Oggi 6 maggio è la giornata mondiale del colore. È anche il giorno dell’incoronazione di Carlo III d’Inghilterra. A ricordarcelo ci pensano i media già da giorni, perciò volo basso: mi soffermo in ambito cromatico e artistico dove mi sento più a mio agio. La giornata mondiale dedicata al colore nasce nel 2008 con lo scopo di sensibilizzazione soprattutto i bambini verso i coetanei che vedono il mondo “in bianco e nero”, quindi è un’iniziativa volta a valorizzare il senso della vista, tanto importante nella nostra psiche. Ogni colore infatti evoca sensazioni e influenza il nostro modo di fare. Lo sa bene il mondo del marketing e dell’armocromia, parola salita alla ribalta i giorni scorsi, in riferimento a Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico dal 12 marzo scorso che paga profumatamente una persona perché le indichi i colori degli abiti da indossare (credo che molte donne, di ieri e di oggi se la siano cavata usando il buon gusto). Ma io resto nel mio brodo e presento i colori che preferisco: il giallo e il blu, in tutte le nuance. A volte prevale uno e a volte l’altro. Suppongo corrispondano alle due ‘facce’ del mio mondo interiore, ‘brioso e spumeggiante ‘ – come lo definiva il mio compianto professore di Liceo – ma desideroso d’altro canto di tranquillità e di pace. Le parole sono il mio pane quotidiano, tuttavia sono attratta anche dal mondo della pittura, dove ho la fortuna di conoscere degli amici pittori: Pio e Noè Zardo, Renato Zanini, Mary Vardanega. Maria Cusin, mia zia paterna trasferiva sulle tele volti, fiori e animali. Di recente ho conosciuto – per ora da remoto – Lurdes Silvia, di cui è in corso la mostra ‘Colori ed Emozioni ‘ a Casier, mentre a Cortina d’Ampezzo ieri ha chiuso i battenti ‘La poetica del colore’ su Aldina Manaigo (1928 – 2010), pittrice e poeta ampezzana, organizzata dal figlio Sisto. “Aldina sarebbe stata contenta di aver trasmesso con i suoi colori tante emozioni”, parole di chi l’ha conosciuta bene. Che la pittura interagisca con la poesia, se n’era già accorto il grande Leonardo Da Vinci, definendo la pittura una poesia muta, espressione azzeccatissima. A mio avviso, in ambito espressivo, i colori corrispondono ai battiti del cuore dell’artista. Lunga vita all’arte, a chi la fa e a chi la consuma!
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Hic stantibus rebus/Così stando le cose
Giornata di sole, oggi mercato locale. Ho in mente di comprare qualche piantina aromatica e dei fiori da piantumare. Prima però voglio dare un’occhiata al quotidiano, per selezionare un argomento da trattare nel post. Il baretto di Antonella alle dieci è strapieno dentro e fuori, perciò allungo di poco il passo e raggiungo il bar Al Portego, dove si stanno riposando dei ciclisti. Riviste e quotidiani sono a disposizione, perciò prendo IL CORRIERE e mi accomodo, in attesa della consumazione. In una pagina interna, un breve articolo informa che la copertina del settimana 7 domani in edicola avrà Carlo III d’Inghilterra e la consorte. Non mi stupisco, considerato che la data dell’incoronazione si sta avvicinando. Mi sorprende invece una curiosità del sovrano che non conoscevo: parla alle piante, cosa che faccio anch’io. Cerco conferma sul web e scopro che l’amore del re per la terra era emerso già nel lontano 2004 in un suo discorso a Terra Madre dove si esprimeva così: “Ho sempre creduto che l’agricoltura sia non solo la più antica ma anche la più importante attività umana. È la base della cultura e della civiltà stessa”. Parole esemplari che mi rendono simpatico l’uomo, rivestito da enormi responsabilità verso i suoi sudditi e il mondo intero. Figlio di cotanta madre, la regina Elisabetta, il nuovo sovrano ha dichiarato: “Seguirò l’esempio di mia madre” che mi risulta amasse molto gli animali, non solo i cani… perfino i pipistrelli! Pare che il detto Dietro un grande uomo c’è una grande donna valga anche all’incontrario. Che io abbia in comune col nuovo sovrano d’Inghilterra la mania di parlare con le piante e i fiori, me lo rende ‘di casa’ che è un valore aggiunto al suo bagaglio regale e umano. Inoltre gli è cara la parola Armonia che è la prima in testa al mio elenco del benessere. Hic stantibus rebus/Così stando le cose, credo che Carlo III sarà un sovrano amato.
