Dedico il post odierno alla signora Laura, che non conosco ma che ammiro per due buone ragioni: ha 96 anni e legge ancora! Anzi, ha letto un mio libro e si è complimentata. Intermediaria la nipote Marta, impiegata nel mio Comune che mi ha informato sui gusti letterari della nonna, procurandomi un’intima soddisfazione. È nota la mia simpatia per le persone ‘grandi’ di anni e di esperienza che mantengono vivacità intellettuale, a dispetto di inevitabili acciacchi fisici. Non ho conosciuto i nonni Vito e Giacomo e ho perso le nonne Adelaide e Gina troppo presto, pertanto cerco dei modelli tra le persone del mio quotidiano che possano essermi di esempio, per invecchiare bene. Gina,, la nonna di Manuel, il mio speciale ex alunno – adesso Ingegnere elettronico nonché docente di matematica e fisica al Liceo scientifico di Thiene – è coetanea di Laura. Come me segue il programma televisivo Forum. Si lamenta perché le gambe non la tengono più su, ma risponde prontamente al telefono, dicendomi carinerie. Provo una simpatia speciale per le persone che hanno trascorso un lungo tratto di vita e riescono ancora ad appassionarsi a una lettura, a un racconto televisivo. Ovviamente estendo l’ammirazione anche al genere maschile. Ho dedicato il libro Dove i Germogli diventano Fiori al mio maestro di quinta elementare Enrico Cunial, diventando amica di Wilma, sua figlia. Per il mio compianto professore di Liceo Armando Contro ho scritto Il Faro e la Luce, affezionandomi a Liana, la sua vedova, alla quale mando un caloroso abbraccio tramite Patrizia, la volontaria che la segue in una struttura riminese. Grazie a chi lascia buone tracce e mi agevola il percorso che rimane. Io ci metto la firma.
Categoria: Tempo
Passato coloniale a fumetti
Per una strana coincidenza mi ritrovo di recente il nome di Indro Montanelli in due occasioni. Durante la sistemazione di materiale scolastico vario, estraggo da una cassetta un vomune 12 X 21 di colore verde salvia, L’ITALIA DEL RISORGIMENTO 1831 – 1861 di Indro Montanelli (Fucecchio/Firenze 1909 – Milano, 2011) pubblicato da Rizzoli per il Corriere della Sera. L’opera faceva parte di un piano dedicato alla STORIA D’ITALIA. Non ricordo quando sia entrato a casa mia, ma ne ho riletto un paio di episodi, apprezzando la scrittura di quello che è considerato “Il più grande giornalista italiano del Novecento”. Il secondo ‘incontro’ con Montanelli avviene durante la lettura dell’articolo “Fare i conti con il passato. A fumetti” di Pietro Veronese, sul settimanale il venerdì in corso. Sfatando il mito di “Italiani brava gente” il giornalista parla dell’opera di Andrea Sestante Yekatit 12 sulla resistenza dei partigiani etiopi contro l’occupazione fascista. Indro Montanelli era stato sottotenente nella guerra d’aggressione all’Etiopia. Negava l’uso sistematico dei gas contro gli abissini “salvo arrendersi all’evidenza fornita dallo storico Angelo Del Boca e dal ministero della Difesa e chiedere scusa”. Una brutta pagina dell’ultima guerra coloniale di cui poco sappiamo dei nostri ‘avversari’. La cosa veramente apprezzabile, a mio dire è che il libro non è un saggio storico – solitamente pesante – bensì un graphic novel,, ovverosia un libro a fumetti. Avere scelto il linguaggio del disegno favorisce la comprensione immediata e la diffusione di quanto accaduto in Africa. Nelle 192 pagine, protagonisti sono i resistenti etiopi e non gli occupanti, ridotti a figure di contorno. Insomma, una storia vera raccontata con vari colori “e in qualche raro disegno anche un poco di azzurro speranza”.
