Mattarella bis

“Se serve ci sono”: queste le parole di Sergio Mattarella, presidente uscente…rieletto alla ottava votazione, risoltasi all’ora di cena verso le 20.20 di sabato 27 gennaio 2022. Segue un lungo applauso al raggiungimento del quorum dei 505 voti richiesti. Mi spiace per il Presidente che aveva il legittimo diritto di riposarsi ed invece generosamente si rimette in gioco, per salvare il salvabile di un Parlamento scombinato che nei sei precedenti giorni non ha dato segni di ragionevolezza. Gli auguro di cuore di non pentirsi di sacrificarsi nuovamente per la “ricucitura” politica. Certo lui è una garanzia, votato con 759 preferenze; tra l’altro ha superato i voti ricevuti nella votazione per il precedente settennato ed è il presidente più votato dopo Sandro Pertini. Cinque minuti di applausi. Comunque le forze in campo dovranno rimboccarsi le maniche, non basta scaricare su di lui le difficoltà di governare il Paese. Ho seguito la diretta su Rai1 e mi sono emozionata all’annuncio, un misto di orgoglio e di pena…mi sarebbe piaciuto un presidente donna, succederà nel prossimo futuro. Per ora è consolatorio che sia andata così. Intanto arrivano le congratulazioni dal resto d’Europa. Bello seguire il viaggio verso il Quirinale nella notte romana. Il rieletto Presidente ringrazia, sottolineando il momento difficile che impone di non sottrarsi agli impegni, forse emozionato e probabilmente preoccupato. Date le premesse e quello di peggio che sarebbe potuto succedere, sono rasserenata dal risultato e onorata che Sergio Mattarella sia di nuovo il Presidente di tutti gli italiani. Forza e coraggio, Presidente! Auguri di cuore!

Giornata della Memoria

Non so come onorare questa Giornata della Memoria. Non voglio essere ripetitiva o peggio retorica. Il silenzio mi sembra più adatto di tante parole, per ricordare le vittime delle persecuzioni razziali, ma qualcosa devo pur dire. Cerco tra i libri di scuola uno stimolo, un appiglio… finché l’occhio mi cade sulla borsa di cuoio impolverata che mi portavo a scuola durante gli esami, con i lavori svolti dai miei studenti. Estraggo un giornalino intitolato PENSIERI D’INCHIOSTRO, decorato in copertina da un pennello appoggiato su una tavolozza per pittura. Lo sfoglio e trovo una pagina dedicata nientemeno alle recensioni sui romanzi letti, cinque, uno dei quali è STORIA DI ANNA FRANK, proprio quello che fa al caso mio, non il Diario di Anna Frank, ma una rivisitazione del suo famoso diario, con l’aggiunta di informazioni storiche ed altri dati. Scorro l’indice del fascicolo e in fondo c’è l’elenco della classe, 24 alunni che sono oggi giovani adulti (era il 2009). Ne nomino alcuni: Omar, Edoardo, Benedetta, Gloria, Princesse…Farouk, Marcello, Filippo, l’ultimo dell’elenco, con le firme autografe sulla penultima pagina. Riporto la recensione perché merita: “L’argomento fondamentale è rappresentato dalle vicende personali di Anna durante la segregazione, dovuta alle persecuzioni razziali. È il 1933 e la famiglia Frank lascia la Germania per l’Olanda, che però il 10 maggio 1940 viene invasa dai nazisti. Nell’alloggio segreto dietro a dei magazzini, Anna scrive il suo libro, dedicandolo a un’amica immaginaria, Kitti. Seguono la deportazione e la morte nel marzo 1945”. Una soddisfazione leggere questo omaggio in prosa a una vittima dell’antisemitismo, in rappresentanza di sei milioni di morti. Con la speranza che gli autori della bella recensione non se la siano dimenticata.

