Mi secca molto quando sul tablet una cicalina mi avvisa che: “È il momento dell’esercizio”, giusto quando mi sono appena seduta per leggere il settimanale il venerdì in santa pace, col sole che sta tramontando e il gatto accoccolato su una panca di legno dietro di me, seduta su una poltroncina di vimini, intiepidita dai raggi del sole. È stata una bella giornata di fine estate, con le contraddizioni della stagione prossima a passare il testimone: fresco deciso di mattina, sole caldo nelle ore centrali. Sono stata a pranzo da Lina, che è un’ottima cuoca, insieme con un comune collega: una rimpatriata professionale, tolti i panni di servizio, per uno scambio di ricordi e di esperienze. Prima di sederci a tavola, apparecchiata con la tovaglia delle feste, ho fatto un giretto per il giardino, a caccia di qualche foto significativa. Fiori pochi, ma immortalo un cespuglio fiorito sul retro, con un nome difficile (Lespedeza Thunbergii) e una cascatella di fiori viola. Un gradevole profumo di arrosto si spande in prossimità dell’ingresso. Trattasi di coniglio, che non gusto da decenni. Ammetto che le due ore di cottura lenta, con le erbe aromatiche, compresa l’erba limoncina, ne hanno fatto un capolavoro: sono d’obbligo i complimenti alla cuoca, che si è allargata con contorni cotti e crudi, antipasto, primo piatto, frutta e dolci annaffiati con vino di qualità. Dimenticavo il caffè, che da prassi io non prendo a fine pasto. Ecco, ammiro la dedizione di chi sa stare in cucina parecchio tempo, per accogliere ospiti da servire e intrattenere. Chi mi conosce, sa di questa mia debolezza. Se si presenta l’occasione, preferisco uscire a pranzo o cena, riservando il tempo dei fornelli alla scrittura. Del resto, già molto tempo fa Lina aveva sentenziato: “C’è chi produce e chi consuma”, in ossequio al principio che ognuno dà ciò che ha.
Autore: Ada Cusin
Dove c’è arte c’è bellezza
Curiosa la vicenda occorsa a Gloria Fregonese, la ventiseienne licenziata che ha sfondato nel mondo della moda. Lo dice lei stessa sul Red carpet del Lido: “Facevo l’impiegata, mi hanno licenziato. È stato il mio trampolino per la moda”. Come dire: non disperare, chiusa una porta si apre un portone. Beh, la ragazza è bellissima, piuttosto sofisticata direi, corpo stupendo e sguardo ammaliatore. Ma suppongo che abbia una forte personalità, per non essersi scoraggiata e aver tentato un’altra strada. Ho dato un’occhiatina al suo profilo Instagram e mi piace quello che dice per presentarsi: Veneta d’origine, italiana d’adozione, mondana nel cuore. Originaria di Mansuè (TV), è stata invitata dalla città di Venezia alla 79esima mostra del Cinema, dove ha incantato. L’affascinante ragazza vive a Milano dove porta avanti il suo lavoro da modella e quello di deejay. Una tipa bella e tosta, lontana anni luce dai “bamboccioni” della Fornero, ha dimostrato come si attua la “resilienza”. Non escludo che possa suggerirmi un personaggio positivo da inserire nel mio prossimo libro che avrà per protagoniste varie donne. Girare pagina, ovverosia cambiare lavoro non è cosa semplice. Alla sua età, io decisi di licenziarmi come applicata di segreteria (che ho fatto per quattro anni, laureata in Lettere e Filosofia a 23), per dedicarmi finalmente all’insegnamento che era il mio obiettivo. Col senno di poi, credo di essere stata tosta anch’io. La bellezza esteriore non mi appartiene, ma curo abbastanza quella interiore, da cui provengono soddisfazioni più durature. Mi auguro che Gloria pensi anche a questo aspetto e non si faccia sommergere dal successo. Considerato che fa anche la deejay, immagino che ami la musica, altra grande forma espressiva che può declinarsi in forma artistica. E dove c’è l’arte c’è bellezza.