Mamme e Fiori
Quando scende la sera, prima di ritirarmi in casa faccio un giretto per il giardino che mi regala sempre qualcosa: una rosa e una fragola è l’ultimo bottino. Sembra poca cosa, ma la Rosa Cristoforo Colombo di colore arancione è stupenda e la fragola molto buona. Temendo che piova, taglio la prima Peonia con annesso bocciolo e ne faccio un bel centrotavola. Mio figlio ha tagliato l’erba così mi godo la zona verde pulita e ordinata come una tovaglia appena stesa. Verso le ventuno sotto il pergolato di Glicine si accendono le lucine al led che sembrano lucciole e un grillo inizia a cantare. Ho dei buoni motivi per stare bene a casa mia, diventata un mio prolungamento. La zona è equidistante tra la piazza e il camposanto dove guardano i due portici, perciò posso spaziare verso il settore che preferisco, quello rivolto ai campi, bordato dai papaveri. A proposito di fiori, maggio è il mese delle rose e oggi è la festa della mamma. Mi viene spontaneo ricordare il titolo del mio penultimo libro, Dove i Germogli diventano Fiori dato che i figli sono come dei fiori, non solo quelli di chi li ha partoriti, ma anche quelli degli altri, attenzionati da insegnanti o educatori. Di recente ho dedicato un post al fondatore della Comunità Exodus, don Antonio Mazzi, 96 anni che si sente ‘padre’ di centinaia di giovani accolti e amati. Mi dissocio invece dalla pubblicità che incensa oltremodo la figura materna, sottostimando il sacrificio che il ruolo richiede. Pertanto sono favorevole a meno esibizionismo, anche verbale e più attenzione al ruolo di genitore, sia padre che madre. Le carinerie sono sempre gradite, fiori compresi. Purché non servano a colmare un disimpegno a lungo termine. Un grato pensiero a tutte le mamme, specie a quelle che se ne sono andate. 💐
Morire in crociera
Fare un viaggio in crociera credo sia il sogno di molte persone. Risale al luglio di vent’anni fa quello che feci con mia mamma alle Isole Greche, con la nave Costa Victoria. Mi è rimasto un tenero ricordo, custodito in una album di belle foto scattate aBari, Santorini, Rodi, Dubrovnik. Se chiudo gli occhi, rivedo ancora la scia di schiuma della nave in navigazione e risendo il dondolio notturno in cabina, la numero 12203, una esperienza immersiva indimenticabile. Purtroppo talvolta il diavolo ci mette la coda e il sogno si trasforma in tragedia. Come è successo di recente alla Mv Hondius dove è esploso l’hantavirus che ha causato la morte di tre persone e otto infettati dal contagio, compreso il medico di bordo che ha assistito i malati, rimasto per alcuni giorni tra la vita e la morte prima di riprendersi. Gli olandesi deceduti avevano partecipato a un’escursione nei pressi di una discarica dove si affollano uccelli e roditori. Il direttore dell’Oms Tedros Adhanom ha ribadito: “Non siamo di fronte al nuovo Covid” e sul quotidiano IL GAZZETTINO di Treviso un articolo titola “Test rapidi contro l’hantavirus”. Prendo atto del tentativo di tranquillizzare, ma personalmente mi preoccupa che i passeggeri abbiano contratto il morbo – per alcuni letale – durante un viaggio che doveva rappresentare il meglio di quanto desiderato. La precarietà è una costante, d’accordo però non mi capacito che la sfortuna sia sempre dietro l’angolo. Del resto gli antichi, alla parola sorte abbinavano due aggettivi contrapposti: secunda/favorevole o adversa/sfavorevole. Si muore per tante ragioni e anche senza ragione, pensiero credo attribuito al giudice Giovanni Falcone. Però che succeda in un momento di festa mi pare proprio una beffa.
Vacanze tuttigusti
Dopo aver ‘foraggiato’ i gatti e fatta una veloce colazione, mi stendo sulla poltrona relax e seguo il programma 1mattina News, condotto da Maria Soave e Tiberio Timperi, una finestra sul mondo, annaffiata dai sorrisi di lei e qualche battuta di lui. In coda al servizio sui vacanzieri e sui luoghi più gettonati, stamattina Tiberio chiude dicendo: “Quest’estate vacanze a casa” che pare un’autodecisione, più che un consiglio per i telespettatori. Con gli aumenti di tutto e l”invasione dei turisti in ogni angolo del BelPaese, le cose potrebbero cambiare. Le mie di sicuro, da almeno un paio d’anni, dopo gli interventi di artoprotesi. Prima la pandemia aveva già ‘inselvatichito’ gli animi, quelli simili al mio che abita la tranquillità e il silenzio. Comunque approfitto della battuta del conduttore, per ribadire che non intendo