Previsione

Caro luglio, cosa ci porti? Dopo mesi strapazzati dalla pandemia, il distanziamento sociale, la perdita di persone… forse anche di buone abitudini per coltivare gli affetti, non potresti almeno evitarci trombe d’aria, grandinate, piogge torrenziali e nubifragi? Mi pare di sentirlo replicare, il mese del solleone e rinfacciarci che lo stravolgimento del tempo è opera nostra, che abbiamo trattato la natura come una pezza da piedi, inquinando e avvelenando senza pietà. “Adesso siamo alla resa dei conti – mi rintrona nelle orecchie – e vorreste stagioni normali con relative soddisfazioni, bella pretesa!”. Sconsolata butto lo sguardo al cielo, premonitore di scenari apocalittici. Può succedere di tutto quaggiù, se lassù la turbolenza non si dissolve. Mi faccio un esame di coscienza e penso cosa posso fare per non peggiorare la precaria situazione ambientale. E prendo nota. Non mi pare di avere grandi pretese: un po’ di sole, un po’ di mare, qualche amico… Vedi tu luglio, se puoi aggiungerci dell’altro (buono, s’intende) per noi, distratti amanti della Natura.

Anniversario

 Buongiorno a chi legge!
Oggi 24 giugno 2020 per me è un giorno speciale: abito a Castelcucco da vent’anni giusti, dopo aver fatto tre precedenti traslochi: non male come esperienza stressante! Col senno di poi, mi fa sorridere pensare a tutti gli scatoloni finiti in cantina, dove alcuni sono rimasti blindati per tempo infinito. La prima sera nella casa nuova c’era il nailon sui pavimenti a parquet; per cena ho consumato una zuppa, utilizzando il cucchiaino da caffè, perché le posate ufficiali erano introvabili. Ma impagabile la soddisfazione di spaziare in un ambiente ampio e silenzioso, senza sentire i rumori che erano consueti nel precedente appartamento in condominio. Inoltre avevo uno scoperto da riempire di piante e di fiori, cosa che è successa in maniera perfino abbondante, nel senso che alcune piante sono nate spontanee, come un fico, un susino e un ciliegio selvatico. Certo c’è da faticare, per tenere tutto sotto controllo, ma ammetto che il sacrificio è ripagato dai frutti spontanei a costo zero e dai bouquet di fiori che raccolgo tra una fioriera e l’altra. Per dirla tutta, il carico energetico mi viene dal saluto dei fiori alla mattina, quando faccio il mio sopralluogo in giardino, ancora in pigiama. Ok, sarà un vezzo da pensionata, ma è anche la raccolta di una semina partita da molto lontano… Chi ha inventato il motto “casa dolce casa” sapeva che avrebbe colpito nel segno. Questo è (quasi) tutto. Alla prossima, ciao!
Ops, a corredo aggiungo la poesia Il mio Eden, sull’argomento, tratta dalla mia silloge di fotografia e poesia Natura d’Oro

Il mio Eden

Da piccola sognavo
una grande casa.
Da grande il sogno
è costato parecchio.
Adesso mi godo
cani e tulipani,
more e lamponi
abbandonato sull’amaca
sotto il favoloso
ciliegio giapponese…
senza più pretese!