Jesolo ospita il terzo Festival Internazionale degli Aquiloni, da oggi fino al 7 aprile, dopo il successo delle prime due edizioni di “Aquiloni in Festa”. Una grande festa tra le nuvole, grazie alla partecipazione di 200 professionisti e altri appassionati del volo, con più di dieci nazioni e quattro continenti. Chiamati in passato “cervi volanti” per me simboleggiano la ricerca della libertà. Che l’evento avvenga sul litorale, accresce ulteriormente il fascino della manifestazione: mare e cielo parlano da sé. Ricordo un’estate quando mi trovavo per una breve vacanza a Lignano Sabbiadoro e scrissi una poesia, suggerita dalla vista di un aquilone che volteggiava sopra la straio. Sotto l’ombrellone era appeso il prendisole a fiori di mia madre che si era animato, in risposta alle vibrazioni dell’oggetto volante: praticamente un incontro che mi suggerì la poesia confluita successivamente nella raccolta Natura d’Oro e che riporto col titolo Il Prendisole Sotto l’ombrellone/il prendisole delicato/di mia madre compete/con draghi e aquiloni/foriero di pace./I colori mischiati/ricordano verdi prati/timide viole, ibiscus tropicali/ingenue colombe/rivolte all’orizzonte./Quando l’indosso/mi duole sapere/che lei non c’è più./E sulla pelle sento un brusio/ di stelle.// Il prendisole ce l’ho in casa, sempre sotto gli occhi, una specie di copertina di Linus che mi tranquillizza. I fiori sono il sollievo del mio quotidiano, in questa fase costretta a volare piuttosto basso. Ma verrà il tempo di scrollarmi di dosso qualche peso e librarmi in alto, seguendo il volo degli aquiloni.
Categoria: Hobbies
Sui gioielli
Per fortuna non sono più ossessionata dal tempo che da pensionata gestisco a mio favore, senza gli impegni legati alla professione. Ci pensa l’orologio a muro a scandire i momenti della giornata che col tempo avverso e la limitazione motoria risulta molto lunga. L’orologio da polso che indosso quando esco non funziona più e decido di andare in gioielleria nei paraggi, per farlo rinvenire se possibile, oppure comperarne un altro di fattura simile – cioè piccolo e con la cassa rotonda – ma più economico, adocchiato in precedenza. Il negozio apre alle 9.30, dispone di quattro posti macchina già occupati quando arrivo prima delle 10 e il ranger addetto alla vigilanza mi autorizza a parcheggiare di fronte alla sua auto. Nella mia ingenuità, pensavo di non trovare quasi nessun cliente, supponendo che fosse già stata fatta man bassa di regali per i doni di Pasqua: sbagliato! Quando accedo al negozio, previo giramento delle porte comandate e prelievo del numero, scopro che sono il numero 49. Infatti dentro c’è almeno una decina di persone, la più piccola una bimba sui nove anni, presumo con la nonna. Ambiente accogliente, bel pavimento di marmo variegato, ma nessuna sedia. Aspettare sarà pesante. Quando arriva finalmente il mio turno, dopo circa 40′, chiedo alla ragazza a me deputata se effettivamente il numero assegnatomi corrispondeva ai clienti che mi avevano preceduto. Lei carinamente conferma. Acquisto uno swatch azzurro, con lo sconto del 30% e riporto a casa il mio bel orologio da polso, con l’incertezza che funzioni e l’invito a tenerlo d’occhio. Di sfuggita guardo le perle custodite dentro le varie teche. Non riesco a togliermi dalla mente l’afflusso di tante persone in gioielleria, dopo le feste. Non tutti avranno comperato oggetti preziosi, ma alcuni di sicuro. Sono un po’ disorientata e perplessa. Non sono invidiosa: semplicemente non ricevo in dono gioielli e nemmeno ne faccio. “I diamanti sono i migliori amici delle donne” è la celebre frase che Marilyn Monroe sussurra nel film “Gli uomini preferiscono le bionde” del 1953. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti!
