Mens sana in corpore sano

Con la temperatura frizzante non uso più la bicicletta e mi sono riaccostata al tapis roulant, che mi propongo di usare tre volte a settimana, ma sarà da vedere se sarò di parola. Comunque non ci salirei sopra, se non fossi accompagnata dalla musica durante la mia camminata. Inserisco il vecchio tablet su uno scanso della parte computerizzata e ascolto tre quattro canzoni a suo tempo selezionate, della durata media di circa tre minuti. Poi scendo e salgo sulla cyclette, ma lascio andare la musica per altri minuti. Non voglio strafare, perché non sono in palestra sotto l’occhio vigile del personal trainer e non mi piace sudare. Comunque sarei contenta di allungare i tempi di ‘allenamento’, non escludo di riuscirci nel corso dell’inverno, ormai prossimo e lungo. Una delle canzoni che sento più volentieri è Il mondo, del 1965, interpretata da Jimmi Fontana. Per chi non lo sapesse, il testo è di Gianni Meccia, Jimmi Fontana, Lilli Greco, Carlo Pes per la musica, mentre l’arrangiamento è curato da Ennio Morricone. Giustamente definito ‘un successo planetario’, il brano è un inno alla vita e un monito ad affrontarla con un atteggiamento positivo. Protagonisti il tempo e il mondo, al cui cospetto l’uomo si sente un nulla. Mi piace soprattutto la parte centrale: Gira, il mondo gira/nello spazio senza fine/con gli amori appena nati/con gli amori già finiti/con la gioia e col dolore/della gente come me… Mi sembra una perfetta sintesi della pochezza della natura umana in rapporto alla maestosità dell’universo. La voce calda e avvolgente di Jimmy Fontana è persuasiva. Nel tuo silenzio io mi perdo mi fa pensare alla poesia di Leopardi L’infinito. Una dimostrazione di quanto bene possano fare le arti in congiunte. Del resto lo diceva già Giovenale nelle Satire: Mens sana in corporeo sano.

Ricevere e donare

Stamattina Francesca tramite un messaggio mi chiede di passare da lei che mi deve consegnare una cosa. È una compaesana, che frequento da quando ho scoperto grazie a un concorso che ama scrivere. Infatti delle sei penne che costituiscono il blog verbanostra, Francesca è quella che lo nutre, pubblicando spesso brevi e avvincenti racconti. E non è che le manchi il da fare, essendo moglie, madre e nonna di ben sette nipotini, l’ultimo Raffaele nato pochi mesi fa. Immagino che voglia farmi leggere un testo, prima di inviarlo a un concorso letterario, perché me ne aveva parlato, percorso seguito anche da me anni fa. Invece, con mia grande sorpresa, mi fa vedere un bellissimo cuscino celeste, il mio colore preferito, fatto all’uncinetto per me. Al centro ha una piccola rosa, sempre all’uncinetto che impreziosisce il tutto. Sapevo della sua passione di lavorare a ferri e a maglia, ma non pensavo di essere destinataria di un pensiero tanto carino e morbido. Mi viene spontaneo pensare che quando una persona coltiva una forma d’arte, è pressoché fisiologico che si esprima in altri ambiti artistici. Nell’ambito delle mie conoscenze c’è lo storico che è anche letterato o pittore, il pittore che è anche scultore o poeta…e chissà quanta abbondanza deve essere ancora nota. Tornando a Francesca, ispiratrice di questo post ammiro chi sa usare le mani per realizzare manufatti unici, come il cuscino donatomi. Credo dipenda anche dai contatti avuti da bambini e dall’influenza positiva di persone abili frequentate nell’infanzia. La mia è stata privata dei nonni, perché morti o lontani. Per questo ammiro molto chi li può sostituire o me li può ‘prestare’ con l’intento di apprendere ogni giorno qualcosa e magari qualcosa donare.

