22 marzo 2026

Oggi 22 Marzo, Giornata Mondiale dell’Acqua che san Francesco chiama “sora”/sorella nel Cantico delle Creature, descrivendola come “umile, preziosa e casta”. Ma è anche giornata di Referendum costituzionale sulla giustizia… nonché il mio compleanno. Una triangolazione interessante. Intanto sono lieta di spegnere la bellezza di 73 candeline, con il sostegno di amici vicini e lontani che ringrazio di cuore. Se non fosse domenica, la cosa sarebbe rimasta più ‘riservata’, ma è arricchente frequentare chi mi esprime simpatia e affetto. La simbologia dei numeri 7 e 3 è incoraggiante, ma di più lo sono le buone relazioni. A tavola mi idrato solo con acqua (e qualche goccia di limone), perciò dirotto gli ospiti al bar per una consumazione più ‘sostanziosa’. A parte i miei gusti, non va dimenticato che l’acqua è anche chiamata ‘oro blu’, risorsa sempre più scarsa e contesa a livello globale, preziosa come l’oro. È anche un simbolo religioso universale, come nel battesimo: significa pulizia spirituale e ingresso in una nuova vita. Che il mio nome Ada, in lingua turca significhi isola, mi sta a pennello. Quanto al Referendum, farò il mio dovere di cittadina, ma avrei preferito che ci avessero pensato i notabili che stanno al potere, a sbrogliare la matassa e senza litigare. Nella giornata in cui faccio il pieno di auguri, ne faccio anch’io ai miei lettori di votare in serenità e coscienza. Le lezioni della storia sono spesso ignorate, fraintese oppure accomodate. Oh tempora, oh mores di Cicerone è ancora attuale, perché non è facile fare il bene. Incrociamo le dita e innalziamo il bicchiere per un prosit seguito da un cordiale cin-cin 🥂

Equinozio e Primavera 🌼

Stamattina la luce voleva sopraffare i balconi, infilandosi dappertutto; infatti è il giorno dell’equiluce cioè il fenomeno delle 12 ore di luce e 12 di buio che si verifica in prossimità dell’equinozio di primavera previsto per le 15.46 odierne. Accendo la radio e sento che alle 15.45 sarà ancora inverno… sorrido per forza! Comunque saluti all’inverno, benvenuta alla stagione della luce e della rinascita. Tra l’altro, oggi ricorre la Giornata Internazionale della Felicità, istituita dall’Assemblea generale dell’ONU il 28 giugno 2012 per riflettere sull’importanza di questo modo di sentire alla base del benessere personale. Senza incomodare la filosofia, sono certa che ognuno di noi colloca la felicità in un posto privato, collegata a persone o situazioni. “In Psicologia corrisponde a uno stato emotivo positivo, un insieme di emozioni che procurano benessere in abbondanza’. Io la trovo nelle buone relazioni, nei gatti e nei fiori soprattutto, considerandola uno stato di passaggio, un’emozione piuttosto che un sentimento duraturo. Dipende anche dal carattere e dal posto dove si nasce. Ad esempio in Giappone, l’equinozio di Primavera è un giorno di Vacanza Nazionale, il che la dice lunga sullo stile nipponico, a mio dire ammirevole secondo molti aspetti. Giusto ieri ho raccolto alcuni fiori sbocciati tra i vasi di terracotta disseminati in giardino, ne ho fatto un bouquet che ho fotografato prima di posizionarli in casa: giacinti di vari colori, narcisi grandi e piccoli, bergenia, rametti d’edera. Mentre li avevo tra le mani, mi chiedevo che fiore avrei potuto essere se fossi nata vegetale. Non sono riuscita a rispondermi, perché ogni fiore è davvero una meraviglia!

Tulipani che passione!

Prima di deporre le armi, l’inverno spara le sue ultime cartucce. Infatti stamattina un’aria fastidiosa fa muovere le neonate foglioline rosse della siepe di fotinia (Photinia). Grey, Fiocco e Pepita sono dentro al calduccio. Non è giornata da giardinaggio, ma il tema dei fiori mi viene tra le mani quando leggo sul quotidiano la tribuna il seguente articolo: Da Nonno Andrea torna la tavolozza dei tulipani Fioriscono 500 mila bulbi. Lo spettacolo è in programma a Villorba, con accesso libero e apertura quotidiana dalle 9 alle 19.30, con possibilità di entrare nei campi e raccogliere personalmente i tulipani previo un contributo, senza necessità di prenotazione. Giusto ieri ne parlavo con Manuel che conosce il posto per esperienza diretta. Qualcosa di simile credo avvenga a Torreglia (PD), però più distante da qua. L’iniziativa è nata per valorizzare il territorio attraverso esperienze semplici, a contatto diretto con la natura, compresi laboratori creativi per bambini e attività più spettacolari come il volo degli aquiloni giganti e la slackline (camminare su una fettuccia tesa tra due alberi). Tornando ai fiori, il tulipano è uno dei miei preferiti, gli manca solo il profumo. Pianta bulbosa perenne, appartiene alla famiglia delle Liliaceae. Apprezzata per i colori vivaci e la forma elegante, fiorisce tra marzo e maggio in pieno sole. Il significato varia molto in base al colore, comunque legato a prosperità e rinascita. Arrivato in Europa dalla Turchia nel XVI secolo è legato alla cultura orientale e alla ricchezza. Il nome deriva proprio dalla lingua turca “tullband” che significa turbante/copricapo. A casa mia, una ‘famiglia di tulipani rossi’ sta sbocciando tra le ortensie: uno spettacolo gratis e a metro zero. 🌷

