San Benigno

Il mio calendario riporta come santo del giorno San Benigno; il nome proprio, al minuscolo è un aggettivo che significa buono, benevolo, amabile, mite… Riguardo all’etimologia, deriva dal latino benignus, formato da bene cioè “bene” e da gignere ossia “generare”, quindi significa “che genera il bene”. È il santo appropriato per presentare le due persone per le quali ieri ho fatto i muffin: la mia amica Marcella, sempre disponibile e affidabile, e Gina, la nonna di Manuel che oggi spegne…un bel numero di candeline! Tanti cari auguri alla signora coi capelli grigiazzurri (il riferimento alla fata dai capelli turchini non è casuale) che ho “adottato” come parente e tanto di cappello a Marcella, che se serve si occupa anche della mia chioma. In questo periodo di convalescenza mi fa soprattutto da autista e da spalla, dopo essersi occupata dei miei amici animali durante la degenza in ospedale. Riconosco che questo periodo di parziale inabilità mi ha fatto toccare il cuore di diverse persone, che costituiscono la tessitura della mia rete affettiva. In presenza o tramite messaggi e telefonate mi sono state vicine, trasformando un periodo potenzialmente difficile ed impegnativo in una mezza vacanza, come l’ha definito Lara, la mia storica parrucchiera (ma lei è ancora giovane). Valutando com’è andata la prima fase della mia convalescenza, ammetto che ho raccolto molto più di quanto ho dato: dovrei aprire una pasticceria, per ricompensare quanti mi hanno dimostrato attenzione e affetto. Credo che San Benigno abbia un occhio di riguardo anche per me, da come sono andate le cose. Pertanto oggi è un’ottima vigilia della festa della Madonna della Salute, cui mi raccomando e raccomando i miei amici. Gina fa da apripista, dato che oggi è il suo compleanno: auguri di ❤️ e grazie tante agli amici vicini e lontani!

Artista senza età

Oggi sono in ritardo: mattinata dedicata alle cure riferite al recente intervento e alla dolceria, come chiamo la realizzazione dei muffin, infornati in doppia dose e con due ripieni diversi, destinati a due persone speciali che svelerò domani. Ricollegandomi al post di ieri, dove ricordo la “ricetta” di Schopenhauer per elevarsi: arte, morale, ascesi… mi concedo una ripassatina delle mie poesie recenti e ne scelgo una, che trascrivo per dare sostanza al mio pomeriggio volto frettolosamente al crepuscolo. Il titolo la dice lunga: Artista senza età. L’ho composta un paio di mesi fa, dopo aver conosciuto Pio Zardo, un anziano signore dal cuore fanciullo che ancora dipinge e recita a memoria le poesie. Una testimonianza invidiabile di creatività e di longevità, che sarebbe un dono potessi copiare. Ecco il testo: Se avrò la fortuna/d’invecchiare/vorrei diventare/tale e quale l’artista/smemorato/del tempo e dello spazio/alla sua opera/applicato/con fanciullesca/tensione./La creazione/prende vita/sotto le flessuose dita/intinte nel colore/mentre il cuore/dell’artista/senza età/vaga tra una/e l’altra amenità//. Se vi va, ditemi cosa ne pensate. Grazie, a domani!

Diamo voce alla Filosofia

Oggi 18 novembre 2021 Giornata Mondiale della Filosofia. Creata dall’Unesco, fu celebrata la prima volta nel novembre 2002. Filosofia deriva dalla parola greca phílosophía, che significa “amore della saggezza” e si occupa dello studio della natura, della realtà e dell’esistenza: aspira a cogliere il senso stesso della vita e ci fornisce gli strumenti per un pensiero critico, analitico e creativo. Personalmente ritengo che il ruolo della Filosofia in questo lungo periodo di crisi non sia marginale, anche se ai tempi del Liceo circolava la frase accomodante: “La filosofia è quella cosa con la quale e senza la quale si vive lo stesso”. Suppongo sia stato un buontempone a metterla giù. Come professore di tale disciplina, circa un paio di ore a settimana, avevo Roberto Roberti, che già nel nome evoca qualcosa di speciale. La materia non mi dispiaceva, anche se non mi sono appassionata, privilegiando la Letteratura in generale: greca, latina, italiana e un cenno di staniera. Le mie simpatie andavano per Arthur Schopenhauer (filosofo tedesco, 1788 – 1860), per un’identità di sentire, più che di pensare. Fautore del “pessimismo cosmico”, individua tre vie di liberazione dal dolore: l’arte, la morale e l’ascesi…che non mi pare male. Sue queste frasi: “Non v’è rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l’intervallo”; !”Dall’albero del silenzio pende il suo frutto, la pace”; “Solo la luce che uno accende a se stesso risplende in seguito anche per gli altri”. Poi all’Università mi sono iscritta alla Facoltà di Lettere e Filosofia, con Laurea in Lettere moderne, conseguita giusto 45 anni fa (era il 30/11/1976; ero una ragazzina di 23 anni… Adesso che ci penso, credo che le lezioni di Filosofia siano state produttive più da adulta che da studente liceale, nel senso che hanno agito nella formazione del mio carattere, come l’acqua che scava nella roccia. Perciò ben venga una giornata che invita ad interrogarci su chi siamo e dove andiamo. Alla ricerca di una identità nel mondo che cambia.

