Oggi 2 luglio si corre il Palio di Siena in onore della Madonna di Provenzano (il 16 agosto quello in onore della Madonna Assunta). Si tratta di una giostra equestre di origine medievale tra le diciassette contrade di Siena. L’origine pare risalga al 1260, in occasione della celebrazione della battaglia di Montaperti. La corsa viene tradizionalmente chiamata la “carriera” e si può assistere all’evento direttamente dall’interno della Piazza, senza pagare nulla, oppure dal video, come la sottoscritta. Inizio ufficiale della corsa alle 19.30, con durata imprevedibile. Diretta tv su La7, a partire dalle 19.20. Partecipano le contrade Bruco, Civetta, Onda, Giraffa, Leocorno, Lupa, Nicchio, Pantera, Oca e Valdimontone. Vedrò di seguirla, perché il cavallo è un animale che mi piace molto. Non posso godere della sua compagnia in casa come per i gatti, ma mi riconosco in alcune sue caratteristiche. Anzi, in un test psicologico che chiedeva di scegliere un animale tra quattro risultò che mi identificavo nel cavallo. Mia nipote Cristina ne ha ‘adottato’ uno, Egoist che vive in una scuderia, un investimento economico ed affettivo. Per casa mia, oltre trent’anni fa ne è passato uno celeste, della serie ‘spingi e vai’. Animale maestoso e forte, ha un effetto benefico sull’autostima. Si pensi alla Ippoterapia come cura di svariati disturbi della sfera emotiva, sensoriale, motoria non solo sugli adulti ma soprattutto nei bamvini. Dotato di una certa personalità, è molto amichevole con l’uomo, a dispetto del modo di dire: ‘ombroso come un cavallo’ che pare derivi dal fatto che il cavallo teme la sua ombra. Non sapevo che gli vengono attribuiti 5 cuori, fatto legato alla circolazione sanguigna. Vi dice niente la canzone: “Furia il cavallo del west”? Emozioni e ricordi ‘al galoppo’!
Categoria: Hobbies
La forza di un lottatore
Non succede spesso di fare colazione in compagnia di buone notizie, ma qualche volta capita come è successo ieri. Durante il Tg1, all’incirca alle 7.30 trasmettono l’intervista a Manuel Bortuzzo, 25enne nuotatore delle Fiamme Oro. Colpito alle gambe durante una sparatoria davanti a un pub nel febbraio 2019, l”atleta ha riportato la lesione parziale del midollo spinale che lo costringe da allora sulla sedia a rotelle. Per 12 millimetri il proiettile non recide l’aorta addominale che non gli avrebbe dato scampo. Ad aggravare la situazione, sapere di essere stato vittima di uno scambio di persona: si è trovato nel posto sbagliato, nel momento sbagliato durante un regolamento di conti. Ma lui ha la forza di un lottatore e diventa un esempio di grande forza di volontà che porta anche in tivù, a Italia sì e nella casa del Grande Fratello VIP. Sulla sua storia è stato girato il film ‘Rinascere” tratto dall’omonimo libro scritto dallo stesso Bortuzzo. Riscoperto nel mentre un nuovo amore per lo sport, il giovane triestino, romano d’adozione punta a qualificarsi ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024. Ecco come da una vicenda tragica, nasca un nuovo rapporto con la vita. Durante l’intervista gli vengono fatte varie domande, tra cui qual è il suo rapporto con la carrozzina e a cosa si è aggrappato per superare la disabilità. A quest’ultima domanda risponde grazie agli amici, alla famiglia e alla musica (suona il pianoforte). Il suo numero fortunato è il 12 – in riferimento ai millimetri tra la parte colpita e l’aorta – perché rappresenta lo spartiacque tra la vita e la morte, il limite assegnatogli dal caso. Chiude l’intervista con una frase che rivela il benessere recuperato e che vale come monito per chi malauguratamente avesse a trovarsi in frangenti dolorosi: “L’opportunità di vivere è la cosa più bella”.
