Sono orripilata da quello che il ‘Caso Garlasco’ sta scoprendo. Cerco il significato dell’aggettivo ‘orripilato’: deriva dal latino horripilare (avere il pelo irto), per una reazione estrema di paura o disgusto, sinonimo di spaventoso, terrificante, riferiti alla corruzione dell’ex pm di Pavia Mario Venditti che avrebbe ricevuto una grossa parcella per favorire l’archiviazione di Andrea Sempio nella prima indagine. Secondo l’indagine bis, Sempio avrebbe colpito e ucciso Chiara Poggi per il rifiuto di un rapporto sessuale. Delitto avvenuto nella villetta di famiglia in via Pascoli a Garlasco in provincia di Pavia, il 13 agosto 2007. Nel mentre in carcere c’è il fidanzato della sfortunata ragazza, Alberto Stasi. Più volte ho pensato alla sofferenza strabordante inflitta ai genitori di Chiara per la riapertura del caso, una sorta di fine pena mai. Il mio malessere si sposta però sul coinvolgimento del padre di Sempio per mettere a tacere a suon di banconote accertamenti sul figlio. Perché lo ha fatto? Suppongo risponderebbe per proteggerlo (da un’eventuale condanna all’ergastolo). Allora mi sorge urgente una domanda più in generale: fin dove può spingersi un genitore, per coprire le malefatte di un figlio? In questo caso si tratta della soppressione violenta di una giovane donna che oggi avrebbe 45 anni che sarebbe ancora giovane. Non vorrei essere nei panni di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, indagato per corruzione. Lasciamo perdere il pubblico ministero che ha intascato 20/30 mila euro sottobanco: di certo non fa onore alla categoria. Però al male estremo non si rimedia con il denaro. E nemmeno con il sotterfugio e la copertura. Con l’aggravante di sapere che un altro pagherà al posto dell’omicida.
Categoria: Attualità
Biennale tra arte e proteste
Sabato 9 Maggio apre al pubblico la 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, più semplicemente Biennale d’Arte di Venezia. Si tratta di una delle più importanti manifestazioni d’arte al mondo, fondata nel 1895. Giorni fa, la Giuria Internazionale si era dimessa, a causa delle tensioni venutesi a creare tra giurati, Biennale e governo italiano riguardo la partecipazione russa. Il Presidente Pietrangelo Buttafuoco ha difeso l’autonomia della Biennale, definendola un “giardino di pace”, alludendo a quello che dovrebbe essere. La Presidente Giorgia Meloni ha confermato la linea di Buttafuoco che precisa: “A Venezia non abbracciamo le armi, prepariamo la pace… L’unico veto è l’esclusione preventiva, la censura anticipata”. Come dargli torto, se l’arte appartiene a tutti? Piuttosto mi rattrista che tra i 111 artisti selezionati per questa Edizione dalla curatrice camerunense Koyo Kouoh – confermati dallo staff dopo la sua scomparsa – non figurino artisti italiani. Possibile, nel Belpaese? Poco sostegno agli artisti italiani da parte di collezionisti e galleristi? La scelta della curatrice ha privilegiato oltre misura l’arte africana? Pare che esperti, critici e operatori del mercato dell’arte non siano stupiti del disastro, da collegare a uno scadimento generale. Non sono un’esperta, ma percepisco che c’è qualcosa di vero nel tratteggiare un quadro a tinte fosche in un periodo di crisi. Ho degli amici artisti. Mi rammarica sapere che i loro sforzi non siano attrattivi ed adeguatamente riconosciuti. Mia zia paterna, Maria Cusin (1918 – 2005) era una ritrattista. In casa ho alcune sue opere. Dubito che in vita ne abbia vendute, ma considero un patrimonio quelle che allietano le mie stanze.
Pavone…e pavoneggiarsi 🦚
Abito in prossimità del camposanto, con distesa di campi a vista, poco distante dalla piazza del paese. Pomeriggio festivo abbastanza tranquillo, con tubare di tortore e abbaio di cani in lontananza. Qualche trattore in attività inquina il silenzio. Se non picchia il sole, il mio canarino canta e mi godo la lettura sotto il portico. Non so come reagirei se abitassi a Punta Marina, località balneare in provincia di Ravenna dove oltre un centinaio di pavoni crea disagi ai residenti con rumori continui e danni alle proprietà, in particolare rompendo le tegole sui tetti. Per inciso, il mio tetto è appena stato ‘revisionato’ ma dopo decennale usura e non c’entrano i pavoni. Il verso del volatile, simile a uno stridulo o grido acuto si chiama paupulo ed è un elemento di disturbo soprattutto durante il periodo degli amori. Serve per attirare le femmine…e anche le telecamere, come è stato raccontato dal programma di Rai1 “La Vita in Diretta”. I residenti si dividono tra pro e contro. Io non so da che parte starei e mi concentro sul pavone. Originario della Persia, è considerato un animale solare e rappresenta Gesù come luce del mondo. La ruota rappresenta il cielo stellato. Come racconta Sant’Agostino, la sua carne rimane sempre fresca, senza mai inputridire. Le penne della coda sono simbolo dell’universo e la loro estensione pari a quella dell’anima. In India è considerato animale sacro e re dei volatili. In epoca medievale, il pavone assume diversi significati, un simbolismo derivante dalla sua bellezza. Quando fa la ruota diventa simbolo di vanità, per il suo comportamento esibizionistico. Da qui nasce l’espressione ‘pavoneggiarsi’, ma sono sicura che il bellissimo uccello lo fa “in buona fede”.
