Sabato mattina dalla parrucchiera, come di consueto. Ma oggi più impegnativo, per la tinta sulla ricrescita dei capelli che richiede tempi supplementari. Stare troppo seduta mi condiziona l’anca e ogni tanto devo alzarmi. Cerco di distrarmi leggendo e guardandomi attorno: conosco le piante, Lara che si alterna tra me e un’altra cliente, colgo qualche battuta su ciò che è successo in paese… finché la mia attenzione viene catturata da un’anziana signora, accompagnata dalla badante. Non è una novità, anzi fa piacere che le signore in età frequentino il salone dell’amica Lara, ma questa cliente, gesticolando con pollice indice e medio, fa intendere che le manca poco per arrivare ai cent’anni! Mi viene naturale interrogarmi dove sarò io tra trent’anni… forse qualcuno leggerà i miei post, ne sarei lusingata! Tornando alla signora, piccola, con un bastone d’appoggio e i capelli bianchi, scopro che si chiama Lina. In età adulta ha sposato un vedovo ora deceduto e non ha avuto figli. Sostenuta dai vicini, vive insieme con tre badanti che si alternano durante la giornata. Oggi è venuta a farsi bella, per festeggiare insieme a loro il suo recente compleanno: uno scambio di emozioni e di piaceri, alla soglia dei cento anni! Invidiabile davvero! Da sotto il casco, con la coda dell’occhio la vedo congedarsi soddisfatta, con la collana di perle sul golfino nero e il sorriso radioso dietro le lenti scure: mi trasmette l’idea di una lunga vita, ancora in grado di apprezzare le piacevolezze dell’esistenza. Grazie e tanti auguri, signora Lina!
Categoria: Emozioni e pensieri
Bagno di sole…domestico
Con un mese di ritardo rispetto all’anno scorso, causa le bizze del tempo, verso le undici esco in giardino e mi metto a prendere il sole, nel contempo sbrigando un po’ di corrispondenza. La siepe di fotinia (photinia) mi protegge da sguardi indiscreti, per cui mi spoglio abbastanza: se non ricordo male la pelle è un organo che beneficia del sole su tutta la sua superficie, pertanto approfitto della bella giornata e mi concedo un inizio di abbronzatura. Sul mezzodì arriva pure una bava di vento, c’è silenzio e una rondine mi sfreccia davanti. Chissà se è quella che ha nidiato dalla mia collega a Crespano, di cui invidio il portico pieno di svolazzi e pigolii. Di recente mi ha inviato la foto degli ultimi nati, ancora incerti sul filo della luce… neanche Giallo, il gatto di casa si permette di inportunarli! Dalle mie parti imperversano i merli, tozzi e simpatici, cui dedicai tempo addietro una poesia che iniziava così: Merlo dal becco giallo/che zampetti lassù/tra i frutti golosi (ciliegie)/come son dolorosi/i miei rientri da scuola/… stagione da me archiviata ma emotivamente ancora presente, causa l’aggiornamento delle colleghe in servizio, cui va tutto il mio sostegno morale. Le lezioni sono finite, è tempo di esami, aggiornati nei tempi e nei modi. Ma tra un mese la vasca idromassaggio delle terme di Bibione ci restituirà il piacere di un bagno rigenerante, in un’atmosfera soffusa di note aromatiche. Certo che i nostri predecessori, i Romani, avevano scoperto per tempo i benefici termali: non solo condottieri ma attenti al benessere psico-fisico. Tutto torna, manteniamo le buone abitudini.
Amici miei
Dedico poco tempo alla radio, che accendo di prima mattina mentre mi sciacquo il viso e trascorro nel mio bagno/serra i primi minuti della giornata. Come nel resto della casa, anche in questo vano ci sono diverse piante verdi, che beneficiano del sole mattutino e dell’umidità: mi confortano con la tonalità delle foglie e la resistenza… gli manca solo la voce, che cerco in qualche stazione radio. Stamattina sento proporre agli ascoltatori questa domanda: Quanti amici avete? Mi incuriosisco e la giro a me stessa, mentre il primo intervento mi disorienta, perché risponde: molti… Buon per lui, mi dico, io non sono così ottimista, ma può darsi che dipenda da me e non me ne meriti tanti. Cerco di essere obiettiva e faccio la conta: parto da Piero, che proprio oggi compie gli anni. Intanto gli rinnovo gli auguri e spero che lui mi rinnovi l’amicizia. Giancarlo è una costante, cui mi appoggio per motivi professionali e letterari da almeno quarant’anni. Noè traduce sulla tavola i concetti che esprimo nei romanzi con una sensibilità condivisa, Francesco mi è più vicino adesso di quando eravamo compagni di liceo… come anche Michele, Anna, Paola, Gigliola, Nadia, Paolo, Luciano…Però, è una bella conta, cui vanno aggiunte le care persone che frequento più intensamente: Marcella, Lucia, Lara, Lisa e Roberta, Antonietta, Adriana 1 e Adriana 2, Serapia, Martina… non avevo realizzato che la mia rete affettiva fosse così ampia. Ne sono orgogliosa e onorata. Cari Amici, maschi e femmine, se ho esagerato fatevi avanti per aggiustare. Buona amicizia a tutti!