Blog e romanzo
Non ho la memoria corta, sapevo che si sta avvicinando una data per me importante che riguarda la nascita del mio blog verbamea, solo che lo facevo “più giovane” ed invece compirà quattro anni il prossimo giovedì. Infatti ho controllato sul mio libro Post per un Anno che raccoglie i primi 365 articoli e il primo testo scritto porta la data del 27 giugno 2020: quando scrivo il tempo vola! Diciamo che per me è come una cura ricostituente, mi dedico a un’attività che mi piace e che mi consente di tenermi allenata mentalmente, oltre che relazionarmi con persone che mi corrispondono. Tra l’altro la data coincide con l’uscita del mio ultimo impegno letterario e approfitto del blog per presentarlo. Sì tratta di un romanzo breve, intitolato Ricami e Legami con un suggestivo dipinto in copertina che allude al tema della maternità, voluta e non realizzata a causa della guerra in Ucraina. I fatti si verificano in tempi recenti, con protagoniste tre donne che intrecciano a vario titolo le loro storie, come fili intrecciati sui ricami. La parte narrativa è arricchita dall’attualità dei post, cosicché nel romanzo si alternano due generi, il che rappresenta la novità rispetto ai miei precedenti scritti. Variante operativa: il manoscritto – scritto al computer – non è passato per la tipografia come le volte precedenti, ma è stato affidato a un servizio online che lo pubblica senza aggiungere o togliere nulla, lasciando all’autore la responsabilità della correzione, impaginazione, revisione. Quasi un gioco da ragazzi, disponendo dell’abilità e disponibilità di Manuel, fresco Ingegnere elettronico con svariate competenze. Senza di lui la mia ignoranza digitale sarebbe enciclopedica. Il libro è disponibile su Amazon, digitando semplicemente il titolo Ricami e Legami e il mio nome Ada Cusin. Oppure premendo sul link, se girato. A chi non ha dimestichezza col web, lo procuro io tramite prenotazione. In caso di lettura, sono ansiosa di conoscere la vostra opinione. Grazie 🌻
Vacanze ‘esperenziali’
Vacanze esperienziali: lo leggo nell’articolo “Vacanze di charme per fare colazione al tavolo di Audrey o sotto un Tiepolo” pubblicato ieri sul quotidiano la tribuna. Non è la prima volta che mi imbatto nell’aggettivo “esperienziale” usato ultimamente in ambito letterario. In questo contesto, vale per soggiorni in posti prima del covid proibitivi e diventati abbastanza accessibili, ma non alla portata di tutte le tasche, trattandosi di ville, palazzi e dimore lussuose (cento euro a notte il soggiorno più economico). Trattasi di un’iniziativa turistico-promozionale concepita durante la pandemia e varata lo scorso anno, col contributo della Regione Veneto che raccoglie al momento 35 edifici storici adatti per offrire all’ospite un’esperienza particolare e multisensoriale. Infatti l’obiettivo è quello di farlo interagire con la storia, le tradizioni, le persone e le strutture del luogo prescelto, coinvolgendone tutti i sensi. Turismo esperienziale ed eventi privati sono i programmi più richiesti, ma ce ne sono anche altri. Mi pare una bella iniziativa che valorizza il territorio ed inorgoglisce chi lo può fruire da dentro una bella dimora, osservando in maniera ravvicinata dipinti e arredi prestigiosi di edifici costruiti tra il XV e il XIX secolo da famiglie patrizie della Serenissima. Il mio stimato professore di Liceo Armando Contro aveva una passione per le Ville Venete, tanto che una volta – forse più di una – ci portò in visita di istruzione delle classi del suo Istituto romagnolo, passando per Possagno dove abitavo e la Gipsoteca del Canova. In quella occasione mi cercò, ma purtroppo lo seppie tardi e sfumò l’occasione di rivederci. Meno note delle Ville Venete ma senz’altro attraenti sono diverse altre dimore sparse sul territorio, anche vicino casa. Una è Ca’ Pasini in Via Piovega a Fonte, da me scoperta lo scorso autunno in occasione della presentazione del libro della collega Paola Gallina “Ca’ Pasini. Storia e Arte”. Un parco stupendo, curatissimo, da andarci a nozze. Da solo merita una visita. Un’esperienza ossigenante, una vacanza dell’anima.
