Giornata speciale per me oggi, perché sono diventata mamma giusto 35 anni fa: era l’8.08.’88, una data mitica su cui è stato scritto parecchio. Naturalmente non l’ho fatto a posta, ma sono contenta che sia capitato perché è una data speciale, come lo è mio figlio a cui faccio gli auguri di una vita lunga, serena e appagante. Siccome lui è un tipo riservato che non ama stare sotto i riflettori, sposto l’interesse sul ruolo del genitore nella versione femminile. Ma prima ancora sul dono della vita. Lungi da me fare la filosofa, ma certe situazioni mi fanno riflettere: venire al mondo è un evento grandioso, tanto che lo si definisce ‘lieto evento’. Fondamentale per una buona crescita è il contesto umano culturale e sociale in cui si cresce e qui le variabili sono infinite. Poi però ognuno è protagonista della propria vita, come dice Papa Bergoglio. Ritengo che una persona ricopra diversi ruoli e spetti a lei sola stabilire le priorità. Diffido dagli schemi rigidi e amo la libertà, compresa quella affettiva. Sono orgogliosa di essere la madre di mio figlio ma mi considero una persona autonoma rispetto al mio ruolo di genitore, perché faccio molto altro: scrivo soprattutto che è l’ambito più congeniale. Diversamente, credo che sarei petulante e invasiva, come succede di constatare in certe famiglie. Concludo, descrivendo la foto scattata stamattina, qualche minuto prima delle sei. Assisto alla nascita del sole, evento stupefacente metafora della vita che esplode, si distende, si allarga in sfumature più chiare e più scure. Auguri e Buona Vita! 🌻
Categoria: Emozioni e pensieri
Amici Gatti
Mi alzo presto di mattina, a volte alle sei. Mi piace il silenzio e la luce del giorno che si fa strada tra le nuvole. Per questo mi sorprende la ‘voce’ che si introduce in camera mia, mentre sto rifacendo il letto. Come di consueto, i micetti Fiocco e Pepe/Pepita sentono quando mi alzo e grattano sulla porta perché li apra, cosa che ovviamente faccio senza badare a dove vanno. Ormai conosco le loro abitudini: uno sale sul davanzale e curiosa sotto, l’altra aspetta che dia una sistemata al letto, per fiondarsi sopra. Finora nessuno dei due aveva dimostrato interesse per la bilancia elettronica dove io salgo spesso. D’un tratto sento una voce inattesa che sul momento mi turba: quattro chili e otto, ma realizzo in un attimo che ‘ha parlato’ la bilancia su cui è salita Pepita, per farsi le pulizie! Mi scappa un sorriso e mi congratulo con la micetta…che non è più tanto piccola, visto che ha raggiunto il peso di Grey, la gatta più grande. Ho voluto raccontare questo simpatico aneddoto, in prossimità della Giornata internazionale del Gatto, il prossimo otto agosto. Creata nel 2002 dall’International Fund for Animal Welfare, mi trova sostenitrice di questo animale speciale che prediligo, mi fa compagnia e un po’ mi rappresenta. Da quando ho memoria, mi vedo insieme con i gatti, di tutte le pezzature e colori, anche se quelli tigrati sono i miei preferiti. Nel complesso i maschi sono più trattabili, eccettuato Fiocco che è un caso limite. Non mi sarebbe dispiaciuto lavorare in un gattile, ma sono allergica al pelo del felino, limitazione che in passato mi ha dato qualche problema ma non mi ha impedito di godere della loro discreta compagnia. Ecco, una qualità che gli riconosco è il loro…esserci e non esserci, senza invadere il territorio del padrone. Ma altre doti le hanno evidenziate poeti ed artisti. Secondo Leonardo è un animale perfetto, e mi sa che il gatto lo sa!