Stress e Relax

Che bella parola ‘relax’ contrapposta a ‘stress’ con cui ha in comune una certa assonanza. Non l’avrei detto, ma entrambe derivano dal latino: ‘relaxare’/distendere e ‘strictus’ /compresso. Dopo una mattinata stressante (ieri) mi concedo un po’ di relax sul tapis roulant e poi sulla cyclette. Non è più tempo di pedalare con la bicicletta: stamattina c’era la ‘brosa’/brina a Castelcies – parola di Reginaldo – e ho ricoverato la limonera in garage sotto due finestrelle, perché si goda la luce del mattino. Però per spostarla, dato che è molto cresciuta ed è piena di limoni ho dovuto acquistare un carrello porta bibite che mi è costato un occhio della testa. L’ intenzione è di portarla all’aperto quando è bel tempo, ma non so se riuscirò nell’impresa perché la pianta pesa più di me! Per oggi ho dato e scendo in quella che sarebbe adibita a taverna per altri, mentre per me è una mini palestra. Alle pareti ci sono due cartelloni con molte foto private che mi consentono di riappropriarmi del tempo trascorso con i protagonisti passati per casa: cani, gatti, mio figlio piccolo, fiori, la casa nuova nel 2000. La cyclette è posizionata difronte allaVenere dormiente del Giorgione, che solo a guardarla mi infonde benessere. Mentre pedalo mi interrogo su cosa pensi la divina creatura, oppure se stia sognando e cosa. Di sicuro il suo è un relax superlativo, che si espande sul paesaggio circostante. Comunque un favore lo fa anche a me, che resto incantata ad ammirarla. Non potrebbe essere più appropriata la location che le ho riservato per recuperare un po’ di benessere psicofisico. Quando ho consumato una settantina di calorie stacco, perché comincio a sudare e non mi piace. Forse è da adesso che potrei perdere peso, ma non mi interessa più di tanto. Mi impegnerò prossimamente per smaltire un paio di chili. Oggi è stata una giornata stressante e mi abbandono al relax.

Il mio braccio destro

Caspita, mi è sparito il post poco prima di postarlo… era dedicato a Manuel e alle imprese del mio gatto Fiocco. Riprendo dal felino, espertissimo in caccia – e pesca – che l’altro ieri si è fiondato in casa con un uccellino in bocca, che non è il primo. So che in teoria il micio si aspetta che lo complimenti, ma io sto dalla parte del pennuto che gli sottraggo, nella speranza – vana – di sottrarlo a morte. Manuel è venuto in mio soccorso per sbrigare varie incombenze e dice che potrei scrivere un post sulle scaramucce del pelo rosso ‘bello e impossibile’. Preferisco concentrarmi sulle abilità del mio ex bravo alunno, tra tre settimane Dottore in Ingegneria Elettronica. Frequentarlo è la più bella eredità professionale, anche perché Manuel sa fare un sacco di cose in svariati campi. Prendiamo lunedì scorso: risintonizzato due televisioni, ingrassato una finestra, sfiatato i radiatori, riportata a livello la pressione in caldaia, aggiustate due anomalie sul tablet, controllato due mail con accesso secretato e, la cosa più ostica per me, compilato un format per iscrivermi al Salone del Libro, nella nuova sezione del ‘Self Publishing’ per candidare una mia opera, allegando quanto richiesto, compreso bonifico. Se l’opera verrà accettata, verserò altro bonifico entro fine gennaio e potrò spedire 30 copie del mio romanzo Passato Prossimo perché compaia al prossimo Salone del Libro di Torino. Strada tortuosa per promuovere la mia opera, uscita col covid e rimasta negli scatoloni. Ma grazie all’abilità del mio braccio destro, mi sento sostenuta e sperimento nuove strategie di ‘marketing’ come afferma Manuel che è la pietra miliare della mia pensione. Posso serenamente affermare, parafrasando il titolo del mio ultimo libro Dove i Germogli diventano Fiori che Manuel si merita una lode speciale.

