Incontro poliglotta

Poliglotta è un aggettivo che compete a chi padroneggia fluentemente più di tre lingue, e non è il mio caso. Mi torna utile per rendere l’atmosfera respirata ieri a pranzo, in un localino della zona: Manuel parlava disinvoltamente in inglese con Ainur, kazaka mentre io discorrevo con Flavio in Italiano. I vicini di tavolo comunicavano in dialetto veneto. Per fortuna la lingua è un mezzo esportabile e il digitale può aiutare parecchio. Flavio me ne offre l’occasione su un piatto d’argento, confidandomi che ha iniziato a tradurre in inglese una ventina di pagine del mio ultimo libro Amici Inaspettati – di cui lui è la principale fonte – con l’intenzione di farlo tradurre poi in russo. Nel suo ambiente di lavoro ad Aksaj, in Kazakistan, inglese e russo sono le lingue predominanti. Credo che lui sia l’unico italiano tra 150 dipendenti. Ovviamente si è fatto degli amici, ai quali intende far conoscere la storia di Rex che è riuscito a portare nel bellunese. Di certo ‘l’umano cane’ come lui chiama l’amico a quattro zampe sopporta meglio i meno 10 di Taibon dove abita ora con Tania e Alessandro, rispetto ai meno 35 del suo luogo d’origine. Inoltre non ha bisogno di traduttore e coglie al volo il comportamento delle persone. Talvolta la fortuna è dalla parte degli animali, se l’uomo collabora.

Ultimi doni

Gennaio è ancora un buon mese per fare/ricevere auguri/doni. A metà mattina Marcella, di corsa per la palestra si ferma per un salutino e mi consegna la busta Dopo Pasto After Meal (tisana) con la scritta “Destinazione leggerezza” e l’immagine di una donna in bicicletta, seguita da alcuni gabbiani. Il cestino della bici è colmo di fiori, elementi del mio benessere in tutte le stagioni. Neanche farlo a posta, la tisana “dal gusto dolce e aromatico” è una miscela di fiori ed erbe. Nel sigillo di chiusura è scritto Farmacia di Castelcucco. Alle undici anch’io ritorno in palestra a Paderno, dopo la chiusura del periodo natalizio, perché è un appuntamento che mi fa bene. Ma ho il colon irritato (per abuso di pandoro, temo) e ho bisogno di fermenti lattici. Quando termino la seduta, mi dirigo alla Farmacia Garbuio, che frequento volentieri da anni e che mi accoglie come una di famiglia, sia che abbia a che fare col titolare Dr. Federico, che col figlio Enrico, coadiuvati dalle farmaciste Rosanna, Giovanna, Sara e Francesca che non lesinano sorrisi e consigli. Se mi serve una consulenza, oppure devo fare un regalo, mi regolo come ha fatto Marcella: vengo in farmacia dove ricevo il gradito omaggio natalizio che mi ero persa, EuPhidra Doccia Shampoo Zest (scorza) di Pompelmo Fragranza agrumata aromatica: dinamica, energizzante, vivificante. Tre aggettivi che valgono una cura.

Campane a festa

Bello sentire le campane suonate a festa. È successo a Venezia per la liberazione di Alberto Trentini, l’operatore umanitario ingiustamente detenuto a Caracas, in Venezuela dal 15 novembre 2024 e finalmente liberato. Con lui è tornato in libertà anche l’imprenditore torinese Mario Burlò. Il Venezuela ha annunciato il rilascio di 116 detenuti, 53 dei quali sono detenuti politici, 24 italiani. Dalla rimozione del Presidente Maduro, un segnale forte da parte della Presidente Delcy Rodrigues che fa ben sperare. Gli italiani ufficialmente residenti in Venezuela sono circa 120.000 e immagino saranno lieti del cambio della guardia, sebbene predomini l’incertezza per il seguito. Maria Corina Machado, Nobel per la Pace dovrebbe a breve incontrare Trump. La leader dell’opposizione venezuelana è stata appena ricevuta in udienza da Papa Leone. Sommando i fatti, mi sento di essere ottimista. Se pure con riserva. Il Venezuela, il paese più ricco del Sud America è sprofondato in una cristi umanitaria e politica profonda. Al quadro allarmante, si sono aggiunti i detenuti, compreso Trentini che lavorava per la Humanity and Inclusion, organizzazione che si occupa di aiutare persone con disabilità. Mi auguro che il seguito sia tutto in salita.

