Dura lex sed lex

Snack Bar Milady di Fusarini Diego e Anna Serena ? D’abitudine destino il lunedì alla spesa, e talvolta al mercato di Fonte (che frequento anche di giovedì in paese) rivisitato stamattina. L’artrosi e il successivo intervento mi avevano privato di questo piacere per un paio di mesi. Riconosco che recuperare certa normalità è un toccasana, perché l’obiettivo principale non è la spesa e nemmeno la consumazione al tavolo, ma lo scambio di pensieri. Così vengo a sapere da Diego, il titolare, che ieri ha preso la multa perché non ha chiesto il green pass a un avventore, tra l’altro fuori del locale e intenzionato a consumare: multati entrambi! Dura lex sed l’ex. Perciò mi chiede di esibire il mio lasciapassare, notando che non ho più la stampella e mi sono furtivamente impossessata del Corriere, che decido di leggere in un rientro della sala, scomodo (perché difronte a un ripostiglio) ma isolato, così non sarò disturbata. Qui la clientela si rinnova velocemente e talora rumorosamente. Dopo pochi minuti mi arriva il cappuccino con il decoro floreale sulla schiuma e la fragrante croissant, tiepida al punto giusto. Data la confidenza, chiedo a Diego l’ammontare della multa: € 280 pagando subito. Beh, mi spiace! Io sono tranquilla e anche confortata che lui si sia adeguato da bravo cittadino, senza fare storie. Le punizioni servono a migliorare, non a incattivirsi. Poi mi dirigo al mercato poco distante e passo in rassegna alcune bancarelle, privilegiando quella dei fiori dove predominano primule, giacinti e tulipani: un piacere per gli occhi e per l’animo! L’acquisto è inevitabile e gratificante.

Non è mai troppo tardi

A proposito di talenti, ho seguito con interesse il programma The Voice Senior, condotto da Antonella Clerici in prima serata sul Rai1, conclusosi sabato 21 con la finalissima e la proclamazione del vincitore, il talentuoso Annibale Giannarelli, che era anche il mio favorito. Musicista e compositore di 73 anni, originario di Fivizzano (Massa Carrara), quindicenne si trasferisce in Australia con i genitori. È tornato nel suo paese natale circa due anni fa, con la musica sempre nel cuore. Compositore di colonne sonore, interpreta brani musicali con straordinario trasporto, esibendosi contemporaneamente al pianoforte, come sabato scorso quando ha cantato Nell’immensità, di Don Backy. All’annuncio della vittoria, si è commosso come un bambino, complimentato dai compagni di squadra e dagli organizzatori del programma. Dietro la meritatissima vittoria, ho immaginato il passato da emigrante, i sacrifici e le rinunce anche in ambito professionale che avranno costellato il suo percorso. Il merito del programma, oltre a fare emergere talenti in età avanzata – il che è confortante – sta nel presentare in sintesi la vita degli artisti, sacrificata a tutt’altri ruoli, per esigenze personali e/o familiari. Ma il talento alla fine trova il modo di manifestarsi, cosicché non è mai troppo tardi. Il programma incoraggia a mettersi in gioco anche quando l’età non è più evergreen, perché “Finché c’è vita c’è speranza”. Del resto è capitato a più di qualche personaggio noto di diventare famoso in età avanzata, senza contare che fama e talento non sono la stessa cosa. Insomma, ben vengano programmi incoraggianti che danno spazio a chi ha da dare emozioni positive.

Meglio prevenire che curare

Mi piacerebbe scrivere più spesso storie a lieto fine, ma in cronaca abbondano quelle dure, alcune magari evitabili. Come quella capitata alla ragazza incinta morta di covid, non vaccinata; salvato il neonato. Succede a Roma e la giovane 28enne era ricoverata al Policlinico Umberto I dallo scorso 7 gennaio per difficoltà respiratorie, complicatesi nel corso della degenza. Sottoposta a parto cesareo d’urgenza, il neonato alla nascita pesava kg. 1,8: uno scricciolo che vuole vivere. Mi fa molta pena lui che lotta per la sopravvivenza pur senza la mamma, pietà per lei con una punta di rammarico perché se si fosse vaccinata, come da indicazioni dall’unità di crisi della Regione Lazio, sarebbe viva e si potrebbe godere il suo bambino. Altre giovani mamme l’hanno seguita in questa disavventura angosciosa ed angosciante. Penso anche ai padri rimasti vedovi, ai genitori orfani di una figlia, forse ad altri figli più grandicelli privati della madre. L’idea della morte improvvisa ed accidentale aveva sfiorato anche me al tempo della gravidanza. Essendo nubile, avevo voluto cautelarmi, nel caso la signora con la falce mi avesse fatto visita. Andai da un avvocato per informarmi sul da farsi e firmai un documento dove riconoscevo il figlio che sarebbe nato…prima della nascita. Col senno di poi, lo stratagemma può fare sorridere e sembrare eccessivo, ma allora mi sembrò la cosa giusta da fare, per prevenire ipotetiche intromissioni della malasorte. Vero che la nascita viene chiamata lieto evento. Quasi sempre è così, ma purtroppo non sempre. Inoltre ritengo sia giusto dare credito alla comunità di scienziati che da molti mesi si arrabatta per limitare i danni della pandemia. Il problema sussiste, le vittime del covid sono ancora molte. Ma molti sono quelli che il problema l’hanno superato. Anche evitato, vaccinandosi.

