“Serata intima e partecipata” è il commento quasi notturno di Lisa Frison all’incontro letterario di ieri sera, valorizzato dalla lettura espressiva di alcuni passi dal mio Ricami e Legami. “Grazie siamo stati tutti benissimo” è l’impressione a caldo di Adry che mi ha scattato una foto che “ti rappresenta pienamente” a dire di Pia. Infatti l’atmosfera era distesa e accogliente, da “salotto letterario” per l’inclusività e il calore. Mi aspettavo più persone – assenti i maschi, meno Sisto Manaigo che posta ottime foto sul web – meno toccati dal tema della genitorialità che coinvolge le donne in prima persona. Forse il buio che a novembre scende presto non invoglia le uscite. Comunque le persone presenti erano di livello, per me speciali: amiche, colleghe, simpatizzanti. Mariuccia è scesa da Belluno per me. Una sorpresa essere pubblicamente elogiata da Paola, insegnante e madre di tre figli piccoli. Ha ricordato l’appello delle emozioni che facevo in classe (lo avevo scordato) e l’attenzione all’attualità durante le ore di Cittadinanza. L’attualità è un mio cavallo di battaglia che nutre anche i miei post quotidiani. Lo ricorda il Consigliere Gianpietro Mazzarolo che introduce la serata, sottolineando la mia attitudine ultradecennale a scrivere romanzi e articoli che posto ogni giorno dal 2000 sul blog verba mea. Gli fa eco la Consigliera Novella Franciosi che vivacizza il ricordo degli Anni Settanta, sfondo del mio romanzo Passato Prossimo, ricordando il suo ingresso nel 1973 da giovane sposa a Castelcucco dove ha profuso per la comunità molte energie. Lucia Zanchetta, figlia di emigrante ritornato a Castelcucco dopo anni di lavoro in Venezuela, fa rivivere con nostalgia lo spirito di comunità della piazza dinamica del paese. Emozionata e lieta, a fine serata mi porto a casa un’Orchidea, due mini Stelle di Natale, perfino una piccola Limonera, con la soddisfazione di avere condiviso con un pubblico ricettivo un pezzo di passato per alleggerire il gravoso presente.
Categoria: Tempo
Dietro le quinte (di un evento letterario)
Oggi sono di fretta, perché devo prepararmi per l’incontro di stasera…sperando che ci sia qualcuno: malanni di stagione hanno già fatto delle vittime, sono arrivati freddo e nebbie, il tempo ha il suo peso. Dovrei essere quasi esperta, considerato che non è la mia prima presentazione. Ma condivido il pensiero di Giancarlo: i libri sono un po’ come dei figli ed è sempre un’emozione ‘metterli al mondo’. Guarda caso, in questo mio ultimo Ricami e Legami si parla anche di genitorialità, sebbene dalla postazione femminile. Cosa c’è dietro le quinte? Prima di tutto la sala che è del Comune, dove accedono altre associazioni. Mi compete un pizzico di attenzioni per accogliere gli ospiti: ho ordinato dei ciclamini per abbellire il tavolo dove si accomoderanno due relatori e la lettrice. Il punto dolente è trasportare i libri, che pesano: dove li metto? Tra borse di plastica e scatoloni, alla fine opto per delle cassette della frutta, meglio se colorate (mettono di buonumore), aggiungo un porta ritratti dove posizionare in bellavista una copia del romanzo da presentare e un quaderno per le firme di presenza. Un cestino con delle caramelle Caffarel ci sta, per addolcire eventualmente i presenti. Se scordo qualcosa, provvedo entro sera. A metà mattina passo in fioreria a prendere i fiori che carico nel bagagliaio: a questo punto basta portarli in loco dove mi aspetta la fida Lucia. Spostiamo un tavolo all’ingresso dove alloggiare le copie di Passato Prossimo mentre distribuiamo a gusto nostro quelle di Ricami e Legami sul tavolo della rappresentanza. A mezzogiorno l’ambiente risulta adattato all’evento e decidiamo di tornare a casa. Sto per dire a Lucia “Ci vediamo domani”… ho perso il senso del tempo! Sono un po’ stralunata: una cosa è scrivere, un’altra promuovere un evento. Vada come vada, siete tutti invitati!
