Oggi ultimo giorno di Ottobre che toglierei dal calendario, se fosse in mio potere. Quando avevo i cani, Luna e Astro, dovevo chiuderli nella panda color pavone dentro il garage per preservarli dai botti. Abitando in prossimità del cimitero, era tutta una esplosione di petardi, alcuni anche assai pericolosi. Andava meglio se pioveva, come mi auguro stasera. Le telecamere finalmente posizionate, forse scoraggeranno i festeggiamenti per halloween, festa pagana che non ci appartiene. Ma non mi salverò dal campanello e dal petulante ‘dolcetto o scherzetto’. Ammetto di essere diventata fastidiosa, però il clima riflessivo sul tema morte è andato a farsi benedire. Passi per le zucche decorate che hanno un bel colore, ma bare e fantasmi no. Tra l’altro, in questa data venne a mancare per tifo, tanti anni fa la 19enne zia materna di cui porto il nome, seguita a ruota dalla sorella Lina, di 17 anni. Un doppio lutto familiare che tutt’ora mi impressiona, aggiunto alla mestizia per tutte le persone giovani che vengono a mancare improvvisamente. Per Ognissanti preferisco l’intimità e l’introspezione. Tra i vari messaggi di stamattina, mi trova d’accordo e riporto il seguente: Tutta la mia stima per chi ad Halloween non organizza niente e si gode la serata in pigiama. Complimenti a chi lo ha pensato e a Mariuccia che me lo ha inviato.
Categoria: Hobbies
Chi ama leggere non è mai solo
Mariuccia abita a Belluno. Ci siamo viste domenica a pranzo insieme col marito Sisto che fa delle splendide foto. Io le ho fatto vedere la bozza del mio ultimo libro, Amici Inaspettati con protagonisti i cani. Lei mi ha donato un pacchetto regalo contenente un libro acquistato nella Libreria Le Due Zitelle, situata in Piazza Piloni a Belluno. Il titolo è Alzarsi all’alba, di Mario Calabresi, una raccolta di racconti del giornalista e scrittore, di cui avevo letto con soddisfazione tempo fa un’altra pubblicazione. Ma il mio interesse va al nome della libreria, gestita da Marta e Carmen, due giovani donne in gamba e lungimiranti che hanno scelto un nome attrattivo e coraggioso per la loro attività. Essere zitella – io lo sono – cinquant’anni fa equivaleva a dichiarare un fallimento sentimentale. Zitella è un termine della lingua italiana, pare introdotto dal Boccaccio che significa donna nubile d’età avanzata. Quindi con una connotazione negativa che oggi fa sorridere, anzi suscita simpatia. Usato dalle due libraie sottolinea una complicità nella scelta dei libri da proporre ai lettori che consegnano addirittura a domicilio. Dettaglio: il pacco regalo è chiuso non con il solito nastro, ma un filo di lana verde. La libreria era stata prima un negozio di lane e dei gomitoli rimasti sono usati per impacchettare, a suggellare il passaggio da un prodotto all’altro. Direi proprio in gamba queste due libraie che sono curiosa di conoscere. Intanto buon lavoro e buona lettura ai clienti, ricordando che “Chi ama leggere non è mai solo”.
Scrittori e Lettori
La lettera del signor Sergio Bramati, preceduta dal titolo “Il piacere della lettura e la necessità della conoscenza” pubblicata oggi da LO DICO AL CORRIERE mi offre lo spunto per fare un salto a scuola, metaforicamente parlando. L’inizio della lettera è illuminante: “Ho sempre avuto, fin da eagazzo, il piacere della lettura e tuttora, malgrado l’età, 95 anni, continuo a leggere…”. Nel mio studio ho una libreria a parete già molto ‘popolata’ di testi, scolastici e non, utili strumenti del mio lavoro. Tra questi, anche parecchie opere di Narrativa per ragazzi, usate in classe durante l’ora di lettura, in alternativa alle varie letture dell’antologia, parola di origine greca che significa raccolta di fiori, intesi come brani scelti. Per una gradita coincidenza, Federico Piscopo, mio ex bravo allievo, oggi insegnante e stimato storico mi scrive che è mancata di recente, a 92 anni Alessandra Jesi Soligoni, residente a Dosson di Casier, nota scrittrice per ragazzi e insegnante che ho avuto il piacere di conoscere e far conoscere ai miei studenti, compreso Federico. Anzi, il mio scritto al concorso per l’immissione in ruolo riguardava il suo bellissimo romanzo L’eredità dei Bisnenti, ambientato sul Montello. Successivamente ho letto altri suoi romanzi, premiati in vari concorsi. Scrittori e lettori sono anelli della stessa catena. Riguardo alla decadenza della lettura, la Soligoni sosteneva che fosse da attribuire alla indigestione indotta dal progresso, pensiero che corrisponde ai dubbi del signor Sergio nella succitata lettera al Corriere. Per concludere, io leggo e scrivo, attività che distribuisco non sempre in giuste peoporzioni. Ma senza mi sentirei vuota.