Plenilunio
La Luna Piena del Raccolto o della Vendemmia sarà alta nel cielo nella notte di sabato 10 settembre 2022, cioè stanotte. È un argomento attraente che coincide con il plenilunio di settembre, considerato dai Giapponesi il più bello dell’anno. Per ammirarla nel suo splendore, è bene recarsi in un luogo buio e panoramico. Io me la gusto quando salgo in camera a chiudere i balconi: tonda e gialla, come un disco sul grammofono del cielo anima la notte. Tornando al nome della luna di settembre, è evidente che insieme all’uva ci sono anche gli ultimi frutti. A casa mia, l’uva fragola sotto la pergola fa concorrenza alle mele e alle melagrane. Mi vedo già alle prese con lo strudel e le centrifugate con i preziosi chicchi rubino (arilli). Con l’accorciarsi delle giornate, è più piacevole dedicarsi a qualche attività domestica (detto da me che sono quasi una frana, è tutto dire). Mi piace questo tempo di passaggio dall’estate all’autunno, che favorisce il relax e anticipa un tempo di bilanci. Nonostante l’estate lunghissima e torrida abbia compromesso molto il godimento dei piaceri estivi, da ottimista aspetto il riscatto dall’autunno in poi, stagione che si armonizza anche con quella dell’età avanzata che mi appartiene. Mi piace il tramonto e mi intriga l’idea del tramonto della vita, come un momento speciale di sintesi delle qualità umane. Forse vagheggio, ma sognare è un’attività che fa bene e non costa nulla. Tornando alla luna, mi capita di parlarci, memore del Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Giacomo Leopardi, grande poeta dal vissuto tormentato, come ha messo bene in evidenza il film il giovane favoloso, interpretato da Elio Germano. Rubo i versi al recanatese e le chiedo: “Che fai, tu luna in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna? Sorgi la sera e vai, contemplando i deserti…”. Troppo bella questa poesia che devo andare a recuperarla, per gustarmela tutta, dal primo all’ultimo verso. Buon plenilunio!
Addio, Lilibet!
Sono veramente rattristata per la scomparsa della Regina Elisabetta II, anche se alla invidiabile età di 96 anni (1926 – 2022). Premetto che non ho simpatia per le corone e nemmeno per le gerarchie, ma nel caso di questo personaggio credo che avesse davvero una marcia in più. D’altronde il suo regno lungo settant’anni ne è una prova, il più longevo in epoca moderna. Se Età elisabettiana è stata definita quella dell’illustre sua omonima, convengo con chi dice che bisognerà trovare un aggettivo adeguato al regno di Elisabetta II, mancata in servizio – non avendo abdicato – e comparsa in pubblico, sebbene affaticata e col bastone appena due giorni prima del congedo, per la nomina del primo ministro inglese, Liz Truss, succeduta a Boris Johnson. Nelle immagini che scorrono in tivù la rivedo con i completi color pastello, sempre abbinati col cappello, di un’eleganza sobria, mai ostentata. Vestita di nero, isolata (per via del covid), con la testa abbassata al funerale del consorte Filippo, quasi centenario e con il foulard mentre si trattiene con gli amati cani. Grande appassionata di musica, ha saputo usare i media a vantaggio del Regno Unito, che ha servito per oltre 70 anni. Impressionante considerare che ha conosciuto 14 Presidenti degli Stati Uniti e 5 Papi, una carriera regale formidabile! È giusto che si riposi, anche se mi dispiace che se ne sia andata. Una nonna speciale, amata dai suoi sudditi ancor più dei nipoti veri, che qualche preoccupazione extra gliel’hanno data. Una lunga vita spesa bene che la farà rimpiangere a lungo. Riposa in pace, Lilibet! 🙏
Arte in strada