Amica anti stress
Oggi 7 novembre si festeggia San Prosdocimo, vescovo di Padova, primo capo della chiesa locale nominato vescovo da San Pietro. Il suo nome significa ‘l’atteso’. Sul mio calendario però è segnato San Ernesto. Oggi è anche la Giornata mondiale contro lo stress. Ovviamente queste informazioni non le possiedo: le cerco sul web, così mi tengo in allenamento. Curioso sapere chi è nato in data odierna – un sacco di gente che non conosco – mentre conosco e frequento Marcella, un’amica anti stress che oggi compie gli anni. Un po’ di cronistoria: i miei genitori si sono trasferiti a Possagno da Cavaso quando avevo circa dodici anni, in una casetta dell’allora INA Casa in via Croce, precisamente la seconda. Nell’ultima, la sesta abitava Marcella, mia coetanea con cui legai subito. Alla sera sgattaiolavo fuori e andavo a salutarla, trovando molta accoglienza anche da parte dei suoi genitori. Il padre Carlo faceva delle ottime torte e Gentile un caffè che è rimasto memorabile. D’estate, da ragazzine prendevano il sole nell’orto (poetico). Si è sposata presto e le ho fatto da testimone. Quando è diventata mamma della primogenita Roberta, ho seguito il suo travaglio, accompagnato da lamenti e battute spiritose. Marcella infatti era ed è una persona estroversa e vivace, che affronta la vita ‘di petto’. Sa destreggiarsi in tutte le situazioni. Affidabile e riservata, su richiesta offre consulenza, ovviamente gratuita. Durante la mia convalescenza dopo l’intervento alle anche, ha corso al posto mio, senza risparmiarsi. Di recente, anche lei ha subìto l’intervento di artoprotesi, perché “voleva copiarmi”. Ci sentiamo e vediamo, senza importunarci. Si merita che le dedichi il post odierno. Buon compleanno, Marcella: prosit! 🥂
Election day
Manca una manciata di ore alla elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America, e sono in ansia. Non sono una politologa e nemmeno una profonda conoscitrice degli USA, però posso dire che non mi piacciono l’arroganza, la strafottenza, la comunicazione offensiva e chi le rappresenta. Faccio il tifo per chi si è fatto da solo, e meglio se è diverso perché consento così al mio spirito anticonvenzionale di emergere. Al tempo di Barack Obama, avevo assegnato una traccia in un compito in classe che era stato svolto sotto i migliori auspici. Anche Michelle, la moglie del Presidente rappresentava un valore aggiunto. Peccato davvero che quella stagione non si sia rinnovata. Adesso lei sostiene la candidatura di Kamala Harris che il concorrente ha definito “gattara senza figli”, andando di proposito a toccare una sfera intima. Non oso immaginare le bassezze a cui può ricorrere un uomo bramoso di potere, per di più pieno di danaro. Molte copertine di settimanali sono dedicate all’evento imminente che nella notte tra il 5 e il 6 novembre ci farà sapere come ha votato l’America. È chiaro che spero vinca Kamala, non solo perché è donna, parecchio più giovane dell’avversario, di bei modi, con un passato interessante. Per come sono messe le cose e non essendoci avversari altrimenti competitivi, non avrei dubbi a votare per lei, anche per voltare pagine, sperando in un cambio di rotta. Certo l’America è vasta, oltre che complessa, un contenitore di umori contrastanti, l’hard power e il soft power…il tutto e l’incontrario di tutto. In tanta varietà e confusione mi auguro che gli Americani non votino con la pancia e scelgano per il benessere a lungo termine. A cui è strettamente legato quello mondiale (aiuto!)