la vacanza come omologazione di abitudini altrui. Mi considero uno spirito libero. Sto bene a casa dove ho tutto ciò che sostiene il mio benessere psico fisico. Si astenga chi volesse farmi cambiare idea. Prevedo spostamenti in giornata al mare e ai monti, uscite culturali, relax, buone frequentazioni. Se la vena si conserva, vorrei mettere in cantiere il mio prossimo romanzo, il numero quindici e continuare a scrivere sul blog verbamea che il mese prossimo compirà sei anni. Accetto di essere ‘anomala’ rispetto a chi ama viaggiare fisicamente. Io lo faccio in altro modo, congeniale alla mia natura. Non disturbo e non mi va di essere presa per i capelli. “Sono quella che sono” è una famosa elunga poesia di Jacques Prêvert, del 1946 di cui riporto i versi centrali: Che ve ne importa a voi/Sono fatta così/Chi mi vuole son qui/
Bellezza e proprietà della Peonia
Come da previsione, è tornato il maltempo, “causato dal passaggio di un’insidiosa perturbazione atlantica…che favorisce lo scontro tra masse d’aria di origine diversa aumentando, di conseguenza, il rischio di eventi meteo estremi come nubifragi: occhi puntati, in particolare, alle giornate di martedì 5 e mercoledì 6 maggio” (da adnkronos). Le regioni più colpite il Centro -:Nord e la Sardegna, per pioggia e vento. In paese, verso mezzogiorno una forte pioggia si è abbattuta in giardino. Ero in cucina e ho pensato di proteggere in qualche modo le mie Peonie. Sul fusto lungo e flessibile ci sono decine di boccioli chiusi che potrebbero essere decapitati dalla pianta madre. Ho posizionato due ombrelli alla meno peggio e spero che l’intervento tempestivo non comprometterà l’imminente fioritura. Mi sono bagnata, ma ne è valsa la pena. Del resto ce n’era bisogno. Controllerò l’andamento del tempo nelle prossime ore. Tornando alla Peonia, è stata spostata un paio di anni fa nel posto attuale, dimostrando adattamento. Ci tengo che i miei interventi le giovino, perché i fiori sono un po’ il mio biglietto da visita. Considerata “Regina dei Fiori” in Oriente, in Occidente simboleggia stima e augurio di lunga vita. È un fiore molto usato per matrimoni e anniversari, in occasione di una prima Comunione o Cresima. Giusto domenica Francesca ha avuto la Comunione della nipote Vittoria: le chiederò se ha visto Peonie. Secondo la leggenda, la Peonia prende il nome da Paeon, discepolo del dio medico Asclepio nella mitologia greca. Paeon era un apprendista guaritore e si dice che abbia scoperto le proprietà curative della pianta, specie nella radice: antiinfiammatorie, antiossidanti, lenitive e antispasmodiche. Come avere una farmacia in casa!
1° Maggio 2026
In una giornata così importante come quella odierna, dedicata al lavoro mi soccorre Gianni Rodari che in due filastrocche condensa il suo pensiero al riguardo. Ogni lavoro ha la sua bellezza, perché ogni lavoro implica cura, fatica, responsabilità. La riflessione finale è riservata ai “fannulloni” che non hanno né colore, né odore perché non lasciano traccia. Se fosse ancora tra noi, credo che avrebbe destinato dei versi a chi non ha lavoro, oppure lo ha perso in un momento di grandi cambiamenti sociali e tecnologici. Molte le iniziative e manifestazioni riservate al lavoro che l’articolo 4 della Costituzione Italiana riconosce come “strumento di progresso”. Io sto con il poeta che racconta l’impegno e l’identità di chi lo svolge nelle filastrocche I colori dei mestieri e Gli odori dei mestieri che riporto perché mi procura belle emozioni. Io so gli odori dei mestieri:/di noce moscata sanno i droghieri,/sa d’olio la tuta dell’operaio,/di farina sa il fornaio,/sanno di terra i contadini,/di vernice gli imbianchini,/sul camice bianco del dottore/di medicine c’è un buon odore./I fannulloni, strano però,/non sanno di nulla e puzzano un po’.// La filastrocca, conenuta nella raccolta Filastrocche in cielo e in terra (1972) celebra il lavoro attraverso il senso dell’olfatto, attribuendo un odore caratteristiche a ogni professione. Non mi stupirei avesse associato quello dell’insegnante a gesso e inchiostro. Quando ero in servizio, alla fine delle lezioni entravo nel panificio tra scuola e casa, per annusare il profumo del pane, un vero toccasana contro lo stress! E se non tutti i lavori sono ‘aromatici’ ci sono sempre i fiori che possono venire in soccorso, come il mughetto, tradizionalmente legato al primo maggio, come augurio di buona fortuna.