Marmellate…e Campi Elettromagnetici

Pomeriggio insolito per me, dedicato a due occupazioni impegnative: composta di melagrane e visione bozza tesi di Manuel che il mese prossimo sosterrà l’esame di Laurea e diventerà dottore in Ingegneria elettronica. Solo che a fare le marmellate sono quasi esperta, ma concentrarmi su un materiale a me ignoto mi ha quasi turbato. Per quanto anche aprire le melagrane e passarle alla centrifuga per eliminare i semini interni ai chicchi…sia una grana. Inoltre ho procurato mini vasetti, dato il prezioso materiale e le capsule non tengono la sterilizzazione. Un lavoraccio, con rimedio. Viceversa la visione della bozza della tesi mi ha coinvolta ed anche divertita, perché ho appreso termini nuovi, oppure noti ma usati con altro significato. Ad esempio, la parola ‘spettro’ io la colloco in ambiente favolistico, mentre ‘bus’ per me è la vecchia corriera. Di ‘cablatura’ ho sentito parlare, mentre lo ‘switch’ mi fa pensare al ballo. E che dire delle ‘strighe di testo’ che associo ai libri di scuola portati sottobraccio? La ‘camera anecoica’ poi è il pezzo forte, più interessante della mia con le tende a gladioli blu. Lungi da me banalizzare un lavoro che sono sicura sarà apprezzato dalla commissione ma che è molto lontano da un romanzo, genere che mi è più familiare. Sono orgogliosa che il mio ex studente mi dia la soddisfazione di seguire i suoi ultimi passi verso l’ambito traguardo e sono onorata di essere coinvolta nella lettura della sua ultima fatica, il cui titolo per me è perfino imbarazzante scrivere: MESSA A PUNTO DI SISTEMI DI MISURA AUTOMATIZZATI PER MISURE DI CANALE RADIO Elaborato di Campi Elettromagnetici Doveroso dire che Manuel, oltre alle doti di Ingegnere, possiede molte altre qualità che lo rendono speciale e ricercato. Pertanto intravedo e gli auguro una carriera esorbitante di soddisfazioni professionali e umane. 👌🧑‍🎓

Quiz serale

Di solito ceno verso le 19.30, mentre è in onda il telegiornale sulla terza rete. Prima del telegiornale regionale, non so perché preceduto dal ricordo di un musicista che viene replicato da parecchie settimane giro sul primo, per godermi l’ultima parte del gioco Reazione a catena, incentrato sulla conoscenza delle parole e la connessione dei significati. Partecipo al quiz anch’io da casa e qualche volta intoppo la risposta giusta. Mi piace la conduzione garbata di Marco Liorni e che concorrano squadre di amici/colleghi/familiari interessati al mondo delle parole. Adesso è il turno delle ‘Coach’, formato da Alessandra, Claudia, Eleonora, giovani e belle. Tutte e tre indossano pantaloni, il che mi fa pensare che siano grintose, oltre che preparate. Arrivano all’ultimo gioco, mantenendo intatto il sostanzioso montepremi: 121.000 euro che viene dimezzato per acquistare la parola che deve consentire la risoluzione del rebus Reso – Fr….o – Vino. Le tre si consultano e spremono le meningi, perché il tempo concesso per rispondere è un battito d’ali (un minuto, mi pare). Non ricordo a chi sia uscita la parola vincente Fruttato. Mi sembra calzante e da come parla il conduttore dev’essere giusta. Le tre concorrenti si tengono per mano, in ansiosa e speranzosa attesa di sapere se hanno vinto 60.500 euro che anche diviso tre è una bella somma. La camera punta sui volti delle ragazze, ognuna bella a suo modo, chi più emozionata chi più controllata. Finalmente arriva la risposta, su fondo verde come il semaforo che dà il via alla circolazione. L’esplosione di gioia condivisa contagia il pubblico in sala…e suppongo anche quello a casa come la sottoscritta che prova un brivido di gioia. Complimenti alle ‘Coach’ che danno risalto alla nostra bella lingua italiana.