Una bella storia

Sono arrivati in Italia Munzir e Mustafa, protagonisti della foto simbolo del conflitto siriano: il padre ha perso una gamba per lo scoppio di una bomba, il figlioletto è nato senza arti inferiori e superiori perché la madre, quand’era in cinta ha respirato gas nervino. Lo sento al telegiornale, che già si era occupato del caso. Lo scatto ha vinto il Siena International Photo Awards 2021, prestigioso concorso fotografico cui partecipano artisti di 163 Paesi ed è opera del fotografo turco Mehmet Aslan: reggendosi su una stampelle il padre solleva il figlio di cinque anni, in un momento di tenerezza. Adesso padre e figlio saranno seguiti dal Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio (BO), che accoglie ogni anno 11.000 pazienti. Una storia dura che potrà avere un seguito positivo. Il percorso riabilitativo non sarà tutto rose e fiori, ma almeno è stata offerta a padre e figlio la possibilità di una vita meno complicata, attraverso delle moderne protesi. La loro storia offre anche l’occasione di riaccendere i riflettori sul dramma internazionale della Siria, paese sconvolto e distrutto da una guerra che dura da più di un decennio (iniziata il 15 marzo 2011). Ritornando alla foto e anche al video disponibile sul web, impossibile non farsi prendere dagli occhioni vispi e dalla vivacità del bambino che si muove come un gatto amputato e curioso. Del padre 35enne intuisco la pena per il figlio, ora sostenuta dalla speranza di poter migliorare la condizione di entrambi. Oggi è la giornata mondiale degli abbracci: sembra una ricorrenza risibile, di questi tempi appesantiti dalle restrizioni sanitarie. Ma la foto dell’abbraccio gioioso tra padre e figlio, pur limitati nel fisico è indice di quanto e come il vero amore scavalchi ogni ostacolo.

Evviva il cinema!

Oggi 20 gennaio Giornata Mondiale del Cinema Italiano. La data coincide con quella della nascita del regista italiano Federico Fellini (Rimini, 20 gennaio 1920 – Roma, 31 ottobre 1993). Scopro che nel mondo vengono girati oltre 2500 film all’anno, di cui una parte notevole prodotti o girati proprio in Italia. Premesso che il cinema è considerato la settimana arte, perché fu l’ultima ad essere inventata tra le forme artistiche e di spettacolo, a me piace molto andare al cinema, anche se dovrei usare il tempo al passato, in quanto causa pandemia l’ultimo film visto sul grande schermo risale a diversi mesi fa. Serapia potrebbe confermare, visto che mi accompagnavo a lei nel piacevole passatempo, che era anche un modo per scambiarci idee. A suo tempo avevo anche fatto l’abbonamento estivo per vedere le programmazioni al Giardino Parolini di Bassano, un’oasi verde all’ingresso della città, dove potevo osservare le lucciole svolazzare davanti allo schermo gigante e sentire le rane nel laghetto vicino al bar: bei tempi! Quando insegnavo e avevo la cattedra col tempo prolungato, ho visto parecchi film insieme con i miei studenti che non si limitavano a godere del prodotto ma erano tenuti ad analizzarlo, rispondendo a una scheda divisa in tre sezioni: un lavoro impegnativo per me e per loro, che spero li abbia resi “protagonisti” e non solo passivi spettatori. Ricordo alcuni titoli di film proposti: Pomodori verdi fritti alla fermata dell’autobus, Philadelphia, Il postino, La ragazza con l’orecchino di perla, Il mandolino del capitano Corelli…lezioni diverse, permeate da condivisione e varie emozioni. Adesso mi devo accontentare di ciò che offre il piccolo schermo che non è poi sempre male. Basta cercare, selezionare…e contare sul futuro!

