Plenilunio

La Luna Piena del Raccolto o della Vendemmia sarà alta nel cielo nella notte di sabato 10 settembre 2022, cioè stanotte. È un argomento attraente che coincide con il plenilunio di settembre, considerato dai Giapponesi il più bello dell’anno. Per ammirarla nel suo splendore, è bene recarsi in un luogo buio e panoramico. Io me la gusto quando salgo in camera a chiudere i balconi: tonda e gialla, come un disco sul grammofono del cielo anima la notte. Tornando al nome della luna di settembre, è evidente che insieme all’uva ci sono anche gli ultimi frutti. A casa mia, l’uva fragola sotto la pergola fa concorrenza alle mele e alle melagrane. Mi vedo già alle prese con lo strudel e le centrifugate con i preziosi chicchi rubino (arilli). Con l’accorciarsi delle giornate, è più piacevole dedicarsi a qualche attività domestica (detto da me che sono quasi una frana, è tutto dire). Mi piace questo tempo di passaggio dall’estate all’autunno, che favorisce il relax e anticipa un tempo di bilanci. Nonostante l’estate lunghissima e torrida abbia compromesso molto il godimento dei piaceri estivi, da ottimista aspetto il riscatto dall’autunno in poi, stagione che si armonizza anche con quella dell’età avanzata che mi appartiene. Mi piace il tramonto e mi intriga l’idea del tramonto della vita, come un momento speciale di sintesi delle qualità umane. Forse vagheggio, ma sognare è un’attività che fa bene e non costa nulla. Tornando alla luna, mi capita di parlarci, memore del Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Giacomo Leopardi, grande poeta dal vissuto tormentato, come ha messo bene in evidenza il film il giovane favoloso, interpretato da Elio Germano. Rubo i versi al recanatese e le chiedo: “Che fai, tu luna in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna? Sorgi la sera e vai, contemplando i deserti…”. Troppo bella questa poesia che devo andare a recuperarla, per gustarmela tutta, dal primo all’ultimo verso. Buon plenilunio!

Addio, Lilibet!

Sono veramente rattristata per la scomparsa della Regina Elisabetta II, anche se alla invidiabile età di 96 anni (1926 – 2022). Premetto che non ho simpatia per le corone e nemmeno per le gerarchie, ma nel caso di questo personaggio credo che avesse davvero una marcia in più. D’altronde il suo regno lungo settant’anni ne è una prova, il più longevo in epoca moderna. Se Età elisabettiana è stata definita quella dell’illustre sua omonima, convengo con chi dice che bisognerà trovare un aggettivo adeguato al regno di Elisabetta II, mancata in servizio – non avendo abdicato – e comparsa in pubblico, sebbene affaticata e col bastone appena due giorni prima del congedo, per la nomina del primo ministro inglese, Liz Truss, succeduta a Boris Johnson. Nelle immagini che scorrono in tivù la rivedo con i completi color pastello, sempre abbinati col cappello, di un’eleganza sobria, mai ostentata. Vestita di nero, isolata (per via del covid), con la testa abbassata al funerale del consorte Filippo, quasi centenario e con il foulard mentre si trattiene con gli amati cani. Grande appassionata di musica, ha saputo usare i media a vantaggio del Regno Unito, che ha servito per oltre 70 anni. Impressionante considerare che ha conosciuto 14 Presidenti degli Stati Uniti e 5 Papi, una carriera regale formidabile! È giusto che si riposi, anche se mi dispiace che se ne sia andata. Una nonna speciale, amata dai suoi sudditi ancor più dei nipoti veri, che qualche preoccupazione extra gliel’hanno data. Una lunga vita spesa bene che la farà rimpiangere a lungo. Riposa in pace, Lilibet! 🙏