Precarietà della vita

Sarà per l’età che avanza (a giorni sarà il mio compleanno), ma sono sempre più coinvolta da storie che hanno per protagonista ‘la signora con la falce’, non quella che arriva alla fine di un lungo percorso, ma all’improvviso, sconvolgendo vite. Ne è un esempio il fatto di cronaca successo nei pressi di Maserada dove il 29enne Samuel Mazzon, a bordo della sua Fiat 600 è stato centrato in pieno da una Mercedes che non gli ha dato scampo. Laureato in Ingegneria industriale, lavorava come professore a Valdobbiadene. Un’ennesima vittima della strada. La cosa che mi turba è che viveva con nonna Adriana che non si dà pace e dice: “Questo proprio non doveva succedere. Lui era tutta la mia vita. Me lo hanno ammazzato. Non so come continuerò a vivere. Era perfetto. Se avevo bisogno di aiuto, lui c’era. Mi diceva: “Non preoccuparti nonna, ci sono io qui con te”. Samuel aveva deciso di vivere con la nonna quattro anni fa. Lascia un fratello che è stato testimone indiretto dell’incidente, perché era al telefono in viva voce con lui, al momento dell’impatto. Immagino un feeling tra nonna e nipote che cordialmente invidio. Io non ho goduto della speciale parentela, perché i miei nonni sono mancati presto, oppure erano già trapassati al momento della mia nascita. Mi sarebbe piaciuto chiamarmi Adelaide, come la nonna materna, invece ho ereditato il nome di una figlia/zia morta di tifo a 19 anni. Tra l’altro, non mi è finora concesso il ruolo di nonna, conferito dalla sorte a molte mie coetanee. Perciò distribuisco a pioggia i miei pochi talenti, simpatizzando molto con le persone sagge e longeve perché non si finisce mai di imparare. Anche se la fatalità è dietro l’angolo, la vita rimane una grande opportunità da investire bene.

IA, argomento spinoso

Con un certo disagio ho appreso del licenziamento a Marghera di 37 dipendenti della InvestCloud, società americana specializzata nel trasferimento digitale di servizi finanziari. Il lavoro sarà svolto interamente dall’intelligenza artificiale. Molti dei dipendenti sono ingegneri e programmatori specializzati, dato che non è un dettaglio. Secondo i sindacati potrebbe essere un tentativo di delocalizzare all’estero. Comunque anche in altre parti del mondo si affrontano situazioni analoghe. Quello di Marghera potrebbe essere il primo caso di una serie. Logico chiedersi cosa sarà dei 37 dipendenti licenziati dalla sera alla mattina e come sarà il futuro dei nostri figli e nipoti. Interpellerò Manuel, Ingegnere elettronico su questo spinoso argomento d’attualità. Immagino che la portata dell’evento sia almeno pari a quello della Rivoluzione Industriale, argomento di battaglia al colloquio d’esame di terza media. Vado sempre a parare là, dove ho profuso le mie energie per oltre trent’anni. Ho presente una traccia assegnata per un compito in classe:”Luci e ombre della Rivoluzione Industriale” che potrebbe essere sovrapposta anche al cambiamento attuale. Ma ci vorrà del tempo per valutarne la portata, fors’anche superiore alle previsioni. Una opinionista intervistata dice che spariranno dei lavori e ne nasceranno altri di nuovi, il che è già successo, ma il punto di forza sarebbe che fossimo noi umani a progettarli. In ambito letterario è legale scrivere un libro con ChatGPT, ma l’intervento umano creativo è fondamentale per poter rivendicare i diritti d’autore. Meno male che la IA non è riconosciuta come autrice legale. Mi risulta difficile considerarla come uno scrittore in carne e ossa.