Bella iniziativa quella offerta dallo Street Piano Festival a Caorle: 8 pianoforti posizionati nei luoghi più belli e suggestivi di Caorle, che potranno essere suonati da chiunque, dalle otto alle ventitré. Il festival è alla sua quinta edizione, un’ottima occasione per trasformare la cittadina lagunare in un teatro di musica e di creatività. Ne sento parlare per televisione e mi dispiace averlo saputo in ritardo, ormai a festival concluso, ma l’iniziativa ha tutto il mio plauso, anche perché Caorle mi ricorda rapidi ed intensi soggiorni colà vissuti, durante alcune estati prima della pandemia. Intanto c’è il Petit Hotel gestito dal mio omonimo Cusin Maurizio, non parente (che io sappia) dove sono stata ospite. Poi c’è Calle Cusin, proprio vicino al famoso campanile inclinato, di cui ignoravo l’esistenza, segnalatami da una collega che ha un appartamento in zona. Quindi deduco che parenti di mio padre fossero stanziati qua e facessero presumibilmente i pescatori. Anni fa ho conosciuto e frequentato un’amica di famiglia, la signora Cleofe che ha dato il nome al suo Hotel, in entrata alla cittadina. Era un personaggio noto a Caorle, amante dei cani e con me gentilissima…mi spiace sia passata a miglior vita, la ricordo con simpatia. A proposito di spiagge e località balneari, ho frequentato dapprima Lignano Sabbiadoro, poi Caorle e da ultima Bibione, anche per via delle Terme dove ho fatto cicli di aerosolterapia per recuperare la voce (abusata a scuola). Ad ognuna sono legati ricordi piacevoli, dato che il mare è il paesaggio prediletto, tra quelli offerti dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia (mia mamma era friulana): la Terrazza a mare di Lignano, le facciate colorate delle casette a Caorle, il faro a Bibione. Mi scuso per Jesolo, evitato di proposito perché “troppo vicino di casa”, che avrà di certo i suoi estimatori. Nella torrida estate ormai declinante, non ho trovato il momento giusto per fare una puntatina in spiaggia. Vedrò di recuperare a breve.
Indietro nel tempo
Il Ministero della Transizione ecologica ha diffuso il piano MiTE nazionale di risparmio idrico ed energetico per ridurre i consumi nelle abitazioni: riscaldamenti accesi 15 gg in meno e ridotti di 1 grado. Corriamo ai ripari per fronteggiare la crisi energetica provocata dalla guerra in Ucraina e sopperire all’eventuale stop al gas russo. Nel 2024 è comunque previsto di raggiungere l’obiettivo dell’indipendenza dalla fornitura russa. Bene, cioè male: era chiaro che dovremo tirare la cinghia. Sarà da vedere se saremo bravi, ovvero se adotteremo comportamenti virtuosi e se anche le aziende si muoveranno in tal senso. Mi torna in mente la parola “austerity” e il periodo a cavallo tra il 1973 e il 1974, in seguito alla crisi petrolifera del ’73. Anche i “Cicli e Ricicli Storici” di Giambattista Vico (Napoli, 23.06.1668 – Napoli, 23.01.1744), principio della sua filosofia basata sulla ciclicità: il ripetersi delle stagioni, il ritmo biologico naturale…il cammino dell’umanità che ricade in basso, per riprendere di nuovo la salita e rincorrere la civiltà. Trovo affascinante e condivisibile il pensiero di questo filosofo, influenzato da Aristotele, Platone e Macchiavelli, autore de La Scienza nuova, del 1725, in 5 libri. Venendo a me, ho deciso che il prossimo inverno occuperò il mini appartamento, contiguo al mio, destinato a mia madre e dopo la sua morte occupato per diversi anni da mio figlio, ora uscito di casa. Sarà un’occasione per mettere mano alle mie cose, conquistate quarant’anni fa quando anch’io scelsi l’indipendenza, con il primo incarico a tempo indeterminato a scuola come applicata di segreteria, pur laureata. Lo mantenni per quattro anni, giusto per raggranellare i soldi per arredare il primo appartamento in affitto, dopodiché mi licenziai e iniziai a insegnare. Tutti gli acquisti fatti, grandi e piccoli sono distribuiti per casa, che consta di due unità abitative, realizzate grazie al concorso di mia madre e del padre di mio figlio. Perfino troppa grazia, direbbe qualcuno. Pensavo che il monolocale, dove mi trasferirò avrebbe potuto diventare un ufficio per Saul. Al momento ospito mia nipote Cristina quand’è di passaggio e le amiche. Poi si vedrà. Una mano di pittura e ritorno indietro nel tempo (tenendo i piedi per terra).