Arte in strada

Bella iniziativa quella offerta dallo Street Piano Festival a Caorle: 8 pianoforti posizionati nei luoghi più belli e suggestivi di Caorle, che potranno essere suonati da chiunque, dalle otto alle ventitré. Il festival è alla sua quinta edizione, un’ottima occasione per trasformare la cittadina lagunare in un teatro di musica e di creatività. Ne sento parlare per televisione e mi dispiace averlo saputo in ritardo, ormai a festival concluso, ma l’iniziativa ha tutto il mio plauso, anche perché Caorle mi ricorda rapidi ed intensi soggiorni colà vissuti, durante alcune estati prima della pandemia. Intanto c’è il Petit Hotel gestito dal mio omonimo Cusin Maurizio, non parente (che io sappia) dove sono stata ospite. Poi c’è Calle Cusin, proprio vicino al famoso campanile inclinato, di cui ignoravo l’esistenza, segnalatami da una collega che ha un appartamento in zona. Quindi deduco che parenti di mio padre fossero stanziati qua e facessero presumibilmente i pescatori. Anni fa ho conosciuto e frequentato un’amica di famiglia, la signora Cleofe che ha dato il nome al suo Hotel, in entrata alla cittadina. Era un personaggio noto a Caorle, amante dei cani e con me gentilissima…mi spiace sia passata a miglior vita, la ricordo con simpatia. A proposito di spiagge e località balneari, ho frequentato dapprima Lignano Sabbiadoro, poi Caorle e da ultima Bibione, anche per via delle Terme dove ho fatto cicli di aerosolterapia per recuperare la voce (abusata a scuola). Ad ognuna sono legati ricordi piacevoli, dato che il mare è il paesaggio prediletto, tra quelli offerti dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia (mia mamma era friulana): la Terrazza a mare di Lignano, le facciate colorate delle casette a Caorle, il faro a Bibione. Mi scuso per Jesolo, evitato di proposito perché “troppo vicino di casa”, che avrà di certo i suoi estimatori. Nella torrida estate ormai declinante, non ho trovato il momento giusto per fare una puntatina in spiaggia. Vedrò di recuperare a breve.

Indietro nel tempo

Il Ministero della Transizione ecologica ha diffuso il piano MiTE nazionale di risparmio idrico ed energetico per ridurre i consumi nelle abitazioni: riscaldamenti accesi 15 gg in meno e ridotti di 1 grado. Corriamo ai ripari per fronteggiare la crisi energetica provocata dalla guerra in Ucraina e sopperire all’eventuale stop al gas russo. Nel 2024 è comunque previsto di raggiungere l’obiettivo dell’indipendenza dalla fornitura russa. Bene, cioè male: era chiaro che dovremo tirare la cinghia. Sarà da vedere se saremo bravi, ovvero se adotteremo comportamenti virtuosi e se anche le aziende si muoveranno in tal senso. Mi torna in mente la parola “austerity” e il periodo a cavallo tra il 1973 e il 1974, in seguito alla crisi petrolifera del ’73. Anche i “Cicli e Ricicli Storici” di Giambattista Vico (Napoli, 23.06.1668 – Napoli, 23.01.1744), principio della sua filosofia basata sulla ciclicità: il ripetersi delle stagioni, il ritmo biologico naturale…il cammino dell’umanità che ricade in basso, per riprendere di nuovo la salita e rincorrere la civiltà. Trovo affascinante e condivisibile il pensiero di questo filosofo, influenzato da Aristotele, Platone e Macchiavelli, autore de La Scienza nuova, del 1725, in 5 libri. Venendo a me, ho deciso che il prossimo inverno occuperò il mini appartamento, contiguo al mio, destinato a mia madre e dopo la sua morte occupato per diversi anni da mio figlio, ora uscito di casa. Sarà un’occasione per mettere mano alle mie cose, conquistate quarant’anni fa quando anch’io scelsi l’indipendenza, con il primo incarico a tempo indeterminato a scuola come applicata di segreteria, pur laureata. Lo mantenni per quattro anni, giusto per raggranellare i soldi per arredare il primo appartamento in affitto, dopodiché mi licenziai e iniziai a insegnare. Tutti gli acquisti fatti, grandi e piccoli sono distribuiti per casa, che consta di due unità abitative, realizzate grazie al concorso di mia madre e del padre di mio figlio. Perfino troppa grazia, direbbe qualcuno. Pensavo che il monolocale, dove mi trasferirò avrebbe potuto diventare un ufficio per Saul. Al momento ospito mia nipote Cristina quand’è di passaggio e le amiche. Poi si vedrà. Una mano di pittura e ritorno indietro nel tempo (tenendo i piedi per terra).

