Percorsi

Per andare a Fonte, come ogni lunedì, durante il percorso supero un cancello su un parco in fioritura, che mi riprometto di fotografare al ritorno. Trattasi di una proprietà privata, adibita a bed and breakfast che non frequento, ma che offre all’automobilista di passaggio un colpo d’occhio attraente sulle varie piante da frutto. Anni fa fotografai la spettacolare fioritura, per farne dono a una coppia di sposi, attratta dalle piante ma anche dal sentiero che si intravede e che presumo conduca all’ingresso della struttura. Un percorso poetico, come quello di una donna in dolce attesa. Il paragone calza a pennello, perché devo vedermi con una giovane donna all’ottavo mese di gravidanza, a cui mi lega un sentimento di stima e simpatia. In due mesi, il grembo è cresciuto parecchio. Del resto mi conferma che la creatura (scoprirà alla nascita se maschio o femmina) ha appetito e lei deve badare a non introdurre troppi dolci, perciò si limita a consumare un orzo. Parliamo piacevolmente per circa un’ora. Avevo la sua età quando anch’io mi trovai nella condizione speciale di gestante e mi fa tenerezza anche solo pensare alle mille attenzioni e aspettative di una quasi mamma: dalla cameretta al nome, dalle tutine ai carillon…un periodo pieno di calore e di entusiasmo. Diventare madre è un privilegio non scontato. Conosco il disagio di chi non ha potuto realizzarlo e convive con un senso di privazione costante. Però partorire è solo l’inizio dell’impresa: allevare ed educare un figlio è un processo lungo, talvolta tortuoso. Strada facendo, il sentiero può essere disseminato di erba alta e di edera, come quella che si avvinghia ai tronchi delle piante in fioritura: una bella impresa, un’opportunità…come tante altre che offre la vita. Non l’unica. Auguri speciali alla mia amica prossima mamma!

Indispensabile acqua

Pensavo di riservare il post odierno al MicioDay che Milano riserva all’affascinante felino che amo tanto. Invece cambio idea, dopo che sento e vedo quanto mi trasmette la trasmissione MI MANDA RAITRE alle nove di questa domenica su Rai 3, mentre faccio colazione. Il titolo cattura l’attenzione: PIOVE SUL BAGNATO? Argomento: la siccità, ma anche lo spreco d’acqua. Appare la foto di un carro armato della seconda guerra mondiale…restituito dal Po in secca! L’inverno appena passato è stato uno dei più secchi degli ultimi 65 anni. Il livello idrometrico dei fiumi al rilievo attuale è pari a quello di agosto. Le falde acquifere sono in sofferenza. Non è nevicato e non è piovuto quanto necessitava. Le aziende agricole e di allevamento lottano per sopravvivere. Un giovane agronomo fa vedere una pianta di pero nella fase di attecchimento – la più delicata – che evidenzia segni di sofferenza. Dobbiamo aspettarci aumenti dei prodotti agroalimentari. “Dobbiamo passare da consumatori a cittadini”, dice un ospite intervistato, evitando gli sprechi e colmare le perdite. Un altro si allarga profetico a temere che la prossima guerra sarà sull’acqua! Risaputo che sia un elemento essenziale per la vita, basta pensare da cosa siamo fatti e da dove veniamo. Per sollevare il morale penso alla nascita di Venere nel celebre dipinto del Botticelli. Non solo: al Cantico delle Creature di San Francesco con i versi dedicati all’acqua, alle poesie che contengono questo elemento prezioso per la vita, al battesimo che lo esalta, alla musica prodotta dal torrente e dalla cascata…ma anche alla danza della pioggia degli indiani d’America attorno al fuoco, per ingraziarsi il dono prezioso. Ecco, il Cielo, quello con la c maiuscola può fare il miracolo. Faremo bene a tenercelo stretto. Senza sprecare una goccia.

