamattina una focosa Stella di Natale è entrata in casa mia, insieme con lo spirito buono e generoso di Pia, che spero gusterà i miei muffin alle mele e cannella. Piccole cose che sottintendono attenzione e affetto da parte di chi le fa e generano altrettanto in chi le riceve. D’altro canto non sono tempi di stravaganze e dispersione del danaro, stiamo ancora cavalcando la tigre, per usare una metafora rubata al mondo animale (tra l’altro, se non sbaglio anche il maestoso felino non se la passa tanto bene). Oggi c’è il sole, ed è una bella cosa, ma notizie di disastri dentro e fuori casa consigliano moderazione, prudenza e solidarietà, questi sì bei doni da porre sotto l’albero. Intanto godiamo delle piccole cose. Buona domenica!
The Voice Senior
Non sono una teledipendente: mi servo del video per quello che può giovarmi. Appena alzata sento la radio, che mi fa compagnia anche quando stiro o pulisco i vetri. Di pomeriggio mi concedo un riposino, mentre ascolto le cause di Forum, talvolta addormentandomi sulla sentenza (non mi sarebbe dispiaciuto fare l’avvocato). La sera dopo cena, anzi in prima serata – cioè dopo le 21.30 – mi godo la poltrona relax accanto alla stufa accesa, in compagnia del cane, acciambellato sul cuscino sotto il tavolino del salotto e della gatta, allungata sulle mie gambe coperte da una copertina di lana: roba da vecchi? Forse, comunque il termine vecchio – pare dai 70 anni – è stato ingentilito dal corrispettivo latino senior, il che mi consente di introdurre il programma The Voice Senior, condotto da Antonella Clerici il venerdì sera, che non è niente male: persone di età avanzata si esibiscono sul palco in svariate performance, dimostrando come sia vero che il talento non ha età. Quattro giudici scelgono di adottare o meno il candidato, che conoscono solo alla fine dell’esibizione, motivando la scelta. A mio dire è molto incoraggiante vedere quanto talento vi sia nelle persone, rimasto privato per contingenze della vita, ma coltivato a lungo fino a emergere come un’onda travolgente e benefica. Al di là della performance, ci sono storie commoventi che arricchiscono il contenuto artistico. Lo spettatore si identifica in un ospite e idealmente condivide con la giuria gli apprezzamenti, abbondanti e le critiche, poche. Ad esempio ieri sera, una signora ha cantato con trasporto un brano di Mia Martini, che ha inchiodato sulla sedia la sorella Loredana Bertè, influenzando gli altri giurati che non si sono girati in segno di consenso, ma l’interpretazione lo meritava. La conduttrice è intervenuta con garbo a giustificare, riconoscendo la bontà della prova e ricordando l’eccellenza dell’artista calabrese mancata. Onore e gloria a Mia Martini, complimenti alla signora che l’ha riproposta.
Diritti Umani
Oggi 10 dicembre Giornata Internazionale dei Diritti Umani. Promossa dalle Nazioni Unite, la data è stata scelta per ricordare la proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani il 10 dicembre 1948. Così la intendeva Gandhi: “Non è la letteratura né il vasto sapere che fa l’uomo, ma la sua educazione alla vita reale. Che importanza avrebbe se noi fossimo arche di scienza, se poi non sapessimo vivere in fraternità con il nostro prossimo?”. Parole sante, pronunciate da un quasi Nobel per la Pace (nonostante 5 candidature, non lo vinse). Mi interrogo sui diritti umani, quali sono, se vengono garantiti. Ad esempio, per restare in tema di attualità, è un diritto scioperare…ma anche non farlo. La salute è un diritto garantito dall’articolo 32 della nostra Costituzione Repubblicana…ma dobbiamo vigilare per tutelarla. La libertà è tra i diritti primari, scavalcato solo da quello alla vita. Non voglio diventare noiosa o pedante, ma i diritti da soli mi sembrano monchi, come la metà di una mela. Inoltre, buttando lo sguardo appena un po’ lontano – ma anche a casa nostra in certe zone del Sud – permangono situazioni dove i diritti umani sono tuttora negati o ridotti al lumicino: stranieri sfruttati per la raccolta dei pomodori, laureati e donne sottopagati, bambini su cumuli di immondizia intenti a recuperare qualcosa da scambiare o vendere. Il lungo periodo della pandemia, ancora in corso, ha aggravato situazioni di solitudine e impoverito molte famiglie, limando molto il diritto alla felicità. Mi taccio per non appesantire la pillola. Dico che i diritti sono una conquista che va… conquistata ogni giorno, in una comunità dove “Nessun uomo è un’isola” (libro di Thomas Merton). Oggi chiudo qui, sperando di essere supportata dai miei contatti, che ringrazio.