Il potere della bellezza
È bello svegliarsi con una buona notizia. Mi succede domenica mattina, appena alzata mentre mi preparo la colazione. Gatti sfamati e tivù accesa sul primo canale, sento parlare di Roberto Celestri, il primo influencer di arte in Italia, con 325mila follower, nato a Noto (Sicilia) nel 2001: si tratta dunque di un ragazzo che ama l’arte, cresciuto in una famiglia di restauratori. “Sono nato in un mondo di statue e cornici. Quando avevo 7 o 8 anni invece di andare a Gardaland mia madre mi portava a fare il giro delle chiese per vedere le cose belle che c’erano dentro”. Complimenti anche alla mamma. Durante il periodo del lock down ha avuto una brillante idea: creare contenuti d’arte e poi postarli sui social. Un ‘nativo digitale’ che racconta la bellezza grazie alla tecnologia e alla sua sensibilità. Suo obiettivo è quello di far parlare l’arte attraverso dei video pubblicati su Instagram. Al momento collabora con molti artisti ed è stato contattato da Rai cinema. Allarga il cuore pensare che ci siano giovani così, innamorati della bellezza e desiderosi di espanderla. Infatti lui è un divulgatore di bellezza. Ha realizzato videoclip musicali e spot pubblicitari per privati, aziende, Enti pubblici. ‘L’ arte mi emoziona, mi fa pensare ed è un vizio di famiglia’, sono le parole che usa per presentarsi nei video pubblicati. Io vedo quello intitolato Il Cimitero Monumentale di Milano – InstArt di Roberto Celestri: eccezionale, come essere là dove avrei voluto andare e non ci sono riuscita durante le mie rapide visite alla città meneghina. Mi propongo di seguire questo ragazzo, appassionato della bellezza, con l’augurio che non si stanchi a cercarla dove c’è e non lo sappiamo ancora. Non a caso l’Italia è conosciuta come il Belpaese. Grazie a Roberto che ci fa apprezzare le svariate bellezze della penisola con un semplice click da casa.
Silenzio e Sapere
Stamattina cambio strada, nel senso che non vado al bar ma in biblioteca. Ci pensavo da un po’. Orari alla mano, oggi è la giornata giusta: piove e il mercato locale non è attraente come al solito. Inoltre siamo a ridosso della Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore – sarà domenica – quindi in tema. Durante il percorso da casa alla piazza dove si trova la biblioteca del mio paese, Castelcucco incontro Francesca. Mi informa di aver buttato giù in tarda serata un racconto su un vecchio noce in cui si identificava il padre che torna ad incontrarla attraverso le foglie. La sua confidenza letteraria è un dono stimolante. Mi conferma altresì che per leggere e scrivere c’è bisogno di silenzio, per ovvie ragioni non di casa al bar. Salgo i quindici gradini dello stabile e mi trovo nel luogo deputato alla ossigenazione della mente. Al momento sono l’unica frequentatrice. Mi accomodo nella stanza che dà sulla piazza: da un’ampia finestra vedo l’orologio; più appartato l’ingresso della scuola media dove ho insegnato Lettere diversi anni, fino al 2015, luogo familiare. Pavimento in legno, l’arredamento è chiaro, con le basi degli scaffali che sostengono i libri di un rasserenante turchese. Sui tre tavoli rettangolari sono accostate le sedie rivestite di tessuto tinta cobalto. In bella vista il seguente monito: In Biblioteca si Deve: 1) Leggere e consultare libri 2) Rispettare la regola del silenzio 3) Rispettare la struttura. Direi che è il minimo, evidenziato in ogni biblioteca che si rispetti. Mi siedo e leggo finalmente in santa pace il quotidiano, comperato prima in cartoleria. Sento il rumore discreto del riscaldamento e i tacchi della bibliotecaria che sta per andarsene, sostituita da un gentile ragazzo, Riccardo De Bortoli, con cui scambio due parole prima di congedarmi. Nel luogo della cultura cosa scopro? Che domani è il gran giorno: si laurea in Ingegneria meccatronica a Vicenza! Anche questo dettaglio non è casuale. Come diceva il grande Leonardo, I dettagli fanno la perfezione, e la perfezione non è un dettaglio. Tutto torna, nel luogo deputato al sapere. Buona laurea e buona vita Riccardo!
