Ricordi

Di ritorno dal mio consueto giro del lunedì, quando incastro spesa, mercato, puntatina al bar…mi trovo dinanzi una cinquecento di colore arancione che mi riporta a quasi cinquant’anni fa. All’epoca guidavo la 500 “di servizio” di mio padre, rappresentante di liquori Maschio Beniamino, con stampata sulla portiera la bottiglia dell’ambrata e pregiata grappa. Con la stessa utilitaria raggiunsi più volte la sede universitaria a Padova e in una occasione presi pure una multa, perché la viabilità era stata modificata e non me ne ero accorta! Ma il ricordo più tenero legato a quella mitica auto, è che ci saliva il mio amato gatto di nome Briciola, un soriano dolcissimo che a sua discrezione decideva di cambiare temporaneamente casa e veniva in villeggiatura da me, dove si tratteneva qualche giorno, finché decideva di rientrare nella casa originaria. Si piazzava davanti alla portiera, che aprivo intuendo il suo desiderio: saliva e si accomodava dietro, come un viaggiatore di riguardo, quale era. I giretti si sono ripetuti per diversi anni, la 500 bianca ha ceduto il posto a quella gialla. Briciola si adattava, dimostrando attaccamento per me e per la dimora originaria. L’ aneddoto consente di pensare a quanto si possa amplificare la nostalgia per il proprio ambiente, in condizioni di lontananza obbligata…non voglio sconfinare nella cruda attualità e ritorno alla 500, simbolo di un’epoca felice, economicamente parlando e non solo. Conservo delle foto di quel periodo e i ricordi, che mi fanno abbozzare un sorriso di piacere. Ma non intendo essere nostalgica: indietro non si torna e non vorrei tornare. Tuttavia se capita una pausa, per recuperare qualcosa di buono e di piacevole ci sta, gatto e utilitaria compresi.

Pro Salute

Oggi 7 aprile è la Giornata Internazionale della Salute. Il 7 aprile è l’anniversario della fondazione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), per cui il collegamento è chiaro. Ne ho sentito parlare per radio stamattina e non ci ho fatto caso: ai radioamatori veniva chiesto di chiarire il proprio punto di vista sull’argomento. Una risposta mi ha subito riportata alla realtà: la salute senza la libertà conta poco. Un bene primario soggiogato da un altro bene primario. Io ne parlo da casa mia, in una tiepida mattina di aprile, mentre non troppo lontano innumerevoli persone non hanno né casa né salute, e a moltissimi è stata rubata la vita. È duro essere ottimisti, ma ci provo. Oggi sto bene e vorrei condividere questo stato con molte persone, dato che è impossibile con tutte. A metà mattina ho effettuato il primo sfalcio dell’erba; più tardi metterò a dimora due piante di zucchine e altrettante di pomodorini, nella varietà ciliegino e datterino. Non consumo molta verdura però mi riservo un piccolo spazio verde adibito ad orto. Da me predominano i fiori, graditissimi ospiti, conforto dell’anima e fonte di poesia, sempre più persuasa che “la bellezza salverà il mondo”, se non tutto almeno quello che ho in custodia. Per mantenermi in salute, curo le piante, le osservo nelle loro trasformazioni, le fotografo, ci scrivo attorno, ci parlo. Sembra che funzioni, perché mi ammalo di rado. Se serve, ingoio qualche pasticca ma controvoglia. La salute è un bene che ci è stato concesso per godere della vita, cosicché il benessere psico-fisico sia completo. Un delitto inaudito toglierla agli altri e danneggiare il pianeta Terra che ci ospita.

