Domenica dolce

Stamattina ho provato a fare delle tortine ripiene di mele, esperimento parzialmente riuscito perché non ho le mani… in pasta con la pasta frolla! Però ho le mele, croccanti e succose. Rimedierò nel pomeriggio con i muffin, che ormai faccio a occhi chiusi. Non so se sia un caso che mi applichi in cucina di domenica, forse il mio desiderio di dolcezza raggiunge punte esorbitanti il giorno di festa! Comunque escludo si tratti di gola, perché a me piace la procedura, più che il prodotto finale, che spesso regalo o offro a chi viene in casa per qualche necessità. Ho rinunciato da tempo alla colazione fatta al bar con cappuccino e croissant, per ridimensionare il mio colesterolo, che infatti è sceso e mi confeziono i dolcetti da me, senza burro e con poco zucchero. Il mio palato si è assuefatto e le mie amiche gradiscono, soprattutto Adriana che da domani, con l’avvio dell’anno scolastico avrà un gran bisogno di energie extra! L’alimentazione non è un optional, ma un progetto per il proprio benessere strettamente legato alla salute, di cui dobbiamo scientemente farci carico. A questo proposito, mi sovvengono le parole di Sant’Agostino, secondo il quale mangiare bene avvicina a Dio. Beh, noi Italiani ne sappiamo qualcosa. Non è male se valorizziamo questa nostra attitudine culinaria, per farci e fare del bene in un periodo funestato da tante altre preoccupazioni.

Tempo che torna e Sguardo Antico

– Pomeriggio prefestivo, giornata deliziosa: mentre scrivo, il sole mi scalda la pelle e un venticello mi scompiglia i capelli, raccolti perché fa ancora caldo. Essere al mare sarebbe fantastico, se il tempo tiene farò una capatina a breve. Stamattina sono stata occupata con il volantinaggio, per la presentazione della mia ultima opera letteraria, intitolata TEMPO CHE TORNA, il 24 settembre, ore 20, in Centro Sociale a Castelcucco, nel rispetto delle misure anti-covid. Si tratta di un diario a ritroso, con protagonista il tempo, presente e passato, che mi parla attraverso oggetti dimenticati, che tornano a rianimarsi e a provocare emozioni. Una scrittura intima, che doveva rimanere tale, finché ho realizzato che quanto capitato a me, poteva succedere in molte altre case. Oltretutto la pandemia ha costretto molte persone a fare ordine dentro armadi e cassetti, come io ho fatto in cantina per una legittima richiesta di riordino da parte di mio figlio. Per la cronaca, il lavoro non è ancora ultimato, ma ci siamo quasi (oggi ho pulito le finestrelle in alta e ribalta prospicienti le bocche del lupo… quando mai lo avrei fatto, se no?). Devo dire che, dopo vent’anni che ci abito, mi sto affezionando alla mia casa, seminterrato compreso. Non era proprio scontato, per un tipo piuttosto nomade come me! Mi sono trovata il mezzo per viaggiare con la fantasia. Quando scrivo mi libero e poi sono quasi contenta. Spero di trasmettere al lettore e a chi sarà presente all’incontro con l’autore, le emozioni provate durante la stesura del libro, sintetizzate anche nel dipinto SGUARDO ANTICO di Noè Zardo, in copertina. Come diceva il grande Leonardo, la pittura è una poesia muta e l’osservatore che si connette con l’artista la traduce a suo modo, in base a cuore e mente. Buona lettura a tutti!

I fiori sono poesie…

In tarda mattinata vado da Lina, per prendere dei rametti da una bellissima rosa baccara color velluto, da consegnare a Serapia, che ne farà delle talee. Chiaro che i fiori sono un ottimo collante delle relazioni, oltre che un piacere per gli occhi. Guarda caso, stamattina mi è arrivato un saluto da Annamaria, con la seguente scritta, riportata su un coppo decorativo: “I fiori sono poesie che parlano al cuore delle anime sensibili”. Beh, parlo per me: i fiori mi nutrono dentro e mi fanno buona compagnia. A ruota ci sono i frutti, belli da vedere e da gustare. Lina mi prepara un presente di uva fragola bianca – squisita – e dolcissimi fichi viola, mentre io giro per il giardino a caccia di bellezze da immortalare: un’altera rosa, un ibisco, un fiore di canna indica bicolore giallo-arancio… finché non vengo attratta da un dorato fiore di zucca che spicca tra una moltitudine di campanelle/ipomee blu: una meraviglia che attrae anche laboriosi insetti ronzanti nei paraggi. Peccato non poterlo cogliere per metterlo in vaso, che non è il suo destino. Fritto sarebbe da solo un saziante contorno, da quant’è grande, il che mi consente di ricordare che ci sono anche i fiori eduli. Il colore di intenso giallo è di per sé una iniezione di fiducia. Con tanto malloppo torno a casa contenta, appagata dai fiori e dal fiore dell’amicizia.