Libreria, luogo importante

Stranamente mi sveglio tardi, dopo le otto – non succedeva da almeno tre mesi – e ho diverse incombenze da sbrigare. Come da prassi, prima servo i micetti e Grey, la gatta adulta trasformatasi in ket-sitter, quindi faccio colazione. I canarini attendono pazienti che rinnovi mangime, acqua e li sposti fuori, sotto il portico dove sanno che arriveranno a deliziarli le foglioline di radicchio che crescono sul bordo del marciapiede. Un giretto per il giardino, in cerca di qualche soggetto da fotografare, scarso. Quando ero in servizio, pensavo che avrei potuto investire la pensione, occupandomi eventualmente di una fioreria oppure di una libreria o simile. Non era proprio un sogno, ma un desiderio che avrebbe potuto concretizzarsi, se avessi potuto condividerlo. D’altronde in casa non mi mancano né fiori e né libri. Tuttavia mi rallegra che qualcuno lo realizza, com’è capitato a Michela, 32enne di Cappella Maggiore, che ha inaugurato la libreria Fortum, nome che è tutto un programma: in islandese da dove deriva significa forte, ma la radice fort mi richiama la parola fortuna, che nella versione buona è beneaugurante. Leggo con interesse l’articolo, dove la titolare della libreria racconta come è giunta a realizzare il suo sogno, perché già da piccola le piacevano libri e giornali. Tutto torna. Mi sento vicina al suo sogno realizzato e le auguro di cuore soddisfazioni e buone relazioni, che certo favorirà tra la sua clientela. Come lei afferma, c’è una bella differenza tra l’acquisto asettico di un libro online e poterne parlare con chi te lo vende perché lo conosce e l’ha letto. Senza contare gli “Incontri con l’autore” che un sensibile libraio può organizzare. Ecco, la parola chiave per fare circolare la cultura è la sensibilità. L’ambiente da solo non basta. Complimenti e Auguri a Michela (P.S.- Anche Umberto Saba, grande poeta, gestiva la Libreria Antiquaria a Trieste)

A lezione da Madre Teresa

Il calendario ricorda oggi Madre Teresa di Calcutta (Skopje, 26.08.1910 – Calcutta, 5.09.1997), al secolo Anieze Gonxhe Bojaxhiu. Il 19 ottobre 2003 è stata proclamata Beata da Giovanni Paolo II e nel 2006 è stata proclamata Santa da Papa Francesco. Nel 1979 aveva ottenuto il Premio Nobel per la Pace, per l’impegno profuso tra i poveri e il suo rispetto per la dignità di ogni persona umana. Religiosa albanese di fede cattolica, ha fondato la congregazione religiosa delle Missionarie della Carità. Ma io intendo valorizzare il suo pensiero, che ho utilizzato in diversi momenti a scuola, quando insegnavo, durante le ore di Poesia oppure di Cittadinanza. Alcune frasi le conosco ora e vale la pena riportarle, per la modernità dei concetti e per l’intensità: Cosa puoi fare per promuovere la pace nel mondo? Vai a casa e ama la tua famiglia; Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso; Ieri non è più, domani non è ancora. Non abbiamo che il giorno d’oggi. Cominciamo…la lista è lunga e lascio al lettore la scoperta degli altri corroboranti pensieri. Chiudo con quello che mi sembra più appropriato in questo tempo di prossime votazioni: Non aspettare che arrivino i leader. Fallo da solo, persona per persona. Interessanti i suoi consigli “Per essere felici in 7 passi”: 1. Scegli consapevolmente di essere felice 2. Coltiva la gratitudine 3. Non portare rancore 4. Contrasta la negatività 5. Ricordati che il denaro non può comprare la felicità 6. Dai valore all’amicizia 7. Impegnati in attività che per te hanno significato. Non c’è che dire: a scuola di vita da Madre Teresa c’è sempre da imparare. Vedo di applicarmi.

