Tramonto e tramonti

Nato il 13 ottobre 1941, il cantautore chitarrista e attore statunitense Paul Frederikpc Simon compie oggi 80 anni. I genitori ebrei di origine ungherese erano Louis, un celebre bassista e Belle Simon, una maestra elementare. Curioso che all’inizio della carriera musicale, il duo formato con l’amico Art Garfunkel si chiamasse ” Tom & Jerry”. Appassionato di rock and roll, tra il 1957 e il 1964 scrisse incise e pubblicò più di trenta canzoni. Tralascio il resto della biografia per dire che ha suonato la celebre The Sound of Silence durante il memoriale in ricordo della tragedia dell’attacco al WTC dell’11 settembre 2001. Ho ascoltato il brano, in altre occasioni sentito senza sapere di chi fosse, perché non sono una cultrice di musica americana e poco tempo avevo da dedicare a questa forma d’arte in età giovanile e poi da adulta. Da pensionata devo dire che è bello riempire dei vuoti e recuperare suggestioni ed emozioni confinate nel passato. Oltretutto questo artista dimostra grande vitalità, gli auguri che gli giungono da ogni dove sono giustificati e meritati, testimoniando quanto sia salutare invecchiare con un interesse artistico. A mio dire, una buona vecchiaia si accompagna alla pratica di un hobby che ci solleva da terra quel tanto che basta per sentirsi allegri dentro, o almeno leggeri. Senza pretesa di piacere a tutti, ma assecondando un bisogno interiore. Dato che anch’io ho intrapreso il viale del tramonto (bellissimo evento naturale), ammetto di farmi molta compagnia con la scrittura e di provare soddisfazione nel condividerla. Ringrazio il mio pubblico di lettori e di commentatori che è piuttosto ristretto ma di grande conforto. Per me vale come una 🏅

Incontro

Stamattina (ieri) faccio uno strappo e vado a fare colazione nel paese vicino, in un rinomato bar pasticceria: mi colpisce il pavimento, lucidissimo, ma mi rammarico per l’assenza dei giornali. Rimedio con il mio tablet, in attesa del cappuccino e della croissant vuota, che mi riempiono di marmellata all’albicocca. Mentre mi alzo per pagare, mi avvicina una signora bionda che non conosco: mi dice che è amica di Serapia e che legge sempre il mio blog! Sono piacevolmente stupita e riconoscente verso questa lettrice, che si chiama Rosanna e ha avuto la delicatezza di presentarsi per farmi un complimento che apprezzo molto. Le ho consegnato un mio biglietto da visita, invitandola a commentare i post. Se vuole leggere i miei romanzi, basta che mi contatti tramite mail adacusin@gmail.com oppure sito http://www.adacusin.com Come è vero che la felicità viene dalle piccole azioni…grazie Rosanna di avermi espresso simpatia e apprezzamento. Come ho dichiarato in altre occasioni, scrivere è la mia cifra, la linfa che mi scorre nelle vene, la vitamina quotidiana, la “mia malattia” secondo il mio compianto professore di liceo. Quando la condivido con gli altri, diventa la mia cura. Perciò grazie ai lettori che mi tengono in salute. Ho anche altri hobbies: la fotografia, la poesia, il buon cinema, coltivare buone relazioni, leggere… ultimamente trascurato a vantaggio della produzione. Da poche ore sto pensando a un Concorso letterario in memoria di Gianna De Paoli, una cara collega coetanea, prematuramente scomparsa alla vigilia della pensione, nel maggio 2014. Se qualcuno può darmi suggerimenti al riguardo, ne farò buon uso. Anche Gianna era una letterata, lei capirà!

