Passioni e lezioni

Una delle più brutte pagine di storia delle nostre montagne: così si è espresso il Presidente del Veneto Luca Zaia, riguardo la tragedia successa domenica scorsa sulla Marmolada. Pare che sarà aperta un’inchiesta per disastro colposo. Una sopravvissuta, Alessandra De Camilli, 51 anni che ha perso il compagno Tommaso Carollo, 48 afferma che non ce l’ha con la montagna, ma col destino e questa mi pare la posizione più giusta da prendere. Dall’ospedale dove è ricoverata con fratture multiple rende onore al suo compagno di vita e di sport, dicendo: “Tommaso è morto salvandomi la vita”, perché le ha fatto scudo col suo corpo, mentre la frana scendeva vorticosa, inglobando uomini cose, seminando dolore e morte. Averla protetta, “È stato il suo ultimo gesto d’amore”. Leggendo l’articolo stamattina sulla disgrazia piombata addosso a questi due ‘ragazzi’, mi sono commossa, perché è già abbastanza raro condividere passioni e tempo libero. Un vero peccato privare una persona innamorata del suo partner. Il che vale anche per le altre coppie vittime della voragine di ghiaccio: coniugate, affratellate… e dicasi lo stesso se qualcuna era da sola. Se ricordo bene, la parola sorte (o fato/destino) in latino si accompagna a due aggettivi, buona o avversa che la dicono lunga. Ognuno di noi ignora a quale dei due è legata la propria esistenza, finché non lo scopre “sbattendoci il muso”. Non siamo preparati all’imprevisto. Quando la fatalità sconvolge le carte, restiamo basiti e increduli: cerchiamo i responsabili di disastri che avevamo potenzialmente sotto il naso e che non siamo riusciti a decodificare. Chissà cosa direbbero le 11 vittime della montagna, strappate violentemente agli affetti e alla vita: ci consegnano la loro morte, affinché possiamo trarne una lezione.

Provando e riprovando

Per un errore di digitazione, è partito un avviso non destinato al blog, di cui comunque approfitto per raccontare un po’ il dietro le quinte di un’opera letteraria. Ragione aveva l’editore che diceva, al fine di promuoverla, di mettere in preventivo almeno altrettanto tempo servito per produrla. Confermo in pieno. Ho iniziato la primavera scorsa a buttar giù le prime pagine del lavoro concluso a marzo, per quel che riguarda la stampa e l’uscita dell’opera…ma ben prima mi ero attivata per fare le domande di patrocinio per presentarlo ai tre Comuni coinvolti di Castelcucco (dove abito), di Cavaso e Possagno (dove ho abitato) in un periodo ancora assillato dal covid. Ammetto che non è stata una passeggiata, anche in relazione ai dubbi su come si sarebbe…defilata la pandemia. Inoltre la tipografia ha ritardato la consegna delle copie, per mancanza di carta, effetto collaterale – vero o presunto – della guerra russo-ucraina scoppiata a febbraio. Non tutte le Amministrazioni sono sollecite nel rispondere alla richiesta di un incontro con l’autore, talvolta ho dovuto ripetermi, concretizzando il motto dell’Accademia del Cimento “Provando e riprovando”. La fase finale, con la distribuzione del materiale promozionale è eccitante all’inizio, stressante durante, debilitante alla fine. Perciò avrei bisogno di un agente letterario che si adoperasse al posto mio, se non troverò’ l’editore giusto, nel senso che dovremmo piacerci a vicenda. Scrivere è il mio impegno quotidiano e la mia cura. Non credo che smetterò a breve, perché è un’attività per me salutare. Ufficialmente mi sto esercitando dal 2008, quando diedi alle stampe ‘C’era una volta l’ostetrica condotta’, dedicato a mia madre. Sto pensando al prossimo, numero 13, che sarà un romanzo. Per oggi mi fermo qui. Buon pomeriggio a tutti! 🌻

Incontro con l’autore

Gentili lettori ed ex alunni del maestro Enrico Cunial, soprattutto quelli nati nel 1962 (come da foto di classe che farò vedere) Venerdì prossimo 24 giugno presenterò il mio ultimo lavoro letterario DOVE I GERMOGLI DIVENTANO FIORI, nella Casa delle Associazioni, ex Scuole Elementari di Possagno, ore 20.30. Spero che si attenui il caldo di questi giorni e che possiamo trovarci per trascorrere una serata in buona compagnia, ricordando gli Anni Sessanta/Settanta, quando il maestro Enrico Cunial, alias Rico Croda insegnava alle Scuole Elementari, lasciando l’impronta di una didattica severa ma umana. Io lo ebbi come maestro soltanto in quinta elementare, a Cavaso-Pieve, ma è stato il pigmalione che ha fatto emergere la mia attitudine a scrivere. Perciò si meritava che gli dedicassi un’opera, anche se lui è stato importante per Possagno, avendo rivestito vari ruoli. Nel libro sono riportate testimonianze di ex alunni, foto, documenti professionali e militari di quando fu soldato in Albania. Il tutto si legge facilmente in un paio d’ore. Vi aspetto numerosi, Arrivederci! Ada