Il “Campione dell’impossibile”
Quando ho sentito la notizia che Alex Zanardi non è più tra noi sono rimasta veramente male. Non mi considero una sportiva e meno che mai se c’entrano motori e competizioni. Ma Alex era un campione di doti umane, innate e ampliate dopo i drammi capitatigli nel corso dell’attività sportiva: l’incidente in Germania del 2001 (16 operazioni) che gli costò l’amputazione delle gambe e quello con l’handbike del 2020. Atleta di Formula 1 e Atleta Paralimpico, dotato di un sorriso spiazzante, possedeva una carica umana invidiahile. Giustamente IL GAZZETTINO gli dedica in prima pagina il titolo “Zanardi, addio uomo-coraggio”, una sorta di supereroe rinato dalle sue ceneri, sempre combattivo. “Scanzonato ed empatico, quando tutto sembrava finito trovava il modo di ripartire” afferma Luca Pancalli, ex Presidente del Comitato Italiano Paralimpico. Una persona che sapeva miscelare qualità agonistiche con qualità umane profonde. Del dottor Claudio Costa le intense parole: “Ha ridimensionato i contorni della mia anima” di medico e uomo. Aveva fondato l’associazione Obiettivo3, per il supporto agli atleti disabili. Sopravvissuto a due incidenti quasi mortali, è diventato un simbolo di autentica resilienza. Si racconta con Gianluca Gasparini nel libro Volevo solo pedalare…ma sono inciampato in una seconda vita, edito da Rizzoli. Un appassionato della vita e dello sport. Nato a Bologna, viveva da circa vent’anni a Noventa Padovana, che lo piange con bandiere a mezz’asta. Ricoverato in una struttura di lungodegenza padovana è morto a 59 anni per un malore improvviso. Martedì i funerali nella basilica di Santa Giustina a Padova. Viva ammirazione per l’uomo e l’indomito sportivo.
Lavoro e soldi
La rubrica di Don Antonio Mazzi sul settimanale OGGI che leggo sotto il casco è dedicata al lavoro, quello che dà o dovrebbe dare soddisfazione, indipendentemente dai soldi. Già il titolo parla chiaro: “Il lavoro? Conta più dei soldi” e il sottotitolo condensa il pensiero del famoso sacerdote ed educatore: “Spero non sia tardi per insegnare ai nostri figli che non ci si laurea o non si dirige un’azienda solo per guadagnare o arricchirsi. Altrimenti c’è il rischio di inaridirsi”. Ricordo che don Mazzi, 96 anni compiuti a novembre è il fondatore di Exodus, la comunità terapeutia nata nel 1984 a Milano e considera figli suoi quanti ricorrono alle sue cure per rimettere ordine nella vita. L’articolo pubblicato sembra però rivolto più ai genitori che ai figli, dato che “Vige la dittatura del denaro… e spesso la ricerca ossessiva del guadagno è a scapito della bellezza e dei valori”. Temo che il quadro sia realistico e non ho argomenti per dissentire, anche se esistono le eccezioni. Conosco dei bravi ex studenti che hanno anteposto la soddisfazione del fare al guadagno. “Di disoccupazione si può morire, ma si può morire anche a causa di occupazioni che riempiono i granai delle nostre case ma svuotano gli angoli delle nostre anime”. Ovviamente non si vive di aria. Il lavoro, un qualunque lavoro svolto con efficienza serve per la propria sussistenza e quale contributo alla comunità. Magari accantonando il pregiudizio che sia indispensabile un titolo di studio superiore per essere considerati. Oggi come oggi, fa più fatica ad inserirsi nel mondo del lavoro un laureato rispetto ad una persona non qualificata. Dato confermato dalla difficoltà a trovare un artigiano, pur pagato profumatamente. Nel mondo attuale, c’è posto per tutti, purché sia chiara la scala dei valori.