Spes ultima dea (speranza ultima divinità)

Non uso più le stampelle da varie settimane (sono stata operata all’anca lo scorso novembre) e vado quasi di corsa. Se fisicamente ho recuperato, magari ci fossero delle stampelle per riequilibrare l’umore compromesso da tante brutte notizie, cui c’è addirittura il rischio di abituarsi. Leggo la più brutta stamattina nel quotidiano, anticipata dalla tivù: è stata ritrovata uccisa Olga Sukhenko, la sindaca del villaggio di Motyzhyn, insieme al figlio 25enne Alexander e al marito Igor, ritrovati con le mani legate in una fossa comune. I tre erano stati rapiti dai russi il 23 marzo scorso. Magari fosse una fake news, come la propaganda di una certa parte tenta di passare. Dopo quaranta giorni e più di conflitto Russia-Ucraina, le immagini e i servizi che arrivano hanno tolto il dubbio che si tratti di “operazione speciale”, alla faccia di chi proibisce l’uso della parola guerra (comunque si chiami, chi resta sul campo è spessissimo un civile inerme, passato per le armi). Più appropriata la definizione di “guerra sacrilega”, usata dal Papa. Sono disgustata dall’evento e dalla piega che sta prendendo. Chissà quante volte la violenza perpetrata ai danni della sindaca Olga è stata ripetuta…leggo che, al momento del sequestro, il marito ha voluto seguirla, condannandosi alla stessa tragica fine, toccata poi al figlio. Pensare che quando insegnavo Storia, era sempre una gran fatica introdurre l’argomento della Grande Guerra: bisognava prima girarci attorno, per non urtare la suscettibilità degli adolescenti. Non invidio i miei colleghi in cattedra…e nemmeno gli studenti, ai quali non so cosa potrei dire, per fornire un briciolo di speranza. Già, gli antichi si appellavano a lei, dicendo: Spes ultima dea (Speranza ultima divinità) e altrettanto conviene che ripetiamo noi. Augurandoci che la divinità – l’ultima rimasta a consolare gli uomini, dopo l’abbandono della terra per l’Olimpo da parte degli altri dei – non sia sparita dalla circolazione.

Percorsi

Per andare a Fonte, come ogni lunedì, durante il percorso supero un cancello su un parco in fioritura, che mi riprometto di fotografare al ritorno. Trattasi di una proprietà privata, adibita a bed and breakfast che non frequento, ma che offre all’automobilista di passaggio un colpo d’occhio attraente sulle varie piante da frutto. Anni fa fotografai la spettacolare fioritura, per farne dono a una coppia di sposi, attratta dalle piante ma anche dal sentiero che si intravede e che presumo conduca all’ingresso della struttura. Un percorso poetico, come quello di una donna in dolce attesa. Il paragone calza a pennello, perché devo vedermi con una giovane donna all’ottavo mese di gravidanza, a cui mi lega un sentimento di stima e simpatia. In due mesi, il grembo è cresciuto parecchio. Del resto mi conferma che la creatura (scoprirà alla nascita se maschio o femmina) ha appetito e lei deve badare a non introdurre troppi dolci, perciò si limita a consumare un orzo. Parliamo piacevolmente per circa un’ora. Avevo la sua età quando anch’io mi trovai nella condizione speciale di gestante e mi fa tenerezza anche solo pensare alle mille attenzioni e aspettative di una quasi mamma: dalla cameretta al nome, dalle tutine ai carillon…un periodo pieno di calore e di entusiasmo. Diventare madre è un privilegio non scontato. Conosco il disagio di chi non ha potuto realizzarlo e convive con un senso di privazione costante. Però partorire è solo l’inizio dell’impresa: allevare ed educare un figlio è un processo lungo, talvolta tortuoso. Strada facendo, il sentiero può essere disseminato di erba alta e di edera, come quella che si avvinghia ai tronchi delle piante in fioritura: una bella impresa, un’opportunità…come tante altre che offre la vita. Non l’unica. Auguri speciali alla mia amica prossima mamma!