Meno tre…

La stampante ha segnalato che l’inchiostro a colori sta finendo. Era in previsione, dato che la cartuccia in uso è quella inclusa al momento dell’acquisto, risalente a qualche mese fa, giusto prima del lockdown. Perciò stamattina decido di procurarmi ciò che mi serve. Non ho altre spese da fare e voglio sbrigarmi in fretta, perché ho altre commissioni da fare. Per andare sul sicuro, ieri mi sono accertata che il prodotto ci sia, come in effetti è: tempo di chiedere in negozio e l’addetto al reparto mi consegna… l’oggetto del desiderio, in quattro e quattr’otto. Mi avvicino alla cassa e in pochi minuti potrei essere fuori… ma mi trattengo dinanzi a degli espositori colmi di materiale didattico: pacchi di quaderni colorati, sopra copertine fosforescenti, matite che sembrano giocattoli, temperini stravaganti… realizzo: la scuola sta per iniziare! Lunedì si riparte, con tante novità, speriamo anche belle. Innanzitutto, buon anno scolastico a tutti, docenti, studenti, personale ATA (se si chiama ancora così), presidi e pure i genitori di figli in età scolare, che non invidio, ma di cui immagino ansie e timori. Non ho nessun motivo per strapparmi i capelli, né per prendere alla leggera la situazione liquida in cui verte la scuola, il mio ambiente di lavoro per quarant’anni. Dalla mia esperienza posso affermare che i giovani sono pieni di risorse e a volte stupiscono per l’adattabilità, ostica alle persone grandi. Certo, la situazione non alletta a darsi pacche sulle spalle, ma credo che non sia l’atteggiamento giusto quello di gravare i giovani alunni e studenti anche delle nostre ansie. Ognuno combatte la sua piccola o grande battaglia quotidiana, per rendere interessante la vita che, come diceva Madre Teresa di Calcutta “La tua vita non è un gioco… ma è in gioco la tua vita!”.

Dolce raccolto

Non è proprio stagione di fragole, ma sono contenta che le mie piante in vaso continuino sorprendentemente a produrne. Durante il mio giretto mattutino, è una soddisfazione arricchire la mia colazione all’aperto, staccando qualche fragola rossa, che penzola dal fogliame e sembra che mi chiami per essere gustata. Il cane condivide con me questo bocconcino, perché gli piace la parte verde del colletto. Se non ci sono fiori da raccogliere per mettere in vaso, sono contenta lo stesso, perché ho ricevuto il mio regalo quotidiano dalla natura. Resistono i gerani, sebbene attaccati dalle lumache. Sboccia ancora qualche rosa, che tengo in conto prezioso. Tengo d’occhio una serie di vasetti di ciclamini, posizionati all’ombra sotto il glicine, in attesa che spuntino i fiori, altrove già fioriti. Peccato per l’uva fragola, che quest’anno ha dato forfait! Vorrà dire che aprirò la confettura fatta l’anno scorso e la spalmerò sulle fette di pane casereccio. Adesso che sono in pensione, posso permettermi il lusso di fare colazione, senza i minuti contati. Del resto, non è la felicità fatta di piccole cose? Se non è proprio felicità, è benessere, un parente di primo grado.

