Oggi compie 18 anni Gaia, la sorella di Manuel, il mio braccio destro informatico e presenza confortante nella mia vita di pensionata: tanti cari auguri a questa dolce fanciulla, impegnata a scuola, in famiglia e nella pallavolo. Mi stavo chiedendo come potrei omaggiarla… finché ho deciso di dedicarle il post di oggi, che mi consente di fare delle riflessioni sulla maggiore età, che ai miei tempi si conseguiva a 21 anni. Ricordo che allora ricevetti in dono da una coetanea una trousse di trucchi per gli occhi! Le mie coetanee Marcella e Norina erano fidanzate e coltivavano progetti matrimoniali, mentre io frequentavo il penultimo anno delle superiori, come oggi Gaia. Non conosco i suoi sogni, che intuisco, ma ricordo quali fossero i miei: indipendenza alla terza potenza, da raggiungere non a breve termine, ma senza perdere tempo. Professionalmente parlando, il sogno si è concretizzato dopo il concorso per l’immissione in ruolo come insegnante e l’esperienza fatta sul campo, che mi ha consentito di ponderare le restanti scelte, in ambito privato. Oggi sono soddisfatta del percorso fatto. Non credo di essere stata fortunata: sono stata impegnata. Sulla parola impegno, temo caduta in disuso, vorrei stabilizzare gli auguri più utili da destinare a Gaia, accompagnati magari da un ideale muffin alla fragola e a un piatto rotto di proposito! (lei sa perché)
Categoria: Tempo
Previsione
Il lunedì mi dà la carica. È il giorno della settimana che preferisco, destinato a fare la spesa e a sbrigare pratiche burocratiche, inframezzato da una rapida visita a Lina, dove sono in fioritura gli iris, fiori che mi piacciono molto. Infatti, nel mio neonato romanzo mi sono data il nome di Iris. Secondo la mitologia corrisponde a Iride che era la messaggera degli dei, una mediatrice tra la terra e l’olimpo. Infatti il significato di questo nome è portatrice di buona notizia, che non è niente male, dato che siamo tutti in ansiosa attesa di tempi migliori. Dunque, ora c’è il sole e questo va bene. I canarini maschi stanno cantando e immettono nell’aria note di gioia. È finalmente piovuto e anche questo evento è stato una benedizione per la terra. L’indice di diffusione del covid è al ribasso e speriamo continui la sua discesa fino… al suo esaurimento. Se dovessi fare l’elenco delle cose che non vanno, temo che cambierei umore, perciò non lo faccio e mi concentro su quello che mi offre di positivo la giornata. Durante la mia visita a Lina, in uno scatolone in cucina ho visto due micini appena nati, amorevolmente accuditi dalla mamma gatta, che mi ha riportato ai trascorsi della mia infanzia quando nacque la mia attrazione per questi splendidi animali, senza i quali non mi sentirei a mio agio. Tra me e loro c’è un autentico feeling. Prima di andarmene, gentilmente Lina ha raccolto un mazzo di iris e me li ha donati. Dunque, tirando le somme nel cuore del pomeriggio, diciamo che la settimana è partita bene. Incrociamo le dita e chissà che succeda qualcosa di buono entro sera. Ma se anche restasse così, mi accontento.
Contrasto
Ieri sera sono andata a letto che pioveva di brutto. La terra ha avuto la sua dose di pioggia, spero non rovinosa. Il Po si sarà rimesso in sesto, domani tornerà primavera. Certo che vedere la neve sui monti dalla finestra, mentre in giardino è in fioritura il ciliegio giapponese e si sono aperte le camelie fa un certo effetto: un contrasto inquietante. Alle sette di mattina, la temperatura sotto il portico è di 7 (sette) gradi, una ventina in meno di circa tre settimana fa, quando ho fatto il bagno al cane che si era asciugato al sole. Se è primavera, di fatto si comporta come fosse inverno. Forse la stagione in corso ha assorbito i nostri umori al ribasso e ce li restituisce sotto forma di giornate shock! Del resto, da tempo si pontifica che non ci sono più le stagioni di una volta… ci sarà pure una ragione! Chissà che la reclusione in casa indotta dalla pandemia e gli sbalzi termici inducano a riflessioni profonde sul cambiamento climatico, effetti collaterali compresi. Mi è capitato di pensare a come sarebbe bello vivere in un posto a temperatura mite costante, senza sconvolgimenti climatici e naturali, magari a braccia nude e piedi scalzi… ma poi mi ricredo, pensando a quanto successo quando lo tsunami si abbattè sul sud-est asiatico. Era il 26.12.2004, “uno dei più catastrofici disastri dell’epoca moderna e ha causato centinaia di migliaia di morti” (Wikipedia): sembra l’altro ieri. Non so cosa riserverà il futuro ai nostri nipoti, mi auguro che il presidente Biden consideri l’argomento con il dovuto riguardo – negato dal suo predecessore – e che tante piccole Greta Thunberg smuovano le coscienze. Per oggi mi godo il ciliegio giapponese e le camelie, aspettando che la neve sulle cime dei monti si sciolga dolcemente.