1° Maggio 2026
In una giornata così importante come quella odierna, dedicata al lavoro mi soccorre Gianni Rodari che in due filastrocche condensa il suo pensiero al riguardo. Ogni lavoro ha la sua bellezza, perché ogni lavoro implica cura, fatica, responsabilità. La riflessione finale è riservata ai “fannulloni” che non hanno né colore, né odore perché non lasciano traccia. Se fosse ancora tra noi, credo che avrebbe destinato dei versi a chi non ha lavoro, oppure lo ha perso in un momento di grandi cambiamenti sociali e tecnologici. Molte le iniziative e manifestazioni riservate al lavoro che l’articolo 4 della Costituzione Italiana riconosce come “strumento di progresso”. Io sto con il poeta che racconta l’impegno e l’identità di chi lo svolge nelle filastrocche I colori dei mestieri e Gli odori dei mestieri che riporto perché mi procura belle emozioni. Io so gli odori dei mestieri:/di noce moscata sanno i droghieri,/sa d’olio la tuta dell’operaio,/di farina sa il fornaio,/sanno di terra i contadini,/di vernice gli imbianchini,/sul camice bianco del dottore/di medicine c’è un buon odore./I fannulloni, strano però,/non sanno di nulla e puzzano un po’.// La filastrocca, conenuta nella raccolta Filastrocche in cielo e in terra (1972) celebra il lavoro attraverso il senso dell’olfatto, attribuendo un odore caratteristiche a ogni professione. Non mi stupirei avesse associato quello dell’insegnante a gesso e inchiostro. Quando ero in servizio, alla fine delle lezioni entravo nel panificio tra scuola e casa, per annusare il profumo del pane, un vero toccasana contro lo stress! E se non tutti i lavori sono ‘aromatici’ ci sono sempre i fiori che possono venire in soccorso, come il mughetto, tradizionalmente legato al primo maggio, come augurio di buona fortuna.
Otium e mindfulness 🧠
“Contro la stanchezza mentale, non fare nulla”. È il curioso programma cui aderiscono per 90 minuti i partecipanti, seduti su un tappeto, in un parco della Corea del Sud. Lo sento durante la rubrica “Curiosità dal mondo” di UnoMartina in famiglia. Curioso ma non troppo. La Corea del Sud (ca. 51 milioni di abitanti) nota per il paesaggio verde e collinare, risulta un Paese sicuro, con un tasso di criminalità tra i più bassi al mondo. Chissà se le due cose sono collegate. Mi viene in mente la pratica del mindfulness che aiuta a gestire lo stress, migliorando il benessere emotivo e psicofisico. Non sono un’esperta, mi attrae ciò che riguarda la mente e trovo interessante l’idea di meditare contro la stanchezza mentale. Anche per gli antichi greci e romani la meditazione non era solo rilassamento, ma un “misurare con la mente” (da mederi, curare): insomma, un dialogo interiore. Del resto anche l’otium romano non era inattività, bensì un’alternativa alla vita politica, fondamentale per lo sviluppo dello spirito. Mi inquieta constatare che oggi meditare e perfino riflettere sia considerato ‘fuori moda’, fors’anche per un eccesso di stimoli e distrazioni. Meglio, se mi sbaglio. Eppure meditare è semplice e accessibile: per calmare la mente e ridurre lo stress bastano pochi minuti al giorno, seduti in un luogo tranquillo, focalizzandosi sul respiro. Ho il luogo: sotto il glicine. Sul respiro ci devo lavorare. Ma non serve che vada in Corea, dove in questo periodo è in corso la soettacolare fioritura dei ciliegi. La natura, in qualunque parte del pianeta dà una grande mano allo spirito predisposto alla bellezza.