Oggi, Teatro
Oggi 27 marzo Giornata Mondiale del Teatro, giunta alla 62esima edizione. Per l’occasione il messaggio ‘L’arte è Pace’ è stato scritto da Jon Fosse, scrittore e drammaturgo norvegese, vincitore del Premio Nobel 2023. Il messaggio viene letto nei teatri, nelle scuole, nelle biblioteche, nei luoghi di cultura e di aggregazione in tutto il mondo. “La guerra e l’arte sono opposti, proprio come lo sono la guerra e la pace. È esattamente così” è la parte conclusiva del suo discorso, a cui rinvio il lettore. Ritengo che la buona arte possa fare miracoli, a patto di predisporre l’animo alla bellezza: delle parole, delle immagini, del canto, della recitazione, della pittura, della scultura… dell’espressività comunque voglia manifestarsi. Prima della pandemia, ho apprezzato la recitazione di attori non professionisti durante la rappresentazione di commedie popolari in dialetto, schiette e colorite. Da insegnante, durante l’anno scolastico accompagnavo la mia classe al Teatro Duse di Asolo per assistere agli spettacoli per gli studenti delle varie sezioni. Gianna, una cara collega troppo presto mancata era una campionessa nell’imbastire ‘canovacci’ da fare interpretare agli studenti alla fine dell’anno. Sì divertivano tutti, genitori compresi. Io ho calcato il palco in una sola occasione, da bambina. Credo che non mi sarebbe dispiaciuto calarmi nei panni di un personaggio da interpretare. Il teatro è una forma d’arte un po’ di nicchia, a mio parere che viene offerta col contagocce anche dalla tivù. Non sarebbe male incentivarlo a scuola, per favorire le relazioni, specie delle persone timide e poco loquaci. Mi sovviene di aver letto al Liceo La Locandiera, commedia del 1753 di Carlo Goldoni. Mirandolina, la protagonista fu interpretata nientemeno che da Eleonora Duse nel 1891. Il tema centrale dell’opera è la seduzione e la differenza tra i sessi. Mirandolina è una donna forte, indipendente, amante della libertà: attualissima!
Auto volante
• Mi fa sorridere la notizia che sento in coda al telegiornale delle otto sul primo canale: l’avvento dell’auto volante. In Giappone è già in servizio il taxi volante. Chi ha sperimentato la frustrazione di stare in coda con l’automobile potrà compiacersi. A me viene da storcere la bocca: primo, perché non mi piace guidare, secondo perché mi sembra un prodotto da fantascienza che è un genere letterario non nelle mie corde. Leggo dal web: ‘Una macchina volante a due posti sarà messa in commercio al prezzo di 300.000 dollari, con la possibilità di preordinarla già da ora, con un deposito di 150 dollari a veicolo’. La produzione potrebbe essere avviata entro il 2025. Non so come sarà composto il parco circolante mondiale di autovetture, da qui a qualche decennio; piuttosto mi piacerebbe sapere cosa ne potrebbe pensare Leonardo Da Vinci che il 3 gennaio 1496 sperimentò, senza successo, la macchina volante, a imitazione del volo di un’aquila. Non sono contraria al progresso, ma mi turba e disturba la propensione a scavalcare i limiti. Sento il bisogno di camminare, di sentire i piedi per terra, incrociando altri simili, come me in cerca di buone emozioni. Soprattutto in questo periodo di limitazione fisica, dovuto all’anca artrosica invidio chi può camminare e/o andare in bicicletta, assaporando i profumi della primavera. Mi viene in mente la canzone ‘In bicicletta’ di Riccardo Cocciante, che a suo tempo feci sentire ai miei studenti a scuola: una boccata di ossigeno. Non riesco ad immaginare una situazione altrettanto rilassante dentro un’auto volante. Però, mai dire mai. Chi vivrà, vedrà.