Rita da Cascia… e mamma Giovanna
Il vero nome della santa è Margherita Lotti, figlia di Antonio Lotti e Amata Ferri. Nata nel 1371 (o 1381) muore il 22 maggio del 1447 (o 1457). Il processo di beatificazione inizia tardi, nel 1626, sotto il pontificato di Urbano VIII mentre Leone XIII la proclama santa nel maggio 1900. Un processo canonico lungo, ma Rita era venerata da subito dopo la morte. Moglie, madre di due figli maschi prematuramente scomparsi, vedova, monaca agostiniana protettrice delle calamità naturali, è ritenuta la Santa degli Impossibili. Anche mia madre era nata il 22 maggio e credo fosse legata a Rita da Cascia per questa coincidenza natale, oltre che per il fatto di essere stata sposata (il marito Paolo di Ferdinando di Mancino viene assassinato nel 1406). Un paio d’anni fa ho visto una rappresentazione teatrale dedicata alla figura di questa donna, toccata in vita dalla disgrazia e dalla grazia. Da laica, mi sono fatta l’idea che fosse una donna controcorrente, in grado di rivestire diversi ruoli… in definitiva una combattente, come era un po’ mia madre, che era religiosa a modo suo. Giovanna, mia madre, non aveva tempo di andare a messa tutte le domeniche, anche perché, in qualità di ostetrica, alias levatrice capitava che corresse da una partoriente per assistere all’evento straordinario della nascita, che non ha orari, com’è noto. Però da anziana, di sera prima di coricarsi, le vedevo fare il segno della croce che interpretavo come gesto di riconciliazione. Le dedico un bouquet casalingo, perché amava i fiori, hobby che mi ha trasmesso. La sua forte personalità sta lavorando dentro di me, che oggi invoco santa Rita perché le conceda un sereno e meritato eterno riposo.
Cronaca quotidiana
Dunque, due mesi fa era primavera che alla data attuale non sembra affatto essersi avviata verso la stagione estiva. Instabilità atmosferica e umorale prevalgono alla grande. Pare che avremo a che fare con un’estate di tipo tropicale, non mi sembra una previsione tranquillizzante, dovremo farcene una ragione. Del resto, dopo tanti mesi di confinamento sociale, non arretreremo difronte al tempo che fa le bizze: ombrello a portata di mano, golf e qualche maglia. Tintarella quando possibile, anche a domicilio, come faccio io. Al momento sto scrivendo sotto la pergola del glicine, in una calma pomeridiana quasi surreale. Qualche bombo gira attorno spaesato, perché i fiori sono numerati, dato che la pianta ha subito una drastica potatura. Il cane sonnecchia e i canarini sono in pausa canora. Niente uova, o meglio depongono e se le mangiano: dovrò indagare perché. Ogni tanto passa un’auto, prima si è fermata quella di Adriana, venuta a prelevare due dolcetti alle fragole, fatti stamattina. Insegna matematica e verso mezzogiorno mi scrive: risolvo due problemi e arrivo. Penso si tratti di quelli con le operazioni… ma dopo due ore deve ancora arrivare e deduco che si tratti di altro. Sospetto confermato: la scuola è sempre una palestra sfiancante! Per lei che fa pure la coordinatrice di plesso, lo è doppiamente. La pensione, ad arrivarci, è un beato momento che auguro a ognuno di meritarsi e di godere in serenità e salute. A vivacizzare il mio pomeriggio, arriva Manuel, oggi in veste di elettricista: il rombo della sua macchina mi mette di buonumore. Mi cambia la scheda al led del frigo e mi applica il decoder alla tivu in salotto e in cucina, per essere a posto, quando a settembre avverrà la “riassegnazione delle frequenze”: non ho chiaro di cosa si tratti, so che va fatto. La mia giornata scivola verso sera, con la soddisfazione di aver avuto la visita di due care persone.