Tempo di orticole

Di mattina, quando apro i balconi della camera il colpo d’occhio mi cade sull’Albicocco, ogni giorno più fiorito. Lo spettacolo si ripete alla sera, quando chiudo le imposte. È stato potato e contenuto per evitare che i rami più lunghi invadano la proprietà del vicino, col timore che ne risenta. Ma il suo abito rosa mi fa ben sperare in una ripresa e nel dono dei polposi frutti, sperando che il tempo balzano non blocchi il processo. Le martellanti piogge della scorsa primavera avevano compromesso la maturazione delle ciloegie. Gustare un frutto proprio dà un piacere unico che ho scoperto a gradi, mano a mano che ho potuto dedicarmi allo scoperto, coltivando piante (poche) e fiori (tanti), anche cresciuti spontaneamente come le Viole. Le piante in via dei Tigli dove abito sono fiorite. Una passeggiata in piazza, all’insegna della bellezza fa bene al corpo e allo spirito. In alcuni giardini svettano delle Magnolie stratosferiche e non c’è bordura priva di vivaci Giunchiglie. Ma è tempo anche di orticole. Ho fatto un salto in consorzio e ho acquistato quattro vasetti che sistemerò sotto il portico a est davanti alla cucina, riservando ai fiori quello a ovest. Elicriso, Aneto, Erba pepe e Timo hanno sprigionato in macchina un profumo salutare. Faranno compagnia a Salvia, Prezzemolo, Erba cipollina, Menta e Rosmarino: queste due ultime aromatiche hanno dato il nome a una rinomata pizzeria nei paraggi. A mio dire, nome azzeccato che invita a fermarsi e a consumare. Potrei fare un piccolo orto, ma devo distribuire le mie energie con una certa parsimonia (non sono evergreen!) e il giardinaggio mi assorbe abbastanza. Non amo stare ai fornelli. Con gli ospiti, preferisco condividere il pasto fuori, magari all’aperto per godere della natura sorprendente.

Corso Propedeutico di Latino

Mentre cerco dei contratti sotto una pila di quadernoni, approfitto per fare un po’ di selezione tra materiali scolastici a suo tempo usati a scuola. Beh, tempo ne è passato parecchio, dato che alcuni risalgono a vent’anni fa. Non provo nostalgia, piuttosto stupore che sia trascorso così tanto tempo… che in qualche modo ritorna. Succede quando l’occhio cade sull’etichetta di un quaderno che sul momento non riconosco: Corso di Latino 2001. La copertina con un soggetto sportivo non poteva essere mia, infatti il materiale apparteneva a mio figlio, che fu uno dei partecipanti del Corso Propedeutico di Latino, per dieci lezioni da un’ora e mezza insieme a Davide, Marisa, Laura, Marta, Erika. Una bella esperienza, perché i ragazzi erano pochi, motivati e ben disposti verso una materia non curricolare. Nella breve relazione finale che trovo inserita in una aletta del quadernone avevo scritto: “La frequenza è stata ottima ed il clima totalmente positivo” mentre nell’altra aletta è custodito l’Attestato di frequenza rilasciato ai vari corsisti – Saul compreso – datato: Castelcucco, 24 Aprile 2001 dove abitavo da pochi mesi. Un bel ricordo che fa emergere la simpatia per una lingua che non è affatto morta e che riemerge quando usiamo parole e/o espressioni latine, tipo: qui pro quo, ex aequo, una tantum, gratis, eccetera. Osservando antichi monumenti o facciate di chiese, non è raro leggere la scritta DOM che sta per A Dio Ottimo Massimo. D’altronde il Latino era la lingua dagli antichi Romani, parlata prima nel Lazio, poi nell’intera Italia e in gran parte dell’Europa e dell’Africa settentrionale. Nei petali di un fiore, gli studenti hanno inserito i nomi delle Lingue Neolatine: Italiano, Francese, Spagnolo, Rumeno, Portoghese, mentre nelle foglie lungo il fusto quelle derivate: Vallone, Ladino, Sardo, Romancio, Catalano, Provenzale. Nelle radici del fiore domina il Latino. Un bel lavoro che ricordo volentieri.

I veri beni essenziali

“La vita sedentaria è il vero nemico”, parole (sante) di Antonella Biral, la personal trainer che allena i centenari ed è contesa dalle Rsa della Marca trevigiana. Nata e cresciuta a Monastier, esperta di “Camminata Metabolica” sembra più giovane dell’età anagrafica, ha un sorriso contagioso e, superfluo a dirsi, un’invidiabile energia. In una foto è con un’allieva di 103 anni, in un’altra è ripresa con allieve di 86, 89 e 91 anni che coinvolge grazie alla musica. Ammette che non tutte riescono a muoversi, ma chi è costretta in carrozzina, rimedia cantando. Assodato che la musica è un’arte, ritengo che coinvolgere persone tanto in là con gli anni richieda una marcia in più. A suo dire, le cinque mosse per restare in forma dopo i 70 anni sono: Attività fisica costante, camminata quotidiana, alimentazione adeguata, allenamento della forza almeno due volte a settimana, tenersi lontani dallo stress, coltivando buone relazioni. Condivido quasi tutto, ma mi trovo in difetto sull’allenamento della forza. Su questo punto mi rimprovera anche mio figlio, che lavora in palestra come istruttore (ma non di centenari) e dice che non mi applico abbastanza per aumentre la mia massa muscolare. Reduce da due artoprotesi, io mi accontento e non mi pongo obiettivi ambiziosi, conscia dell’età che ho. Per ora sto bene nel mio corpo, sono autonoma e ‘lucida’, grazie anche all’allenamento mentale quotidiano. “Mens sana in corpore sano” è stata scritta da Giovenale nelle sue Satire (I – II sec. d.C.). Originariamente, la frase era parte di una preghiera agli dei che tradotta significa: Bisogna pregare affinché ci sia una mente sana in un corpo sano”. Scontato che la salute mentale e fisica sono i veri beni essenziali.