Il talento non ha età
Mentre sorseggio il mio cappuccino, prestando un orecchio alle notizie del telegiornale, mi cattura il nome di Yusaki Fusako, una animatrice con la plastilina, su cui mi documento. Designer, artista e scultrice giapponese, classe 1937, vive in Italia dal 1964. Sì è affermata in questo campo anche in Svizzera e Giappone. Definita la regina della plastilina, sue le sigle della trasmissione L’albero azzurro e personaggi tridimensionali come Peo, Talpy, Baccio, Pom e Oto. Chi ha vissuto Carosello, ricorderà le coreografie per pubblicizzare il Fernet Branca. L’artista chiarisce la filosofia alla base del suo processo creativo, che entusiasma i più piccoli ma affascina anche i grandi, con le seguenti parole: “Con la plastilina posso creare qualsiasi cosa e poi trasformarla seguendo il flusso della mia fantasia. L’importante è farlo con gioia”. Ad averla una sorella, zia, nonna così creativa, amante del movimento e della trasformazione! Ho rivisto alcuni suoi filmatini – deliziosi – che mi hanno riportato a quando modellavo (si fa per dire) anch’io scodelle e piccoli oggetti insieme con mio figlio bambino. Ricordo che seguivo con interesse le puntate della trasmissione con l’uccello azzurro, simpatiche ed istruttive. Credo che la signora Fusako abbia ricevuto di recente un premio, da aggiungere ai molti già inanellati nella sua lunga carriera. Dare anima a un materiale umile come la plastilina, presuppone un grande cuore e una fantasia giocosa anche a ottant’anni, ivi compresa la voglia di manipolare e creare personaggi che si formano e si disfano in un attimo. Non so nulla della vita privata di questa donna, una giapponese che ha scelto il Belpaese per vivere (anche questo non è casuale); quando parla non smette di sorridere, arrotando le o e gesticolando con le mani. Me la immagino mascotte di tanti bambini e una cordiale spalla dei loro genitori. Una testimonianza che il talento non ha età, un suggerimento di come invecchiare bene.
8 dicembre 2021
La Madonna compiva gli anni l’8 settembre, secondo quanto introdotto in Occidente nel VII secolo da Papa Sergio I. Poi Pio IX individuò la data dell’8 dicembre quella che anticipa di nove mesi esatti la Natività di Maria. Nella devozione cattolica, l’Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) dove Maria apparve a Bernadette, presentandosi come “l’Immacolata Concezione”. Ammetto di non essere ferrata in materia, ma ricordo che la festività odierna è una delle più importanti, da quando mio figlio frequentava l’asilo. Quest’anno coincide, dal punto di vista liturgico con la seconda domenica di Avvento. Leggo sul web che esiste anche l’origine pagana della festa: l’8 dicembre veniva celebrata la festa tiberinalia in onore del dio Tiberino, Dio del Tevere. A me piace il numero 8, simbolo dell’infinito e mi piace la rappresentazione della Vergine in pittura, scultura e letteratura. Mi sovviene la bellissima lauda “Donna de Paradiso o Il pianto della Madonna” di Jacopone da Todi, ma anche la “Vergine madre, figlia del tuo figlio” di Dante, senza trascurare San Francesco che la chiama “ancella” e “madre” del “santissimo Figlio diletto”; il poverello di Assisi ha anche il merito di avere inventato il Presepio. La stessa “Ave Maria” è una delle più diffuse preghiere mariane della Chiesa cattolica occidentale, che mi piace specie in latino. Sul “Salve Regina” mi addormentavo piccina in chiesa, in braccio alla mamma. Beh, siamo proprio in clima natalizio, oggi molti tireranno fuori da cantine e ripostigli i tradizionali addobbi. Comunque, conto su un allestimento poco vistoso e di sostanza, perché dalla capanna mi giunge un messaggio di intimità e di raccoglimento. Al netto di auguri e qualche dono che fanno sempre piacere.