Karol Wojtyla
Quarant’anni fa l’attentato a Karol Wojtyla (18 maggio 1920 – 2 aprile 2005), allora Papa Giovanni Paolo II, oggi Santo. Ma non voglio parlare del 13 maggio 1981, né del Santo Padre. Mi limito a dire che ho molto ammirato l’uomo Karol: poliedrico, sportivo, amante del teatro e pure scrittore, amico dell’allora Presidente della Repubblica Italiana, il socialista Sandro Pertini. A scuola ho dettato ai miei studenti una sua poesia che Egli dedicò alla madre morta, intitolata SULLA TUA BIANCA TOMBA, che mi colpì allora e continua a procurarmi emozione, perché si intuisce l’amore struggente del figlio per la madre, che va oltre la morte. Tra l’altro, l’autore rimase orfano della madre Emilia Kaczorowska (1884 -1929), alla tenera età di nove anni. Quindi, nonostante il titolo faccia pensare alla morte, la poesia è piena di tenerezza e di “fiori bianchi della vita”, come si evince dal testo che riporto sotto, a giusto riconoscimento del merito letterario del Grande Uomo: Sulla tua bianca tomba, di Giovanni Paolo II Sulla tua bianca tomba/sbocciano i fiori bianchi della vita./Oh quanti anni sono già spariti/senza di te – quanti anni?/Sulla tua bianca tomba/ormai chiusa da anni/qualcosa sembra sollevarsi:/inesplicabile come la morte./Sulla tua bianca tomba,/Madre, amore mio spento,/dal mio amore filiale/una prece:/A lei dona l’eterno riposo//.
A Mia Martini
Accadde come oggi: il 12 maggio 1995 moriva Mia Martini (nata a Bagnara calabra, il 20.09.1947). Per dire quanto sia presa da questa immensa cantante, rubo le parole di Fabrizio De André che un giorno si definì: “innamorato totale della sua arte e della sua umanità”. E Mimì ne aveva di estimatori: Charles Aznavour, Ivano Fossati, Pino Daniele, Paolo Conte… ma anche malelingue che seminarono dicerie sul suo “portar jella” che bene non le fecero, tanto che nei primi anni Ottanta decise di ritirarsi dalle scene. Dopo un’assenza di quattro anni, per fortuna ritornò, ma la vita fu un alternarsi di emozioni forti, fino al decesso, che l’autopsia attribuì a overdose di cocaina. “Per fortuna il suo talento dolente e intenso è rimasto qui, nei suoi dischi” (Mina). Ho visto e apprezzato il film sulla vita della cantante, intitolato Io sono Mia (2019), interpretato magistralmente da Serena Rossi. Anche il tormentato rapporto con il padre me l’ha resa cara, ma soprattutto l’interpretazione intensissima delle sue canzoni, dove dava l’anima. Se non sbaglio, a proposito qualcuno l’ha definita la Edith Piaf italiana. A completamento, era di una bellezza mediterranea avvincente, avvolta in abiti raffinati. Nel mio precedente libro Tempo che torna, titolo l’ultimo episodio a pag. 116 PENSIERI VANNO E VENGONO, LA VITA È COSÌ, che è il verso finale della canzone Minuetto, uno dei suoi tanti successi. A proposito di successo, mi viene da comparare la sua vita a quella di Napoleone, pur con le debite differenze: dall’alto al basso, dalla gloria alla dimenticanza, dalla gioia al dolore. In fondo Mimì, alias Domenica Rita Adriana Bertè voleva solo esprimere la sua anima.
In memoria di Gianna
Annamaria mi offre su un piatto d’argento l’argomento del post odierno: Gianna, la nostra cara e stimata collega di Italiano, mancata all’improvviso la notte di sette anni fa, a poche settimane dagli esami e dalla sospirata pensione. Per dire com’era Gianna ci vorrebbe un post a parte, perciò sintetizzo: preparata, spiritosa, disponibile, con una grande capacità di mediazione nelle situazioni conflittuali, sia in classe che nelle riunioni collegiali. Più di me potrebbero dire i suoi studenti, da cui riusciva a estrapolare il meglio. Io le ero coetanea e collega in una classe parallela. Conosceva la mia attitudine a scrivere e mi sosteneva, intervenendo alle mie presentazioni col seguito di allievi che preparava a puntino. Doveva succedere anche la prima domenica di maggio 2014 quando, purtroppo, due giorni prima un infarto bloccò la sua vitalità, lasciando allibita e incredula tutta la comunità scolastica, i figli Davide e Daniele, sorelle fratello e familiari tutti compresi. Gianna era anche molto attiva nel volontariato; in parrocchia era una colonna portante. Che fosse speciale lo dimostra il desiderio di dedicarle la scuola di Castelcucco, dove ha insegnato ininterrottamente per oltre trent’anni, ventilato all’indomani della sua scomparsa e ora riemerso attraverso la voce di Adriana, una comune collega. Io sono in pensione, come lo sarebbe Gianna, dato che eravamo coetanee, ma sottoscrivo volentieri la proposta. Non conosco l’iter burocratico perché il desiderio si realizzi. Mi limito a dire che Gianna se lo meriterebbe! Non solo per come insegnava, catturando l’attenzione anche dei più svogliati, ma per come si preparava: snobbando gli esercizi sul testo, elaborava verifiche di storia e di geografia, per “pilotare” le interrogazioni a buon esito, e si alzava nel cuore della notte per correggere i compiti. Per fare ciò, un insegnante “normale” si prende almeno una settimana; in condizioni ideali, io impiegavo circa un quarto d’ora per compito, per 20/25 allievi. Lei si affrettava, perché sapeva che gli alunni masticavano ansia fino alla consegna. Non conosco nessuno che abbia fatto di meglio. Perciò, cara Gianna, stai sicura: noi non ti dimentichiamo. Con o senza dedica.