Longevità

Seconda puntata al bar con le stampelle. Sfoglio di fretta il quotidiano, in piedi per non affaticarmi, giusto il tempo di riassaporare il cappuccino, con il decoro di un fiore gentile fatto dalla gentile titolare Gabriella. Mi spiace che lei abbia a che fare con un dolore alla spalla…giusto per condividere qualche “magagna” e confortarci a vicenda. Secondo me, il servizio al tavolo (che io consumo più comodamente su uno sgabello alto con la seduta rossa) prevede anche uno scambio emozionale con la clientela, che in questo locale avviene. D’altronde il bar non è una biblioteca dove prevale il silenzio. Mi colpisce una notizia che riguarda un compleanno speciale in zona: compie 100 anni una signora, di cui mi sfugge il nome, ospite della Casa di Riposo Aita di Crespano del Grappa. Un traguardo ambìto, ma da pochi raggiunto. Leggendo il trafiletto dedicato alla centenaria che sarà festeggiata sabato, estrapolo una notizia in controtendenza: l’unico figlio della signora è mancato qualche tempo fa, quindi si è verificato un passaggio di consegne, per così dire anomalo, perché naturalmente il genitore dovrebbe andarsene prima del figlio. Non so se la signora abbia parenti che la sostengano, me lo auguro. Di certo la comunità le avrà costruito attorno una rete affettiva di supporto che allevierà le sue pene. Diciamo che la notizia su cui mi sono soffermata è dolce e triste insieme: dolce per la longevità della signora, triste perché non le è stato risparmiato un grave lutto. Personalmente sono molto attratta dai vecchi invecchiati bene, che ritengo una miniera di risorse. Che un figlio muoia prima di un genitore mi pare uno sberleffo del destino, ma è successo e succede. Concludo con un pensiero posto sotto il titolo del mio ultimo impegno letterario POST PER UN ANNO: Ieri è storia, domani è mistero, oggi è un dono. Pertanto godiamoci ciò che ci offre la vita, senza fare progetti a lunga scadenza, questi in mano al destino o alla Provvidenza.

Sulla competenza

Nella sua rubrica “PASSIONI E SOLITUDINI” di ieri, lunedì, Alessandra Graziottin auspica “Il ritorno della competenza per migliorare la nostra vita”. Leggo l’articolo al bar, in piedi con le stampelle quasi appiccicate addosso, la prima uscita dopo l’intervento. Consumo un crodino perché sono le undici, gusto l’oliva e sorseggio l’ambrato aperitivo che trovo delizioso. Gabriella, la titolare, è appena andata via. Volevo ringraziarla di aver chiesto mie notizie. A breve, riprenderò le mie vecchie abitudini e potremo scambiarci i complimenti. Certo l’umore recuperato aiuta, l’articolo della specialista mi prende e lo adotto in pieno. Già la parola “competenza” è illuminante e la citazione di Antonio Gramsci ci sta a pennello: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”. Secondo la sessuologa, la voglia di competenza sta crescendo, sostenuta dall’aumento di chi legge libri, e si sa quanto faccia bene allenare la mente a pensare. Palese è l’invito a studiare, conoscere, approfondire… per garantirsi una buona salute fisica e mentale. “Meno turpiloqui e banalità e più approfondimento, prima di argomentare”, suggerisce la dottoressa che porta come esempi, sul fronte dello sport gli atleti che hanno vinto in svariate discipline e le Farfalle della ginnastica ritmica. Successi che sono frutto di tanto impegno, perseveranza, sacrificio, prima di tradursi in competenza tecnica e ricchezza umana. Infine, un invito a coltivare i talenti che ognuno si ritrova, per contribuire in prima persona al benessere della comunità. Senza demandare ad altri, “esercizio” in cui cadiamo spesso.