Freddo implacabile

Io non vado d’accordo con il freddo tenace e pungente di questi giorni. Gli scorsi inverni, i gerani avevano resistito sotto il portico, senza particolari cautele. Adesso le loro figlie sono come incartapecorite, mentre le piantine grasse sembrano lessate. Per fortuna di notte ritiro i Ciclamini che trascorrono la notte nell’appartamentino, dove la temperatura è di 13 gradi, ma non sottozero. Quella notturna registrata in località Casonetto l’altra notte era – 11! Siamo in inverno e il tempo fa ciò che vuole, tuttavia preferisco le stagioni intermedie – se esistono ancora. Del resto basta proteggersi, stare al caldo se possibile. Certo questa opzione è stata negata al vigilante 55enne, morto di freddo in un cantiere per le Olimpiadi invernali 2026 a Cortina d’Ampezzo. Il termometro segnava – 12 e l’uomo aveva manifestato preoccupazione alla famiglia per il freddo. Tra dieci giorni Pietro Zantonini avrebbe concluso il turno e sarebbe tornato a casa, a Brindisi. È stata aperta un’inchiesta, indagini in corso, l’autopsia farà chiarezza. Comunque sia andata, mi rattrista molto questa notizia, che allunga la lista dei morti sul lavoro. Tra l’altro, essendo il vigilante di Brindisi, non avrà avuto esperienza delle temperature dolomitiche. Panorami stupendi, ma freddo implacabile.

La colla che aggiusta

Il freddo di questi giorni non invoglia ad uscire. Se lo faccio, è solo per forza maggiore. Quindi trascorro molto tempo in casa, che dedico a faccende ordinarie ed anche straordinarie, accantonate da un bel po’, tipo aggiustare una coppia di gattini in ceramica, rovinosamente caduta e andata in diversi pezzi. Ce l’ho da molti anni, non mi ricordo se l’ho comperata oppure mi è stata donata. In casa non ci sono bambini piccoli che potrebbero deliziarsene, perciò potrei anche buttarla, ma l’espressione dei due gattini – le teste sono rimaste intatte – è deliziosa, così provo a collocare i pezzi nella loro sede, prima con lo scotch per passare poi all’Attak che però si è indurito. Quindi devo sospendere l’intervento di ‘ricostruzione’ e rinviarlo ad altro momento, dopo che mi sarò procurata l’adesivo universale istantaneo per ceramica. Guardando la coppia felina rotta e rimessa provvisoriamente in piedi, mi pare un’adeguata metafora dell’inizio del nuovo anno ed anche del sentire diffuso, “a pezzi”. Abbiamo in abbondanza eventi drammatici, dentro e fuori casa nostra, che non elenco. Dovremmo cercare di raccogliere i cocci e rimetterci in senso. Anch’io non mi sento pimpante, ma riconosco che c’è molta gente che sta peggio di me. La mia ‘colla’ è scrivere e condividere pensieri ed emozioni con amici e lettori. Ognuno ha la sua carta vincente ed il mio invito è di usarla.

Grilletto facile americano

[ ] “Terrorismo domestico” è stato definito l’episodio successo a Minneapolis, durante il quale un agente dell’Ice ha ucciso la 37enne americana Renee Nicole Good, poetessa e madre di tre figli, una figlia di 15 e due figli di 12 e 6 anni. Alla guida del suo Suv durante un’operazione anti – migranti ha ignorato l’ordine dell’Ice (agenzia che si occupa dell’immigrazione) di uscire dall’auto, ha messo la marcia indietro e ha cercato di andarsene. Secondo il sindaco Jacb Frey è stata colpita a bruciapelo, con tre colpi di pistola alla testa da un agente federale durante un’operazione dell’Ice. Secondo Trump l’agente: “Ha sparato per difendersi” e definisce la vittima “un’agitatrice di professione”. Inaudito. Per il governatore del Minnesota, Tim Watz la sparatoria era “totalmente prevedibile” e “totalmente evitabile”. Ho visto il video trasmesso dal telegiornale e sono anch’io di questo avviso. Trovo poco plausibile che una poetessa si dia ad atti di “terrorismo domestico”. Avrà tentrato di scappare e gli agenti hanno il grilletto facile, specie in America. Nel 2020 Renee Nicole Good aveva ottenuto l’Academy of American Poets Prize con la poesia “On Learning to Dissect Fetal Pigs” , titolo che tradotto mi trasmette un brivido (Imparando a dissezionare i maialini fetali). Stavolta, purtroppo, è stata ‘dissezionata’ lei. [ ]

Maestri e Allievi

Decisamente freddo, meno due gradi alle dieci. Giornata di mercato locale, ma evito di uscire a piedi, qualche tratto a nord è ghiacciato. Prendo l’auto per sbrigare un paio di pratiche. Prima di rientrare, faccio tappa al bar Viceversa, di solito affollato ma non stamattina. Mentre sono seduta in attesa della consumazione, entra il sindaco del paese, Paolo Mares, con tanto di berretto col pon-pon. È simpatico di suo, ma il copricapo particolare esalta il suo spirito giocoso. Lui mi saluta sempre con l’appellativo ‘prof’ che sembra fare un tutt’uno con la mia persona. Forse per il ruolo di insegnante che ho avuto, oppure per un ricordo nostalgico mi racconta della sua esperienza alle elementari, vissuta con entusiasmo e soddisfazione, usufruendo della continuità didattica dell’abile maestro Ferracin. Dettaglio curioso: lui e i suoi allievi si incontravano un quarto d’ora prima dell’inizio delle lezioni, per scambiarsi le figurine. Una volta Paolo – il sindaco – ha tardato a metterle via e gli furono sequestate, con restituzione solo a fine anno scolastico. Un esempio di autorevolezza che ha lasciato il segno. Io ricordo con riconoscenza il maestro di quinta elementare Enrico Cunial, cui ho dedicato l’opera Dove I Germogli Diventano Fiori. Mentre lo ascolto rapìta, penso alla situazione degli insegnanti oggi, sovraccaricati di impegni e costretti a guardarsi le spalle da genitori e allievi. Fortunatamente sono in pensione. Non per merito mio, ma tra i miei ex alunni, qualche germoglio è diventato un bel fiore.