Leggere e scrivere: una festa

Per mia atavica abitudine, comincio a leggere i settimanali – no i quotidiani – dalla fine: sia quelli che trovo al bar e dalla parrucchiera, sia ‘il venerdì ‘ di Repubblica. Delle prime pagine del giornale apprezzo molto ‘Le lettere per Natalia Aspesi’ che ammiro per la vivacità intellettuale e alcuni servizi trattati nella parte interna. Stamattina però mi cattura la pagina pubblicitaria a pag.40 che mi riporta nel mio ambito professionale: Dare Forma alle Parole per Condividere Emozioni Festa della lettura inclusiva dal 23 al 29 ottobre – Abano Terme – Padova. Il sottotitolo spiega che: ‘Attraverso il potere della parola scritta possiamo esplorare, farci ispirare, emozionare e allontanare l’isolamento’ proprio quello che penso io che non a caso ho dato il nome latino Verba mea (= Parole mie) al mio blog e suggerito quello di Verba nostra (Parole nostre) al neonato blog parallelo, esclusivamente letterario rispetto al mio che considera vari argomenti. Credo che le mie colleghe/amiche Francesca, Sara, Valentina, Veronica ed Elisa si sentano parte di un gruppo che ama la scrittura, sia come espressione di sê che come strumento per una lettura inclusiva, cioè accessibile. Ad Abano Terme sono previsti incontri e riflessioni, letture ad alta voce anche in più lingue. Noi sei ci troveremo in settimana per fare il punto… sul da farsi, scusate il gioco di parole, per promuovere la conoscenza del nostro diario online dove tutti sono invitati a leggere ciò che pubblichiamo e a diventare parte di una rete che si autosostiene. In ambito sociale, essere inclusivi significa soprattutto ‘sentirsi accolti’, appartenere a un gruppo di persone che condividono un obiettivo comune, che nel nostro caso è scrivere. Se abbiamo dei lettori, è il top! 👍📖

Consuntivo di settembre

La fine di settembre sembra la coda di agosto e fino alla prima decade di ottobre ci godremo temperature diurne estive, con annessi e connessi. Mi concedo la lettura del settimanale sotto il glicine come a giugno, ma al posto dei simpatici bombi mi prendono di mira le zanzare e sono costretta a coprirmi di insettifugo. L’altro ieri al mercato ho comperato tre bei ciclamini per rimpiazzare i geranei ormai a fine fioritura e li ho collocati nel portafiori di giunco sotto il portico a ovest. Di pomeriggio tiro giù le tende frangisole. Ciò nonostante i raggi si sono infiltrati e hanno inclinato le corolle, perciò li ho spostati in un angolo interno. Lontano il cambio degli armadi, continuo a indossare indumenti estivi. Quando imbruna, verso le diciannove ritiro in casa la voliera coi cinque canarini e i gatti mi seguono per il pasto numero sei o sette. Poi loro, a differenza mia pretendono di uscire e cedo, sperando che rientrino verso le ventitré. Mi piace fare un consuntivo della giornata che a fine settembre estendo al mese che sta per finire. Dunque, vediamo: non sono andata al mare e un po’ mi rammarico. Però ho finito la mia 13esima opera entro il tempo previsto. Ho usato la bicicletta per tutto il mese e ho ripreso a usare il tapis roulant. Consumo l’uva fragola della pergola e raccolgo le prime mele, mentre le melagrane si ingrossano: infatti è tempo di frutti. Mi godo la casa con una intensità che mi sbalordisce, ma è una sorpresa che mi fa bene. Del resto è il luogo dove vivo e creo, con tanti oggetti che mi parlano: i quadri ricamati di mia madre, gli attestati di musica di mio figlio, la mia laurea…tanti libri di scuola e di narrativa, più molte copie di quelli che ho scritto io. E non ho finito: mi riposo un po’ e poi riprendo a mettere nero su bianco. Chi vuole mi segua, ops mi legga!