A ognuno la sua vacanza
Effe come ferie, c’è chi già se le gode! Conosco qualcuno in vacanza ed infatti Giugno da qualche giorno promette bene. Chi è serenamente in pensione come me, spalma il benessere che deriva dalla gestione del tempo libero in varie attività di ordinaria amministrazione, oppure legate alla pratica di un hobby. Ad esempio stamattina ho fatto la lavatrice e ho steso i panni sulla struttura su cui si espande il glicine, con conseguente effetto privacy che mi fa pensare ai signorili gazebo in spiaggia. Non c’è il mare, ma in compenso sento cantare tortore e canarini, arriva un venticello gentile che fa dondolare le lenzuola e il profumo del bucato steso al sole. Frate Sole, per chiamarlo come nel Cantico delle Creature è elemento indispensabile per conciliare il buonumore…e completare lavori all’esterno interrotti a caussa delle abbondanti piogge. Infatti ieri pomeriggio finalmente è stato possibile completare la potatura della siepe di Photinia iniziata due mesi fa, il giorno della mia dimissione dalla clinica Villa Berica. Era domenica 14 aprile, una bellissima giornata che poi non si è ripetuta. Le piogge hanno consentito la crescita dell’erba e l’imboschimento della siepe, con notevole sfalcio da smaltire all’eco centro domattina, previa prenotazione. Ho pensato di posizionare la limonera in pieno sole, delegando l’operazione a mio figlio che condivide il peso con l’amata pianta. La mattina presto è la parte del giorno che preferisco e che dedico spesso a scrivere, mentre nel primo pomeriggio è d’obbligo la siesta, lunga nel mio caso. Poi dipende dall’umore; se non è necessario evito di uscire e piuttosto ricevo visite, molto contingentate. Altro momento che mi gusto è il dopo cena, che condivido coi gatti occupando il portico a ovest, quando il cielo cambia colore dopo il tramonto e i canarini riprendono a cantare. Obiettivamente, mi sento in ferie in diversi momenti della giornata, senza bisogno di emigrare altrove. Salvo varianti.
Fiori e Pittori
Quanto mi piacciono le Ortensie! Basta osservarle e mi strappano un sorriso di soddisfazione, così colorate di varie nuance che vanno dal rosa al viola e al celeste, a volte incorporati nelli stesso capolino. Quelle bianche aggiungono un tocco di eleganza al bouquet che mi porto in casa, dove non disturbano dato che sono senza profumo, una privazione addirittura vantaggiosa per chi ha il naso delicato come me. Il cespuglio a est della cucina si è talmente espanso che oltrepassa le tavolette di contenimento e quando passo con l’auto per entrare in garage ne sfioro qualcuna. Mi piace osservarle dalla cucina dove mi appaiono come un mare variegato, mentre dall’ingresso ufficiale fanno bella mostra due vasi di Ortensie multicolori, in origine celesti. Un esemplare bianco, donatomi l’anno scorso da Lisa e Roberta si sta ambientando a mezz’ombra. Il mese prossimo saranno protagonisti i Gladioli, comunque i fiori mi piacciono tutti. Sono in buona compagnia anche del pittore 90enne Sandro Trotti (nato a Monte Urano il 25 gennaio 1934) marchigiano che cerca il contatto con la natura attraverso i fiori. Ne parla un servizio del settimanale Tg2 ‘Storie’ giusto stamattina. Durante l’intervista, il pittore sta disegnando dei fiori rossi su una tela. Famoso in Cina dove ha svolto incarichi di insegnamento, l’artista cerca il rapporto armonico tra linea curva e linea retta suggeritogli dalla figura femminile, simbolo di grazia. Segno di sensibilità e rispetto accomunare i due soggetti nelle opere artistiche. Tra i suoi primi temi gli argani, le mucche e le donne. Alcuni suoi lavori si trovano nelle collezioni e nei musei di tutto il mondo. Concludendo, i fiori stimolano la creatività dell’artista, ma favoriscono anche il mio benessere psico-fisico. Fiori e pittura