Sulla Solitudine
Lunedì è il giorno preferito della settimana, dedicato alla spesa, dopo la lettura del quotidiano. Tra una cosa e l’altra torno a casa tardi, verso mezzogiorno. Di norma, alle quattordici posto il post. Se non l’ho già pronto, devo stringere e fare tornare i conti. Non ho padroni e nessuno mi opprime, ma ci tengo a rispettare la mia tabella di marcia. Orbene, oggi trovo lo spunto, leggendo sul tablet che domani 28 ottobre esce il libro di Daria Bignardi Nostra Solitudine (Mondadori), non intesa come privazione bensì uno stato da cui trarre giovamento. Alla fine del libro la scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica riporta il verso di Emily Dickinson ‘Sarei forse più sola senza la mia Solitudine” che trovo molto efficace per rendere l’idea che si tratta di una condizione da cui si può ricavare benessere, se non proprio felicità. Insomma, la solitudine è una buona amica perché è l’unica che non ci lascia mai. Di certo comprerò il libro, a scatola chiusa perché intuisco di trovarci ciò che cerco: la condizione indispensabile per creare, che si tratti di scrirrura, pittura o qualunque espressione artistica. Ne consegue che io ho bisogno di stare sola per produrre le mie storie, racconti, poesie e perfino il post odierno. A costo di risultare poco ospitale. Vivendo da sola, ma non isolata devo anche occuparmi dei gatti, dei fiori, della gestione della casa e di me. Se devo scegliere tra un pranzo che mi appesantisce e una immersione letteraria che mi alleggerisce, è chiaro da che parte sto.
Amici Inaspettati
Mi sveglio, la luce non filtra sotto gli scuri: è nuvoloso, come previsto. Sento grattare sulla porta della camera. Di solito è Pepita che viene a svegliarmi. Con la coda dell’occhio sbircio sulla radiosveglia per vedere che ore sono e non ci credo: le otto in punto! Non succedeva da un sacco di tempo. Apro la porta e il gradito intruso è Fiocco: ovvio, avrà fame! Dei tre gatti, lui è quello che mangia doppio e il suo stomaco reclama pappa da un paio d’ore. Mi chiedo se la sveglia tardiva sia un effetto collaterale del cambio di stagione – che probabilmente c’entra – ma ho una spiegazione più attendibile: ho dato alle stampe la mia ultima creazione letteraria, un evento che mi ha impegnato un anno e che è andato finalmente in porto grazie al supporto di Manuel. Adesso è il momento di condividere la soddisfazione con chi ha collaborato: Mariuccia, Flavio, Tania, Adriana, Barbara, Erica, i proprietari dei dieci cagnolini della seconda parte. I lettori che amano le storie di cani e ‘padroni’ a lieto fine sono avvisati. Il titolo Amici Inaspettati non è stato scelto a caso e il dipinto in copertina di Noè allude alla possibilità di un mondo nobilitato da buoni sentimenti. Spalmata su 121 pagine, la storia vera si legge velocemente. È disponibile su Amazon in doppio formato: con copertina flessibile più economica, oppure rigida per destinatari più importanti. Il contenuto è lo stesso. Procedura: Andare sull’app Amazon, scrivere il titolo del libro, cliccare cerca, esce tutto. Poi è possibile lasciare un giudizio sul prodotto. Chi non ha familiarità con l’acquisto online, può fare riferimento a me tra una decina di giorni. Mio obiettivo è diffondere il valore dell’amicizia tra creature e sensibilizzare contro l’abbandono. È gradito un passaparola e magari la lettura dell’opera, con valutazione finale. 🐾📚
Agguato mortale al pullman
Dal calcio al basket: che desolazione! Avere macinato chilometri e chilometri e morire alla vigilia della pensione per un atto di vandalismo generato dall’odio tra tifoserie. Mi riferisco all’agguato al bus dei tifosi del Pistoia lungo la superstrada Rieti-Terni con sassi e mattoni che ha provocato la morte del secondo autista Raffaele Marianella, 65enne, padre di tre figli, seduto accanto al guidatore e colpito a morte da una pietra. Violenza inaccettabile anche per la premier Giorgia Meloni. La procura ipotizza un quadro inquietante, secondo il quale avrebbe agito un commando con persone appartenenti all’estrema