Antidoto
Iniziare la settimana con la pioggia, per me non è il massimo perché significa rinunciare al mercato nel paese vicino e restare a casa, come se fossimo in zona rossa. Del resto la divisione in zone colorate credo procuri, non solo a me, disturbi di connessione psico-visiva. Tant’è, devo farmene una ragione e considerare che la terra aveva bisogno del nutrimento prezioso dell’acqua piovana. Perciò ben venga una rinfrescatina con adeguate precipitazioni, purché a metà settimana ritorni a splendere il sole, anch’esso benefico per la terra e per l’umore. Cerco motivi incoraggianti per non avvilirmi: oggi avrei dovuto prenotare la vaccinazione anti-covid nel portale della sanità… ma le operazioni sono a rilento per problemi vari, quindi solo mezzo sorriso. Temevo che il ciliegio giapponese, ormai in post fioritura lasciasse cadere i teneri fiori rosa sotto il peso della pioggia… ma non è ancora accaduto, perciò mezzo sorriso dall’altro lato della bocca. Se ricordo bene, in algebra meno più meno fa più, perciò devo accontentarmi e dispormi a sorridere… non proprio a bocca spalancata. Devo vedermela con il nervosismo della gatta che fa dentro e fuori casa, con il sonnecchiare prolungato del vecchio cane che si appisola ovunque, intralciando i miei passi. E anche con la mia inquietudine, che si allenta solo scrivendo. Sbircio il cielo dalla porta-finestra e mi pare di percepire un certo chiarore. Può darsi che il pomeriggio riservi delle piacevoli sorprese: potrebbe anche far capolino il sole… in tal caso potrò andare a salutare la mia amica Lucia e tornerà il buonumore!
Il sole ha il sopravvento sulle pulizie pasquali
Pulizie di Pasqua…. o d’estate? Mezzogiorno di giovedì santo, sto scrivendo fuori, con il sole che picchia tenacemente sul collo e sulle braccia nude. La temperatura è di fine maggio. Qualche bimbo in età scolare, da oggi in vacanza corre sul monopattino davanti casa, contando sul traffico limitato. Dal campo vicino arrivano “i discorsi” degli uccellini appostati sui rami più alti dei Noci e una farfalla bianca mi svolazza davanti. Lei libera di passare di fiore in fiore, forse vuole ricordarmi che dovrei occuparmi delle famigerate pulizie pasquali. Ma dove sta scritto? replico io, che dovrei sacrificare la piacevolezza della prima abbronzatura, per occuparmi di vetri e tende, pavimenti e cambio di armadi? Già ieri ho fatto il bagno al cane! (in zona rossa non posso portarlo dalla toelettatrice). Dovrei fare il primo taglio dell’erba, ma mi piange il cuore eliminate tutti i bottoni gialli del Tarassaco, le Pratoline e i fiorellini celesti di Veronica… succederà per forza, ma adesso voglio godermi questo rustico tripudio della natura. Tanto non sono permesse rimpatriate e così nessuno noterà se mi sono spesa in faccende domestiche. La farfallina bianca continua a volteggiarmi vezzosa davanti al naso.Tra un po’ mi alzo dalla sedia, posta dinanzi ai tulipani prossimi a sbocciare e mi trasferisco in cucina, bisognosa di intervento sanificatore. Ah, ho il pranzo pronto, comperato due ore fa al mercato locale: pasticcio di pesce, ottimo. È un mezzogiorno di sospensione. Buon pranzo a tutti!