Pasquetta, luce e colori
Lunedì 10 aprile, Pasquetta: mattinata tersa e luminosa, con temperatura al di sotto della media, l’ideale per chi cammina molto, per le mie articolazioni un po’ meno. Per arrivare al bar quasi sotto casa non c’è problema, ma non ci troverei i quotidiani, che oggi non escono. Gli italiani rifuggono dalla lettura e molti non se ne accorgeranno, attratti dai convivi familiari e dalle passeggiate. Che dire, a ognuno il suo passatempo preferito. Per quanto mi riguarda, oggi evito di occuparmi di attualità. Tra l’altro sono senza linea telefonica da venerdì pomeriggio, causa problemi del gestore Vodafone, pertanto cerco l’argomento nel privato. Comunque faccio lo stesso un salto al bar, dove Gabriella sprizza entusiasmo da tutti i pori perché ha trovato chi la sostituirà il sabato e la domenica: la nipote Sofia, studentessa universitaria super impegnata, ciononostante disponibile a dare una mano. Questi sono i giovani di cui abbiamo bisogno, per contrastare l’opinione della Ministra Fornero (che li invitava a non essere choosy = difficili, schizzinosi). Venendo a me, è l’arte che mi ricarica, tramite un messaggio con annessa locandina di una prossima mostra di pittura a Cortina. Me li invia Mariuccia, compagna di Liceo rivista di recente, con cui c’è un bel feeling. È venuta alla presentazione del mio ultimo libro Dove i Germogli diventano Fiori a Cavaso e la sua presenza mi ha emozionato. Mi commuove ora sapere che la mostra di pittura ‘La poetica del colore’ di Aldina Manaigo, Museo Mario Rimoldi, Cortina d’Ampezzo, dal 19 aprile al 5 maggio, mattina e pomeriggio intende onorare la memoria e l’opera di una persona a lei nota che non c’è più. Ma che continua a dire la sua attraverso l’energia dei colori e delle forme stesi sulle tele. Allestire una mostra sull’opera di un artista è tempo meravigliosamente impiegato e ponte per connettersi con chi resta. Senza intoppi di assenza di rete.
Le maglie dell’arte
L’ amica Rossella mi chiede se posso scrivere un pensiero su due pittrici che prossimamente inaugurano una mostra a Casier (TV). Ne sono lusingata, ma un poco disorientata perché il mio campo d’azione è la letteratura. Però mi soccorre la frase di Leonardo Da Vinci: La pittura è una poesia muta e io scrivo poesie (anche racconti e romanzi), così mi faccio coraggio e penso a come potrei muovermi per offrire un decoroso servizio alle due artiste di cui per ora conosco solo il nome: Alice Stradiotto e Lurdes Silva, nomi che da soli mi trasportano nel mondo della fantasia e della spiritualità. In attesa di prendere contatto con le due pittrici, che suppongo siano anche amiche mi interrogo sul sacro fuoco dell’arte. La metafora è inflazionata ma rende l’idea che chi pratica una qualunque forma espressiva ha dentro di sé una linfa vitale che non tutti possiedono, oppure ignorano di avere. Personalmente ritengo che tutti abbiano dei talenti, ma che solo chi li coltiva riesca a portarli alla luce, indipendentemente dal consenso del pubblico. So di una cara collega che teneva i suoi scritti in fondo ai cassetti, in attesa di condividerli con qualcuno…ma non ne ha avuto il tempo, perché è mancata improvvisamente. Perciò ritengo che l’arte debba essere offerta al pubblico, come peculiarità personale e come un atto di ringraziamento per averla avuta in dono. Il prodotto dell’ingegno potrà piacere poco, tanto oppure per niente. Le critiche costruttive sono benedette. Il mondo è grande e c’è spazio per tutti. Basta trovare un angolino, prendersene cura e coltivarlo con amore.
