Di recente ho ricevuto una telefonata, da una persona che si complimentava per il neonato blog: fa piacere a tutti, credo, avere un riscontro delle proprie iniziative, specie se digitali e avviate in età non più evergreen! Nel caso specifico, la soddisfazione è stata doppia, perché la mia amica ha dovuto assistere il marito durante un ricovero in ospedale, per fortuna concluso ed ora può dedicare del tempo a sfogliare i blog. Condividiamo la passione per i fiori, che lei coltiva in terra e in vaso, senza trascurare l’orto e nutrendo numerosi gatti di passaggio che col tempo diventano permanenti. L’ultima volta che ci siamo viste, mi ha portato sul retro della casa dove regnano benissimo delle maestose ortensie, che ho fotografato e recuperato per il post. Dove sta la chiave di lettura? Nella terapia a costo zero che consentono i fiori, sia quando uno sta bene ma soprattutto quando non gode di benessere, perché ammalato oppure oppresso da impegni gravosi. In altri termini, quella sventagliata di ortensie mi è sembrata rinvigorire Lina, mentre me le presentava, più di un toccasana. Di riflesso, ne ho beneficiato pure io che apprezzo particolarmente i fiori non profumati. Per una sorta di compensazione, offrono in colore forma e bellezza ciò che altri donano in fragranza. Anch’io coltivo le ortensie, tenaci ospiti del mio giardino. Quest’anno hanno messo tante foglie e pochi fiori, temo di aver commesso qualche errore al momento della potatura. Comunque loro esibiscono grandi foglie verdi, inframezzate da qualche capolino vivace e si conservano per la prossima fioritura!
Categoria: Fiori e frutti
Il girasole
Mi rincuora il pensiero che il Girasole fosse caro a Van Gogh. Con la vita burrascosa che visse, ebbe intenso il piacere di gustare la natura nella sua espressione dinamica. Nel mio piccolo, qualche anno fa ho avuto la soddisfazione di apprezzare una distesa di Girasoli vicino a casa, a Castelcucco che ho immortalato in diversi scatti. Uno in particolare sembra aggiunto di proposito, per abbellire lo scorcio sulla chiesa parrocchiale; invece era cresciuto da solo, in quel punto strategico dove l’obiettivo lo ha colto. La foto ha fatto successivamente da copertina al calendario del mio paese. Adesso mi è ritornata tra le mani, scorrendo la galleria del tablet, mio archivio fotografico. Aggiungo che mi trovo bene a Castelcucco, paese vivace della Pedemontana del Grappa, dove frequentai le medie oltre cinquant’anni fa. Parecchi anni dopo ci sono tornata in veste di insegnante, conoscendo generazioni di studenti, provenienti anche dai paesi vicini. Molti sono ora adulti con figli. Il che mi riporta al Girasole che con tenacia completa il suo giro quotidiano seguendo il sole, come fa una persona nel suo percorso di vita. Incredibile come si intreccino le maglie del tempo, per cucire addosso ad ognuno l’abito che gli sta a pennello!
Luogo dell’anima
Un cordiale saluto dal mio luogo dell’anima, il pergolato di glicine. La pianta mi fu regalata per un mio compleanno da mia mamma, diversi anni fa: ora lei non c’è più, ma il suo dono è cresciuto in maniera avvolgente e flessuosa, regalandomi fiori colorati e profumati… ed ora ombra. Praticamente è come se mia madre continuasse a proteggermi da un luogo che immagino sereno come il gazebo naturale dove scrivo. Tra l’altro, non piace solo a me, ma pure alle mie gatte Puma e Grey che vengono a scorrazzare sui tralci dove si fanno le unghie. Anche il vecchio cane Astro non disdegna rotolarsi sulle foglie secche attorno al tronco che fa da tavolino. Nel contesto del modesto giardino (la parola giardino è un eufemismo perché l’area è un mix di piante e fiori, più somigliante al “brolo” di una volta), il glicine dà l’idea di un boschetto che invita al relax, favorendo lettura e scrittura. Un regalo su misura, con valore aggiunto crescente. Siccome amo i fiori e mi piace fotografarli, va da sé che il glicine è una fonte di emozioni. Gli ho anche dedicato una poesia, che ho stampato e successivamente appeso ad un tralcio dove è rimasta a volteggiare… finché un temporale l’ha spazzata via. Voglio sperare che il glicine abbia comunque gradito.