Silenzio e Speranza
Domenica delle Palme, ore otto (ieri mattina erano le sette; dalle due è ritornata l’ora legale): silenzio anomalo, quasi inquietante! Siamo in zona rossa, di domenica, con le lancette spostate in avanti… ero abituata ad altri risvegli, quasi chiassosi, con motorini roboanti, cani gaudenti in passeggiata col padrone, runner salutisti in esercizio a ridosso dei campi. Sembra che le persone siano uscite di scena… ma so che ci sono. Stanno aspettando, come me che la tempesta si allenti perché chissà quanto ancora ci vuole perché possiamo uscire tranquillamente allo scoperto. Gli uccellini in libertà azzardano timidi pigolii, solo dopo un’ora abbondante riprendono a cantare, è già qualcosa. Dietro un cielo immusonito si intravede qualche spiraglio di luce, forse pioverà, non si sa. Mi chiedo come nobilitare la domenica precedente la Pasqua, quanto a penitenza sono a posto. Uno spot televisivo suggerisce, tra cinque consigli forniti, di sorridere, che equiparo al detto “Fare buon viso a cattiva sorte”, diciamo la verità! Magari chiamiamola resilienza, ma la sostanza è la medesima. Accendo la radio per sentirmi in compagnia, riconosco alcune voci, scrivo. A poco a poco la luce prende piede, il panorama si rasserena. La zona dove abito è prediletta dai merli, ma oggi, data la ricorrenza, sono protagoniste le tortore, che da qualche parte tubano ossessive, Pia ne sa qualcosa… Campane, sento suonare le campane! È un messaggio rincuorante: nonostante l’esordio sotto tono, sarà una buona domenica.
Post compleanno
Oggi mi godo gli effetti collaterali del compleanno, festeggiato “da remoto” in zona rossa, ma riempito di telefonate e messaggi fino a sera. Trovando occupato, qualcuno ha rimediato stamattina: devo dire che non mi sono sentita sola, anche se ho rinunciato alla tradizionale torta con candeline. Anzi, a farmi memoria ci ha pensato Antonietta, che mi ha inviato una foto augurale, con tanto di numero simbolico delle primavere, che io per prima stento a riconoscere… sarà l’effetto dell’età o dello “spirto guerrier ch’entro mi rugge”, per dirla col Foscolo, poeta a me caro. Se proprio devo considerarmi anziana, mi sia concesso di presentarmi come giovane anziana, e stendiamo un velo sugli acciacchi che non risparmiano nessuno, da un certo punto in poi. Ivano, un amico coetaneo, dalla Spagna mi chiama “ragazza” ed è paladino di una filosofia del sorriso che male non fa. Massimiliano dalla Sardegna mi ha inviato delle foto scattate durante il trekking di domenica, alla vigilia del cambio di colore dell’isola, una boccata di ossigeno dal mare. Per restare in tema, che dire del suggestivo dipinto “Il faro e la luce” di Noè che farà da copertina al mio imminente romanzo biografico? Accarezzo con gli occhi i fiori che mi sono giunti da parte di Marcella e Manuel, la collana artigianale creata da Roberta, con incisi dei versi miei nella medaglia… un omaggio alla poesia serenatrice. L’arte vibra nel drappo e nei guanti donatimi da Adriana che riproducono un’opera di Van Gogh. Un’amante dei gatti, oltre che dei fiori e del cinema come Serapia, ha scelto per me il libro giusto: “La felicità è un gatto”, con tenera dedica. L’elegante e profumatissima candela di Lucia stuzzica il mio olfatto come un mix di profumi, tanto quanto il set per bagno di Pia con cui ho condiviso il cordiale pranzo l’ultima domenica in arancione. Stamattina Vilma mi ha regalato la sua stima, prospettandomi di scrivere una biografia sul padre Enrico Cunial, mio caro maestro di quinta elementare. L’idea di scrivere ancora mi lusinga: alla vigilia dell’uscita del mio decimo lavoro letterario, è di per sé un ricostituente. Il mio 68esimo anno inizia con un bel progetto. Incrocio le dita!