Ritorno in classe

Sono tornata in cattedra: che meraviglia! Grazie al collega e amico Giancarlo Cunial che mi ha proposta come blogger agli studenti dell’Istituto Cavanis di Possagno che stanno elaborando un travel blog. Ventuno studenti attenti e silenziosi, raggruppati per il liceo frequentato: liceo scientifico applicato (LSSA), liceo scientifico ordinario (LSO), liceo classico (LC), liceo linguistico (LL), liceo delle scienze umane (LSU). Referente la prof.ssa Stephanie Da Riva. Porto la mia esperienza di blogger domestica, nel senso che posto articoli di vario argomento sul mio blog verbameaada.com senza aspettative particolari, salvo l’esigenza e il piacere di condividere pensieri ed emozioni con i lettori, alcuni dei quali commentano; la qual cosa mi basta, dandomi l’idea di una rete affettiva di sostegno. Nel caso dei liceali diciassettenni, devono realizzare un travel blog (blog di viaggio), postando testi su tre mete da effettuare a breve in Grappa, in Tempio e Gipsoteca, alla Tomba Brion. Giancarlo non ha perso l’atteggiamento del bravo docente e annota alla lavagna i passaggi utili del mio dire. Credo di non aver smesso la deformazione professionale di dilungarmi…ma è così piacevole rivolgersi a un pubblico attento, cui viene richiesto di essere anche operativo: infatti ogni studente, attrezzato di computer e mascherina, prova a cimentarsi su un post riferito a una imminente visita. Il primo a offrire il frutto delle sue meningi è un bel ragazzo biondo di nome Pierpaolo, seguito poi dag due dolci fanciulle. Sono allibita dalla bravura estemporanea di questi studenti, evidentemente motivati e preparati bene. Rubo le parole armonia – qualità – curiosità scritte alla lavagna da Giancarlo, per dire che questi studenti rappresentano la speranza in un futuro migliore, di cui loro sono le fondamenta. Ragazzi, meritate di essere nominati tutti! Grazie della vostra attenzione, buona scuola e buona vita! (P.S.- Venite a trovarmi nel blog, così allargo il mio orizzonte) FAGGIONI Francesco FLOREAN Roberto Pietro METTI Pierpaolo (3 LSSA) MORO Beatrice VARDANEGA Achille (3 LSO) BGHIRIS Elly BISINELLA Alessandra BORDIGNON Andrea FAVERO Irene MATTIUZZO Anna SCAPINELLO Anna (3 LC) AMBROSI Margherita BATTAGLIA Giorgia CAROTI John Filippo CECCATO Francesca GUALANDI Sofia MANZINELLO Giulia NEGRO Alice (3LL) NOVELLI Elisa SARTORE Massimiliano SPAGNOL Gaia (3 LSU)

Il buon sonno

Oggi, 13 marzo, Giornata Mondiale del sonno, istituita nel 2008 dalla World association of sleep medicine, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi del sonno e sui relativi costi per la collettività. Ne soffre il 45 % della popolazione mondiale; in Italia una persona su cinque riposa male, mentre uno su quindici soffre di insonnia cronica (come sempre, uso i dati che trovo in internet). Per fortuna, non ho questo problema che però affliggeva mia madre e che disturba diverse persone che conosco. Lei ricorreva con disinvoltura al sonnifero che le toglieva memoria e lucidità mattutina. Leggendo qua e là, apprendo che i fattori indispensabili per un sonno corretto, secondo gli esperti sono tre: regolare la temperatura della stanza (tra i 15 e i 20 gradi), allontanare i dispositivi elettronici, leggere un libro. Quest’ultimo suggerimento fa particolarmente piacere a una persona che scrive. So che Vilma se ne serve ampiamente. Io trovo soporifera certa tivù, specie con la stufa accesa e la abat jour di spalle. Mi sono rimproverata diverse volte di non ritirarmi prima in camera da letto…ma è troppo confortante osservare Astro che dorme (e russa) sul tappeto sotto il tavolino e Grey acciambellata sulla poltrona. Capita che mi svegli molto presto, se devo sbrigare qualcosa di importante – in questo periodo la correzione delle bozze del mio prossimo libro – ma poi recupero al pomeriggio, quando riesco a concedermi un pisolino. Rispetto a quando insegnavo, adesso gestisco meglio il mio tempo: sono più riposata e non ho bisogno di recuperare ore di sonno perse per svariate ragioni. Sono persuasa che dormire bene sia fondamentale per l’equilibrio psico-fisico. Ovviamente a poterselo permettere, perché ci sono lavoratori in prima linea a tutte le ore, cui va il mio grato saluto e l’invito a resistere.