Europei di Atletica 2024
Ho seguito a tratti i Campionati Europei di Atletica. Non sono una sportiva ma sottoscrivo lo slogan degli antichi “Mens sana in corporea sano”. Questa è stata la XXVI edizione e l’Italia ha stabilito un record con 24 medaglie. Mi sono goduta la performance di Pietro Arese che ha vinto il bronzo come se fosse stato l’oro. La sera prima aveva dato spettacolo Gianmarco Tamberi, oro nel salto in alto, togliendo dalla scarpa le molle. Ma la cosa più bella è stato l’abbraccio con Mattarella. I migliori atleti del continente si sono sfidati allo Stadio Olimpico, nel Parco del Foro italico e in alcune strade designate, con grande soddisfazione loro e del pubblico, sia dagli spalti e che da casa. Max, il mio stimato collega di Scienze motorie potrebbe parlarne con cognizione di causa, io mi limito a qualche considerazione. Intanto l’Italia si è presentata con una squadra di 113 tra atleti e atlete: 11 ori, 9 argenti e 4 bronzi, posizionandosi in testa al medagliere. Dopo di noi, Francia e Gran Bretagna. Credo che seguirò i Giochi Olimpici di Parigi il prossimo luglio (inizio il 26) che promettono di essere un evento straordinario. Di certo, straordinaria è la tempra degli atleti e la dedizione che dedicano alla loro specialità, considerando che tutti o quasi svolgono un lavoro in ambito diverso. Ad esempio Sara Fantini, oro nel lancio del martello fa parte del gruppo sportivo dei Carabinieri. Mi viene in mente che, da liceale mi piaceva lanciare il disco. Però al Classico i ‘certami’ erano soprattutto di greco e di latino, ahimè! Il mio allenamento prese da allora una piega diversa, ma non disdegno l’attività fisica. Mi piace camminare e faccio qualche giretto in bicicletta. Senza strafare, conscia che la salute è un dono da preservare ad ogni età.
G7 e poesia
G7 in Puglia dal 13 al 15 giugno nel Comune di Fasano presso l’hotel Borgo Egnazia. Presiede il vertice la premier Giorgia Meloni. I 7 grandi sono: Canada , Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti. Evento super blindato – più di 5000 divise per garantire la sicurezza – tra i grandi della terra che si incontrano per parlare di vari argomenti globali: guerra in Ucraina e crisi in Medio Oriente, energia e cambiamento climatico, salute e sicurezza alimentare, sviluppo e intelligenza artificiale. Sono attesi ospiti da altri Paesi, compreso Zelensky e sarà presente anche Papa Francesco. Il logo dell’evento rappresenta un ulivo secolare con le radici nel mare. L’ulivo, tra gli alberi più identificativi del paesaggio italiano è simbolo di pace. Le 7 olive ai vertici dell’albero rappresentano le 7 nazioni. Il vertice avviene in uno dei posti più affascinanti della terra, in una regione che storicamente svolge il ruolo di ponte tra est e ovest del mondo. Mi auguro che l’incontro dia i frutti sperati, almeno qualcuno. Sono stata in Puglia un paio di volte, riportandone l’impressione di un posto baciato dal sole, anche se si è trattato di soggiorni brevi, uno legato al premio messo in palio da un concorso letterario. In quella occasione scrissi una poesia intitolata Salento che termina proprio con l’immagine di un ulivo. La riporto per mettermi in connessione con l’evento di domani. Da perlacea spuma conteso/e nuvole accorte/il mare cerca nella pineta/la tonalità forte da indossare./Oleandri odorosi e rosati/si concedono flessuosi/all’abbraccio del grecale./Amiche del sole, le cicale/friniscono impazzite/nel mezzogiorno assolato./Il secolare ulivo/dal tronco provato/custodisce tra le rugose ferite/svariate storie/del grandioso Creato.// Ecco, auguro un po’ di poesia anche ai partecipanti del G7.