Beato Giovanni Paolo I

Albino Luciani, Giovanni Paolo I, il papa ‘breve’ rimasto sul soglio pontificio per soli 33 giorni, oggi è stato proclamato Beato. Veneto di Agordo, è morto per un infarto il 28.09.1978 e la morte improvvisa ha generato la leggenda che fosse stato avvelenato. Quando era Patriarca di Venezia era in cura da un cardiologo per scompensi cardiaci. Giustamente soprannominato “Il Papa del Sorriso”: in questo atteggiamento di accoglienza lo propongono video e foto. Mi era simpatico proprio per la sua bonomia e il clima rilassato che sapeva creare, distante dai protocolli. Facile ritenere che a qualcuno non fosse gradito, come succede all’attuale pontefice Bergoglio, che nello spirito gli assomiglia parecchio. Da laica quale mi ritengo, non sono la più titolata per parlare del rappresentante di Dio in terra, però qualcosa ho studiato riguardo la storia della chiesa, anzi sostenni pure diversi esami durante il corso universitario di Lettere e Filosofia. Una storia complessa e a volte compromettente, quando sul soglio pontificio furono sistemati personaggi di spessore politico e non religioso. Ma torno ad Albino Luciani, nato in un paesello in provincia di Belluno, a Forno di Canale d’Agordo, il 17.10.1912, in una famiglia poverissima. A soli 10 anni è in seminario. Nel 1935 diventa sacerdote, mentre nel dicembre 1958 è vescovo di Vittorio Veneto, e dieci anni dopo Patriarca di Venezia. Cardinale nel 1973, viene nominato Papa, con il nome di Giovanni Paolo I, il 26 agosto 1978, dopo un conclave di sole 26 ore. Beh, la carriera parla da sola: “Dalle stalle alle stelle”, locuzione espressiva senza ombra di negatività riguardo le umili origini. Anzi, la scalata verso il cielo è partita da una buona base! Presenti alla cerimonia, tra i migliaia di fedeli in Piazza San Pietro sotto la pioggia, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Il nuovo Beato veglierà su di noi, sulla nostra regione…e sulle anime tutte!

Sentimento alla base di tutto

Ci sono delle notizie che lasciano di stucco: come quella data in tivù riguardo la nascita di Alessandra, la prima bimba nata in Italia da un utero trapiantato (la sesta al mondo). La donatrice – che si chiamava Alessandra – era una 37enne deceduta per arresto cardiaco, mentre la ricevente è una 31enne nata priva di utero: miracolo della scienza e del coraggio. Finora sono stati realizzati con successo due interventi presso il Centro trapianti del Policlinico di Catania, previa autorizzazione del Consiglio superiore di sanità. Al momento, in lista d’attesa ci sono 5 donne (tra i 18 e i 40 anni). La notizia mi suscita ammirazione e preoccupazione. Certo il desiderio di maternità deve essere enorme, per sottoporsi alla trafila lunga e complessa per rendere l’organo ricevuto funzionante. Mi nasce spontanea una prima domanda: non sarebbe stato più semplice ricorrere all’adozione? Pesco la seconda nella memoria, quando mio figlio – allora di circa 6/7 anni mi chiese se è possibile trapiantare l’anima. Allora rimasi di stucco e finora non ho trovato una risposta convincente. Tuttavia credo che qualcosa succeda quando i sentimenti tra due persone sono ben radicati e profondi. Ovviamente faccio tanti auguri a mamma e figlia, sperando che il come è stata custodita la neonata Alessandra per nove mesi non influenzi negativamente la sua crescita. Perché il bello viene dopo, inteso come processo di crescita, allevamento ed educazione. Conosco persone senza figli perfettamente realizzate ed altre con figli in perenne ansia… e viceversa. A mio dire, il tema della prole in Italia è ancora legato alla precedente società agricola, che aveva bisogno di braccia e a un’idea di famiglia che si è venuta sgretolando nel tempo. Non mi sorprende il calo delle nascite in Italia e nel mondo occidentale, in considerazione anche del fatto che cominciamo a stare stretti sul pianeta Terra (secondo le stime dell’ONU, nel 2021 abbiamo superato quota 7 miliardi e 900 milioni). Per quanto mi riguarda, decidere di diventare madre – in subordine single – è stata la scelta più coinvolgente e impegnativa della mia vita; comprendo chi sente l’urgenza di farlo e comprendo chi non se la sente, perché non siamo tutti uguali. Per accorciare le distanze tra i due ambiti, mi preme sottolineare l’importanza del sentimento – profondo e autentico – che sta alla base di qualunque relazione vitale.