Brutta pagina di cronaca

“Costruire una società basata su valori sani”: parole di Ruth Dureghello, presidente della comunità ebraica di Roma, intervistata sull’increscioso episodio di antisemitismo ai danni di un 12enne, aggredito a calci sputi e parole da due ragazzine. Succede a Campiglia Marittima in provincia di Livorno, domenica poco dopo le 18 in un parco comunale, a ridosso della Giornata della Memoria. Autrici dell’aggressione due adolescenti di sesso femminile, genere ritenuto particolarmente sensibile. Anche il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi si dichiara addolorato e richiama tutti all’impegno quotidiano nell’educare le nuove generazioni “al rispetto e al rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione”. Come non condividere questo accorato appello? La comunità ebraica di Livorno, una delle più importanti d’italia, è sotto choc. Tristezza constatare che succedano ancora queste cose, dopo tutto il male versato subìto ignorato e perfino negato! Chissà cosa passava per la testa delle due quindicenni e chissà cosa ci mettono, dentro la testa. Intanto bene ha fatto il padre del ragazzino aggredito a denunciare l’episodio ed altrettanto i media a darne conto. Mi auguro che le responsabili dell’aggressione vengano adeguatamente coinvolte in una punizione utile a farle rinsavire. Sospetto che dietro ci siano carenze varie (perfino troppo facile pensare di natura familiare e/o scolastica), ma la responsabilità dell’episodio ricade in primis nelle ragazze che, data l’età dovrebbero essere in grado di intendere e volere. Vero che spesso anche gli adulti peccano di giudizio…ma evitiamo di giustificare sempre e di soprassedere.

Dura lex sed lex

Snack Bar Milady di Fusarini Diego e Anna Serena ? D’abitudine destino il lunedì alla spesa, e talvolta al mercato di Fonte (che frequento anche di giovedì in paese) rivisitato stamattina. L’artrosi e il successivo intervento mi avevano privato di questo piacere per un paio di mesi. Riconosco che recuperare certa normalità è un toccasana, perché l’obiettivo principale non è la spesa e nemmeno la consumazione al tavolo, ma lo scambio di pensieri. Così vengo a sapere da Diego, il titolare, che ieri ha preso la multa perché non ha chiesto il green pass a un avventore, tra l’altro fuori del locale e intenzionato a consumare: multati entrambi! Dura lex sed l’ex. Perciò mi chiede di esibire il mio lasciapassare, notando che non ho più la stampella e mi sono furtivamente impossessata del Corriere, che decido di leggere in un rientro della sala, scomodo (perché difronte a un ripostiglio) ma isolato, così non sarò disturbata. Qui la clientela si rinnova velocemente e talora rumorosamente. Dopo pochi minuti mi arriva il cappuccino con il decoro floreale sulla schiuma e la fragrante croissant, tiepida al punto giusto. Data la confidenza, chiedo a Diego l’ammontare della multa: € 280 pagando subito. Beh, mi spiace! Io sono tranquilla e anche confortata che lui si sia adeguato da bravo cittadino, senza fare storie. Le punizioni servono a migliorare, non a incattivirsi. Poi mi dirigo al mercato poco distante e passo in rassegna alcune bancarelle, privilegiando quella dei fiori dove predominano primule, giacinti e tulipani: un piacere per gli occhi e per l’animo! L’acquisto è inevitabile e gratificante.

Meglio prevenire che curare

Mi piacerebbe scrivere più spesso storie a lieto fine, ma in cronaca abbondano quelle dure, alcune magari evitabili. Come quella capitata alla ragazza incinta morta di covid, non vaccinata; salvato il neonato. Succede a Roma e la giovane 28enne era ricoverata al Policlinico Umberto I dallo scorso 7 gennaio per difficoltà respiratorie, complicatesi nel corso della degenza. Sottoposta a parto cesareo d’urgenza, il neonato alla nascita pesava kg. 1,8: uno scricciolo che vuole vivere. Mi fa molta pena lui che lotta per la sopravvivenza pur senza la mamma, pietà per lei con una punta di rammarico perché se si fosse vaccinata, come da indicazioni dall’unità di crisi della Regione Lazio, sarebbe viva e si potrebbe godere il suo bambino. Altre giovani mamme l’hanno seguita in questa disavventura angosciosa ed angosciante. Penso anche ai padri rimasti vedovi, ai genitori orfani di una figlia, forse ad altri figli più grandicelli privati della madre. L’idea della morte improvvisa ed accidentale aveva sfiorato anche me al tempo della gravidanza. Essendo nubile, avevo voluto cautelarmi, nel caso la signora con la falce mi avesse fatto visita. Andai da un avvocato per informarmi sul da farsi e firmai un documento dove riconoscevo il figlio che sarebbe nato…prima della nascita. Col senno di poi, lo stratagemma può fare sorridere e sembrare eccessivo, ma allora mi sembrò la cosa giusta da fare, per prevenire ipotetiche intromissioni della malasorte. Vero che la nascita viene chiamata lieto evento. Quasi sempre è così, ma purtroppo non sempre. Inoltre ritengo sia giusto dare credito alla comunità di scienziati che da molti mesi si arrabatta per limitare i danni della pandemia. Il problema sussiste, le vittime del covid sono ancora molte. Ma molti sono quelli che il problema l’hanno superato. Anche evitato, vaccinandosi.