Self publishing/Auto pubblicazione
Da giovane laureata, in attesa di insegnare avrei fatto qualunque lavoro nell’ambito della letteratura, tipo la bibliotecaria o la correttrice di bozze. Andò che feci l’applicata di segreteria, con poco entusiasmo ma almeno fui costretta a imparare a scrivere a macchina, oggi sostituita dalla tastiera del portatile e dal tastierino del tablet. Per motivi legati all’hobby che coltivo da pensionata, mi ritrovo a correggere la bozza del mio ultimo libro, il tredicesimo, cui ho assegnato il titolo Ricami e Legami, di prossima uscita online. La revisione di un manoscritto – anche se scritto al computer – implica un lavoro certosino, di molta pazienza e oculatezza. Non pensavo che mi avrebbe impegnata tanto. Avrei potuto evitare la fatica, ricorrendo al servizio della tipografia. Ovviamente non gratis ed anzi lievitato, come tutto. Ma ho deciso di cambiare strada, soprattutto perché non intendo aumentare le copie invendute che trattengo in casa, come è successo durante il covid con l’isolamento e il distanziamento. Così mi affido al self publishing, cioè all’auto pubblicazione che ha costi irrisori, però bisogna arrangiarsi in tutto e per tutto quanto riguarda l’editing, ovverosia il controllo minuzioso dell’opera letteraria. Io ho una spalla formidabile in Manuel che potrebbe fare tranquillamente anche il grafico, se ne avesse tempo e voglia. La rottura della lavastoviglie gli ha impedito di soccorrermi nella revisione finale della bozza che ho affrontato da sola: un coinvolgimento ad alta tensione che mi fa respirare di sollievo quando una pagina non ha bisogno di intervento. Pensando ai miei esordi, meno male che non ho fatto la correttrice di bozze, anche se ogni lavoro ha i suoi lati in e out. Poi dipende anche dal contesto e dallo spirito di adattamento. I più fortunati sono quelli che fanno coincidere hobby e lavoro. Ognuno ha dei talenti da coltivare: peccato se rimangono inesplorati.
Palingenia casa editrice
PALINGENIA, piccola casa editrice indipendente arriverà in libreria il 28 giugno, redazione a Milano e sede legale a Venezia, che è stata la capitale dell’editoria italiana per almeno due secoli, da Aldo Manuzio in poi. La notizia mi attrae per due ragioni: scrivo e cerco una casa editrice che mi adotti; la fine del mese coincide con il terzo anniversario del mio blog verbameaada. Leggo sul tablet la notizia, pubblicata giorni fa dal Corriere che avevo intenzione di riprendere. Le case editrici in Veneto sono parecchie e questo mi pare un segno positivo; incoraggiante che aumentino, con proposte accattivanti. Nel mio caso, potrebbe interessarmi la collana di narrativa italiana, “I campi (o I campielli), con riferimento ai campi del sapere e alle piazze veneziane. Per ora i titoli in programma sono una decina, ma il progetto è di raddoppiarli entro l’anno prossimo. La parola “palingenesi’ significa rinascita/rigenerazione e contiene già l’intento della casa editrice che ha come simbolo la palingenia, una sorta di piccola libellula che simbolicamente intende “volare tra il passato e il presente, tra la letteratura e la saggistica, tra autori italiani e autori stranieri”. Beh, non so se potrò interessare alla nuova casa editrice. Scrivo autonomamente da una quindicina d’anni, il mio genere è la Narrativa realistica, con predilezione per i risvolti psicologici dei personaggi, ma senza voli pindarici. Un mio convincimento è che al mondo c’è posto per tutti e che non si può piacere a tutti. Io scrivo perché mi è congeniale e comunicare mi libera. Ciò detto, il simbolo dell’insetto acquatico, la palingenia può rappresentare anche me che volteggio tra una e l’altra delle mie tredici opere letterarie finora neonate. Incrocio le dita. Auguri alla neonata casa editrice.