Un’amica in festa 💐
Oggi è il compleanno di Lisa, cui dedico il post perché se lo merita e perché l’occasione mi consente di fare delle considerazioni sull’amicizia. “”La vita non è avere mille amiche, ma trovare le poche giuste di cui hai bisogno” rende bene ciò che penso e ciò che ho sperimentato. Il caso e l’empatia sono alla base del nostro incontro che risale a circa dieci anni fa. Alla stazione di Castelfranco dovevo andare a Savona, per la premiazione del Concorso INSIEME NEL MONDO. Era la prima volta – ne seguirono altre – ed ero piuttosto imbranata, oltre che limitata dalla miopia a leggere sui tabelloni. Per fortuna mi soccorre lei, che andava a Como più disinvolta, più giovane e pratica di me. Facciamo il viaggio insieme e ci ritroviamo, dopo tre giorni al ritorno. Tra una confidenza e l’altra… ci scordiamo di scendere e ce ne accorgiamo a Montebelluna. Facciamo dietro front con il treno e una mezz’oretta di ritardo da giustificare con la neonata amicizia. Ci frequentiamo da allora e l’amicizia si è estesa alla sorella Roberta, amanti entrambe di gatti, piante e fiori, più Nina, la bassottina che è la loro mascotte. Leggono ciò che scrivo e fanno parte dei miei contatti speciali. Temo che le disturberei spesso, se non abitassero a Loria perché sono anche ottime cuoche, abilità ereditata dalla mamma Bruna che ho avuto il piacere di conoscere. Di recente sono stata loro ospite per il mio compleanno: ho apprezzato gli involtini di zucchine di Lisa e la torta Pazientina a forma di cuore offerta da Roberta. La loro amicizia e sorellanza infondono ossigeno alle mie relazioni che si espandono come fiori autoctoni, nel senso che sono spontanee e si autogenerano. Con buona pace delle amicizie ‘a tempo’ che fanno qualche maglia nella rete di sostegno. Buon Compleanno, Lisa 💐
25 Aprile 2026 🥀
25 Aprile, festa nazionale della Repubblica Italiana. Anche San Marco evangelista, patrono di Venezia e protettore di diverse categorie di professionisti, tra cui pittori e farmacisti, ottici, vetrai, notai, scrivani (quindi potrei anche pormi sotto la sua protezione). I notiziari informano sugli spostamenti degli italiani – circa 5 milioni – nonostante i rincari e le incertezze internazionali. In questo fine settimana di bel tempo, le mete più gettonate sono mare, montagna e le città d’arte. Io intendo godermi il giardino e la tranquillità domestica, 1° Raduno Auto e Moto d’Epoca permettendo. Esco e faccio la consueta puntata al bar che è chiuso. A due passi c’è l’altro, sprovvisto però di quotidiano che compero in cartoleria. Nessun segno tangibile dell’anniversario della Liberazione. Durante il ritorno, all’altezza delle ex scuole elementari alzo lo sguardo e vedo che sul terrazzino di un appartamento è stata esposta una bandiera: questo gesto di appartenenza mi commuove. Non so chi ci abiti, ma mi sento in consonanza con la persona che ha espresso il suo amor di patria con un gesto semplice, senza ricorrere a canti e parole altisonanti. Oggigiorno si percepisce molta insoddisfazione e quasi una fuga dalla cosa pubblica. L’entusiasmo per il cambio di regime avvenuto nel 1945 sembra essersi disperso nei decenni successivi, complici le ‘nuove’ guerre degli ultimi tempi. L’invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “Ricordiamo i valori costituzionali” non è retorica. Mantenere viva la memoria è un valore, indipendentemente dalla modalità. Sulla cunetta di fronte casa mia sono comparsi dei papaveri rossi, i primi fiori che spuntano in questo periodo nei campi, liberi, simbolo anche della Resistenza italiana. 🥀
Rodari, leggerezza e riflessione
Mi sono imposta il riordino della cassettiera in studio, dove riposavano da anni materiali scolastici e non che destino al bidone della carta. Un lavoro che avrei dovuto fare molto prima, rinviato con scuse varie. Non potevo più procastinate e mi sono rimboccata letteralmente le maniche. Mi viene tra le mani un libriccino ancora incellophanato: Filastrocche lunghe e corte di Gianni Rodari (1920 – 1980), quello che ci vuole per concedermi una pausa e farmi sorridere. Forse lo avevo comperato per mio figlio, oppure intendevo usarlo a scuola. Ma non è successo, dato che è ancora in una rigida custodia di plastica da cui lo estraggo. E lo leggo. Si tratta di una raccolta costituita da 22 filastrocche prese da diversi volumi pubblicati tra il 1950 e il 1964. Conoscevo l’autore e si consolida l’idea che la sua opera, destinata in primis ai bambini – era stato anche Insegnante elementare – offra spunti di riflessione agli adulti. Lo conferma la chiusura di molte filastrocche che suona come una tirata d’orecchie ai potenti che fanno la guerra.Riporto la FILASTROCCA BURLONA Filastrocca un po’ burlona/per divertire qualunque persona:/se la salita fosse in discesa,/se la montagna stesse distesa,/se tutte le scale andassero in giù,/se i fiumi corressero all’insù,/se tutti i giorni fosse festa,/se fosse zucchero la tempesta,/se sulle piante crescesse il pane,/come le pesche e le banane,/se mi facessero il monumento…/io non sarei ancora contento./Voglio prima veder sprofondare/tute le armi in fondo al mare.// Direi che è geniale fare incontrare nei suoi versi il bambino e l’adulto bambino, distribuire leggerezza, ma anche spunti di profonda riflessione.