Evento Letterario

È stato un 8 marzo misto di tristezza e di soddisfazione. Accantono l’emozione predominante, perché ho bisogno di ossigenarmi e mi concentro sull’evento “Primo Concorso Letterario Città di Vittorio Veneto”, tutto al femminile, cui ho partecipato, in buona compagnia di molte donne, e non solo. Accompagnata dalla fedele Lucia e dalla provetta pilota Adriana, raggiungiamo Ceneda di Vittorio Veneto quasi in orario per assistere alla cerimonia di premiazione in Sala Consiliare del Museo della Battaglia, location mirabile con affreschi e statue. Vengo gentilmente invitata a prendere posto in seconda fila, riservata agli invitati. Al tavolo d’onore identifico, nonostante la mascherina Aldo Bianchi, il presidente dell’associazione ZHENEDA e la coordinatrice del Concorso, Paola Alessandra Vacalebre che ho avuto il piacere di conoscere lo scorso autunno. Tra i numerosi presenti, che subito non individuo ci sono tre care cugine: Lucia, Giuliana, Luisa ed Elisa, una giovane amica scrittrice. Partecipano all’evento diversi Assessori dei paesi vicini, il CIF e la LILT di Vittorio Veneto, il Club artistico culturale Xinciso e il Circolo VITTORIESE ricerche storiche. La flautista Federica Lotti rallegra l’atmosfera con le sue proposte musicali e lo storico Giovanni Tommasi istruisce sull’affresco della parete laterale della sala – che ingloba tre donne combattenti – e su diverse figure femminili che hanno dato lustro alla città: molto interessante. Segue la parte riservata all’assegnazione dei premi, esaltata dalla lettura della Coordinatrice in veste di ottima Lettrice. Mi complimento con le premiate delle varie sezioni – ci sono anch’io, per la sezione Libri Editi con il romanzo Una Foglia Incastonata nel Ghiaccio – e mi congratulo con chi ha elaborato ogni singola motivazione del premio, a mio dire una chicca da conservare. Provo un brivido di vero compiacimento quando viene invitata a ritirare il primo premio per la sezione racconti inediti Elisa, la mia giovane amica, per il testo DONNA DI PENNE dove “L’ Autrice tocca corde profonde e invita ad alzare lo sguardo per vivere nel mondo”. Alzare lo sguardo è ciò di cui abbiamo urgente bisogno. Grazie Elisa e grazie a tutte le donne!

Salute e Saluti!

Oggi, giornata internazionale della salute. Bel concetto, definito la prima volta nel 1948 dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Quindi, lo stato di benessere è strettamente legato a quello di salute. Gli aggettivi fisico, mentale e sociale complicano un po’ le cose perché non è scontato che coesistano, specie in tempi di turbolenza politica, e peggio. Salute e benessere sono indispensabili per lo sviluppo economico e sociale. La nostra Costituzione, all’articolo 32 – spesso da me ricordato in classe – riconosce la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”; pertanto è tra i diritti fondamentali della persona, a prescindere da età, genere e contesto socio-economico. Certo i legislatori ci avevano pensato bene, prima di mettere nero su bianco. Immagino l’impegno e la buona volontà per rendere comprensibili e attuabili concetti profondi. Il difficile è concretizzare, passare dalla teoria alla pratica! Per quanto mi riguarda, mi capita di chiudere spesso un messaggio oppure una mail con “Saluti e Salute”, che non vuole essere un congedo frettoloso, ma beneaugurante. Arthur Schopenhauer affermava: “La salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente” e per mantenerla Thich Nhat Hanh consiglia: “La mattina quando vi alzate, fate un sorriso al vostro cuore, al vostro stomaco, ai vostri polmoni, al vostro fegato. Dopo tutto, molto dipende da loro”. Vale la pena di provare, non costa niente. E se dobbiamo convivere con qualche acciacco, riflettiamo su quanto dice Emanuela Breda: “La salute ci consente di godere la vita, la malattia di comprenderne meglio il significato”. Lettori, Salute e Saluti!