Fisioterapia e Natura

Non pensavo che le sedute di fisioterapia fossero così rilassanti. Adesso che la riabilitazione me lo impone, mi gusto questo momento della giornata come un’iniezione di energia e di fiducia. Fa quasi tutto Federico Zalunardo, il fisioterapista, un uomo dal fisico prestante e dalle mani dolci, che ho cercato con il lanternino, sfruttando il passaparola. Anche il posto dove esercita ha il suo peso: in mezzo ai campi, in una struttura adattata alla professione, accogliente come una sobria spa (non sono esperta, ma ho frequentato volentieri quella delle Terme di Bibione): pareti arredate con sinuose tavole di legno, musica soft, finestroni affacciati sui campi circostanti, la cui visione predispone già al relax. Silenzio circostante e voce rilassante del professionista sono un valore aggiunto alla prestazione specialistica. Non so quante sedute farò, dipende da come reagisco. Il fisioterapista è contento di me e io di lui: finché servirà, ci torno volentieri. Mi accompagna un volontario/a del Servizio Sociale del Grappa, struttura che rappresenta un’altra risorsa del nostro territorio, alimentata da persone del posto con cui ho l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere durante il tragitto da Castelcucco a Pieve del Grappa, ammirando il foliage di questa stagione agli sgoccioli: sabato era uno spettacolo cromatico unico, di foglie rosse, gialle, verdi viranti a tonalità più leggere…una tavolozza degna di un eccellente pittore. Anche a casa mia seguo il processo di spogliazione delle piante: il ciliegio giapponese si è alleggerito, il nocciolo pure…regge bene il glicine, il mio rifugio letterario, anche se non ci stazioni più sotto. Ma tornerà la bella stagione e il ciclo vegetativo riprenderà, speriamo senza traumi per la Natura che rimane la nostra prima casa.

Una bella notizia

Abbiamo bisogno di belle notizie e di buoni esempi, come quelli testimoniati dai 33 eroi civili premiati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per il senso civico dimostrato e la rete di sostegno che hanno saputo tessere. Sono rappresentate tutte le età: dai 26 anni di Martina Pigliapoco, Carabinieri di San Vito di Cadore (BL), al 91enne Giancarlo Dell’Amico che ha ceduto ad altri la sua dose di vaccino. Dietro ogni persona una bella storia, come quella che riguarda Mohamed Alì Hassan, cameriere somalo padre di sei figli che ha trovato un portafoglio e l’ha restituito al legittimo proprietario. C’è chi si è impegnato per la promozione della cultura e chi per la risocializzazione dei detenuti. Mi piace che queste onoreficenze siano conferite da Mattarella “motu proprio” che traduco liberamente “senza ingerenze”. Le motivazioni si possono leggere in internet e scalda il cuore sapere che il buono c’è, anche se spesso prevaricato dal male. La cerimonia di consegna delle onoreficenze si svolgerà al Palazzo del Quirinale il 29 Novembre 2021 alle ore 11, ma per allora credo e spero saranno compiuti altri atti di generosità, che passeranno sotto silenzio ma sono altrettanto preziosi e da incentivare. Non a caso l’altro ieri era San Martino, il cui spirito di servizio aleggia in tanto volontariato. La stagione più bella è quella che illumina di luce materiale e spirituale il proprio percorso, in compagnia dei propri simili.

I miei pets

Ieri ho fotografato una rosa, varietà rustica, di un bel colore magenta, frutto di un innesto effettuato da mio figlio su una precedente pianta ad alberello. Abbastanza raro che sia fiorita a metà novembre, per me messaggera dell’affetto felino di Puma, sepolta sotto, dopo undici anni di affiatamento e complicità. Ho avuto molti gatti ma con lei c’era un feeling particolare. E poi era nera, dalle orecchie alla coda, con un suo portamento regale. Quello che immagino sono probabili proiezioni del pensiero cui do sostanza, ma sono certa che la mia sfortunata gattina, sofferente di cuore verrebbe volentieri ad accoccolarsi sulle mie gambe, come faceva in vita. D’altronde, non diceva Lavoisier, iniziatore della chimica moderna: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma?”. Se Puma si è rimessa in gioco, trasformandosi in cinque teneri petali fatti a cuore è bellissimo immaginarlo. Il mio rapporto con gli animali è di lunga data e davvero non vivrei bene senza occuparmene. Di sicuro loro danno a me più di quanto io sia a loro. Talvolta, anzi spesso Grey mi fa arrabbiare perché è insaziabile e ruba la pappa al cane che è troppo buono. Lui adesso mi fa cadere le stampelle perché ha la cataratta e ci sbatte contro, ma non si spaventa perché è sordo: però mi fa tanta compagnia. Quando russa sotto il tavolino del sa!otto, disteso per traverso sul cuscinotto a quadrettono mi fa pure ridere. Viaggia verso i 18 anni e ogni giorno che viviamo insieme è un dono del Cielo. La giornata dei canarini è più breve perché segue il corso della luce: al crepuscolo si appisolano sulle sbarre più alte della voliera…e fanno già Natale, tondi e gialli come sfere dell’albero. Come faccio a sentirmi sola, in compagnia dei miei Pets?