Bouquet

Confermo che raccogliere fiori è un’occupazione che mi dà la carica. Stamattina tocca a Iris, Rose e Garofani piccoli e profumatissimi. Oltretutto erano di mia madre e li ho trasferiti a casa mia quando lei se n’è andata, nel lontano 2007… ma loro ci sono ancora ed è come se attraverso di loro lei tornasse a salutarmi. Prima di metterli in vaso li fotografo; poi li allego ad un saluto destinato ai contatti più sensibili che mi restituiscono un pensiero e/o un’immagine in tema. Insomma, è un graditissimo traffico quello che si genera grazie ai fiori, ‘Una delle tre cose rimasteci del paradiso’ secondo un’espressione attribuita a Dante. Non è per caso che la mia ultima opera letteraria DOVE I GERMOGLI DIVENTANO FIORI inizi proprio con la poesia intitolata Bouquet, che dopo riporto sotto: tre strofe dedicate ai germogli che si trasformano in piantine autonome e originali, grazie alle cure dell’accorto giardiniere che simboleggia il maestro, altrettanto premuroso nel coltivare il sapere dei suoi scolari. Insomma, connessione ed interscambio di competenze che favoriscono il benessere spirituale di chi si sta formando, e non solo. In sintesi, è ciò che dirò – o meglio che mi propongo di dire – domani sera, durante la presentazione della succitata opera. Siete tutti invitati. Metto a disposizione dei lettori il testo, per un…gradevole anticipo. I fiori sbocciano/nel pieno fulgore,/profumati alcuni/altri colorati/di semplice fattura/oppure elaborati./Ognuno della natura/un autentico capolavoro,/frutto anche/dell’attenzione/del solerte giardiniere/che li ama e li cura./Pure il maestro/agli alunni dedica/tempo e pazienza./Qual fiore, la sapienza/ha bisogno/di mente e di cuore.// Arrivederci! 👋

Insieme è meglio

Evviva, è scoppiato il caldo! Basta riscaldamento (divenuto costosissimo), finestre aperte, profumo di fiori, luce naturale fino a tardi. Mettiamo in conto anche il rovescio della medaglia: insetti, rumori, stanchezza…tutti piccoli fastidi da sopportare però senza mascherina (non più obbligatoria, ma raccomandata), tenendo sempre alto il livello di guardia. Tra i piaceri da recuperare c’è quello di ritrovarsi insieme, ad esempio al bar per ritemprare il corpo, e partecipare ad un incontro con l’autore per sollevare lo spirito. Me li permetto entrambi, ma ho bisogno della collaborazione altrui. Mi spiego: vado al bar Mirò, in piazza a Castelcucco dove Gabriella decora magistralmente il cappuccino. Sono un po’ di fretta e mi pare che il servizio tardi, ma quando arriva il vassoio con la croissant alla marmellata (lei sa quale, mi riferisco all’impasto) e il cappuccino, realizzo perché: sulla schiuma, l’accorta barista ha scritto nientemeno che il titolo del libro che presenterò giovedì 19, ore 20.30 in Centro Sociale sociale a Castelcucco, DOVE I GERMOGLI DIVENTANO FIORI: idea brillante di una persona sensibile e creativa. Grazie mille, Gabriella! Quanto all’incontro letterario, lo immagino come una rimpatriata di ex alunni degli anni Sessanta che ebbero la fortuna di avere per maestro Enrico Cunial, me compresa: severo ma bravo, intuitivo e generoso, come emerge dalle interviste fatte. Senza farne un santino, ho individuato le molte capacità profuse anche nel sociale, dove si è speso come sindaco, giudice conciliatore, cavaliere del lavoro, presidente di seggio. Una intensa testimonianza, allargata anche al periodo del servizio militare come alpino e partigiano. Invito la comunità a partecipare, perché a mio avviso ne vale la pena. Grazie per l’attenzione, arrivederci!