Uno straordinario animale

Che splendido animale, il cavallo! Elegante, forte, bello… simbolo di libertà e indipendenza. In un test online proposto tempo fa, si chiedeva di scegliere un animale su quattro (compreso il gatto) ed uscì che mi identificavo in un cavallo: non mi sorpresi, pur circondata dai gatti, più economici e adatti a stare in uno spazio ristretto. Cristina, mia nipote ne ha ‘adottato’ uno che vive nella scuderia delle due amiche in provincia di Ascoli e che lei “campa” da oltre dieci anni, per una scelta di cuore “che non ha prezzo”. Lui – non esso – si chiama Egoist, ha 22/23 anni e faceva le corse al trotto. Finita la carriera sportiva e smesso il ruolo di animale da reddito, l’incontro con mia nipote lo ha salvato da un futuro incerto. La premessa, perché stamattina Rai1 alle 7.15, in coda al telegiornale trasmette un servizio dedicato all’ IHP Italiano Horse Protection Onlus, Centro di recupero cavalli a Montaione (FI). Scopro essere una struttura che ospita una sessantina di cavalli in difficoltà, abbandonati, maltrattati… salvati dal macello e bisognosi di cure. Come la cavalla rimasta gravemente ustionata giorni fa in un tremendo incendio – pare doloso – durante il quale è morta la sua padrona nel tentativo di salvare i suoi animali. È morta anche la cavalla, perché troppo gravi le ustioni riportate. Provo ribrezzo al pensiero che ci sia dietro la mano dell’uomo. Oltretutto questo animale dall’aspetto indomito viene usato come terapia in svariate problematiche umane. Durante il breve servizio, dicono che un esemplare era stato trovato in una scarpata e un altro abbandonato perché cieco. Meno male che esiste questo centro di recupero per equini maltrattati che offre visite guidate gratuite tutto l’anno! Il Centro – il primo a ricevere l’autorizzazione ad operare da parte del Ministero della Salute nel 2009 – cerca personale da assumere per prendersi cura degli animali ospiti. Se abitassi là, una visita la farei senz’altro. Grazie a quanti si occupano di questo straordinario animale, compresa mia nipote Cristina.

Tra pubblico e palco

Poco prima delle otto, in coda al telegiornale su Rai1 seguo l’intervista a Claudio Baglioni, 72enne cantautore e musicista romano che in oltre cinquant’anni di carriera ha raggiunto una considerevole popolarità. Il concerto allo stadio centrale del Foro Italico tuttora in corso (termina il 30 settembre ) si chiama “A Tutto Cuore”: un rock – opera show ispirato, visionario, vitale che sta avendo grande successo. È il terzo show multimediale, con 101 persone sul palco più lui, con suggestioni che arrivano da luci, schermi e proiezioni. Le canzoni come novelle che compongono un romanzo. Tra i titoli più noti Strada facendo, Questo piccolo grande amore, Amore bello… tra i 38 brani scelti (40 album pubblicati), un piccolo pezzo del suo enorme repertorio. Il desiderio del cantautore è stupire il pubblico regalando tre ore di “uno show di evasione per fare crescere il numero di cose sognanti e contrastare così quanto di brutto succede nel mondo”. Apprezzo e condivido l’obiettivo dell’artista che attribuisce all’arte “il modo di sopportare la vita” grazie alla collaborazione tra palco e platea. Queste dichiarazioni mi piacciono molto perché anch’io scrivo con lo stesso obiettivo: di elevarmi dalla routine e di condividere emozioni riflessioni e fatti con i lettori. Certo il mio palco è molto ristretto, non ha bisogno di luci ed effetti speciali, ma percepisco un cuore che pulsa dietro i commenti e una mente aperta, disposta a mettersi in gioco e a confrontarsi. Claudio Baglioni ha condotto con garbo due edizioni di Sanremo, nel 2018 e nel 2019, mentre emergeva nel 1985 per la sua Questo piccolo grande amore, vincitrice del concorso “Canzone d’amore del secolo”. Tra i vari premi ricevuti, segnalo il Premio Tenco 2022 alla carriera. Carriera in ascesa di un artista di bella presenza e bei modi. Bravo Claudio!