25 Aprile 2026 🥀
25 Aprile, festa nazionale della Repubblica Italiana. Anche San Marco evangelista, patrono di Venezia e protettore di diverse categorie di professionisti, tra cui pittori e farmacisti, ottici, vetrai, notai, scrivani (quindi potrei anche pormi sotto la sua protezione). I notiziari informano sugli spostamenti degli italiani – circa 5 milioni – nonostante i rincari e le incertezze internazionali. In questo fine settimana di bel tempo, le mete più gettonate sono mare, montagna e le città d’arte. Io intendo godermi il giardino e la tranquillità domestica, 1° Raduno Auto e Moto d’Epoca permettendo. Esco e faccio la consueta puntata al bar che è chiuso. A due passi c’è l’altro, sprovvisto però di quotidiano che compero in cartoleria. Nessun segno tangibile dell’anniversario della Liberazione. Durante il ritorno, all’altezza delle ex scuole elementari alzo lo sguardo e vedo che sul terrazzino di un appartamento è stata esposta una bandiera: questo gesto di appartenenza mi commuove. Non so chi ci abiti, ma mi sento in consonanza con la persona che ha espresso il suo amor di patria con un gesto semplice, senza ricorrere a canti e parole altisonanti. Oggigiorno si percepisce molta insoddisfazione e quasi una fuga dalla cosa pubblica. L’entusiasmo per il cambio di regime avvenuto nel 1945 sembra essersi disperso nei decenni successivi, complici le ‘nuove’ guerre degli ultimi tempi. L’invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “Ricordiamo i valori costituzionali” non è retorica. Mantenere viva la memoria è un valore, indipendentemente dalla modalità. Sulla cunetta di fronte casa mia sono comparsi dei papaveri rossi, i primi fiori che spuntano in questo periodo nei campi, liberi, simbolo anche della Resistenza italiana. 🥀
Leggere per capire
Oggi Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore, istituita dall’UNESCO nel 1995, per promuovere la lettura e tutelare il diritto d’autore. La data è stata scelta per ricordare la morte di tre grandi della letteratura mondiale nel 1616: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Inca Garcilaso de la Vega. Ovviamente il libro va letto e leggere arricchisce la mente e lo spirito. I benefici sono notevoli: riduzione dello stress, potenziamento delle capacità cognitive, aumento dell’empatia, espansione del vocabolario, miglioramento della qualità del sonno. “Il libro è un amico che non inganna mai” è lo slogan che accompagna un’immagine dedicata alla giornata odierna. Da piccola leggevo molto e credo mi sia servito per acquisire una certa disinvoltura espressiva. Da adulta mi sono accostata di più alla scrittura, perché “C’è chi produce e chi consuma” secondo il parere di un mio contatto; finora ho dato alle stampe quattordici titoli e sto progettando il prossimo. Però non scrivo per il mercato del libro, ma per liberarmi. Da quasi sei anni gestisco il blog verbameaada; scrivere il mio pezzo e postarlo ogni giorno mi riempie di soddisfazione. Secondo Armando Contro, mio stimato prof di Liceo, scrivere per me è una malattia, battuta cui aggiungo che è anche la mia cura. Il settore dell’editoria tradizionale è in crisi, tallonato da quella online. I giovani lettori tengono, ma calano quelli adulti (leggono 4 Italiani su 10). Alcune mie amiche sono forti lettrici: Lucia, Marisa, Mariuccia. Di recente ho letto con interesse Francesco di Aldo Cazzullo, che mi ha prestato Lucia; io le ho prestato Alzarsi all’alba di Mario Calabresi che mi ha regalato Mariuccia. In generale preferisco la narrativa alla saggistica, con porte sempre aperte alla Poesia. Basta leggere. 📚
Terra Madre
Oggi 22 Aprile 2026 Giornata Mondiale della Terra o Earth Day, istituita nel 1970, ogni anno, un mese e un giorno dopo l’equinozio di Primavera. Scopo: sensibilizzare nei confronti del pianeta e promuovere la sostenibilità. Sono coinvolti 192 Paesi e oltre un miliardo di persone. Il tema ufficiale è “Il nostro potere, il nostro pianeta” che sollecita la responsabilità individuale e collettiva per il necessario cambiamento. L’immagine ufficiale di quest’anno è un fiore fatto di terra, tenuto tra le mani di una persona, opera dell’artista di Los Angeles Miles Wintner. Per un impatto positivo si raccomandano 5 azioni chiave: 1. Ridurre l’uso della plastica 2. Combattere lo spreco alimentare 3. Mobilità sostenibile 4. Risparmio energetico e idrico 5. Consumo responsabile. Quindi la teoria c’è, mentre la pratica scarseggia. Ad esempio, l’aria in Iptalia è sempre più inquinata, specie in aree come la Pianura Padana, con trasporti, riscaldamento e industria principali fonti. In Veneto, la città più inquinata risulta Verona, mentre la contaminazione da PFAS interessa le province di Vicenza, Verona e Padova. La contaminazione da PFAS indica la diffusione nell’ambiente di composti chimici sintetici, definiti “inquinanti eterni” perché non si degradano, accumulandosi in acqua, suolo, cibo e organismi viventi e rappresentano gravi rischi per la salute umana. Non vivendo a Sassari, spesso citata per la migliore qualità dell’aria, ma in Pedemontana del Grappa – dove peraltro sto bene – me ne farò una ragione, cercando di osservare le 5 azioni chiave raccomandate. Ad esempio, uso meno l’auto e riciclo il più possibile. A piante e fiori destino l’acqua delle verdure lesse. Con gli scarti alimentari faccio il compost per il giardino. Però il mio tallone d’Achille è la spesa: compero sempre troppo e spendo oltre il previsto (in buona compagnia, temo).