destra. Fermati tre tifosi della Sebastiani Rieti di 53, 31e 20anni per l’omicidio volontario dell’autista. Pensare che il pullman era stato scortato dalla polizia fino allo svincolo della superstrada Rieti-Terni. Rimasto senza scorta, dopo dieci minuti “è successo di tutto”. Probabilmente seguito da tre macchine di tifosi reatini, è stato bersagliato dalla sassaiola con tragico epilogo. Immagino che i tre indagati diranno che non volevano creare il morto, che di fatto c’è stato. Possibile non pensare che certe azioni incivili danneggiano gravemente lo sport? Se ne stessero a casa certi ‘tifosi’ a poltrire serenamente sul divano, anziché trasformarsi in stolti assassini. Pietà per lo sfortunato autista e condoglianze ai familiari. 🙏
Lieto evento letterario
Percepisco un abbaiare festoso di cani che mi fanno le feste, perché stanno per uscire allo scoperto. Guidati da Rex e Ben, i protagonisti della storia vera arrivano scodinzolando Peggy e Perlina, Orso, Astro, Beppe, Nina, Bobby, Tre Palline, Roy, Maya, Rocky, coprotagonisti della seconda parte del mio ultimo libro Amici Inaspettati. Per non parlare degli occhi dei cani adombrati nel cielo del suggestivo dipinto di Noè Zardo in copertina, allusivi di quelli reali, ma anche dei cani diventati anime. Occhi che fungono da bussola nel labirinto celeste. Dopo un anno di elaborazione, la narrazione è giunta al termine, una lettura rivolta a chi ama gli animali, ma anche a chi non li conosce come potenziali amici, dotati di “un dono straordinario: sanno amarci senza condizioni” come dice Erica Mulas nella retrocopertina. Concetto anticipato da Barbara Pra nella Prefazione: “Prendiamo questi meravigliosi Animali per condividere con loro un periodo di cammino insieme, ma ci dimentichiamo di ringraziarli della loro presenza, della loro compagnia, del loro generoso affetto”. A proposito di Ringraziamenti, senza l’abilità e la pazienza di Manuel il ‘lieto evento’ letterario non sarebbe stato possibile. Grazie a Flavio e Mariuccia che mi hanno raccontato la storia di Ben e di Rex, “un pastore australiano” adottato con soddisfazione da Tania. Grazie anche ad Adriana che si alterna ai due fratelli nella cura di Ben “incrocio tra labrador e cane corso”. Mi sono affezionata alle piccole storie dei cani domestici, senza pedigree, ma con un grande cuore raccontate da: Lisa e Roberta, Lara, Pia, Elena, Adriana, Bepi, Flavio e Roberto. Sono ansiosa che le storie vere raccontate giungano ai lettori. Da ultimo, Il libro Amici Inaspettati sarà acquistabile su Amazon, oppure utilizzando la mia mail: adacusin@gmail.com
Una storia di fratellanza
È mia consuetudine iniziare a leggere settimanali e anche libri dalla fine, una bizzaria che potrebbe avere un risvolto psicologico. Comunque mi offre l’opportunità di fare la personale recensione al libro: Io sono mio fratello di Giorgio Panariello. L’autore usa l’ultima pagina, di norma dedicata ai Ringraziamenti per chiedere scusa:a varie persone e per diverse ragioni. Infine chiede scusa a otto scrittori “e a tutti gli scrittori degni di questo nome”. Folgorata da tanta delicatezza ed essendo anch’io una che scrive – senza santi in Paradiso – riconosco in Giorgio un collega veramente dotato: di fluidità narrativa, misura, equilibrismo nel trattare argomenti tosti con dolcezza. Usando la gamma dei colori per rappresentarlo, gli attribuirei un celeste brillante (il mio colore preferito). Quanto al contenuto, è spalmato su una trentina di episodi che abbracciano la vita dell’autore, dall’infanzia alla maturità che vive “come uno zingaro, un nomade”, a sottolineare lo spirito libero. Co-protagonista è il fratello Franco, “Il Dante Alighieri dei poveri” come si era definito. Una storia di fratellanza cementata sulle fragilità di uno e il tentativo di normalizzarlo dell’altro. Niente lieto fine in apparenza, anzi sì perché Franchino, con un occhio storto e un polmone solo, è arrivato a destinazione “non per una dose eccessiva, ma per un’eccessiva dose di fiducia negli altri”. Da leggere e rileggere.