Una donna a capo del Parlamento Europeo

Un bel compleanno davvero per la neoeletta Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola! Già vicepresidente e presidente a interim dalla morte di David Sassoli, di cui prende il posto. Eletta il giorno del suo 43esimo compleanno, è la più giovane presidente della storia a guidare il Parlamento Europeo. Dopo la sua proclamazione, i deputati le hanno cantato “Happy Birthday”: doveroso e simpatico pensiero. Maltese, mi è piaciuto che abbia parlato in Italiano, per rendere omaggio al suo predecessore che lei ha definito “un campione di democrazia”. Mi fa piacere che sia una donna, cui auguro di lavorare bene. Un’agenzia Ansa titola “Da Malta a Strasburgo, sempre più donne ai vertici Ue”, sottolineando che la neoeletta è la “prima esponente della generazione Erasmus ad occupare la carica più importante del Parlamento europeo”. Orbene, significa che i tempi sono maturi in Europa. Dove c’è anche l’Italia che a breve potrebbe portare una donna al Quirinale. Magari! Non perché sono donna, ma perché credo che diverse donne ne abbiano le capacità…ma che i tempi per noi non siano ancora maturi. Meglio se mi sbaglio. Certo che una donna al Quirinale sarebbe una grande novità e un segno di lungimiranza. Si sussurra un nome…staremo a vedere. Il Parlamento italiano si riunirà il 24 gennaio in seduta comune per eleggere il successore di Sergio Mattarella, che sarà il 13esimo Presidente della Repubblica Italiana per i prossimi 7 anni. A me piace sia il numero 13 che il numero 7: incrocio le dita e spero che portino bene!

Hobby invidiabile

Ci sono dei documentari che sollevano lo spirito. È quello che mi succede mentre mi preparo il caffè del pomeriggio, quando la trasmissione Geo (in onda dal 1984) condotta da Sveva Sagramola manda in onda (ieri) un servizio sulle rose antiche. Girato nella Valle dello Scrivia, in Liguria è uno spettacolo per gli occhi e perfino per le narici, potendo immaginare l’intenso profumo dei fiori, da cui si ricavano: lo sciroppo calmante per la tosse con proprietà energetiche e depurative, e l’acqua di rose. Invidio cordialmente padre e figlia, proprietari del roseto oggetto del servizio, la loro attività tra le rose, coadiuvati dagli asinelli che portano le ceste con il profumato carico raccolto all’alba. La signora dà pure la ricetta per ottenere lo sciroppo di rose antiche, i cui ingredienti sono: petali freschi, acqua, zucchero, limone. La procedura richiede però che i petali siano stati raccolti al momento giusto e adeguatamente essiccati; più facile a dirsi che a farsi. Disponendo non di un roseto, ma di numerose piantine di rose antiche distribuite nell’ingresso di servizio a casa mia, anch’io a suo tempo mi cimentai nel tentativo di produrre lo sciroppo di rose, che ottenni in piccole quantità, travasate in boccettine da regalo, con tanto di foto: un dolce ricordo! Tornando al servizio, la coltivatrice delle rose, a un certo punto dell’intervista ha fatto vedere un grillo addormentato tra i petali, ragion per cui non raccoglie il fiore e lascia l’ospite dormire beato per un paio di giorni in quel talamo speciale. Delicatezza che ho molto apprezzato e invidiato. Infatti mi chiedo: ci sarebbe un letto altrettanto accogliente? Forse è anche per questo che il frinire del grillo è considerato presagio di fortuna…

Sant’Antonio Abate

Oggi, 17 gennaio, Sant’Antonio Abate. Protettore delle attività agricole e dell’allevamento, non va confuso con Sant’Antonio da Padova. Detto anche Sant’Antonio il Grande, Sant’Antonio d’Egitto, Sant’Antonio del Fuoco, Sant’Antonio del Deserto, Sant’Antonio l’anacoreta (eremita) nasce in Egitto il 12 gennaio 251 dopo Cristo dove muore il 17 gennaio 356, quindi ultracentenario. Figlio di agiati agricoltori cristiani, rimasto orfano distribuisce i beni ai poveri e si ritira a vivere nel deserto egiziano, dedicandosi alla preghiera. Raggiunto dai devoti, si dedica ai sofferenti, operando guarigioni ed esorcismi, specie per gli afflitti dal fuoco sacro, noto anche come fuoco di Sant’Antonio, malattia provocata da una intossicazione alimentare, curata in antichità con il grasso del maiale. Per questo il santo viene rappresentato con accanto il maiale ed è invocato come patrono dei macellai, salumai e degli animali domestici, ragion per cui gli dedico il post odierno perché considero gli animali domestici parte integrante della famiglia. Affinità con San Francesco me lo rendono simpatico, come tutti gli estimatori delle creature, con e senza aureola. Nel paese vicino, a Cavaso del Tomba nel giardino delle Suore Dorotee, fin prima dell’epidemia, in questa giornata venivano portati vari animali per la benedizione, con intrattenimento gastronomico, fuoco d’effetto acceso dentro un tronco, strette di mano e incontri salutari. Purtroppo la bella iniziativa, giocoforza è stata sospesa. Mi auguro riprenda nel prossimo futuro. Nel frattempo raccomando al santo i miei amici pet: cane, gatto e canarini che ora stanno cantando, suppongo felici di godersi un paio d’ore di sole.