La Bella Gioventù
Che emozione la telefonata di Manuel, sul fare del mezzodì, appena sostenuto l’ultimo orale, “Elettronica dei sistemi digitali” che chiude il percorso degli esami verso la Laurea in Ingegneria elettronica, tra pochi mesi. Manuel non poteva farsi un regalo più bello, a ridosso della ‘festa degli uomini’ che cade oggi 2 Agosto. Un traguardo prestigioso, costellato di fatiche e di sacrifici. Lui si distingueva già alle scuole medie, per profitto ma anche sensibilità, doti che ha esercitato crescendo. Per me è una grande soddisfazione che da alunno speciale qual era, diventi ora collega, in un ambito dove sono negata: bello scambio di emozioni e di ruoli, perché senza la sua competenza informatica non avrei il sito e nemmeno il blog – ora raddoppiato – che sono i miei cavalli di battaglia. Inoltre il giovanotto ha aggiustato varie cose a casa mia: radio, frigo, lavatrice, tablet…sempre col sorriso, scuotendo la chioma di riccioli scuri. Data la sua notevole statura, mi annaffia anche i potos sopra la libreria, senza che debba prendere la scala. Veramente frequentarlo e condividerne i successi scolastici è la più bella eredità del mio lavoro di insegnante. Lui rappresenta la bella gioventù che scarseggia, di cui c’è tanto bisogno. Mi complimento coi genitori Nadia ed Enzo per aver educato un tale figliolo. Estendo le congratulazioni alla sorella minore Gaia che lo segue a ruota nel brillante percorso. Nonna Gina sarà parimenti entusiasta: a Novembre festeggerà 93 anni, in contemporanea con la Laurea in Ingegneria elettronica di Manuel, il primo nipote… Dottore! EVVIVA! 🥂🍰
Giornata Mondiale del Cervello
Giornata mondiale del cervello, per prevenire il decadimento che potrebbe portare all’insorgenza delle malattie neurologiche degenerative, come il Morbo di Parkinson e l’Alzheimer. L’organizzazione mondiale della sanità diffonde il concetto di salute mentale e raccomanda attività che stimolino la logica e la manualità, come il cruciverba, il lavoro a maglia e l’apprendimento di uno strumento musicale. Alcune massime riguardo questo argomento strappano un sorriso ma fanno anche riflettere: Il cervello è il più complicato di tutti gli organi, ed è per questo che ne è il capo; Penso che il cervello umano sia come una soffitta, un magazzino per le informazioni, ma siccome lo spazio è limitato, va riempito solo con quello che serve ad esprimere il meglio di sé stessi. Una parola! Da sempre ritengo che il cervello sia la parte più preziosa di una persona e che meriti attenzioni particolari, molto più dell’esterno. Nel quotidiano ravviso comportamenti spesso contraddittori, come se valesse l’inverso. In ogni caso ammiro molto chi si dedica a una forma d’arte che gli consenta di esternare l’animo, soprattutto se si tratta di persone anziane. Ho caro il ricordo di Gigeta che faceva ogni giorno le parole crociate, di Camilla che coltivava le calle, del prof Armando che scriveva recensioni a novant’anni. Invecchiare bene, nel corpo e nella mente è un obiettivo magnifico, il premio finale del dono della vita. E se il corpo avesse dei cedimenti, adottare il pensiero della grande scienziata italiana Rita Levi Montalcini (Nobel nel 1986 per gli studi sul sistema nervoso, morta il 30 dicembre 2012, a 103 anni) che diceva: “Io non sono il corpo, sono la mente: il corpo faccia ciò che vuole” e con questa convinzione è vissuta oltre cent’anni! Purtroppo la longevità non è concessa a tutti e ognuno deve fare i conti con ciò che possiede, geneticamente parlando. Ma gestire il patrimonio dipende da noi. Il resto lo fa la sorte.
IL SOGNO DEL CANARINO
Col capo sotto l’ala
il canarino sogna
la luce, un filo d’erba,
un torsolo di mela.
Pago del poco,
gli basta il sole,
per essere felice.
Scordata la libertà,
canta e zampetta
lieto di ciò che ha.
I miei sogni
sono bolle di sapone
indistinte
che palleggio
tra le dita…
e d’un tratto
esplodono
in una cascata
di schegge variopinte.
(Ada)
Grande lezione, grande uomo
Il 18 luglio 1918 nasceva a Mvezo Nelson Mandela, defunto presidente del Sudafrica che ha vissuto 27 anni in prigione per i diritti umani, l’uguaglianza e la promozione di una cultura di pace. Oggi è la Giornata internazionale di Nelson Mandela, istituita dalle Nazioni Unite nel 2009 in onore del primo presidente di colore, democraticamente eletto in Sudafrica nel 1994. Soprannominato ‘Madiba’ – dal nome del clan da cui è venuto – ha governato il Paese dal 1994 al 1999 quando abbandonò la vita politica, continuando ad impegnarsi nel sostegno per le organizzazioni che lottano per i diritti. È morto a 95 anni a Johannesburg, il 5 dicembre 2013. Al suo impegno politico si deve la fine dell’Apartheid e la nascita del nuovo Sudafrica ‘arcobaleno’ dove bianchi e neri possono godere degli stessi diritti. Aveva 71anni quando gli venne conferito il Nobel per la Pace nel 1993. Nel privato, si è sposato tre volte ed ha avuto sei figli, una articolata vita affettiva subordinata però all’impegno politico. Ho visto e rivisto il film Invictus – L’invincibile del 2009, diretto da Clint Eastwood con Morgan Freeman nei panni di Nelson Mandela che suggerisce una riflessione sul tema del razzismo. Interessante sapere che il titolo del film riprende quello della poesia di William Ernest Henley, che Mandela leggeva nei suoi anni di prigionia, per resistere ai soprusi quotidiani. Tra le frasi che pronuncia nel film, merita ricordare le seguenti che si commentano da sole: Io sono il padrone del mio destino. Il capitano della mia anima. Oppure: Un vincitore è solo un sognatore che non si è mai arreso. Da ultimo: Una buona testa ed un buon cuore sono sempre una formidabile combinazione. Grande lezione, grandissimo uomo.