Travel blog

Avere un amico che ti apprezza è straordinario. Se è professore non guasta, se è particolarmente dotato… è un dono del cielo: lui risponde al nome di Giancarlo Cunial, che oltre ad avermi valorizzata come blogger mi ha invitata a fare parte della giuria che ha valutato il travel blog realizzato da ventuno liceali dell’istituto Cavanis di Possagno, di cui è Preside Ivo Cunial. Così io, la professoressa di storia dell’arte Irene Zamperoni, la sindaca di Crespano Annalisa Rampin e la signora Sonia Zonta della fondazione Cremona di Bassano ci siamo sedute sui banchi, solitamente occupati dagli studenti, passati in cattedra per presentare il loro lavoro, un neonato travel blog. Si sono succeduti tre gruppi di allievi – molte le ragazze – per presentare tre prodotti multimediali realizzati sulle tre mete, oggetto di visita nei giorni scorsi: Tempio e Gipsoteca del Canova, Cima Grappa, Tomba Brion. Sulla parete sono scorse immagini accattivanti di luoghi, di strutture museali, di informazioni atte a catturare l’interesse del turista in scorrevole lingua italiana, pure tradotte in inglese. Il relatore del gruppo dava informazioni sulla struttura del sito-blog e sulla “tendina” che mi sono persa, a causa della vista corta. Dopo la presentazione, gli studenti sono stati invitati ad uscire e la referente del progetto, prof.ssa Stephanie Da Riva ha invitato la giuria ad esprimersi su quanto visto, per valutarlo. Una scheda debitamente approntata, ha favorito il confronto tra le giurate e un giudizio cumulativo di pressoché eccellenza, che è stato poi comunicato agli studenti, con reciproca soddisfazione. Per farla breve, un esempio di buona scuola, di valorizzazione del territorio…e di utilizzo delle risorse umane. .

Importanza della parola

Live it up (goditi la vita) è il saluto usato da Bruce Willis quando si rivolge ai suoi fan. All’incirca come il nostro Carpe diem (cogli l’attimo). Lo ricorda la figlia Rumer (5 figli, una moglie ed una ex moglie, Demi Moore) che su Instagram annuncia che al padre è stata diagnosticata una malattia – l’afasia – che influenza le sue capacità cognitive. Per dirla cruda, gli manca la parola, che per un attore è quasi tutto.? Willis, 67 anni, nato in Germania da madre tedesca e da papà americano all’epoca soldato, in trent’anni di carriera è diventato una delle star più celebri e pagate degli Anni Novanta, anche senza avere mai ricevuto alcuna nomination agli Oscar. Prima aveva fatto vari lavori, tra cui l’investigatore privato, il barista, la guardia di sicurezza. Trattandosi di una persona ancora giovane, gli auguro di guarire e di godersi la sua famiglia allargata. Ma è sul suo slogan che voglio fermarmi, perché sottintende uno stile di vita che condivido, basato sull’ora e adesso, in quanto il futuro non ci appartiene. D’altronde la pensava così anche il poeta latino Orazio (Venosa, 65 a.C. – Roma, 8 d.C) che continua il pensiero del carpe diem, aggiungendo: quam minimum credula postero = confidando il meno possibile nel domani. Nella mia ultima opera data alle stampe POST PER UN ANNO. come sottotitolo si legge: Ieri è storia, domani è mistero, oggi è un dono. Non so di chi sia la frase, ma il concetto che racchiude non si discosta da quello espresso dal poeta latino e dall’augurio dell’attore americano, adesso alle prese con un problema di comunicazione. Da qualche parte ho letto che il linguaggio è ciò che ci distingue dagli animali, dotati come noi, meno che per la parola, in latino verbum. Adesso che ci penso, ho dato al mio blog – flower blog o free blog – a seconda dell’argomento postato, il nome appropriato di verba mea, ovverosia parole mie, che considero una mia peculiarità per esprimermi e per connettermi con chi vuole.