Libri e Fiori
Parafrasando un famoso incontro di libri ed autori a Cortina d’Ampezzo, che abbino agli splendidi fiori della mia Natalina, come regali natalizi mi permetto di suggerire una montagna di libri e una cascata di fiori. Era già di Confucio il desiderio di avere una casa piena di libri e un giardino pieno di fiori; immagino di molti altri, noti e non, me compresa. In inverno, con le basse temperature, il giardino riposa, salvo qualche rosa tenace che si ostina a sbocciare e anche qualche tenace Geraneo. Al calduccio, in casa fioriscono Amaryllis, Natalina, Piante Grasse… Giacinti. A proposito di altri fiori, ricordo che antologia (dal greco antos = fiore e lego = raccolgo) significa florilegio, cioè raccolta di fiori, stavolta costituiti da parole e pensieri bellamente accostati. Io amo i fiori e scrivo, perciò ho fatto mio il desiderio di Confucio. Non sono sola, in questa esperienza e quando mi capita di condividere con chi mi legge, oppure condividere un testo con chi scrive come me, è un incontro virtuoso. Per esempio, ieri ho incontrato una giovane amica (ha giusto la metà dei miei anni) che mi ha donato la sua prima opera letteraria, intitolata NULLA VIENE A CASO, un intenso ed emozionante viaggio dentro di sé, equamente diviso tra prosa e poesia. Con lei condivido la funzione terapeutica della scrittura, che io coltivo da molto e che lei ha finalmente concretizzato, dando alle stampe la prima “creatura” letteraria, come un amico definisce i libri prodotti. Senza esagerare, confermo che coltivare un progetto letterario e portarlo a termine, assomiglia abbastanza a una gestazione. Poi segue tutto il resto, meno poetico ma importante: promozione, presentazione, distribuzione…se il prodotto segue l’iter commerciale, con tutti gli intoppi legati al periodo di emergenza sanitaria. Ma la cosa che rimane e arricchisce chi riesce a mettere le emozioni nero su bianco è…averlo fatto, per una sorta di obbedienza interiore. Simile a quella del fiore che sboccia, su qualunque stelo e a qualunque latitudine.
La leggenda della Stella di Natale
Oggi 6 dicembre, San Nicola, uno dei santi più venerati e amati al mondo. La sua leggenda ha fatto nascere il mito di Babbo Natale. Secondo la tradizione, regalò una dote a tre fanciulle povere: da qui si diffuse in Europa l’uso di ricordare l’episodio con lo scambio di doni, nel giorno dedicato al santo. Ma trovo attraente anche un’altra leggenda, che ignoravo, riguardante la stella di Natale, pianta protagonista del periodo natalizio, il cui nome scientifico è Euphorbia Pulcherrima (grazie Serapia!). “La leggenda della Stella di Natale” mi arriva tramite whatsapp, colorando di poesia l’inizio della settimana. Messico, vigilia di Natale. Una bambina molto povera vuole fare un regalo a Gesù ma non ha nulla da offrire. Interviene l’angelo che la invita a raccogliere le frasche a bordo strada: Altea obbedisce e le frasche si trasformano in una pianta meravigliosa con foglie verdi e rosse a forma di stella che la ragazzina depone sull’altare: era nata la Stella di Natale, il “Flores de Noche Buona”, diventato il fiore natalizio ufficiale. Secondo il linguaggio dei fiori e delle piante, è il simbolo del buon augurio per i mesi a venire, della rinascita e della serenità. In questo periodo Stelle di Natale multicolori riempiono i mercati e i negozi, si accompagnano ad altri doni in cesti regalo, in formato mignon fanno anche da segnaposto. Credo che me ne procurerò per abbellire la casa. Benvenute quelle che eventualmente mi verranno donate, perché una pianta porta con sé la sua storia, ma anche l’animo di chi la dona. Buoni Fiori a Tutti!
Lesbo: Saffo e i Migranti
Chissà cosa direbbe Saffo sulla visita del Papa a Lesbo, in Grecia, dove lei nacque pare nel 630/40 a.C. (morte attestata attorno al 570 a.C.). Doveroso un richiamo di questa poetessa, di provenienza nobile, che aveva tre fratelli e si occupava delle giovani aristocratiche nella sua scuola, dedicata al culto di Afrodite (dea della bellezza) dove insegnava il canto, la danza e a condurre la vita matrimoniale. Molte lezioni erano dedicate alla pratica poetico-musicale. Autrice di otto o nove libri, di cui rimangono circa duecento frammenti è considerata tra i più celebri autori di poesie d’amore. Giacomo Leopardi le dedica una poesia intitolata “Ultimo canto di Saffo” scritta nel 1822. Durante una guerra civile sull’isola, Saffo fu costretta all’esilio in Sicilia, a Siracusa o Akragas, perciò conobbe la triste condizione di migrante, simile a quella degli oltre 4000 profughi bloccati nel campo a Lesbo, definita da Papa Bergoglio “l’isola della vergogna dell’Unione Europea”. Non mi addentro sui motivi che hanno bloccato l’accordo Europa-Turchia, di cui non so quasi nulla e torno da Saffo, che mi aveva suggestionata in periodo liceale. Non mi stupisce che la poetessa, elevata al ruolo di sacerdotessa abbia ispirato successivamente Catullo. Una delle più note liriche di Saffo, in greco antico, è intitolata “Tramontata è la luna”, metafora del declino della giovinezza, che riporto: Tramontata è la luna e le Pleiadi:/a mezzo è la notte:/il tempo trascorre;/e io dormo sola.// A mio parere, riflessione notturna senza tempo…sullo scorrere del tempo…che non va sprecato.