Problemi di bellezza

È consuetudine per me gustare il primo cappuccino sentendo le notizie alla tivù verso le sette. Dopo le dieci esco al bar per assumere il secondo, in compagnia di altri avventori e del quotidiano che indago per bene. La notizia su cui intendo riflettere oggi mi giunge dallo schermo e sarebbe futile, se non nascondesse un dramma che riguarda la bellezza violata. Vengo al caso: Linda Evangelista, famosa top model degli Anni ’90 di origine canadese è stata sfigurata da trattamenti che avrebbero dovuto preservarne la bellezza, ora irrimediabilmente compromessa nonostante interventi chirurgici che non le hanno restituito l’aspetto originario. Da mesi la modella vive nascosta ed è caduta in depressione, vergognandosi del suo aspetto deturpato. Ora è uscita allo scoperto e pare abbia chiesto uno stratosferico indennizzo per quanto capitatole. Questa la cronaca di un fatto molto grave, occorso a molte persone anonime che si sono affidate al bisturi per dimagrire e\o migliorare un aspetto oggettivamente sgradevole o che loro vedevano tale. Mi soccorre il detto che la bellezza è interiore, non solo per consolarmi perché madre natura è stata piuttosto avara nei confronti del mio aspetto (cui non bado molto), quanto perché sono convinta che la troppa bellezza sia un impedimento per esprimere altre potenzialità, ovviamente se ci sono. Un’icona in questo senso rimane per me la grande Anna Magnani, affezionata alle sue rughe costruite durante gli anni. Senza nulla togliere al merito dei bravi chirurghi estetici, che ci sono e alla scienza benefica. Ma gli sbagli si pagano, sia quelli prodotti sul viso/corpo che sull’anima.

Un allievo modello

Oggi lunedì, il mio giorno settimanale preferito, è un giorno speciale per Manuel, il mio “factotum” che compie la bellezza di anni 21; ai miei tempi coincideva con la maggiore età. Come lui sa, nel suo caso andrebbe almeno triplicata, non per aggiungere anni, ma per le svariate esperienze fatte nel frattempo, messe anche a mia disposizione per risolvere numerosi problemi in casa: ho avuto il piacere di averlo come elettricista, idraulico, falegname, tecnico audio-video, esperto di pc, autista, grafico… soprattutto come presenza umana cordiale e disponibile, oltre che ex allievo speciale. Diciamo che nel tempo è diventato lui il mio maestro, supportandomi nel disbrigo di una quantità di impicci domestici. Oggi inizia la frequenza di un corso universitario a Cesena e potrà finalmente dedicarsi ai suoi studi di Ingegneria Elettronica, senza essere subissato di chiamate mie e altrui, cui certo non si sarebbe negato. Merito del suo DNA e dell’educazione ricevuta dai suoi genitori. Adesso che ci penso, averlo conosciuto sui banchi delle medie e poterlo frequentare da studente universitario intraprendente è un bel dono che mi viene dall’insegnamento e dalla pensione. Anche il blog che ho in internet è opera sua, uno spazio quotidiano dove comunico ed esprimo opinioni su accadimenti ed emozioni. Gli dedico il post di oggi, perché Manuel rappresenta il giovane propositivo di cui c’è un grande bisogno, per nutrirci di ottimismo e di speranza, specie dopo gli ultimi 19 pesanti mesi trascorsi. So già che lui si commuoverà a leggerlo, ma questo è il mio regalo per il suo compleanno! Grazie Manuel, ad maiora!

Chi ben comincia…

Ho notato un fermento nuovo stamattina: il parcheggio vicino alla scuola occupato, finestre dell’edificio spalancate… immagino classi pressoché al completo, sorrisi dietro le mascherine, insegnanti propositivi e pazienti. La ricreazione deve essere stata bellissima, con una mattinata luminosa come quella odierna. Non ho potuto fermarmi, perché avevo un controllo oculistico e poi l’incontro con Luisa, nello stabile annesso all’ospedale. D’altronde non ho provato nessuna nostalgia perché a suo tempo ho dato. Dopo circa un anno ho potuto stringere la mano alla mia vicina di casa, ovviamente dopo la sanificazione, il controllo della temperatura, eccetera eccetera. Non siamo state al bar, come succedeva prima della pandemia, ma raccontarci le nostre cose senza l’ossessione del controllo, guardandoci negli occhi è già qualcosa. Voglio sperare che nel prossimo futuro, ci saranno altre aperture. Quello che ho percepito stamattina, primo giorno di lezioni in presenza e visita a quattr’occhi in pensionato mi fa ben sperare. Com’è andata l’estate scorsa non si deve più ripetere. A passi felpati ci avviamo verso l’ultimo miglio – come qualcuno ha detto – e verrà il giorno che ci metteremo alle spalle questo lungo tempo di forzata clausura. Intanto buon anno scolastico a docenti e alunni, e buona salute a tutti gli ospiti dei pensionati.