Le regole valgono per tutti

La prima cosa che faccio da sveglia è accendere la radio. La prima notizia che sento stamattina alle sette riguarda l’espulsione dall’Australia del tennista serbo Novak Djokovic, che non può partecipare domani all’Aus Open. Se ne parlava da giorni, il suo appello è stato respinto e lui espulso “per motivi di salute pubblica”, in quanto non è vaccinato. Le regole sono regole, per tutti. Forse il campione sperava in sconti legati alla popolarità. Credo che ora dovrà affrontare diversi problemi e anche una perdita di credibilità, perché una cosa è l’abilità in un settore e un’altra come promuoverla correttamente. Senza aver approfondito il caso, a naso la mia simpatia va per l’Australia che non si è fatta condizionare dalla fama del tennista. Sullo sport non sono un’esperta. Salvo ricordare con piacere un periodo quando mi ci ero accostata, avendo i campi da tennis dietro casa, a Possagno. Ci portavo mio figlio ragazzino: mentre lui seguiva le lezioni di un istruttore, io mi godevo il panorama circostante, seduta su una panchina per gli spettatori. Trovavo rilassante il tic toc della pallina gialla che rimbalzava da una racchetta all’altra, ho anche provato a giocarci anch’io, ma è durato poco. Comunque le palline da tennis sono ancora nei paraggi, custodite nel contenitore dietro la porta dello studio, a ricordarmi che muoversi è importante, comunque lo si faccia. Con l’età cambiano i gusti e le risorse fisiche diminuiscono, ma resta sempre valido il motto latino “Mens sana in corpore sano”. Anche oggi c’è il sole e farò una ossigenante passeggiata. Buon relax a tutti!

Pensieri in libertà

Esco subito dopo pranzo, con Astro. Approfitto del sole che nelle ore centrali è gradevole, basta evitare i posti in ombra perché lì il discorso cambia. Azzardo un breve tratto in salita, a ridosso dei campi…non so chi dei due sia più affaticato: lui, l’amico a quattro zampe va per i 18 anni, io uso ancora la stampella, dopo l’intervento di artoprotesi di due mesi fa, perché ancora non mi fido e non mi sento del tutto riabilitata. Certo dieci anni fa era tutto diverso: camminavo con due cani (Astro più Luna, la mamma) che mi strattonavano a destra e a sinistra, facevo un percorso più lungo e impervio, rientravo dopo circa tre quarti d’ora, ridotti adesso a una ventina di minuti. Comunque meglio di niente, forse ho affinato lo spirito di osservazione e mi accontento di quello che vedo: un cielo terso che di più non si può, Pratoline e fiorellini di Veronica (occhi di Madonna), con qualche fiore di Tarassaco…tra un paio di mesi ci saranno le Viole! Basta avere pazienza…e tempo. Noto che le case sono disposte a est-ovest, come la mia sul lato interno della strada, mentre sul lato opposto sono disposte a sud-nord: vent’anni fa non avevo pensato che la cucina a sud sarebbe stata più luminosa e nemmeno a tante altre cose. Comunque sto bene qui a Castelcucco, paese accogliente che si è ringiovanito e la casa è diventata il mio buon rifugio, sebbene non mi consideri una casalinga. Certo la pandemia ci ha costretto a diventare più riservati e solitari, ma anche a rivedere le nostre priorità, uso del tempo compreso, che non va sprecato come dice un mio amico. Mentre sto per rientrare, penso che siamo alla metà del mese e tra poco inizieranno le consultazioni per eleggere il tredicesimo Presidente della Repubblica Italiana. A me il numero 13 piace: incrocio le dita e che Dio ce la mandi buona.