Nascere è ricevere tutto un universo in regalo
Sul quotidiano la Repubblica di venerdì, leggo l’articolo di Enrico Ferro a pag.16: “Bloccati in Argentina senza nostra figlia non torniamo a casa” che per tematica si collega al mio ultimo romanzo Ricami e Legami. Il fatto di cronaca riguarda una coppia italiana – un medico oncologo padovano e il suo compagno infermiere – fermata all’aereoporto di Buenos Aires con una bimba nata con la maternità surrogata il 10 ottobre scorso. In Argentina manca una legge specifica al riguardo. In Italia la Gpa (gestazione per altri) è diventata ‘reato universale’ il 16 ottobre scorso. La donna che ha dato alla luce la bambina ha 28 anni e sostiene di essere stata contattata su facebook. Nel mirino degli inquirenti argentini c’è l’agenzia a cui si sono rivolti i due uomini. Costo dell’operazione 5.500 euro, di cui solo una minima parte alla donna. Alexander Schuster, avvocato esperto in diritti riproduttivi ipotizza che “Tanti italiani saranno costretti a fuggire all’estero” e chi non ha altro modo per diventare genitore rinuncerà anche alla cittadinanza. Due estati fa, quando iniziai a scrivere il romanzo che presenterò venerdì 8/11 alle 20.30 in saletta ex Municipio di Castelcucco sapevo che l’argomento era spinoso e ho scelto di non affondare la lama. Persuasa tutt’oggi che la famiglia sia dove regna l’amore, non ne farei una questione di come uno nasce, ma piuttosto perché. Dare la vita è un’esclusiva femminile, non scontata né obbligatoria. Conosco donne intristite per non essere diventate madri, ma so di madri tutt’altro che materne dopo aver assunto il ruolo. Come diceva ‘L’Oriana’ (Oriana Fallaci) “Essere madre non è un mestiere, non è nemmeno un dovere: è solo un diritto tra tanti altri”. Dovrà farsene una ragione anche Paulina, la protagonista del mio romanzo che è costretta a sospendere il suo progetto di vita a causa della guerra scoppiata in Ucraina. Sul dopo ho steso un velo di silenzio, in attesa della pace.
Foscolo e ‘fatal quiete”
Mi piace il crepuscolo che piaceva al Foscolo nella celeberrima poesia ALLA SERA, una riflessione sulla morte, suggerita dall’immagine della giornata che volge al termine. Un sonetto in linea con la giornata odierna di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti domani. Forse perché della fatal quiete/Tu sei l’immago a me sì cara, vieni,/O Sera! Nel componimento il poeta dialoga con la sera, metafora della morte, ‘fatal quiete’ che non viene percepita in senso negativo, ma come un rifugio, il posto in cui si torna. La sera appare come un momento di raccoglimento e di pace, lo stato necessario per poter riflettere e scrivere, che è ciò che capita anche a me. Concordo che la sera rappresenti anche il tempo ultimo, la fine della vita terrena e l’inizio di un’altra dimensione, un po’ come ritenevano gli Etruschi. Il feeling tra vivi e trapassati è oggi protagonista, lo testimonia la folla in visita ai cimiteri, musei a cielo aperto. Ci vado di prima mattina, per poter dialogare con i defunti senza essere distratta. Sosto presso i miei e poi faccio uno slalom tra le tombe tirate a lucido. Mi concentro sui nomi. Le foto mi restituiscono le fattezze di persone che ho conosciuto di cui conservo un particolare, una gentilezza: Camilla mi chiamava ‘perla’, Gentile mi preparava un ottimo caffè, Assunta mi dava le uova delle sue galline. Per affinità, il pensiero mi restituisce nonna Adelaide, le colleghe Marta e Gianna, l’amica ecuadoregna Zulay, mia madre Giovanna. In situazioni di difficoltà mi chiedo come si sarebbero comportate al posto mio, e in qualche modo procedo, come se si fosse accesa una lampadina: riemergono il sorriso mesto di Marta, la risata liberatoria di Gianna, la voce angelica di Zulay, lo sguardo fiero di Giovanna, il silenzio espressivo di Adelaide. Ognuno ha i suoi angeli custodi, che ci illuminano il cammino. Buon Ognissanti!