Gli esami non finiscono mai
Da ragazza, tra i lavori che avrei potuto fare avevo considerato anche il correttore di bozze, per la mia predisposizione al mondo letterario. Poi sono stata inserita nel variegato mondo dell’insegnamento, di cui non mi pento, perché mi sta dando anche da pensionata soddisfazioni impensate. Ieri mi sono calata nei panni del correttore di bozze, il professionista che revisiona e corregge un testo, per garantirne la correttezza formale e la leggibilità, sia per la stampa tradizionale che per la pubblicazione. Normalmente le bozze sono corrette dall’autore insieme con il curatore editoriale, che io non ho. Quindi doppio lavoro. Da insegnante, ho corretto centinaia di compiti, attività che mi faceva anche sorridere. Però gli interventi sulle prove di stampa sono altra cosa: errori tipografici, di battitura, formattazione… non sono nelle mie corde. Tuttavia l’ho fatto, con il prezioso supporto di Manuel Munaron. Insieme abbiamo revisionato la bozza di Amici Inaspettati finalmente in dirittura d’arrivo. Immagino i cani della storia abbaiare festosi, mentre mi sento “Sorvegliata dagli sguardi inimmaginabili” di quelli adombrati nel dipinto in copertina di Noè Zardo. Il tutto in studio, dinanzi al computer, tra un bicchiere d’acqua e un cono gelato, mentre il ‘cervellone’ faceva con comodo le sue verifiche. Sono trascorse cinque intense ore. Alla fine ci sentivamo come alla fine di un tour de force, stanchi ma soddisfatti. C’è sempre da imparare. Io dal mio ex alunno speciale diventato ingegnere elettronico. A conferma che: “Gli esami non finiscono mai” come dice Eduardo De Flippo nella famosa commedia così intitolata.
Solitudine e Creatività
“La briscola contro la solitudine” è il titolo del servizio in coda a 1Mattina News che mi fa iniziare la settimana col sorriso. A Perugia, Mara Bardellini pubblica sui social un invito per chi fosse disposto a fare un po’ di compagnia alla madre Maria, impossibilitata a uscire e privata di relazioni sociali. Questo il testo pubblicato: “Cerco compagni di briscola per mamma Maria, lei ama giocare a carte. In cambio offriamo chiacchiere e merenda, venite in tanti”. Ammirevole l’iniziativa della signora che si è impegnata per riempire i pomeriggi alla madre. L’appello è diventato virale e in molti si sono fatti vivi. Durante la trasmissione viene intervistato anche Stefano Zecchi, scrittore, opinionista e quant’altro che riconosce in questo caso la positività dei social. Io non so giocare a carte, ma mi piace scrivere. Prima della pandemia ero stata in qualche casa di soggiorno per anziani, a leggere poesie e racconti. Devo ammettere con reciproca soddisfazione. Conservo un fiore di carta che le ospiti di una struttura mi avevano regalato. Nel 2021 ho subito il primo intervento alle anche, seguito dal secondo nel 2024, per le preziose mani del dottor Giovanni Grano. Vado in palestra una volta la settimana e cammino q.b. Sono indipendente e autonoma. La solitudine non mi fa paura, la confusione sì. La casa è l’ambiente silenzioso che mi permette di creare. Salute permettendo, sono disposta a uscire ancora, per intrattenere – Gratis et amore Dei – chi volesse prestare orecchio alle mie storie.