Acqua azzurra, acqua chiara

Mi sveglio con il profumo del brasato che sale dalla cucina. Nonostante la mia avversione ai fornelli, ieri mi sono dedicata a preparare questo secondo piatto che richiede una doppia cottura e, possibilmente, il Barolo che ho sostituito con il Rosso di Montalcino in offerta (tanto me lo mangio io, non ho ospiti a pranzo, almeno fino al 31 marzo quando finirà l’emergenza sanitaria). Durante la colazione, condivisa con i miei pets, ascolto l’interessante programma Il Caffè che ricorda Lucio Battisti (Poggio Bustone, 5.03.1943 – Milano, 9.09.1998), di cui oggi ricorrerebbe il 79esimo compleanno. Viene proposta l’interpretazione della canzone Acqua Azzurra, Acqua Chiara (brano del 1969, composto da Giulio Rapetti/Mogol/Battisti). Credo di aver sentito il brano per la prima volta in pullmann, durante una breve visita scolastica, alle superiori. Senza particolari emozioni allora, perché percepivo il cantautore socialmente distaccato, come credo fosse. Col tempo ho valorizzato di più i suoi testi, di una poesia avvincente. I versi “Acqua Azzurra, acqua chiara/con le mani posso finalmente bere” sono evocativi e profetici. Tra un paio di settimane, precisamente il 22 (tra l’altro mio giorno natale) sarà la Giornata Mondiale dell’Acqua, bene primario, essenziale per la vita in tempo di pace e di più in guerra. Inoltre i due aggettivi azzurra e chiara sono esemplari di uno stato di grazia emotivo e anche di una condizione ambientale favorevole. L’azzurro evoca il cielo e la serenità che dovremmo cercare nell’ambiente, anziché sfruttarlo e ferirlo. Negli anni passati, a primavera ricorreva la festa dell’ambiente, con piantumazione di piantine e pulizia di spiagge e fossi. Forse qualcosa è rimasto, oppure bisognerà farlo tornare. Se torna anche a piovere, dopo due mesi di siccità, la Terra ringrazia. E anche noi.

Senso storico

Bambini del Guscio (asilo nido) in passeggiata, nel giorno del mercato locale. Sono meno di una decina, maschi e femmine tra i due/tre anni, con berrettino e giacca colorata; si tengono a una corda improvvisata sostenuta alle estremità dalle maestre. Fanno un bel vedere e molta tenerezza. Sorrido di compiacimento, ma mi sale da dentro l’immagine di altri coetanei costretti alla fuga o al distacco dai genitori (se ancora li hanno), come è capitato a Margarita, cinque mesi, che nonna Elena è andata a prendere in Polonia, al confine con l’Ucraina, dove l’aspettativa la figlia Alessandra, dopo due giorni di coda in auto e 17 km a piedi! Adesso le tre donne sono a Jesi, nella casa dove vive nonna coraggio. Questa storia ha preso la piega giusta, ma chissà quante altre non potranno avere un lieto fine. Tornando ai bambini in passeggiata, auguro loro il meglio di una lunga vita. Quando saranno studenti delle scuole medie o superiori, chissà come gli verrà raccontata la brutta pagina di storia, scoppiata otto giorni fa. A proposito di storia, una delle discipline delle Materie Letterarie (con Ed. Civica, Geografia e Italiano), ho presente un testo intitolato Senso storico, che mi ha sempre incuriosito perché stimola a interrogarsi su cosa sia davvero il senso storico, domanda tuttora intrigante. Siccome la mia è una intuizione della risposta, cerco sostegno in chi ha le idee più chiare di me: “La mancanza di senso storico è un grave fattore di debolezza dei millenials” (Beniamino Piccone) e Massimiliano Panarari sulla Stampa è autore dell’articolo intitolato L’illusione di essere eruditi. L’ingrediente essenziale per fare sedimentare il sapere e sviluppare le facoltà critiche è il tempo. Quando non c’era il web, Socrate proclamava: “Io so di non sapere”. Molti opinionisti che affollano i salotti televisivi, distribuendo incertezza farebbero bene a ripassare il grande filosofo greco antico (470 a. C. – 399).