Epifania e befana

Epifania e Befana: pare che ci sia un nesso tra le due ricorrenze. Dal punto di vista linguistico, la parola befana è una contaminazione linguistica da epifania che significa illuminazione. Massimiliano Ossini, conduttore di UnoMattina si riferisce a una leggenda che sintetizzo così: i re magi, persa la strada verso la capanna chiedono indicazioni a una vecchia che gliele nega. Poi però si pente, prepara un cesto con doni per i magi che ha perso di vista perché nel mentre hanno ripreso il cammino. Pertanto distribuisce i regali a chi incontra, tornando sui suoi passi. Mi pare un buon compromesso, anche se nei messaggi che mi arrivano predomina l’anziana signora con la scopa che ogni tanto perde l’orientamento. Certo, data l’età! In un simpatico messaggio è sprofondata nella neve e dal cumulo fuoriescono la gerla, le sue scarpe e la scopa. Mi sento piuttosto distante da questo tipo di rivisitazione magica, però mi piace l’idea della befana/strega buona che distribuisce doni ai bambini al di sotto dei 7 anni. Avevo quell’ età quando in una super calza della Ferrero, di cui mio padre era rappresentante trovai dei libri, il regalo più gradito. Gli adulti avrebbero bisogno di ben altro: speranza, pace, amore… in definitiva quello che troviamo nella capanna.

San Francesco, un fiume in piena

Sto finendo di leggere Francesco, di Aldo Cazzullo, gentilmente prestatomi da Lucia. Poderoso e scritto in maniera avvincente, non è il genere letterario che preferisco, a cavallo tra storia e letteratura, ma “Il Primo Italiano” come riporta il sottotitolo del libro merita un’eccezione. L’autore del Cantico delle Creature o di Frate Sole mi ha accompagnato durante le lezioni di poesia ai miei studenti ed era il capofila del Programma d’esame delle classi terze. Quasi un familiare. Vedo sul tablet che Angelo Branduardi è in tour con “Il Cantico” dedicato a San Francesco: stasera 5 gennaio sarà al Teatro Duse di Bologna. Se abitassi là, ci andrei di sicuro. Lo ritengo un raffinato omaggio, per ricordare gli 800 anni dalla stesura dell’opera. Venendo alla biografia di San Francesco – che in realtà si chiamava Giovanni – scopro che gli piacevano i gamberi di fiume, le erbe aromatiche e certi dolcetti. Sempre di buonumore, era innamorato della natura e delle creature, con una predilezione per gli uccellini. Comunque, lui identificava tutto e tutti con l’appellativo ‘fratello’ oppure ‘sorella’, anche il corpo e la morte. Gran parlatore, non gli interessava la popolarità, ma ampliare la cerchia dei ‘fratelli’. Tuttavia di popolarità godette in vita, tanto che fu proclamato santo, appena due anni dopo la morte, avvenuta “Secondo le fonti più attendibili, il crepuscolo di sabato 3 Ottobre. Otto secoli fa”. Mi rimane da leggere l’ultimo episodio “L’eredità di Francesco”, come un fiume in piena.

La luna del lupo

Siamo in fase di luna crescente: dopo il Primo Quarto, più della metà del disco lunare riceve la luce solare, ma non è ancora completamente illuminato. A me però sembrava quasi piena, ieri sera e anche stamattina presto, tonda e gialla nel cielo blu scuro. La prima Luna Piena di gennaio è chiamata la Luna del lupo, per una tradizione che arriva dalle popolazioni native del Nord America dove la stagione riproduttiva dei lupi era appunto gennaio. In questo periodo di freddo e introspezione, il significato esoterico della Luna del Lupo è un richiamo alla natura selvaggia e alla connessione spirituale. Appurato che siamo nell’anno delle 13 Lune piene e che la luna crescente porta fortuna, io mi rivolgo al disco lunare, influenzata dal Leopardi e non solo. Mi viene la poesia Luna Indulgente Mi coglie di sorpresa/la Luna alta e gialla/nel firmamento sospesa/mentre mi accingo/a chiudere i balconi./La osservo, mi osserva./Mi sento attenzionata:/avrà qualcosa da dirmi/oppure aspetta/che mi sia palesata./Se così è, eccomi qua./Cosa puoi fare da lassù/per farci tornare umani?/Fai scendere le tue sorelle,/le stelle a riportare la luce!/Astro solitario/disposto ai soliloqui/un po’ come me./Grazie di essermi/amica indulgente.//