Una boccata di ossigeno

Ieri sono stata a Vittorio Veneto, per consegnare alcune mie opere alla Mostra del libro, nell’ambito della rassegna 1000 libri, dell’associazione Zheneda, in Rotonda di Villa Papadopoli. Già i nomi la dicono lunga, per chi non è del posto… se poi aggiungo che il navigatore ci ha portato fuori strada e le indicazioni stradali per Vittorio Veneto sono emerse superata Conegliano, lascio immaginare lo sconforto di arrivare in ritardo, quantomeno condiviso con Lucia e Manuel, miei accompagnatori. Ad attendermi un’altra Lucia, la mia gentile cugina e il Presidente dell’associazione Aldo Bianchi, che si è premurato di farmi vedere dove sarà allestita la mostra che avrà luogo da domani 19 settembre fino al 25, con interventi culturali pomeridiani, come da programma. Così scopro che tra gli artisti espositori ci sono: 3 scrittori (una sono io), 1 poeta, 1 scultore, 1 vignaiola e il gruppo archeologico del Cenedese che insieme fanno un bel grappolo invitante per chi vuole ristorarsi con la cultura. Era prevista anche la premiazione del concorso letterario collegato, slittata per problematiche inerenti ai controlli sanitari: peccato! Comunque, lo spirito della rinascita culturale è ciò che conta e che spero inonderà i visitatori della mostra. Dopo tanti mesi di isolamento, c’è bisogno di condivisione e di scambio anche emozionale: di luce interiore, suggerita dal titolo del mio ultimo scritto, Il Faro e La Luce, che propongo insieme ad altri romanzi, unitamente ad una decina di fotografie con annessa poesia. Per chiudere, al ritorno abbiamo evitato la “strada maestra” per seguire quella tortuosa ma rilassante dei colli, godendo di uno spettacolo pittoresco. Volendo, anche questa deviazione… una lezione!

Piccoli piaceri

“Il piacere è sempre o passato o futuro, e non mai presente”, è pensiero attribuito a Giacomo Leopardi, che mi sento di contraddire, almeno oggi. A parte il fatto che il poeta non era poi così pessimista come la cultura scolastica ce lo ha presentato, tant’è che aveva impulsi rivoluzionari, mi sono convinta che è il presente a dominare la mia giornata e che sono io a dovermi impegnare per farmela piacere. Sul come, ci sono diversi suggerimenti, ad esempio la sessuologa Graziottin consiglia di usare adeguatamente i cinque sensi e di fare viaggi mentali. Provo a vedere come mi sono applicata stamattina e poi tiro le somme. È sbocciato nella mia aiuola metallica un bellissimo Gladiolo color malva, che ho immortalato e posterò su Instagram: la vista è stata coinvolta e nobilitata. Questo fiore è inodore, ma mi spruzzo sulle braccia un profumo al fico e anche l’olfatto è servito. Alle 9.30 prelevo da casa sua Lucia e suono il clacson perché salga in macchina, senza farmi spegnere il motore: l’udito funziona! Abbiamo un appuntamento di piacere e di amicizia con Annamaria, in un bar-gelateria, dove gusto una coppa di gelato che elettrizza le mie papille gustative. A questo punto, il tatto rimane l’unico senso inevaso, perché baci e abbracci sono sconsigliati. Però è una soddisfazione vedere come Annamaria scarta con delicatezza la teiera verdina che le abbiamo regalato, procurandomi una sorta di tatto passivo! Beh, chiaro che il mio è un esercizio di libera applicazione dei suggerimenti della dottoressa Graziottin. La lunga introduzione, per dire che ho trascorso un paio d’ore di piacevole intrattenimento, anticipato dal buonumore che mi ha trasmesso il mio fiore spettacolare. Dati i tempi ancora di “penitenza” sanitaria, non mi è andata male. Grazie anche alla compagnia (credo che il buon Leopardi approverebbe).