Cenni di stagione clemente

“Aria fresca settembrina, alla sera e alla mattina” recita un proverbio, quanto mai attuale. Finalmente la calura dei mesi scorsi è un ricordo, anche se gli effetti della siccità si pagano. Da un paio di giorni, quando mi alzo non spalanco più porte e finestre e mi limito ad arieggiare quanto basta. Del resto i 17 gradi di stamattina non invogliavano a trattenermi in giardino. Il cambio di temperatura e le recenti piogge hanno fatto bene ai fiori: il geraneo color corallo ha cacciato fuori un fiorellino ed è riapparsa qualche ipomea blu. Anche la clematis colore del cielo, data per spacciata è tornata a fiorire. I canarini non cantano ancora, ma stanno cambiando le penne e la muta annuncia la stagione clemente. Del resto, dal punto di vista metereologico siamo già in autunno, anche se per quello astronomico dobbiamo aspettare quest’anno il 23 settembre. Di primo pomeriggio, con 25 gradi ottimali torno ad occupare il mio posto sotto il glicine, che offre una bella copertura verde, mentre osservo il fogliame che tremola a un tocco di venticello: potrebbe sembrare primavera, ma è assai meglio che la stagione inclini verso l’autunno, considerata l’estate appena trascorsa. Non so cosa ci riservi il prossimo futuro: mi impongo di essere ottimista, sebbene i dubbi e le preoccupazioni siano legittimi. Magari i miei lettori possono dirmi la loro opinione, anche in privato e potremo sostenerci reciprocamente. Oramai il post è diventato un appuntamento irrinunciabile ed è il momento della giornata che preferisco. Insieme alla cura degli animali e a quella dei fiori. Buone cose a chi legge ed altrettanto a chi commenta. La porta per eventuali altri ingressi è sempre aperta!

Cinema e politica

Mi piace andare al cinema, anche se non sono proprio una cinefila. Anni fa, feci l’abbonamento per il cinema all’aperto Parolini di Bassano dove portai un paio di amiche. Bel contesto naturalistico, buoni film. Ma non amo guidare di sera, c’è il problema del parcheggio e bisogna camminare un po’: quindi l’esperienza non si ripetè più in quel formato. Adesso ci vado molto meno, in buona compagnia di Serapia e Novella che mi danno uno strappo. Spero che in paese a breve ritorni il Cineforum, sospeso a causa della pandemia. Il preambolo per introdurre l’argomento di oggi, che riguarda il cinema, specificatamente la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, alla sua 79esima edizione, oggi alla seconda giornata. Non mi soffermo sul Red carpet e la parata di belle donne che non mancano mai, a partire dalla madrina Rocío Munos Morales – compagna di Raoul Bova – e anche di donne importanti come Hillary Clinton. Mi ha inchiodato davanti allo schermo il videomessaggio del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky: nella cerimonia di apertura ha riportato l’attenzione sulla guerra in Ucraina, sottolineando la differenza tra finzione e realtà, perché “la Storia è fuori concorso…senza la musica di Morricone”. L’intervento è stato accolto da un lunghissimo applauso dei presenti in Sala Grande, compresi i membri della Giuria. L’obiettivo è non dimenticare ciò che sta accadendo nel mondo reale e ricordare al pubblico che l’orrore della guerra non dura 120 minuti come un film, ma da 189 giorni. Il discorso si conclude con i nomi dei 358 ragazzi minorenni finora morti a causa della guerra. Cerimonia di apertura quindi sotto il segno anche della politica. Personalmente ritengo doveroso che l’arte, qualunque forma d’arte sostenga la lotta contro la violenza, per la conquista e il mantenimento della libertà, primario diritto da cui scaturiscono tutti gli altri.