Povera Spagna
“Il riscaldamento globale amplifica gli eventi estremi che ci sono sempre stati”: parole del climatologo Luca Mercalli, a commento del nubifragio avvenuto a Valencia e nella Spagna del Sud. In otto ore la pioggia di un anno, almeno 95 morti, molti dispersi. Gli assomiglia quanto verificatosi di recente in Liguria, anche se di minore entità. Roba da non credere, se le immagini che entrano in casa dallo schermo non fossero reali. ‘Alluvione’ e ‘nubifragio’ sono parole ormai purtroppo ricorrenti, cui si aggiunge ‘apocalisse d’acqua’. Una catastrofe senza precedenti. In Spagna, proclamato il lutto nazionale per tre giorni. Interi paesi sommersi dal fango. Il torrente di macchine accatastate le une sulle altre non ha bisogno di commenti. Una ragazza sul tettuccio dell’auto attende di essere salvata dall’elicottero. Dei giovani in vacanza nel sud del Paese rispondono desolati al microfono di un giornalista. Sembra che l’allerta meteo sia arrivata in ritardo. Secondo me, siamo noi in ritardo a considerare il cambiamento climatico, con annessi e connessi. Veniamo alle odierne previsioni del tempo in Italia: stabile e soleggiato ovunque. Temperature superiori alla media, ieri raggiunti 26 gradi, perfino troppo. Sono confusa e preoccupata. Non ci resta che adattarci agli sbalzi di temperatura, ma non è scontato. Io stessa devo ancora fare il cambio degli armadi e in camera si alternano indumenti estivi a quelli più pesanti. Piante e fiori ne risentono, il secco intenso prima e le piogge estenuanti poi hanno infierito sulla maturazione dei frutti. Ad esempio, il mio Melograno che lo scorso autunno aveva dato molte melagrane, quest’anno ne ha una di numero, pure piccina! Per fortuna ad altri è andata meglio: me lo conferma la foto arrivata propizia per accompagnare il post odierno.
Halloween incombe
Col ritorno del bel tempo mi sono data al giardinaggio e mi sono totalmente scordata che ottobre sta per finire. Ci pensa il telegiornale mattutino a ricordarmi che siamo alla vigilia di halloween, festa d’oltre manica mai ‘digerita’. Diffidente vado a controllare sul calendario: al 31 è riportato santa Lucilla – Halloween, quest’ultima parola scritta in rosso, non so se per valorizzare la ‘festa’ oppure per mettere sul chi va là. Il nome Lucilla, diminutivo di Lucia deriva da ‘luce’ e significa ‘nata all’alba’. In epoca antica veniva attribuito a molte giovani romane nate al sorgere del sole. Di santa Lucilla, vergine e martire a Roma con suo padre Nemesio sotto Valeriano non è dato sapere altro. Ma mi incuriosisce più di halloween, che mi indispone per lo sfondo di mostri, sangue, scherzi…si salvano le zucche! L’origine celtica della festa prevedeva che il 31 ottobre gli spiriti dei morti potessero unirsi al mondo dei vivi, perciò si accendevano falò e si indossavano costumi per allontanare i fantasmi. Beh, se l’incontro potesse avvenire, io lo vedrei in tutt’altra atmosfera, serena e conciliante. Magari potessi trattenermi a tu per tu con i miei defunti che sono già parecchi: fiori, sorrisi e profumi farebbero da accogliente cornice. In cartoleria, ammodernata da poco c’è una strega ‘terrificante’ che accoglie i clienti: probabile che i bambini si divertano, io non vedo l’ora che la ripongano in uno sgabuzzino. Non sono paurosa, piuttosto infastidita dall’imposizione di mode esterofile. Per non parlare del famigerato ‘dolcetto o scherzetto’, sostenuto perfino dai genitori dei pargoli in sfilata tra i cancelli. Posto che il mondo è bello perché vario, mi dissocio dai comportamenti che ignorano la sensibilità altrui. Quanto ai trapassati, a saperli ascoltare credo che abbiano da insegnarci a vivere. 🎃
Nascere e vivere