Libreria, luogo importante
Stranamente mi sveglio tardi, dopo le otto – non succedeva da almeno tre mesi – e ho diverse incombenze da sbrigare. Come da prassi, prima servo i micetti e Grey, la gatta adulta trasformatasi in ket-sitter, quindi faccio colazione. I canarini attendono pazienti che rinnovi mangime, acqua e li sposti fuori, sotto il portico dove sanno che arriveranno a deliziarli le foglioline di radicchio che crescono sul bordo del marciapiede. Un giretto per il giardino, in cerca di qualche soggetto da fotografare, scarso. Quando ero in servizio, pensavo che avrei potuto investire la pensione, occupandomi eventualmente di una fioreria oppure di una libreria o simile. Non era proprio un sogno, ma un desiderio che avrebbe potuto concretizzarsi, se avessi potuto condividerlo. D’altronde in casa non mi mancano né fiori e né libri. Tuttavia mi rallegra che qualcuno lo realizza, com’è capitato a Michela, 32enne di Cappella Maggiore, che ha inaugurato la libreria Fortum, nome che è tutto un programma: in islandese da dove deriva significa forte, ma la radice fort mi richiama la parola fortuna, che nella versione buona è beneaugurante. Leggo con interesse l’articolo, dove la titolare della libreria racconta come è giunta a realizzare il suo sogno, perché già da piccola le piacevano libri e giornali. Tutto torna. Mi sento vicina al suo sogno realizzato e le auguro di cuore soddisfazioni e buone relazioni, che certo favorirà tra la sua clientela. Come lei afferma, c’è una bella differenza tra l’acquisto asettico di un libro online e poterne parlare con chi te lo vende perché lo conosce e l’ha letto. Senza contare gli “Incontri con l’autore” che un sensibile libraio può organizzare. Ecco, la parola chiave per fare circolare la cultura è la sensibilità. L’ambiente da solo non basta. Complimenti e Auguri a Michela (P.S.- Anche Umberto Saba, grande poeta, gestiva la Libreria Antiquaria a Trieste)
A lezione da Madre Teresa
Il calendario ricorda oggi Madre Teresa di Calcutta (Skopje, 26.08.1910 – Calcutta, 5.09.1997), al secolo Anieze Gonxhe Bojaxhiu. Il 19 ottobre 2003 è stata proclamata Beata da Giovanni Paolo II e nel 2006 è stata proclamata Santa da Papa Francesco. Nel 1979 aveva ottenuto il Premio Nobel per la Pace, per l’impegno profuso tra i poveri e il suo rispetto per la dignità di ogni persona umana. Religiosa albanese di fede cattolica, ha fondato la congregazione religiosa delle Missionarie della Carità. Ma io intendo valorizzare il suo pensiero, che ho utilizzato in diversi momenti a scuola, quando insegnavo, durante le ore di Poesia oppure di Cittadinanza. Alcune frasi le conosco ora e vale la pena riportarle, per la modernità dei concetti e per l’intensità: Cosa puoi fare per promuovere la pace nel mondo? Vai a casa e ama la tua famiglia; Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso; Ieri non è più, domani non è ancora. Non abbiamo che il giorno d’oggi. Cominciamo…la lista è lunga e lascio al lettore la scoperta degli altri corroboranti pensieri. Chiudo con quello che mi sembra più appropriato in questo tempo di prossime votazioni: Non aspettare che arrivino i leader. Fallo da solo, persona per persona. Interessanti i suoi consigli “Per essere felici in 7 passi”: 1. Scegli consapevolmente di essere felice 2. Coltiva la gratitudine 3. Non portare rancore 4. Contrasta la negatività 5. Ricordati che il denaro non può comprare la felicità 6. Dai valore all’amicizia 7. Impegnati in attività che per te hanno significato. Non c’è che dire: a scuola di vita da Madre Teresa c’è sempre da imparare. Vedo di applicarmi.