Pioggia e Speranza

Ultimo giorno di marzo, ultimo giorno di emergenza sanitaria: da domani meno restrizioni, ma bisogna mantenere alta la vigilanza, perché il virus è subdolo e stenta a lasciare il campo, dopo oltre due anni di ferro e fuoco. L’espressione va estesa alle città rase al suolo in Ucraina, dove da oltre un mese è protagonista la guerra, che non si immaginava possibile nel vecchio continente, ancora memore di due guerre mondiali. Il fuoco si spegne con l’acqua: quella dei pompieri quando è doloso, con la pioggia se si tratta di arsura dovuta a mancanza di precipitazioni. Attesa da oltre tre mesi, è finalmente arrivata la pioggia, modesta finora ma dovrebbe continuare nel pomeriggio e nei giorni a venire. Sono uscita con l’ombrello, di colore azzurro: era diventato un optional sotto il portico, dentro il portaombrelli di rame. In piazza Castelcucco, nel centro della strada chiusa per giorno di mercato, in una pozza d’acqua Giordano, titolare del banco dei fiori ha sistemato una bella ortensia bianca che pare gradisca l’attenzione. Si sa che questa pianta ha bisogno di acqua (e mezz’ombra, ne ho anch’io messe a terra) e il commerciante ha sfruttato l’occasione, trasformatasi in un momentaneo spartitraffico floreale. C’è meno gente del solito, l’acqua è benedetta, ma il sole favorisce di più gli spostamenti. Di solito, quando piove di brutto il mercato salta. In questa circostanza, i banchi con le varie merci non hanno mancato l’appuntamento settimanale, che potrà risultare meno frequentato. Quando insegnavo e avevo il giorno libero di giovedì, non mi perdevo quello di Bassano, uno dei più vasti. Era anche un’occasione per incontrare qualche compagno/a di liceo, colà frequentato per cinque anni. Adesso l’incontro avviene ad altri livelli: Paola, Anna, Francesco, Michele, Paolo, Bruno, Gigliola, Nadia lo sanno! Buone cose e arrivederci! 🌷

In attesa del 9 maggio

9 maggio fine del conflitto? Magari! Giorno simbolico della vittoria sovietica sul nazismo, può darsi che sia stata scelta come data-limite per il ritorno a casa dei soldati russi, mandati al fronte per combattere “la guerra di Putin”. Non sorprende che il dissenso cresca e aumentino le perdite in battaglia. Mi ha colpito la notizia di un clamoroso episodio di ammutinamento, durante il quale un comandante è stato travolto con un tank da un suo sottoposto come ritorsione per l’alto numero di perdite della sua unità nel conflitto, testimoniata dalle parole: “1500 compagni del mio battaglione sono morti”: numeri da brivido, riferiti a ragazzi finiti in prima linea, probabilmente illusi di tornare a casa presto e indenni. La parola “ammutinamento” mi ha richiamato momenti di storia antica…che purtroppo si rinnovano. A Sumy, città a est di Kiev 300 militari pare abbiano fatto dietrofront con le loro 70 unità di equipaggiamento. Immagino si siano registrati altri rifiuti dei militari. La storia è un po’ come la geografia: bisognerebbe essere sul posto per vedere come stanno effettivamente le cose, quali siano i numeri reali, a chi attribuire le cause delle devastazioni…da un certo punto in poi le responsabilità si mischiano al diritto di difendere il proprio territorio, la propria vita e quella dei propri cari. Mi sarebbe piaciuto fare la giornalista, ma non l’inviata di guerra. Tra una manciata di ore saremo in aprile, e maggio segue a ruota. Il 9 maggio è il compleanno della mia amica Nadia, dentista in quel di Bassano: mi auguro di poterle fare gli auguri, tolto il macigno della guerra dal cuore, mio e del mondo intero.