Fiori e santi

Il vecchio albicocco ha emesso i primi fiori rosati qualche giorno fa. Quando apro il balcone al mattino presto, li identifico subito e mi strappano un sorriso di compiacimento. Anche il pesco selvatico sta rifiorendo, dopo oltre vent’anni: ha perso di vivacità cromatica, ma è un confortante esempio di resilienza. Alla base del glicine sono spuntate le viole, ridotte in quantità, comunque presenti. Molti vasi in giardino sono vuoti, pronti per accogliere altre piantine. Comunque in alcune fioriere sono spuntati i fiori cn cui ho fatto il primo bouquet: un sottile giacinto blu, una giunchiglia gialla, una pratolina, degli steli verdi e tre grappoli rosa di una generosa pianta grassa col nome complicato. Serapia mi viene in aiuto: si tratta della bergenia, “pianta comune che un tempo fioriva in tutti i giardini”. In tema di fiori, protagonisti dell’imminente primavera, mi è venuta la curiosità di sapere se c’è un santo protettore delle meraviglie vegetali: risponde al nome di san Fiacre o Fiacrio (Irlanda, 600 d.C. – Francia 670 ca.), figlio del re Eugenio IV di Scozia. Dopo la morte del padre abbandonò la vita di corte per seguire la sua vocazione religiosa. Patrono dei giardinieri e dei fiori, è noto per la sua abilità nella coltivazione e il miracoloso profumo dei suoi giardini. Altri santi associati ai fiori sono: Santa Rita da Cascia (rose), Sant’Antonio da Padova (gigli), san Giuseppe (nardo o bastone fiorito), san Giovanni Battista (iperico). Senza dimenticare la passiflora che nel linguaggio dei fiori è il simbolo della passione di Cristo, mentre il tulipano era chiamato “Il fiore di Dio”, rappresentando protezione e crescita spirituale. Beh, su questo argomento dei fiori mi allargherei volentieri, ma devo “Tirare i remi in barca” per rinvasare nuove piantine.

Caro benzina

Ore 7.40, Mattina News, sono diventati familiari i volti deii conduttori Maria Soave e Tiberio Timperi. Mi cattura il servizio sull’aumento dei prezzi legato alla guerra in Medio Oriente, sintetizzato dal titolo in sovrimpressione: Gli effetti della guerra, sale il prezzo della benzina. Chi ci guadagna? Gli Stati Uniti. Mi verrebbe da dire, ironicamente Che sorpresa! Non mi azzardo a parlare di politica, perché per me è un ‘mare magnum’ dove annegherai. Vado per intuizioni, più che per convinzioni. Di sicuro, qualcuno ci specula: le compagnie petrolifere, i benzinai, gli intermediatori… sta di fatto che l’aumento della benzina – e di conseguenza del gas – acquistato prima dell’espansione del conflitto in Medio Oriente non è giustificato, a rigore di logica. Gabriele Melluso, Presidente Nazionale di Assoutenti, l’Associazione Nazionale per la Tutela dei Consumatori definisce l’andamento dei prezzi: “del tutto anomalo sia per la velocità dei rincari, sia per la loro entità, soprattutto se si considera che la materia prima petrolio è stata acquistata dalle società nei mesi scorsi a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli odierni”. Con i numeri io non ci so fare, e non mi piace guidare. Pertanto al distributore faccio sempre cinquanta euro, e me le segno sul calendario. Sono in pensione e uso la macchina a giorni alterni, per costringermi a camminare. Chi fa strada per andare al lavoro o per altre esigenze familiari, deve mettere mano al portafoglio con sofferenza. Senza contare che l’aumento del prezzo della benzina si espande a tutta un’area di servizi collegati. Mi preoccupa ciò che succederà domani, ma mi impongo di vedere rosato, se non proprio rosa. Abbiamo avuto l’Austerity a fine 1973, a seguito dello shock petrolifero globale. La memoria ci aiuterà ad adeguarci.