L’arte di coltivare i germogli

La scuola materna parrocchiale Mons. Muriago di Castelcucco confina con l’ufficio postale. Per fortuna, perché l’attesa dentro e fuori l’ufficio per sbrigare qualche pratica è spesso condizionata dalla rete che rallenta le operazioni. È ciò che succede stamattina, quando devo fare un bonifico, previa ricarica della carta di credito, che mi costringe ad aspettare un’ora. Mi distraggo osservando i bimbi giocare in cortile, sotto l’occhio vigile delle maestre: un’altalena sotto il tiglio fa dondolare una bambina, mentre un’amichetta di rosa vestita chiede qualcosa a una maestra (suppongo: ‘posso andare al bagno?’). Un terzetto è assestato attorno a un banco – facile immaginare il gioco – mentre un maschietto sta a cavalcioni sopra un trenino, bene ancorato sulla ghiaia. Un vociare allegro fa da contorno ai giochi che si concludono poco prima di mezzogiorno, quando scolaretti e maestre guadagnano l’entrata, immagino per l’imminente pranzo. Ho ripensato alla mia infanzia, di cui ho un vago ricordo e alla professione dell’insegnante, di ieri e di oggi. Al netto di tutti i cambiamenti e dei ribaltamenti avvenuti in ambito sociale ed economico, credo che accostare il lavoro dell’insegnante a quello del giardiniere renda ancora bene l’idea, perché gli alunni sono come dei fiori, bellissimi e bisognosi di cure. Il titolo del mio ultimo libro DOVE I GERMOGLI DIVENTANO FIORI, dedicato al mio maestro Enrico Cunial, si riferisce all’ambiente scolastico come oasi di coltivazioni speciali dove si intrecciano esperienze ed emozioni. Approfitto per invitare Castelcucchesi, abitanti di Possagno e di Cavaso alla presentazione dell’opera giovedì 19, in Centro Sociale, ore 20.30; la immagino come una rimpatriata di generazioni, durante la quale saranno lette alcune interviste di ex alunni che costituiscono la parte più vivace del libro. Con un pensiero di gratitudine verso il mio maestro e un augurio di ben operare rivolto a tutti i docenti.

Poesia d’impeto

Lunedì impegnativo, come di consueto. Però oggi ci ho aggiunto la distribuzione di volantini e locandine per la prossima presentazione del mio ultimo lavoro. Non credo di avere la stoffa del rappresentante, ma mi sforzo di selezionare i luoghi più ricettivi per l’occorrenza: forno, cartoleria, gelateria, bar, super mercato… biblioteca da ultimo, perché il pubblico lì è in maggioranza di età scolare e poco propenso ad accollarsi letture extra. Ma non è detto, dipende dalla capacità di persuasione di chi orienta i lettori. Lunedì prossimo mi metto in gioco sul campo della scuola primaria, dove farò un intervento nelle prime tre classi elementari riguardante la poesia. Sono lusingata di essere stata invitata come ‘esperta’ dalla maestra Luisa e un po’ preoccupata, perché non ho mai avuto un pubblico di bambini piccoli, cui sono comunque lieta di offrire la mia esperienza. Non mi aspettavo tanto piacevole raccolto dal mio periodo di pensione, libera da impegni e consegne editoriali. Offrirò agli scolaretti alcune mie poesie e racconterò come nascono. Giusto ieri sera ho scritto l’ultima, uscita spontaneamente mentre osservavo il rapimento del gatto, in ascolto dei grilli. Quindi ho usato i sensi della vista e dell’udito, poi allargati all’olfatto, perché arrivavano folate di profumo dal glicine in fiore. Ecco il prodotto, intitolato MAGGIO ORE VENTI: Il gatto/rapito dai grilli/ignora/la campana/della sera./Piano si anima/il lampione/mentre i canarini/continuano/a cantare/nella voliera./La luce/del tramonto/indora/il campo:/ringraziare/vale quanto/pregare.//Nulla di eccezionale, semplicità allo stato puro.

PRO DOMO MEA (A mio favore)

Stamattina esco con l’idea di lasciare qualche locandina promozionale riguardo il mio ultimo libro, in punti strategici di Possagno, dove visse il mio maestro Enrico Cunial e dove io torno ogni sabato per farmi la piega dalla dolce Lara. L’aggettivo non è esagerato, perché trattasi di parrucchiera molto accondiscendente e capace di ascoltare. Da ultime disposizioni, lei indossa ancora la mascherina, mentre io penso se usarla oppure no, occupate le mani da borsa e borsetta. Il salone è libero e la riproduzione sulla stoffa del cielo stellato di Van Gogh può rimanere occultata nella tasca della giacca. Dopo il lavaggio della testa, mentre Lara mi mette i bigodini entra una cliente con la mascherina, di nome Marisa, che al momento non riconosco e che attende paziente il suo turno. Prima di andare sotto il casco per l’asciugatura della mia lunga chioma, srotolo la locandina sulla prossima presentazione del mio libro DOVE I GERMOGLI DIVENTANO FIORI perché Lara possa appenderla tra gli specchi…ed ecco la sorpresa: la cliente, Marisa, esclama che ha già letto il libro! Glielo ha passato Ivo, suo fratello, estimatore del maestro che l’ha avuto dalla figlia Vilma. Non riesco a spiegare la soddisfazione che mi è venuta da questo giro di informazioni e di lettori, come la realizzazione di un cerchio perfetto. Inoltre Marisa ha confermato di aver gradito la lettura, presumo in condivisione con il fratello. Scopro che il maestro era molto considerato e non è stato dimenticato. Chi non l’ha conosciuto, potrà farlo procurandosi il mio libro che il mio amico Francesco – storico e scrittore – ha mirabilmente definito “un bel mosaico con tante tessere che si richiamano reciprocamente ed illuminano un quadro ancor più ampio e significativo “. Grazie amici e grazie lettori. Soprattutto grazie al maestro Rico, cui devo la mia attitudine a scrivere.