(Bei) tempi andati

Sono stata a trovare la mia amica Lucia: che bello! Al ritorno mi sono fermata a fare la spesa al tosano: che brutto! Adesso spiego. Lucia è ospite di una struttura a Valdobbiadene dove fa riabilitazione dopo l’intervento al ginocchio. Conoscevo l’ambiente, ampio, arioso, accogliente. L’incontro è avvenuto attraverso una porta a vetri, impossibile un contatto nemmeno furtivo. D’altronde mi ero informata. Comunque ho visto la mia amica venirmi incontro con le stampelle e ci siamo parlate per mezz’oretta. Non è proprio come a casa, attorno alla tazzina di caffè (Lucia lo fa con la macchina espresso ed è davvero buono), ma è pur sempre confortante, in attesa che rientri a casa, che dista poche decine di metri dalla mia. Di strada, avevo già ipotizzato di fermarmi all’ipermercato tosano di Pederobba, non perché mi piaccia fare la spesa in grande, ma perché solo lì trovo i risotti pronti Viva la mamma nei cinque gusti proposti: milanese, zucca, tartufo, asparagi, funghi porcini. A mio dire sono una delizia, basta scaldarli due minuti al microonde. Già che c’ero ho acquistato frutta e verdura. Verso la mezza mi approssimo alla casa, ovverosia una delle tre attive su ben venticinque. Chi mi precede ha carrelli stracolmi di roba e ci vuole il suo tempo. Mi faccio distrarre dalle uova di Pasqua della cliente davanti a me e penso quant’era bello quando andavo a fare la spesa dal bottegaio sotto casa, con il libretto dove venivano registrati gli acquisti che poi mio padre saldava a fine mese: niente code, zero stress, sorrisi e scambio di battute, controllo oculato della merce che doveva rispondere a effettiva necessità. Per chiudere, una manciata di caramelle per saldare l’amicizia tra cliente ed esercente. Bei tempi andati, di magra da una parte e di consolazione dall’altra. Tra l’altro, Lucia da ragazza lo ha sperimentato. Non mi dispiacerebbe ritornassero in parte, per restituire un po’ di animo al benessere.

Ritorno in classe

Sono tornata in cattedra: che meraviglia! Grazie al collega e amico Giancarlo Cunial che mi ha proposta come blogger agli studenti dell’Istituto Cavanis di Possagno che stanno elaborando un travel blog. Ventuno studenti attenti e silenziosi, raggruppati per il liceo frequentato: liceo scientifico applicato (LSSA), liceo scientifico ordinario (LSO), liceo classico (LC), liceo linguistico (LL), liceo delle scienze umane (LSU). Referente la prof.ssa Stephanie Da Riva. Porto la mia esperienza di blogger domestica, nel senso che posto articoli di vario argomento sul mio blog verbameaada.com senza aspettative particolari, salvo l’esigenza e il piacere di condividere pensieri ed emozioni con i lettori, alcuni dei quali commentano; la qual cosa mi basta, dandomi l’idea di una rete affettiva di sostegno. Nel caso dei liceali diciassettenni, devono realizzare un travel blog (blog di viaggio), postando testi su tre mete da effettuare a breve in Grappa, in Tempio e Gipsoteca, alla Tomba Brion. Giancarlo non ha perso l’atteggiamento del bravo docente e annota alla lavagna i passaggi utili del mio dire. Credo di non aver smesso la deformazione professionale di dilungarmi…ma è così piacevole rivolgersi a un pubblico attento, cui viene richiesto di essere anche operativo: infatti ogni studente, attrezzato di computer e mascherina, prova a cimentarsi su un post riferito a una imminente visita. Il primo a offrire il frutto delle sue meningi è un bel ragazzo biondo di nome Pierpaolo, seguito poi dag due dolci fanciulle. Sono allibita dalla bravura estemporanea di questi studenti, evidentemente motivati e preparati bene. Rubo le parole armonia – qualità – curiosità scritte alla lavagna da Giancarlo, per dire che questi studenti rappresentano la speranza in un futuro migliore, di cui loro sono le fondamenta. Ragazzi, meritate di essere nominati tutti! Grazie della vostra attenzione, buona scuola e buona vita! (P.S.- Venite a trovarmi nel blog, così allargo il mio orizzonte) FAGGIONI Francesco FLOREAN Roberto Pietro METTI Pierpaolo (3 LSSA) MORO Beatrice VARDANEGA Achille (3 LSO) BGHIRIS Elly BISINELLA Alessandra BORDIGNON Andrea FAVERO Irene MATTIUZZO Anna SCAPINELLO Anna (3 LC) AMBROSI Margherita BATTAGLIA Giorgia CAROTI John Filippo CECCATO Francesca GUALANDI Sofia MANZINELLO Giulia NEGRO Alice (3LL) NOVELLI Elisa SARTORE Massimiliano SPAGNOL Gaia (3 LSU)