Ammiro il professor Silvio Garattini che domenica pomeriggio parla di longevità durante il programma ‘Rebus” su Rai 3. Nato a Bergamo il 12 novembre 1928, tra poco compirà 96 anni: mangia poco e cammina tanto (5 km al giorno). Il suo ultimo libro si intitola ‘Vivere bene’ che è tutto dire. Durante il servizio, con la presenza di Michele Mirabella e Barbara Alberti si parla però anche di natalità. Non trovo la cosa disgiunta, dato che per vivere a lungo bisogna prima nascere. Il 1964 è stato l’anno del baby boom, con oltre un milione di nascite, mentre l’anno scorso in Italia si è raggiunta appena quota 350.000. Si parla di denatalità e di inverno demografico, legati alla difficile situazione socio-politica-ambientale. Le trasformazioni in ambito familiare sono note a tutti. Ho toccato l’argomento, senza entrarci a gamba tesa nel mio ultimo breve romanzo intitolato Ricami e Legami. Ne sintetizzo la trama: una donna in carriera desidera diventare madre, ma la natura non la asseconda. Dopo varie titubanze, decide di ricorrere alla Gpa (gestazione per altri) e trova in Ucraina Dorina, una donna che accetta di prestare il suo utero per il progetto di vita. Ma scoppia la guerra ed emergono altre problematiche. Molti bambini rimasti orfani e/o soli arrivano in Italia attraverso i canali umanitari.Tra le righe si intuisce che il desiderio di maternità potrà esprimersi in altro modo. Il racconto privato va di pari passo con gli eventi sullo sfondo, così da offrire una doppia lettura: narrativa e giornalistica. Ho affrontato l’argomento, pensando alla frustrazione delle donne che non hanno la possibilità di generare, ma hanno amore da dare. Ne conosco diverse, qualcuna limitata dalla privazione di figli propri. Il mio pensiero a riguardo è lo stesso della grande giornalista Oriana Fallaci – di cui è appena stato presentato il film Miss Fallaci – che riporto nella Nota dell’autrice: “Essere madre non è un mestiere, non è nemmeno un dovere: è solo un diritto tra tanti altri’. Il momento straordinario della gravidanza è esaltato dal dipinto in copertina di Noè Zardo ‘che intende essere un omaggio rivolto alla bellezza femminile’.
Maltempo
Pioggia e vento insistono, ormai da un paio di settimane. Buona parte dell’Italia è sotto la morsa del maltempo. L’estate è stata tosta e lunga. Ho la bicicletta in postazione di uscita, ma non l’ho usata: prima per il troppo caldo, poi per la pioggia costante. Certo, potrei provare con l’ombrello ma non mi azzardo a fare la spericolata con un’anca rifatta sei mesi fa e l’altra trenta mesi fa. Sono molto prudente ed evito di mettermi in situazioni di pericolo. Dentro casa ho solo cinque larghi gradini di legno che introducono alla zona notte. Quando scendo in garage uso lo scorrimano oppure lo raggiungo dall’esterno, accerchiando la cucina. Piccole strategie, se non proprio di sopravvivenza per allontanare piccoli incidenti domestici. Del resto un banale raffreddamento può mettere ko e non sono una paziente…tanto paziente! Non so se esista al mondo un posto con temperatura costante sui venti gradi che per me sarebbe l’ideale. La geografia non è il mio forte, ma non penso che lascerei la mia casa con i suoi ospiti. Mi sforzo di vedere il bello nelle piccole cose, ad esempio le foglie del Fico che cadono, ampie e aperte come mani. A loro modo mi comunicano che si sta andando verso la stagione brulla, quella associata al silenzio e all’intimità della casa, con la stufa accesa e il plaid sulle gambe (meglio il gatto). Libri e giornali di conforto, qualche telefonata…le medicine a portata di mano ma solo al bisogno. In teoria le giornate accorciate e senza distrazioni dovrebbero favorire la scrittura, ma non in questi giorni di adattamento alla mancanza del mio pupillo, Manuel. Se torna a farsi vedere il sole, l’umore se ne gioverà. Il sole è tornato e si volta pagina.