Il bene dell’Arte

15 aprile giornata mondiale dell’arte, giorno scelto perché in tale data era nato Leonardo Da Vinci (Anchiano, 15.04.1452 – Amboise, 2.05.1519). È l’occasione per guardare al bello che ci circonda, in ogni sua espressione. In questi giorni funestati dalla guerra, l’arte è anche simbolo di pace, oltre che di libertà di espressione. A proposito del genio Da Vinci, ricordo volentieri una sua biografia romanzata, intitolata IL VOLO DEL NIBBIO, letta in classe e riproposta alle classi seconde nel corso del triennio. Il titolo allude a una profezia di grandezza, suggerita dall’apparizione del rapace sulla culla del neonato, allevato da monna Albiera, moglie di ser Piero suo padre che l’aveva concepito con Caterina, una donna del popolo. Questo per sottolineare che nel privato il genio ebbe le sue preoccupazioni, aggravate dall’invidia dei fratelli “regolari”. Questo l’aneddoto inserito nella biografia. Di sicuro Leonardo sperimentò tutto lo scibile del suo tempo, anche se per i più è legato al dipinto della Gioconda. L’arte, in tutte le sue espressioni gli fece buona compagnia per tutta la vita e trovo giusto riferire la giornata odierna all’anniversario della sua nascita. Tra l’altro fu profugo anche lui e tra le righe leggo il messaggio di affidarsi all’arte anche in momenti travagliati. Personalmente, più volte ho affermato che esprimersi, in una qualsivoglia branca artistica, reca sollievo; non fa differenza che si tratti di poesia, pittura, musica…e altre consorelle. Anche la natura offre uno spettacolo da godere con tutti i sensi, gratis e a portata di mano. Basta staccarsi dal frenetico quotidiano e mettersi in ascolto, osservare con attenzione, sentirsi parte di un tutto. Gli artisti, noti e sconosciuti, sono in questo invidiabili maestri.

Bentornati Pink Floyd

Hey, Hey, Rise Up (Alzati) è il titolo dell’ultima canzone dei Pink Floyd, la prima dopo quasi trent’anni. David Gilmour dice: “Spero che questo pezzo faccia del bene, che ci aiuti a fare qualcosa”. La nuora del chitarrista, ucraina, gli ha mandato un video in cui il cantante (ora soldato) Andriy Khlyvnyuk parla della reazione degli ucraini di fronte alle avversità e la reazione è stata immediata, producendo la riunione della band e il nuovo pezzo. Il brano è struggente. Ne ho sentito un cenno per televisione giorni fa e poi l’ho cercato sulla rete, dove è accompagnato da un video con immagini toccanti. Dico la verità: sentendolo, mi sono commossa come davanti a una funzione religiosa. Encomiabile la scelta degli artisti che si sono rimessi in gioco, destinando i proventi a sostegno del popolo ucraino. In copertina della cover appare il fiore nazionale dell’Ucraina, il girasole, opera dell’artista cubano Yosan Leon, per dire che nulla è stato lasciato al caso. Anche il contenuto del testo tradotto è significativo: Oh, nel prato un rosso viburno si è chinato in basso/per qualche ragione, la nostra gloriosa Ucraina è addolorata/e prenderemo quel viburno rosso e lo alzeremo/e faremo il tifo per la nostra gloriosa Ucraina, ehi, ehi/e faremo il tifo per la nostra gloriosa Ucraina, ehi, ehi/. Il viburno è una pianta da giardino molto decorativa che fiorisce in primavera: produce dei graziosi fiorellini raggruppati in mazzetti a forma di campana, e poi delle bacche rosse che durano molto a lungo. Ne parlava il Pascoli nella prima strofa della poesia IL GELSOMINO NOTTURNO dove dice: E s’aprono i fiori notturni,/nell’ora che penso ai miei cari./Sono apparse in mezzo ai viburni/le farfalle crepuscolari./ Ecco, mi piace questa commistione musica-poesia, rafforzata dalle immagini: un’esperienza sensoriale che fa bene al cuore e alla mente. Complimenti al famoso gruppo rock britannico (fondato a Londra nel 1965), ricostituitosi per un’ottima causa. E a tutti gli artisti che amplificano la voce della solidarietà.