Coincidenze

Da quando ho rivoluzionato lo studio, spostando le scrivanie me lo godo di più. Ho ricavato un angolino davanti alla libreria dove ho messo un tavolino basso con una radio e due poltroncine di vimini alle estremità. Mentre sono al computer per cercare informazioni sui bulbi estivi di Tigridia pavonia, Crosomia e Dahlia che mi ha regalato Serapia (pollice verde, architetto, cinefila, amica), la radio trasmette la musica struggente di Samba Pa’ Ti, interpretata dal grande chitarrista e compositore Carlos Santana. Coincidenza: i bulbi estivi che dopo interrerò sono originari dell’America Latina, come il compositore messicano (nato il 20.07.1947), naturalizzato statunitense. E non è finita: Santana è il cognome di un ex alunno brasiliano che ebbi a scuola l’ultimo anno del mio servizio. Bello, aitante e problematico ricorsi al cognome identico a quello del musicista per ingraziarmelo. In parte funzionò, chissà dov’è ora, mi piacerebbe avere sue buone notizie. Strano come le coincidenze talvolta intreccino emozioni e vissuti. Comunque l’abbinamento fiori-musica è ottimale, tant’è che i video su questo connubio artistico imperversano: segno che il pubblico gradisce e la pubblicità ne approfitta per promuovere svariati prodotti. Del resto l’Italia è chiamata anche Belpaese per le sue meraviglie, ma anche per la propensione a valorizzare il bello in tutte le sue declinazioni. Partendo da quello esistente in natura, la grande Artista che troviamo nelle opere delle varie branche. Allora largo alla musica, alla pittura, alla poesia…a tutto quanto può rasserenare il cuore e nutrire la mente. Buona domenica!

Ultimo sabato di marzo 2022

Che bello, la mattina spalancare le finestre: la luce e il sole inondano la stanza come una benedizione. Riemerge da lontano il ritornello di una canzone presentata a Sanremo nel 1956 cui un familiare era affezionato: “Aprite le finestre al nuovo sole, è primavera!”, segno che anche allora la nuova stagione era vissuta come portatrice di buone nuove. Anna, sensibile compagna liceale divenuta amica per identità di sentire, mi manda bellissime foto, corredate di poetiche parole. Quella di stamattina immortala un esemplare di Clematis Armandi attorcigliata attorno a un tronco in orizzontale, suppongo un ex albero che continua a essere… diversamente utile! Quante lezioni gratis dalla natura! Anche la didascalia è una perla di saggezza: “W la primavera e chi sa cogliere e gustare anche i piccoli particolari della sua bellezza!”. Grazie Anna, di restituirmi emozioni positive. L’ultimo sabato di marzo comincia con il piede giusto, a mezzogiorno la temperatura si aggira sui venti gradi. A breve i miei vicini pranzeranno fuori, sotto il porticato e Bibi, il loro cane farà le feste. Stanotte le lancette dell’orologio dovranno essere spostate avanti di un’ora, per perderne una di sonno (ma non succede a tutti) e guadagnarne una di luce, che è un gran bene di Dio. Sono segnali del tempo che passa… ma anche che ritorna in alcune declinazioni che si ripetono. Panta rei (tutto scorre) affermava il filosofo greco Eraclito e il fiume che scorre è un’efficace metafora. Sempre più il tempo mi appare come una corda flessibile dove si alternano vibrazioni ed azioni. Me lo ricorda la natura con la riproposta dei suoi svariati colori, profumi e forme. Certo c’è anche il rovescio della medaglia: zanzare, rumori, esternazioni. Bisognerà vedere se la pandemia se ne andrà e cosa lascerà sul campo. Al netto di quello che avremo incautamente (o deliberatamente) lasciato noi.