Dalida…e basta
Che emozione vedere e sentire Dalida, pseudonimo di Iolanda Cristina Gigliotti (Il Cairo, 17 gennaio 1933 – Parigi, 3 maggio 1986) durante il programma televisivo Techetechetè, sabato sera verso le ventuno, in un’orario in cui di solito il televisore è spento. Meno male che l’archivio della Rai ci regala di queste sorprese: sempre apprezzata la cantante Dalida, di un fascino malinconico e di una bellezza statuaria. È tra gli artisti di maggior successo della storia della musica italiana, con circa 140 milioni di dischi venduti. Oltretutto la sento interpretare un pezzo che non mi ricordavo e che oggi risulta profetico: ‘NEL 2023’, cioè adesso nell’anno in corso. Non conosco l’autore del testo che impone una riflessione sul nostro tempo e quello che verrà dopo. Grazie alla ricerca della mia amica Lucia, apprendo che il testo è di Daniele Pace. Il brano americano che in origine si chiamava “In the year 2525” è cantato da Zager e Evans. Scritto da Rick Evans nel 1964, esce nel ’68 ed entra al n. 95 in America a giugno, ma è già al primo posto il 12 luglio, scalzando dal podio Elvis Presley, i Beatles e Steve Wonder. Tutt’altro che una canzonetta, personalmente mi fa venire i brividi. Riporto solo qualche verso, lasciando al lettore scoprire questo gioiello in musica. Adesso io mi domando se,/nell’uomo ancora esisterà/tutto quello che adesso ha/Nel 2023 io non ci sarò più/ma tu mi cercherai/nell’infinito//. Ecco, non so cosa provasse Dalida mentre interpretava questa canzone. Forse non immaginava che anch’io mi sarei connessa con lei, sperando di incontrarla nell’infinito. La sua storia umana mi ricorda quella di Mia Martini, un’altra grandissima interprete, sfortunata in amore come lei. Non so quanto la fama sia stata invasiva e pervasiva nella vita di queste due artiste, che meritano di non essere dimenticate.
Veronica…e veronica
Nel giorno festivo evito di parlare di cose tristi, perciò mi butto sui fiori, anzi un piccolo fiore azzurro che conoscevo come “Occhi della Madonna”, il cui nome vero è Veronica, confuso con il genere Myosotis. Fiore probabilmente dedicato a Santa Veronica, protettrice della Francia. Oggi 9 luglio santa Veronica: perciò auguri a tutte le Veronica e soprattutto a una mia giovane amica che collabora con le altre ‘dita rosate’ scrivendo sul neonato blog Verba Nostra, dove potrete leggere Il carciofo di mezza estate, un suo accattivante racconto a puntate. Al blog si accede digitando sixrododactilos.wordpress.com Secondo la tradizione cristiana, la pia donna Veronica deterse il volto di Gesù che trasportava la croce durante il calvario. È la protettrice di ricamatrici, lavandaie, mercanti di lino, fotografi, informatici (questo non lo capisco). Tornando al piccolo fiore, mi è sempre piaciuto per il colore e per la vitalità che gli consente di apparire presto, a fine inverno e di adattarsi ad ambienti inospitali, tipo le pietre dove l’ho fotografato. Adesso che ci penso, posso mettermi sotto la protezione di santa Veronica quando fotografo, cosa che succede spesso, soprattutto in questo periodo. Il colore celeste poi è il mio preferito, insieme con il giallo. Di celeste è parzialmente tinteggiata la mia casa, il che avrà pure un significato. Da piccola ho invidiato mia sorella maggiore che aveva gli occhi azzurri come mio padre, peculiarità che mia madre esaltava, vestendola spesso nei toni dell’azzurro, riservando a me con gli occhi castani l’odiato rosa. Da adulta mi sono presa la rivincita, inserendo nell’arredamento e nell’abbigliamento questo colore rilassante che piace assai anche ai poeti. E si fa blu celeste,/questo giorno/per riversare/nei tuoi occhi/la carezza del cielo/.(Fabrizio Caramagna)
Sentirsi in vacanza