Resoconto sull’incontro
La Sala Consiliare del Comune di Cavaso del Tomba è accogliente di suo, per il marmo e gli arredi. Il valore aggiunto sta nell’operato che l’Amministrazione comunale elabora durante gli incontri istituzionali e il servizio culturale che offre in svariati contesti, come è successo ieri per la presentazione del mio libro Dove i Germogli diventano Fiori. A proposito di fiori, riguardano sì il risveglio vegetativo, ma anche la crescita culturale delle giovani menti affidate alle cure del maestro Enrico Cunial, cui è dedicata l’opera. Il dipinto in esposizione di Noè Zardo racchiude simbolicamente il contenuto, evocando l’armonia delle relazioni coltivate fin da scolari sotto la cura dell’attento maestro, alias giardiniere. L’ Assessore Michele Cortesia apre l’incontro, mettendo in evidenza la specialità del luogo. “La presentazione è stata partecipata, una buona presenza” sono le sue confortanti parole per un incontro che meritava pubblico più numeroso. Però concordo sulla qualità dell’ascolto e degli interventi. Mariuccia, un’amica di liceo che abita a Belluno ha fatto la strada a posta per partecipare e mi scrive: “Quello che ho sentito mi ha arricchita e mi ha fatto riflettere sulle persone della nostra vita che ci hanno insegnato la strada giusta”. Il simpatico intervento di Silvio Reato sulle sue ‘intemperanze infantili’ mi ha riportato alla memoria la maestra Giovanna Zanesco e la capacità dei bravi insegnanti di scoprire e valorizzare i talenti in erba, sottolineata anche dal sensibile Sindaco Gino Rugolo, accomodatosi tra il pubblico, favorendo la “corrispondenza d’amorosi sensi” di foscoliana memoria, accennata in esordio dall’assessore Cortesia. La mia amica Lucia, fedele commentatrice dei miei quotidiani post mi fa la sorpresa finale di un ringraziamento pubblico che nutre la mia propensione a scrivere. Eccettuati gli assenti giustificati, chi non c’era ha perso un momento di salutare condivisione. Il post intende offrirgli un rimedio. Ne approfitto per ringraziare l’Amministrazione, i miei Collaboratori e tutti i Presenti. 💐
Il bene della lettura
Ieri 24 marzo era la Giornata nazionale per la promozione della lettura, abilità importante e non abbastanza praticata cui dedico oggi il mio post. Quando insegnavo, venivano spesso ricordate le quattro abilità di base da fare conseguire agli alunni: ascoltare, parlare, leggere, scrivere. Non so se sia casuale l’ordine in cui sono declinate. Oggi mi sembrano abbastanza ridimensionate per importanza, rispetto a quando ero alunna/studente io, in una società mutata e complessa, avanzata per certi aspetti ma impoveritasi per altri. Le abilità di base sono state soverchiate da altre abilità, si impara e si disimpara nello stesso tempo. Ritorno alla base, con note personali. Da bambina leggevo moltissimo, adesso scrivo molto, leggo abbastanza ma non quanto vorrei. Più che consumare produco; alla mia “ragguardevole” età, mi concedo il lusso di fare ciò che mi piace di più. Ho letto l’ultimo romanzo a Natale e ho un paio di saggi per le mani. A proposito di lettura, ammiro chi segue dei corsi di recitazione e poi dona a chi ascolta il piacere di essere coinvolto in un abbraccio emozionante di parole dosate nel tono, nel ritmo e nella velocità. È quello che succede durante eventi culturali di incontro con l’autore. Cade a fagiolo la presentazione del mio ultimo DOVE I GERMOGLI DIVENTANO FIORI, oggi alle 16.30 in sala consiliare a Cavaso del Tomba. Siete tutti invitati, racconto com’era la scuola negli Anni Sessanta, come insegnava Enrico Cunial, il mio maestro con baffi, manicotti e un gran cuore. Non un romanzo ma un mix di generi: biografia, autobiografia, interviste, documentazione storica, galleria fotografica, con il dipinto Ruralità poetica dell’artista Noè Zardo in copertina. Una lettura a più livelli per un tuffo nel passato da cui riemergere rinvigoriti.