Un film di qualità

Ho visto il film VOLEVO NASCONDERMI, sulla travagliata esperienza umana del pittore Antonio Ligabue: opera che non passerà sotto silenzio, con ottime inquadrature e un eccelso attore, calato anima e corpo nella parte. Mi sono sentita emotivamente coinvolta e dispiaciuta che l’uomo sia stato bullizzato, sia da piccolo che da adulto; per fortuna come pittore ha pure avuto degli estimatori che gli hanno concesso di prendersi qualche lusso, tipo le svariate motociclette che guidava personalmente e che alloggiava in casa. Sembra che avesse considerazione del suo talento artistico, perché ripete spesso “io sono un artista!”, ma andrebbe verificato se conforme al vero. Straordinaria la resa dell’amore per gli animali, grandi e piccoli, di cui ripete versi e portamenti che riporta poi sulla tela. In alcune scene, mi è venuto spontaneo paragonarlo a Van Gogh ed anche a Lina Campagna, protagonista del mio romanzo UNA FOGLIA INCASTONATA NEL GHIACCIO. Sono attratta da persone considerate un po’ fuori linea per atteggiamenti contro corrente, ma dotate di straordinaria sensibilità. Siccome associo spesso i miei post con un fiore e/o un frutto, mi sono soffermata stamattina davanti al mio melograno: i frutti acquistano di giorno in giorno colore, ma evidenziano una buccia segnata da maltempo e grandinate recenti. Tuttavia, giunti a maturazione rivelano un cuore rubino invidiabile. Insomma, brutti fuori e belli dentro, come è successo per Antonio Ligabue. Molto meglio questa performance, che l’incontrario!

Due fuoriserie

Ma dove lo trovate, nel 2020, un ragazzo che mette in moto l’auto, girando una manovella a mano? Non è cosa comune, né per l’auto, una citroen degli anni Ottanta coi colori della Grecia, né per chi la guida, il mio tecnico informatico, Manuel, ragazzone dal cuore d’oro, già mio speciale allievo alle medie. Quando penso al mio lavoro di insegnante, trovo che la soddisfazione più grande sia aver mantenuto i rapporti con alcuni soggetti talentuosi, che mi restituiscono con le loro competente un po’ di sapere nuovo; non sono moltissimi, stanno in una mano, ma ci sono e li ringrazio. Credo di essere stata fortunata, perché non ho fatto nulla di speciale per meritarmi la loro cordiale disponibilità. Senza l’aiuto di Manuel non avrei la mia pagina instagram né il blog, su cui mi libero ogni mattina e che per me corrisponde a una iniezione di ottimismo. E non è finita: per farmi spaziare nel web, Manuel si è dotato di attrezzatura e di pazienza per farmi delle brevi riprese da postare successivamente su Youtube, al fine di presentare i miei scritti in prosa e in poesia. Praticamente è diventato il mio agente letterario… senza portafoglio! Lui si accontenta dei muffin o di una porzione di tiramisù, tanto è bello lungo e non ha problemi di colesterolo. Inoltre fa tutto con piacere e a qualsiasi ora, perche “se studiassi soltanto, diventerei matto!”. Per la cronaca, è studente di Ingegneria elettronica… ma fa anche un sacco di altre attività a titolo gratuito. Non mi stupisce che abbia alle spalle una solida famiglia e una nonna cordiale dai capelli azzurrini, come la fata turchina. Mi rendo conto che il lettore può pensare abbia ritratto un quadretto da reclame dolciaria, ma in questo caso corrisponde a ciò che ho rilevato. La famiglia in questo caso gode di ottima salute e i giovani non sono smidollati. Pertanto c’è da ben sperare!

Ci sono mele e mele

– Scarseggiano i fiori e avanzano i frutti. È il caso delle mele. In un angolo del giardino, posizionato a sud ho un piccolo albero strapieno di mele verdi che stanno acquistando colore. Varietà antica, croccanti al morso, ottime per fare strudel e confetture. Mi piace osservarle così aggruppate come appaiono nel momento che le fotografo, quasi una metafora del detto “l’unione fa la forza”. Molte sono cadute, per un eccesso di produzione e andranno a fare la gioia di Edna, una capretta di mia conoscenza. Per quanto riguarda il gusto, al momento preferisco centrifugarle insieme con le carote, oppure grattugiarle. Col cambio di stagione, trionferanno nella classica torta di mele. Per adesso, a pezzettini nell’impasto per fare i muffin sono… la ciliegina sulla torta! Ho cercato qualche informazione sul significato simbolico di questo frutto, che ne ha molti: la mela è conoscenza, religione, tentazione e seduzione. Simbolo della perfezione, per via della sua forma rotondeggiante e della bellezza. Mi sovvengono alla mente la fiaba di Cenerentola con la mela avvelenata e la guerra di Troia scatenata dal risultato del concorso di bellezza scritto su una mela. Per non parlare del peccato di Eva e di altre applicazioni di questo frutto anche in ambito tecnologico. Ma non voglio fare pubblicità a un’azienda arcinota (se mai al suo compianto fondatore). Oggi intendo rimanere in ambito privato e dare visibilità semplicemente alle mie mele, per il piacere degli occhi, del palato e della mente. –