Un sabato che sa di domenica
All’insegna della poesia trascorro un sabato che sembra domenica. In compagnia di Lucia e Francesca raggiungo la Tenuta Baron a Fonte dove si tiene la prima parte del Reading poetico legato alla Rassegna ‘Monte Grappa in versi’. La tenuta si trova a due passi dal centro, circondata da ulivi. Diverse piante posizionate in enormi vasi color antracite introducono gli ospiti nella sala dove si radunano i poeti che arrivano alla spicciolata. L’assessore alla cultura del Comune di Fonte Mario Libralato ci accoglie e fa gli onori di casa, insieme con la gentile collega Stefania Ziliotto, Assessore alla Cultura del Comune di San Zenone degli Ezzelini e a Gerardo Pessetto, Assessore alla Cultura del Comune di Asolo, affiancati da Franco Berton, Giancarlo Zizola e Katinka Borsányi. A colpo d’occhio mi pare che i poeti maschi siano meno numerosi delle donne, ma per me il sostantivo poeta è double fax in quanto estensibile a entrambi i generi. Ciò che conta è affidare alla poesia le riflessioni ed emozioni di qualunque periodo della vita, magari da condividere con il pubblico, come in questa circostanza. Il Sacro Monte ha ispirato una quarantina di autori provenienti da oltre venti paesi delle province di Treviso, Belluno e Vicenza, che fanno parte del MAB (Man and Biospere) UNESCO. Un raffinato intermezzo musicale crea momenti artistici paralleli al reading. Il numero e l’intensità delle proposte dimostra che la poesia è un valore aggiunto alle variabili del territorio del Monte Grappa, ricco ed interessante per svariati aspetti. Intensi i testi in dialetto mentre qualche altro, pur apprezzabile sembrava avulso dal tema della rassegna. Sono lieta di constatare che la poesia è viva e vegeta, capace di amalgamare sentimenti diversi con un abbraccio empatico. Conclusa la lettura, mi trattengo volentieri con le sorelle Lisa e Roberta che mi omaggiano di una confezione floreale, e rivedo con piacere dopo qualche decennio Luca, un ex alunno. Dalle mani della solerte Stefania Ziliotto ogni autore riceve in omaggio una raccolta delle poesie selezionate e lette. Le rileggerò in privato, gustando il frutto del talento che anima le Terre dell’Alpe Madre.
Poesia, un bene che fa bene
Un paio di giorni fa si è celebrata la Giornata Mondiale della Poesia, cui mi aggancio per dire che oggi la poesia è protagonista durante la Rassegna poetica Monte Grappa in versi che prevede un reading letterario tra Fonte ed Asolo, rispettivamente alle ore 15 e 18. Io e la mia amica Francesca siamo tra gli oltre trenta poeti che leggeranno ciascuno un paio di opere prodotte. Ma non intendo parlare di noi, bensì della poesia, un bene…che ci fa star bene! Il bello di questa iniziativa, promossa dal comune di san Zenone ed estesa a molti comuni ai piedi del massiccio del Grappa – da cui il titolo della rassegna poetica POESIA dalle terre dell’Alpe Madre Monte Grappa in versi – è che consente di esprimersi e di incontrarsi a persone che coltivano lo stesso hobby. Anzi, ho scoperto con piacere che chi coltiva la poesia, spazia anche in altri ambiti artistici. Ad esempio Francesca è molto brava nel disegno e nel ricamo. L’evento di oggi ci offre l’opportunità di confrontarci con persone vicine al nostro spirito, anche tra gli estimatori del genere. Infatti la poesia si rianima se gira, pertanto è importante per chi la produce ma anche per chi la consuma. Ciò detto, io mi esprimo più facilmente nella prosa, essendomi accostata alla poesia in età adulta. In definitiva, sono due canali espressivi che mi consentono di mettere nero su bianco le mie riflessioni ed emozioni. Con la soddisfazione di condividerle con qualcuno, senza la pretesa che il prodotto piaccia a tutti. Vediamo che succede oggi ore 15 alla Tenuta Baron, via san Pio X, 17 a Fonte; alle ore 18 in Sala Consiliare di Asolo. Intanto buon sabato, alleggerito dalla polvere dorata dei versi che stende un’aura di sollievo sulle brutte notizie abbattutesi sul quotidiano.