Rombo di aereo lontano nel cielo e frinire delle cicale nel campo vicino casa: di primo pomeriggio è una meraviglia, nel breve silenzio della pausa meridiana. Un leggero stormire di fronde impedisce di cadere nelle braccia di Morfeo (il sonno). Noto con soddisfazione che stanno per sbocciare due Gladioli rosa nella striscia di terra davanti al portico a ovest, segno che qualche bulbo estivo non si è seccato, come l’anno scorso. Ne vedo abbozzato un altro, presumibilmente giallo, ai piedi del Ciliegio giapponese. Nell’aiuola metallica a nord, da ieri sta regalando maestosi fiori a campana un Lilium gigante: impossibile non fotografarlo, per avere un documento di tanta bellezza quando sfiorirà. L’abbaiare incerto di un cane rompe il silenzio, interrotto ieri dal trambusto di un trattore sul campo dove la terra è stata rivoltata. Mi sento in vacanza quando sto bene con me stessa e con gli altri. Mi chiedo quante persone abbiano sospeso la quotidianità per andare in vacanza, dentro e fuori lo stivale. Ne conosco alcune che si portano dietro un fardello di cose e di abitudini, per cui al ritorno sono più stanche di prima. Io non faccio testo perché mi muovo q.b. – come nelle ricette – e possibilmente non da sola, per non annoiarmi. L’ultimo soggiorno al mare, di una settimana scarsa, per recuperare la voce con le cure fatte alle Therme di Bibione risale al 2015, anno della pensione. Poi non ho replicato perché non c’è stato più bisogno di abusare delle corde vocali come succedeva in classe e mi sono data ai viaggetti in giornata e alla scrittura creativa. Quindi il mio obiettivo è cercare di sentirmi in vacanza, più che andare in vacanza, stato di benessere che mi viene da dentro, più che da servizi fuori. Però non nego gli extra culturali, specie se a chilometro zero come il Concerto della Società Filarmonica di Crespano (dove ho insegnato una decina d’anni) che stasera si esibisce in piazza a Castelcucco. Buona musica dunque, Giove pluvio permettendo.
Independence Day
Oggi martedì 4 luglio, Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti d’America, la festa preferita dagli Americani. In America è l’Independence Day perché sancisce la conquista dell’indipendenza delle 13 colonie inglesi nei confronti della madrepatria Gran Bretagna, il 4 luglio 1776. Thomas Jefferson scrisse la Dichiarazione di Indipendenza Americana che il Congresso degli Stati Uniti approvò. La Dichiarazione tutela la libertà di parola, la libertà di religione, il diritto di detenere e portare armi (!), la libertà di riunione e il diritto di petizione. I diritti umani sono classificati in civili, politici e sociali. Tra questi ultimi trovano posto il diritto all’istruzione, all’abitazione, a un tenore di vita adeguato, alla salute e il diritto alla scienza e alla cultura. Qua mi fermo, perché non intendo farne una lezione. Tuttavia mi preme sottolineare che lo spirito è lo stesso della nostra Costituzione. Sulla parola indipendenza è stato scritto parecchio, giustamente perché è strettamente legata alla dimensione civica in ambito sociale. Però per me ha una valenza pure in ambito privato, perfino sentimentale. Provo a spiegarmi. Per sicurezza ho controllato il significato: ‘libertà da uno stato di soggezione anche economica (dalla famiglia o da altri), o una condizione non subordinata e comunque autonoma.’ L’indipendenza fisica ed economica sono chiare. Più complesso è avere e coltivare una indipendenza di pensiero, specie in una realtà pervasa dal convenzionale e spesso dall’opportunismo. Tra gli aforismi ho trovato una frase che rende l’idea: “Quando si comincia a pensare con la propria testa, si resta subito soli”. Personalmente non mi dispiace andare controcorrente, dopo aver molto ponderato da che parte stare, e sovente mi trovo equidistante dagli estremi. In ambito sentimentale, conosco persone che si sono rovinate la vita, per non aver saputo/voluto sganciarsi da rapporti affettivi pesanti, per la paura di trovarsi isolate. Ma la leggerezza è la via per l’indipendenza. Buon 4 luglio ai frequentatori del blog!