Presente e Passato

Chiamatelo pure vintage. A me piace tornare a usare oggetti del passato, ci ho pure scritto il breve romanzo “Tempo che torna”, presentato lo scorso settembre, con in copertina il bel dipinto intitolato “Sguardo antico”, del mio amico Noè Zardo. Ho recuperato un piccolo registratore usato per le mie interviste da corrispondente di zona del Gazzettino risalenti a vari decenni fa, con l’intenzione di servirmene per raccogliere testimonianze utili al romanzo che sto scrivendo. Scopro che l’oggetto non è in forma, qualcosa si è rotto. Contatto Manuel, prezioso factotum, che non si stupisce e si offre di aggiustarlo. Detto, fatto! Finalmente posso sentire quello che era stato registrato nella facciata A della micro cassetta: una lezione in classe di circa trent’anni fa, una interrogazione collettiva di Geografia, su Spagna, Portogallo, Cipro e Grecia rivolta a quattro miei studenti… suppongo ora padri o madri di famiglia, con figli alle medie in tempo di dad (didattica a distanza). Ammetto che è stato emozionante: mi sono sentita grintosa, a momenti anche spiritosa. Richiamo chi fa confusione dal posto e mi scappa spesso di dire OK, che riconosco mio intercalare. Nelle soffitte polverose e nelle cantine, come è capitato a me, possono nascondersi tesori, anche materiali talvolta. Nel mio caso, si tratta di un incontro col passato che mi consente di fare una riflessione ed un confronto costruttivo col mio vissuto, per ottimizzare il presente che si trasformerà in passato domani. Certo ci vuole la chiave giusta, per non farsi travolgere dalla nostalgia e neppure dal negazionismo di ciò che era considerato valore. La via di mezzo, insomma, così come l’avevano già identificata gli antichi Latini: uno sguardo antico sui tempi odierni.

San Rocco

Oggi san Rocco. Non potevo dimenticare questa data, perché era il compleanno di mio padre e perché oggi compie gli anni Lina, cui rinnovo gli auguri. Curioso che Rocco di Montpellier (1346/1350 – 1376/1379), pellegrino e taumaturgo francese, patrono di numerose città e paesi, di emarginati, ammalati, farmacisti, volontari… cani, sia pure protettore delle ginocchia e delle articolazioni: perciò fa anche al caso mio, in questo periodo afflitta dall’artrosi. Quando abitavo a Possagno, era bello il giorno di san Rocco salire sull’omonimo colle a fianco del Tempio, dove si riversava parte del paese, per stare in compagnia e assistere alle funzioni religiose in onore del santo. Per l’occasione, si poteva anche pranzare con piatti tradizionali elaborati sul posto, in un contesto di accogliente convivialità. Era l’occasione per conoscere o rivedere qualcuno, che sceglieva il colle di san Rocco per una giornata di festa. Ma anche in solitaria, era un posto ideale per stare in compagnia di se stessi, meditare, rilassarsi. Da oltre vent’anni abito a Castelcucco e, giocoforza ho adottato altre abitudini. Ignoro se lassù oggi si festeggi, indagherò. Comunque il colle è sempre là, anticipato dal profilo di cipressi che sottolineano la Via Crucis, per chi ha gambe e voglia di raggiungere a piedi il pianoro, che si raggiunge comodamente anche in macchina. Dato che la pandemia non è ancora risolta, credo che una raccomandazione al santo del giorno non sia fuori luogo. Magari inoltrata dopo aver fatto il proprio dovere di cittadini responsabili.

Tra le righe oltre le rughe

Metti tre giovani anziane in un caldo pomeriggio d’agosto: potrebbe essere l’inizio di un racconto, con trama da definire strada facendo. Invece è la realtà: trascorrere due ore in piacevoli conversari con due compagne del liceo diventate amiche mi sembra un esordio interessante. Il tempo è un galantuomo e restituisce frutti insperati. Da studentesse non c’era competizione tra noi, ognuna presa dall’impegno scolastico, ma nemmeno un grande afflato. Credo non ci fosse neanche il tempo di frequentarci, dopo la scuola, tempi duri al liceo classico. Poi le scelte di vita, con investimenti affettivi e professionali. Ora finalmente la pensione, con spazi da riempire a discrezione e a piacere, tempo da dedicare anche al recupero delle frequentazioni passate e scoprire che è bello stare insieme, a parlare di tutto e di niente. Attenzione, non siamo fuori di testa, anzi alla testa anteponiamo il cuore e la rete affettiva si fa più solida. Due ore passano veloci. Fuori è caldo ma in salotto si sta bene, con acqua fresca e gelato ricoperto. Ho messo i baci di dama portati in dono in frigorifero perché la cioccolata non si coli… ma sono presa dalla conversazione e mi dimentico di tirarli fuori. Prima del congedo, conduco le mie amiche in giardino che non è al top, causa troppo caldo. Però la pergola del glicine ci accoglie per uno scatto dove leggo tra le righe e oltre le rughe, quant’è bella l’amicizia!