Arte e Artigianato
Oggi 19 marzo, Confartigianato celebra la terza Giornata Nazionale della Cultura Artigiana. L’evento si svolge a Pesaro, capitale della cultura italiana 2024. Gli Artigiani incarnano valori quali la creatività, la dedizione, l’abilità, la dedizione. Oggi è anche San Giuseppe Artigiano. Il saper fare è alla base dello spirito creativo delle piccole imprese nell’economia e nella società, capaci di conquistare il mondo con l’eccellenza dei loro prodotti, combinando saperi antichi e innovazione. Tra l’altro, le aziende etiche venete “che rendono possibile l’impossibile”- con 2400 imprenditori coinvolti e 93 progetti sostenuti – sono un fiore all’occhiello in questo ambito. Il Gazzettino ne dà notizia a pag. VIII del quotidiano odierno. I prodotti made in Italy sono apprezzati negli svariati ambiti: gastronomia, arredamento, sartoria… sono meravigliata dall’abbondanza di prodotti che escono come pezzi unici dalle mani dei solerti artigiani che si dedicano con passione a produrre opere uniche. Non a caso la parola artigiano contiene la parola arte che la dice lunga. Pertanto, l’artigiano crea un prodotto unico che comunica emozioni come un’opera d’arte. Per non allontanarmi dal santo del giorno, mi risulta che facesse il falegname, lavoro assai importante e ricercato anche oggi, sebbene compiuto con l’ausilio di macchinari e della tecnologia. Ho avuto bisogno dell’intervento di Mario, falegname per la manutenzione degli scuri e delle travi dei portici. Quando andavo in falegnameria da Gino, entravo in un ambiente pieno di trucioli dorati che mi dilatavano le narici. In casa ho due manufatti religiosi in legno che mi parlano di terre lontane. Adesso che ci penso, anche un pettine artigianale proveniente dall’Africa comperato in un mercatino tempo fa. Perché l’arte è un mezzo di comunicazione sociale, mentre l’artigianato esprime i suoi prodotti con un linguaggio universale.
Dolceria
17marzo 1861, nascita dello Stato italiano. 17 marzo, si festeggia San Patrizio che introdusse il Cristianesimo in Irlanda durante il V secolo dopo Cristo. Mirca, un’alunna delle medie compie gli anni in questo giorno. Lo ricordo perché era buona abitudine tenere l’aggiornamento dei compleanni in classe – sempre apprezzati, un po’ come l’appello delle emozioni – che prevedeva anche il mio, prossimo. Pare che oggi sia anche la Giornata Mondiale delle Torte: che sia una dolce ricorrenza, non ci piove. Siccome sono piuttosto golosa e pigra, mi concentro sull’abbinamento con le torte, che dona alla giornata un alone di festa. Non sono un’esperta, ma potrei essere una buona cavia per chi ne avesse bisogno. Credo non mi sarebbe dispiaciuto frequentare l’istituto alberghiero, sebbene non rinneghi il liceo classico, che mi ha nutrito in altro modo. Non ho una lunga esperienza ai fornelli – la cucina non è il mio ambiente preferito – ma mi diletto in ‘Dolceria’, come chiamo la mia sosta per realizzarvi muffin vari gusti da quando sono in pensione, ovverosia da circa otto anni. La misura del muffin come dolcetto monodose si presta ad essere donato e consumato senza sensi di colpa. Inoltre variarne il ripieno – con frutta e marmellata – evita l’assuefazione al gusto. In pratica, il muffin è come una mini fetta di torta, più ‘spendibile’ e godibile. Tra i miei contatti, c’è chi preferisce la variante con mandorle e carote, pere e cioccolata, mele e cannella…e da ultimo con crema al limone (realizzata coi miei limoni). In calendario, resta da replicare la crostata, la classica torta di mele e lo strudel che ogni tanto metto in forno. Con la Pasqua imminente qualcosa farò, ma senza impegno perché l’artrosi mi limita. Per oggi mi concedo un…dolce ripasso! 🎂