Il fiore dell’amicizia

Affascinata dagli antichi, ho comprato di recente un libro intitolato COME ESSERE STOICI che ha per sottotitolo “riscoprire la spiritualità dei classici per vivere una vita moderna”. Come mio solito, inizio la lettura scegliendo dall’indice il capitolo più attraente, dedicato all’amore e all’amicizia. L’autore afferma che Aristotele distingueva tre tipi di amicizia: quella basata sull’utile, quella basata su ciò che è piacevole e quella basata su ciò che è buono. Il primo genere di amicizia è quello che oggi definiremmo un rapporto di mutuo vantaggio, “per esempio quello che vi lega al vostro parrucchiere di fiducia” (pag. 221) e qui mi fermo per parlare proprio del mio rapporto più che cordiale con Lara, la mia parrucchiera di fiducia da oltre trent’anni. Lei si prende cura delle mie chiome, assecondando la mia simpatia per i capelli ondulati e mi sta a sentire, mentre le racconto qualcosa o le chiedo notizie sulle sue figlie. Anche attraverso la mascherina si genera una corrente affettuosa che mi fa stare bene dentro, sebbene il casco spari aria calda che mi irrita la pelle e chiazza di sudore la camicetta sulla schiena. Quaranta minuti di asciugatura sono il limite oltre il quale… devo accorciare i capelli, come ho fatto di recente. Stare nel suo salone è per me (e sono certa anche per parecchie clienti) terapeutico, con la sola spesa della piega. Lara si merita un bel geranio rosa, che viene simbolicamente associato all’amicizia fruttuosa.

I 7 migliori medici

Tra gli oggetti che mi fanno compagnia c’è il tablet, che per me è un ponte sul mondo: ci scrivo, fotografo, annoto pensieri, comunico in internet, scambio e ricevo messaggi. Credo di dargli lo spazio che occupava la televisione durante la mia fanciullezza (da giovane studiavo parecchio e mi divertivo poco). Spero che sopravviverei anche senza, ma oggi, anche a causa del lockdown il telefonino/tablet è uno strumento sostitutivo di altre privazioni. Tengo molto ai miei contatti, pochi e selezionati. Stamattina la mia amica Antonietta mi invia una vignetta con la seguente perla di saggezza, moltiplicata per sette: I 7 migliori medici sono, nell’ordine: il sole, l’aria fresca, l’esercizio fisico, l’acqua, l’amore, il riposo, le risate. Mi sembra ben congegnato, credo che il suggerimento terapeutico affondi le radici nell’antica Grecia. Lo faccio mio con qualche spostamento. Darei senz’altro più spazio alle risate, perché ce n’è un gran bisogno, di questi tempi poi… Anche il riposo si merita una considerazione in più, e qui il distanziamento sociale ci può dare una mano a selezionare tra impegni inderogabili e abitudini acquisite senza riscontro di beneficio. Quanto all’esercizio fisico, perfino gli antichi romani erano concordi sul progetto “mens sana in corpore sano”, estendendo la pratica sia nelle palestre che a domicilio (io mi accordo col tapis roulant, mio figlio fa l’istruttore in palestra). L’amore, argomento troppo personale e impegnativo; ognuno lo insegue a modo suo. Rimangono il sole, l’acqua e l’aria fresca che erano preziose pure per il poverello di Assisi, che le menziona nel famoso Cantico delle Creature. Beh, tutto considerato sembra che per stare bene in salute non serva poi sbracciarsi tanto: prendere il sole, bere, riposare… farsi anche qualche risata liberatoria, pensando che se avesse da piovere, anche l’acqua è un bene di Dio (purché non sia troppa!)