Mea culpa, mea maxima culpa!
Presa da diversi pensieri, mi sono scordata che ieri era il compleanno della mia giovane amica Lisa, cui vanno le mie scuse per l’augurio tardivo, colmo di simpatia e di buoni auspici. Lei mi ha già perdonato, ricordandomi il suo giorno natale ieri sera, e la ringrazio di avermi consentito di rimediare… per il rotto della cuffia! Ci messaggiamo ogni giorno, dando alla giornata un tocco di vivacità al mattino e una nota di conforto alla sera, pur senza vederci, perché abitiamo a una ventina di chilometri di distanza, lei lavora e io sono in pensione, il distanziamento sociale fa il resto. Però condividiamo la vita, nei suoi aspetti gradevoli e non. Grande amante degli animali, è circondata dai gatti dentro e fuori casa, nel senso che, oltre ai suoi si occupa di una colonia felina rimasta nella vecchia dimora. Il che la dice lunga sulla sua sensibilità, che si estende anche all’ambiente: lo spazio verde casalingo è sempre molto curato, grazie anche alle buone abitudini trasmesse da mamma Bruna. Poco più grande di lei, la sorella Roberta le è anche amica, dettaglio non scontato tra familiari. Poi c’è Nina, una vivace bassotta, trattata come una regina. Una famiglia al femminile, dove si respirano buoni sentimenti, profumi di piatti elaborati con dedizione, rispetto per la tradizione e omaggio alla memoria di chi non c’è più, ma ha lasciato il segno. Lisa incarna tutto questo e chi le è vicino lo sa bene. Il giorno del nostro incontro sul treno, qualche anno fa è stato benedetto… da una provvidenziale distrazione che ci consentì di allungare il viaggio di un paio di stazioni e di gettare le basi della nostra amicizia. Auguri tardivi, cara Lisa, ma fatti col cuore! 💟
Emozionarsi, progettare, sperare: buona Pasqua!
Il mio ciliegio giapponese è uno schianto: quando apro il balcone dello studio, mi pare che i rami si tendano in un abbraccio di pensieri rosa apposta per me! La Natura segue il suo corso, indifferente alle restrizioni sanitarie, è già un messaggio di guardare oltre e disporsi a emozioni positive: emozionarsi, progettare, sperare… è l’augurio più opportuno in questa faticosa risalita della china verso il recupero della voglia di vivere e di condividere con gli altri. Condividere, anche a distanza è l’invito che ci offre uno spot televisivo, oltre a sorridere, essere gentili, allenare il corpo e imparare qualcosa di nuovo. Un sasso in uno stagno, ma è già qualcosa. Torna a fagiolo il mio blog, che in questo senso è diventato per me una benefica cura e un motivo per allacciare contatti: proprio ciò che mi serviva: grazie ai fedeli lettori, di farmi compagnia con l’attenzione e i commenti, ancora pochi ma buoni! Una carezza mattutina me la offrono i fedeli contatti di Whatsapp, che distendono le mie rughe e illuminano i miei occhi. Alle sette di stamattina erano già parecchi ad avermi preceduta nell’augurio pasquale. Sono uscita a raccogliere due giacinti blu e un tulipano rosso, da mettere davanti al quadro di mia madre. Poi mi posiziono davanti al ciliegio giapponese e lo fotografo da tutte le angolazioni, ne faccio quasi un reportage domestico. D’altronde la bellezza gratuita è pure una benedizione che rende più buoni, in tema con la Pasqua di Resurrezione. Serena Pasqua, piena delle bellezze a portata di mano!