Equinozio di Primavera
Equinozio di primavera… con temperature molto al ribasso. Però il cielo è terso e luminoso, perciò ci dobbiamo accontentare. Anche la coda dell’inverno ha i giorni contati. Spero che il mio vecchio albicocco in fiore resista all’escursione termica e alle raffiche di vento. Del resto non sono una novità questi sbalzi: molti anni fa, con un collega e rispettive classi uscimmo per una escursione sul territorio proprio il giorno di primavera e ci sorprese la neve. Dev’essere così da parecchio, se il mese di marzo per antonomasia è definito “pazzerello” nel proverbio “Marzo pazzerello, guarda il sole prendi l’ombrello”. Da casa mia si nota la spruzzata di neve sul Grappa. Immagino che tra una settimana la situazione sarà diversa, a ridosso di aprile. Mi piace ricordare che domani si conclude la settimana della Poesia, mezzo salutare per esprimere sentimenti emozioni e riflessioni. Anch’io contribuisco per mio conto, spesso ispirandomi alla natura e talvolta ai capricci del tempo. Prima di sera mi applico e vedo se esce qualcosa di decente da proporre all’attenzione dei miei lettori, che sono invitati a fare altrettanto. Ovviamente se d’accordo. A domani!
Almeno dall’inverno stiamo per uscire…
Il vecchio albicocco sta fiorendo: me ne sono accorta, spalancando i balconi stamattina e l’occhio si è posato su una trina rosata. Quando sono andata a fotografarlo, ho sentito un bombo girargli attorno. Nonostante la giornata sia lattiginosa e manchi il sole, la natura comunica che il cambio stagionale è prossimo. In un angolo del giardino sono ricomparse le viole e sui rami delle ortensie sono spuntate le gemme. Ieri mi sono regalata una mimosa che ho fatto mettere a dimora davanti alla cucina, così posso vederla dalla finestra e tutti quei morbidi pallini gialli mi faranno sorridere, che non è male in questo tira e molla di chiusure e aperture. A proposito di giallo, stiamo per sostituirlo con l’arancione… sta diventando uno stillicidio cromatico la cartina dell’Italia, ogni mese un aggiornamento non sempre positivo. Ci dicono che siamo all’ultimo miglio, ma la risoluzione del problema è ancora lontana e la vaccinazione slitta… mi aggrappo alla speranza di una accelerata, perché dopo un anno siamo tutti provati. Finora non mi sono ammalata, fisicamente intendo dire, ma il morale non è alle stelle. A casa c’è sempre qualcosa da sistemare, per una disordinata creativa come me… ma vorrei condividere con qualcuno il frutto del mio impegno, senza forzare… però percepisco una comprensibile reticenza, così non insisto oppure desisto. Abbiamo rinunciato alle festività natalizie ed è risaputo che saranno sacrificate anche quelle pasquali, per evitare pericolosi assembramenti. Non c’è alternativa, dobbiamo farcene una ragione. Non mi resta che curare la frustrazione a colpi di gemme!
Verso la bella stagione
Dopo tante settimana, oggi scrivo il post all’aperto! Mi godo il tepore del sole e, a tratti, un colpetto d’aria. I canarini maschi sotto il portico cantano e Astro, il vecchio cane diventato la mia ombra, zampetta tra le foglie della recente potatura cui è stata sottoposta la siepe. Dall’alto, nel cielo terso giunge il rombo di un aereo. Nessun altro rumore in questo mezzogiorno di fine febbraio, saranno tutti a pranzo… meno la sottoscritta che, da single, si prende la libertà di mangiare quando vuole. Oggi, viene prima il sole! Spero che sia l’inizio di un periodo all’aperto, di cui godere a casa propria senza mascherina. Nel pomeriggio torneranno i tre ragazzi giardinieri che mi restituiranno i miei spazi verdi e fioriti: non vedo l’ora! Sono stata al mercato di Fonte e ho puntato il banco dei fiori, dove ho acquistato una ciotola di narcisi mignon; astutamente i dieci bulbi sono stati sistemati in un contenitore giallo che allude alla rinascita, alla mimosa e alla non lontana Pasqua. Oltretutto il giallo è il mio colore preferito, a pari merito con il celeste. Che vada a braccetto con l’ottimismo, tanto meglio: sono sicura che ne abbiamo tutti un gran bisogno, per intraprendere col piede giusto il viaggio verso la bella stagione. E che il Cielo ci assista!