Scrivere è un bene di Dio
Il 19 marzo esce l’autobiografia di Papa Francesco, intitolata “Life. La mia storia nella Storia”, scritta con il vaticanista e amico personale del pontefice Fabio Marchese Ragona. Intanto complimenti al Papa che a 87 anni (Buenos Aires, 17 dicembre 1936) e salute cagionevole, tra i fitti impegni ha trovato il modo di raccontarsi. Il ruolo di ‘autore’ lo rende vicino alla mia attitudine a scrivere. Apprezzo la sua vitalità che si espande anche in ambito letterario. Forse l’opera gli consente di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, dal momento che ha detto: “In Vaticano c’era chi aspettava la mia morte”. Suppongo si tratti di un libro-confessione dove l’autore espone momenti della sua vita. Riferito al titolo, mi attrae il sostantivo ‘storia’ scritto una volta minuscolo e un’altra maiuscolo. Intuisco che Jorge Bergoglio si collochi umilmente nel suo percorso terreno, dentro il grande anfiteatro mondiale. Mi auguro che la scrittura gli sia stata terapeutica. Viceversa, spero gli siano stati evitati i grovigli connessi con la pubblicazione del libro, esperienza che ho fatto e continuo a fare con notevole dispendio di energie. Comunque, scrivere è un modo di esprimersi, di comunicare. Poterlo fare, a qualunque età è un bene di Dio, locuzione quanto mai adeguata. L’autobiografia uscirà in Europa e in America con HarperCollins, il Corriere della Sera è il primo quotidiano che ne ha pubblicato alcuni stralci. Tra le anticipazioni, anche una preoccupazione sull’ambiente: “Il tempo sta per scadere, non ci rimane molto per salvare il pianeta” e un invito ai giovani “a fare rumore”, senza ricorrere a violenze e senza “deturpare le opere d’arte “. Esemplare.
Vitalità del Tango
Vedo con piacere il programma ‘Dalla Strada al Palco’ in onda sul secondo canale il martedì sera, condotto con maestria dal cantante Nek, alla terza edizione. Il titolo è accattivante e profetico, perché già anticipa il percorso artistico dei vari partecipanti, esperti di varie discipline: musica, giocoleria, acrobazia…e chi più ne ha più né metta. Il pubblico in sala vota il migliore tra quelli che si esibiscono, due dei quali vanno in finale, più un terzo recuperato dai due ospiti-giudici della serata che cambiano ad ogni puntata. Interessanti le clip che anticipano le varie performance di artisti per lo più autodidatti. Sebbene il programma sia lungo e chiuda a mezzanotte, merita. Mi concentro sulla coppia di ballerini di tango, ripescata ieri sera per la finale, Alexandre e Mariana: straordinari! Di origini brasiliane, vivono a Napoli. Fasciata in un lungo vestito rosso, con la schiena scoperta, capelli rigorosamente raccolti a chignon, la tanguera ruota il polpaccio con accortezza, mentre il partner la fa volteggiare come un fuscello. La musica è intrigante, ma la danza sulle note è stupefacente. Un po’ me ne intendo, perché anch’io ‘in illo tempore’/diversi decenni fa fui ballerina di tango e vinsi pure un paio di gare. Al di là delle origini di questo ballo di coppia, nato nei sobborghi di Buenos Aires e Montevideo intorno al 1880 mi piace il tessuto emotivo fatto di malinconia, forza, struggimento, voglia di riscatto, passione, eleganza. È diventata per antonomasia la danza del corteggiamento e questo ne fa un valore aggiunto. Condannato dai vescovi francesi che lo ritenevano ‘peccaminoso’ per fortuna il tango fu sdoganato da Pio X, che però preferiva La Furlana, una danza veneta. Insomma, tra passato e presente, il tango ha di sicuro un futuro!