Il fiore della gentilezza

Domani 13 novembre, Giornata Mondiale della Gentilezza, nata in Giappone grazie a un movimento fondato nel 1988 a Tokyo e da lì diffusasi in tutto il mondo. È osservata in molti paesi, tra cui Canada, Australia, Nigeria ed Emirati Arabi Uniti. In realtà domani sarà la giornata clou, essendo in corso la Settimana dedicata alla Gentilezza, su cui mi interrogo. Ne sento parlare in tivù e raccolgo le idee: mi viene facile, perché in questa settimana ho avuto la testimonianza di diverse persone gentili che mi hanno supportato durante la prima fase della convalescenza: Marcella ha servito i miei amici animali durante la degenza in ospedale e mi ha portato dalla parrucchiera; Lara mi ha fatto la piega quasi fuori orario; Lucia è venuta a trovarmi più volte, portandomi conforto e il giornale; Pia mi ha salvato dalle calze costrittive e ha addolcito la mattinata con biscotti artigianali e ovetti di cioccolato; Norina è venuta ad accertarsi sulle mie condizioni di salute, con un omaggio floreale. Ho ricevuto gradite telefonate e messaggi augurali da diverse persone… e stamattina ho rivisto Manuel, di ritorno dalla sede universitaria, con la mamma Nadia che reggeva una gradita pianta di colore viola. Tra l’altro pare che il viola sia il colore della gentilezza perché fonde il rosso (fuoco, amore) con il blu (tranquillità). A questi “intimi” e a quelli che mi sostengono in privato, aggiungo i volontari di recente conoscenza, che fanno un invidiabile lavoro egregio: Mary, Elvira, suo figlio Luigi (mio ex alunno di vent’anni fa, ora ingegnere) e una ragazza di cui ignoro il nome, il papà di Michele, chi ha consegnato il pranzo mercoledì mentre ero a togliere la sutura…altri volontari seguiranno nei prossimi giorni. Ora mi chiedo come posso restituire il bene della gentilezza e mi viene “fisiologico” usare le parole: 10 100 1000 grazie. Appena sarò ristabilita, intendo fare qualcosa di concreto per trasmettere sensazioni positive, perché se il bene circola è meglio. Grazie amici e contatti vari, per la vostra gentilezza. Vi auguro di riceverne in gran copia, non solo oggi!

San Martino

La chiesetta di San Martino a Castelcies di Cavaso del Tomba è un piccolo gioiello incastonato su un’altura da cui si distende un panorama mozzafiato sui paesi vicini. Prima del covid nella giornata odierna lassù si faceva festa, con pranzo sotto al tendone, giochi pomeridiani, visite alla chiesetta, incontri culturali dentro e fuori. Tutto ridimensionato, causa emergenza sanitaria. Anch’io ho avuto il piacere, anni fa di leggere alcune poesie nel pregevole edificio, che trasuda semplicità e pietà, come deve essere capitato a chi ricevette sostegno dal soldato romano che donò metà del mantello al povero. Bella storia e bella chiesetta, giustamente apprezzate da chi ama il bello, quello che si vede e quello che si sente. Mi sembra appropriato paragonare l’atto di generosità del santo all’attività dei volontari, di cui sto usufruendo in questo periodo di convalescenza, dopo l’intervento per la protesi d’anca. Dovendo camminare con le stampelle per circa un mese, mi giovo del Servizio Trasporti e del Servizio Pasti a domicilio del Servizio Sociale del Grappa: una opportunità che allarga il cuore e nutre la mente! Volontari che fanno onore a San Martino e testimoniano la bellezza di donare agli altri parte del loro tempo. Abili anche nel risolvere contrattempi dell’ultimo minuto, tipo quello capitato a me. Per un imprevisto, la seduta del pomeriggio è stata anticipata alla mattina: per me non è un problema, mi verrà in soccorso un’amica o mio figlio…che però sono impossibilitati per loro impegni. Attendo risposta dal Servizio Trasporti: in men che non si dica risolve il problema, inviandomi Claudio, un giovanotto con barba e mascherina, alla guida di un Doblò adattato per disabili. Che dire? Sono meravigliata da tanta efficienza e contenta di poterne usufruire. Appena mi sarò rimessa, vedrò di restituire in qualche modo, magari attingendo alle mie risorse letterarie ciò che mi è stato donato.