Una bella storia

Sono arrivati in Italia Munzir e Mustafa, protagonisti della foto simbolo del conflitto siriano: il padre ha perso una gamba per lo scoppio di una bomba, il figlioletto è nato senza arti inferiori e superiori perché la madre, quand’era in cinta ha respirato gas nervino. Lo sento al telegiornale, che già si era occupato del caso. Lo scatto ha vinto il Siena International Photo Awards 2021, prestigioso concorso fotografico cui partecipano artisti di 163 Paesi ed è opera del fotografo turco Mehmet Aslan: reggendosi su una stampelle il padre solleva il figlio di cinque anni, in un momento di tenerezza. Adesso padre e figlio saranno seguiti dal Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio (BO), che accoglie ogni anno 11.000 pazienti. Una storia dura che potrà avere un seguito positivo. Il percorso riabilitativo non sarà tutto rose e fiori, ma almeno è stata offerta a padre e figlio la possibilità di una vita meno complicata, attraverso delle moderne protesi. La loro storia offre anche l’occasione di riaccendere i riflettori sul dramma internazionale della Siria, paese sconvolto e distrutto da una guerra che dura da più di un decennio (iniziata il 15 marzo 2011). Ritornando alla foto e anche al video disponibile sul web, impossibile non farsi prendere dagli occhioni vispi e dalla vivacità del bambino che si muove come un gatto amputato e curioso. Del padre 35enne intuisco la pena per il figlio, ora sostenuta dalla speranza di poter migliorare la condizione di entrambi. Oggi è la giornata mondiale degli abbracci: sembra una ricorrenza risibile, di questi tempi appesantiti dalle restrizioni sanitarie. Ma la foto dell’abbraccio gioioso tra padre e figlio, pur limitati nel fisico è indice di quanto e come il vero amore scavalchi ogni ostacolo.

Una donna a capo del Parlamento Europeo

Un bel compleanno davvero per la neoeletta Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola! Già vicepresidente e presidente a interim dalla morte di David Sassoli, di cui prende il posto. Eletta il giorno del suo 43esimo compleanno, è la più giovane presidente della storia a guidare il Parlamento Europeo. Dopo la sua proclamazione, i deputati le hanno cantato “Happy Birthday”: doveroso e simpatico pensiero. Maltese, mi è piaciuto che abbia parlato in Italiano, per rendere omaggio al suo predecessore che lei ha definito “un campione di democrazia”. Mi fa piacere che sia una donna, cui auguro di lavorare bene. Un’agenzia Ansa titola “Da Malta a Strasburgo, sempre più donne ai vertici Ue”, sottolineando che la neoeletta è la “prima esponente della generazione Erasmus ad occupare la carica più importante del Parlamento europeo”. Orbene, significa che i tempi sono maturi in Europa. Dove c’è anche l’Italia che a breve potrebbe portare una donna al Quirinale. Magari! Non perché sono donna, ma perché credo che diverse donne ne abbiano le capacità…ma che i tempi per noi non siano ancora maturi. Meglio se mi sbaglio. Certo che una donna al Quirinale sarebbe una grande novità e un segno di lungimiranza. Si sussurra un nome…staremo a vedere. Il Parlamento italiano si riunirà il 24 gennaio in seduta comune per eleggere il successore di Sergio Mattarella, che sarà il 13esimo Presidente della Repubblica Italiana per i prossimi 7 anni. A me piace sia il numero 13 che il numero 7: incrocio le dita e spero che portino bene!