Poesia, percorso benessere
Giornata Mondiale della Poesia, oggi 21 marzo in coincidenza con il risveglio della natura e in ricordo di Alda Merini, nata a Milano il 21 marzo 1931 (dove muore il 01.11.2009). È stata istituita dall’UNESCO nel 1999 per celebrare una delle “forme di espressione e identità culturale e linguistica più preziose dell’umanità”. Ringrazio il gentile amico e compagno del Liceo Amedeo Michele di avermelo ricordato, perché la poesia è una silenziosa compagna anche delle mie giornate, riempite pure dalla prosa. Mi impegno a produrre qualcosa di dignitoso in questo ambito, ma oggi rubo la definizione che ne dà Paul Celan: Io non vedo alcuna differenza di principio tra una stretta di mano e una poesia. Quindi una giornata dedicata alla promozione della poesia in tutto il mondo, da declinarsi non solo in versi, ma con qualunque forma espressiva che coinvolga le emozioni. Nata prima della scrittura – si pensi ai cantastorie – è una forma di comunicazione universale, capace di veicolare un messaggio di pace e di dialogo tra i popoli. Quando insegnavo, i poeti ermetici consentivano di calarsi nella realtà dolorosa della guerra più rapidamente che considerando i fatti sul libro di storia. Avevo una predilezione per Umberto Saba (Trieste, 9.03.1883 – Gorizia, 25.08.1957) per la semplicità del suo dire e per non appartenere ad alcuna corrente letteraria: il mio modello di riferimento! Durante un’uscita didattica con le classi terze, siamo stati a vedere la sua libreria antiquaria a Trieste. Nel privato, apprezzo molto chi sa esprimersi in poesia, senza bisogno di esibire una ‘patente’ e sono diverse le persone a farlo, sia uomini che donne. Oggi stringo idealmente la mano a ognuna di loro e brindo ad Apollo, Dio delle arti e della poesia. 🥂
Sorellanza letteraria
Premetto che non ho un buon rapporto col volante, peggiorato quando uno sbadato automobilista mi ha tagliato la strada nel 2016, procurandomi la frattura dello sterno. Mi sposto autonomamente per strade familiari, affidandomi alla guida altrui per distanze fuori della mia portata. Tra Combai e Cison di Valmarino (tra i borghi più belli d’Italia) mi sarei persa. Mi affido alla serena guida di Veronica, giovane collega che come me ama scrivere, per raggiungere la biblioteca di Vittorio Veneto dove avviene la premiazione del Concorso Letterario Città di Vittorio Veneto. Marta, la madre si unisce in qualità di simpatizzante e sostenitrice. Elisa, scrittrice coetanea di Veronica, completa il quartetto. Francesca, mia concittadina premiata per il racconto La casa di pietra bianca raggiunge il luogo con il consorte. Rappresento le due concorrenti Valentina e Sara, impossibilitate a presenziare. Giunte sul posto, ho il piacere di rivedere le mie cugine Lucia, Morena e Luisa. Giuliana si candida per la prossima volta. Pubblico numeroso e partecipe. Paola, la simpatica presidente della giuria legge con espressione le poesie vincitrici e la motivazione del premio, che è il dono più importante per uno scrittore. Motivazione esplicitata anche per i testi in prosa, di cui sarebbe stato bello sentire almeno un passaggio. Il cesto di prodotti locali con omaggio floreale e foto-ricordo suggellano il momento clou. Molto spazio è dato a diversi gruppi femminili che operano sul territorio a favore di svariate problematiche, perché la cultura spazia e genera benessere. Noi sei siamo state appellate e premiate come Gruppo Pensieri Poetici Asolano e valuteremo come rendere distintivo il nostro modo di esprimere e comunicare pensieri ed emozioni. Anzi, approfitto di questo spazio per chiedere suggerimenti. Intanto sono lieta di avere realizzato una ‘Sorellanza Letteraria’ che mi inorgoglisce. Grazie a Francesca, Veronica, Elisa, Sara e Valentina! 💐