Beato Giovanni Paolo I
Albino Luciani, Giovanni Paolo I, il papa ‘breve’ rimasto sul soglio pontificio per soli 33 giorni, oggi è stato proclamato Beato. Veneto di Agordo, è morto per un infarto il 28.09.1978 e la morte improvvisa ha generato la leggenda che fosse stato avvelenato. Quando era Patriarca di Venezia era in cura da un cardiologo per scompensi cardiaci. Giustamente soprannominato “Il Papa del Sorriso”: in questo atteggiamento di accoglienza lo propongono video e foto. Mi era simpatico proprio per la sua bonomia e il clima rilassato che sapeva creare, distante dai protocolli. Facile ritenere che a qualcuno non fosse gradito, come succede all’attuale pontefice Bergoglio, che nello spirito gli assomiglia parecchio. Da laica quale mi ritengo, non sono la più titolata per parlare del rappresentante di Dio in terra, però qualcosa ho studiato riguardo la storia della chiesa, anzi sostenni pure diversi esami durante il corso universitario di Lettere e Filosofia. Una storia complessa e a volte compromettente, quando sul soglio pontificio furono sistemati personaggi di spessore politico e non religioso. Ma torno ad Albino Luciani, nato in un paesello in provincia di Belluno, a Forno di Canale d’Agordo, il 17.10.1912, in una famiglia poverissima. A soli 10 anni è in seminario. Nel 1935 diventa sacerdote, mentre nel dicembre 1958 è vescovo di Vittorio Veneto, e dieci anni dopo Patriarca di Venezia. Cardinale nel 1973, viene nominato Papa, con il nome di Giovanni Paolo I, il 26 agosto 1978, dopo un conclave di sole 26 ore. Beh, la carriera parla da sola: “Dalle stalle alle stelle”, locuzione espressiva senza ombra di negatività riguardo le umili origini. Anzi, la scalata verso il cielo è partita da una buona base! Presenti alla cerimonia, tra i migliaia di fedeli in Piazza San Pietro sotto la pioggia, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Il nuovo Beato veglierà su di noi, sulla nostra regione…e sulle anime tutte!
Sentimento alla base di tutto
Ci sono delle notizie che lasciano di stucco: come quella data in tivù riguardo la nascita di Alessandra, la prima bimba nata in Italia da un utero trapiantato (la sesta al mondo). La donatrice – che si chiamava Alessandra – era una 37enne deceduta per arresto cardiaco, mentre la ricevente è una 31enne nata priva di utero: miracolo della scienza e del coraggio. Finora sono stati realizzati con successo due interventi presso il Centro trapianti del Policlinico di Catania, previa autorizzazione del Consiglio superiore di sanità. Al momento, in lista d’attesa ci sono 5 donne (tra i 18 e i 40 anni). La notizia mi suscita ammirazione e preoccupazione. Certo il desiderio di maternità deve essere enorme, per sottoporsi alla trafila lunga e complessa per rendere l’organo ricevuto funzionante. Mi nasce spontanea una prima domanda: non sarebbe stato più semplice ricorrere all’adozione? Pesco la seconda nella memoria, quando mio figlio – allora di circa 6/7 anni mi chiese se è possibile trapiantare l’anima. Allora rimasi di stucco e finora non ho trovato una risposta convincente. Tuttavia credo che qualcosa succeda quando i sentimenti tra due persone sono ben radicati e profondi. Ovviamente faccio tanti auguri a mamma e figlia, sperando che il come è stata custodita la neonata Alessandra per nove mesi non influenzi negativamente la sua crescita. Perché il bello viene dopo, inteso come processo di crescita, allevamento ed educazione. Conosco persone senza figli perfettamente realizzate ed altre con figli in perenne ansia… e viceversa. A mio dire, il tema della prole in Italia è ancora legato alla precedente società agricola, che aveva bisogno di braccia e a un’idea di famiglia che si è venuta sgretolando nel tempo. Non mi sorprende il calo delle nascite in Italia e nel mondo occidentale, in considerazione anche del fatto che cominciamo a stare stretti sul pianeta Terra (secondo le stime dell’ONU, nel 2021 abbiamo superato quota 7 miliardi e 900 milioni). Per quanto mi riguarda, decidere di diventare madre – in subordine single – è stata la scelta più coinvolgente e impegnativa della mia vita; comprendo chi sente l’urgenza di farlo e comprendo chi non se la sente, perché non siamo tutti uguali. Per accorciare le distanze tra i due ambiti, mi preme sottolineare l’importanza del sentimento – profondo e autentico – che sta alla base di qualunque relazione vitale.