Le regole valgono per tutti

La prima cosa che faccio da sveglia è accendere la radio. La prima notizia che sento stamattina alle sette riguarda l’espulsione dall’Australia del tennista serbo Novak Djokovic, che non può partecipare domani all’Aus Open. Se ne parlava da giorni, il suo appello è stato respinto e lui espulso “per motivi di salute pubblica”, in quanto non è vaccinato. Le regole sono regole, per tutti. Forse il campione sperava in sconti legati alla popolarità. Credo che ora dovrà affrontare diversi problemi e anche una perdita di credibilità, perché una cosa è l’abilità in un settore e un’altra come promuoverla correttamente. Senza aver approfondito il caso, a naso la mia simpatia va per l’Australia che non si è fatta condizionare dalla fama del tennista. Sullo sport non sono un’esperta. Salvo ricordare con piacere un periodo quando mi ci ero accostata, avendo i campi da tennis dietro casa, a Possagno. Ci portavo mio figlio ragazzino: mentre lui seguiva le lezioni di un istruttore, io mi godevo il panorama circostante, seduta su una panchina per gli spettatori. Trovavo rilassante il tic toc della pallina gialla che rimbalzava da una racchetta all’altra, ho anche provato a giocarci anch’io, ma è durato poco. Comunque le palline da tennis sono ancora nei paraggi, custodite nel contenitore dietro la porta dello studio, a ricordarmi che muoversi è importante, comunque lo si faccia. Con l’età cambiano i gusti e le risorse fisiche diminuiscono, ma resta sempre valido il motto latino “Mens sana in corpore sano”. Anche oggi c’è il sole e farò una ossigenante passeggiata. Buon relax a tutti!

Una bella persona

Mi ritrovo in cucina a mezzogiorno, per preparare il pranzo che oggi realuzzo con le mie mani (succede che lo comperi spesso pronto, poi pentendomi perché deludente): sminuzzo le verdure che andranno in pentola e diventeranno in parte base per un risotto all’ortolana, in parte zuppa, oppure crema di verdura. Come di consueto, accendo il televisore perché l’audio in sottofondo mi fa compagnia: seguo la diretta delle esequie di David Sassoli fino alle 13.30, senza sentire il tempo che scorre. Funerali di Stato. La cerimonia religiosa è permeata da un’atmosfera affettuosa e di riconoscenza verso un uomo che divideva le persone in due gruppi: gli amici e i grandi amici. Molte le testimonianze di amici, colleghi, familiari…il mondo delle istituzioni, della politica, esponenti di associazioni varie, tra cui gli scout cui fece parte da giovane che prendono la parola per primi. Seguono molti interventi, intensi e commoventi. Mi colpisce particolarmente il saluto di una collega che enumera le molte virtù incarnate dal Presidente del Parlamento Europeo che si guadagna l’Elogio della Mitezza, della Buona Educazione, della Signorilità, dell’Umiltà, della Speranza. Una vita feconda, anche se si è interrotta troppo presto, come sottolinea la vedova. Forse è banale dire che se ne vanno i migliori. In una preghiera si ricorda che: “Il Signore dispone i tempi del nascere e del morire”, verità per i cattolici. Ma anche per i non credenti è incontrovertibile che la vita ci è solo prestata e non ci appartiene per sempre. Ciò che resta è quanto seminato. Non vi è dubbio che David Maria abbia seminato molto e bene. Una testimonianza di ottimismo e di speranza da raccogliere.

Qualità e quantità del tempo

Mi unisco al cordoglio per la prematura morte di David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, giornalista e volto familiare del Tg3 e del Tg1: me lo ricordo abbastanza bene, per il modo garbato e gentile di dare le notizie. Oltre alla politica e al giornalismo, amava il giardinaggio e le buone letture, il che per me è un valore aggiunto. Considerata l’età media italiana, se ne va molto prima, a 65 anni, per una disfunzione del sistema immunitario. A due mani con Francesco Saverio Garofani ha scritto “Il potere fragile” edito da Fandango che già dal titolo mi sembra interessante, pur non essendo un romanzo, genere che prediligo. Tornando al motivo del ricovero, egli stesso in un video informa di essere stato colpito da una brutta polmonite a settembre, da cui evidentemente non si è più ripreso. Però voglio spostare l’attenzione su ciò che ha fatto, meritandosi la stima di molte persone, titolate e non. Perché ciò che conta è l’eredità che si lascia, non la modalità del congedo. Tuttavia il tempo non è una variabile da poco, cosicché mi sembrano più fortunati quelli che possono disporre di una lunga vita, che oggi come oggi in Italia viaggia attorno agli ottant’anni. Gli antichi filosofi sostenevano che la qualità del tempo prevale sulla quantità. Praticamente impossibile smentirli, anche se una morte prematura lascia comunque una nota amara.