Non riesco a scollegare la telefonata Trump – Putin con l’odierna festa del papà, pensando a quanti capifamiglia si è risucchiata la guerra in corso da oltre tre anni. Pare che il lungo colloquio tra il Presidente americano e il capo del Cremlino sia andato bene: ci sarà un cessate il fuoco, ma solo parziale. L’affermazione del leader russo: “Oggi il mondo è diventato un posto molto più sicuro” non mi rassicura affatto. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto che dobbiamo prepararci alla guerra. Anzi no, le sue parole sono: “Entro il 2030, l’Europa deve avere una forte posizione sulla difesa” che è cosa assai diversa da offesa. Se gli Stati Uniti d’America intendono toglierci l’ombrello protettivo, mi pare sensato pensare a come difenderci da eventuali aggressioni. Riarmo sì, riarmo no… intanto i droni continuano a volare sopra le nostre teste. A Gaza è finita la tregua e attacchi israeliani sulla Striscia hanno provocato oltre 400 morti, tra cui oltre 130 bambini. Sono numeri da brivido. Mi sembra che solo il Papa, dal suo isolamento ospedaliero forzato al Policlinico Gemelli pensi seriamente alla Pace, invocando la Misericordia di Dio tramite la Madonna, Regina della Pace. Sono disarmata sull’argomento e fatico a tenere viva la Speranza, come risaputo “ultima dea”. Il mito greco di Pandora andrebbe attualizzato, perché il vaso contenente tutti i mali del mondo, anziché svuotarsi ne ha introdotti altri, a getto continuo. Vorrei che fossero finalmente versate lacrime di gioia, perché delle altre tracimano i fiumi. Magari San Giuseppe, il modello di tutti i papà può fare un miracolo.
Categoria: Attualità
Tangueri per il Papa
Tra le notizie riguardanti il Pontefice, tutt’ora ricoverato al decimo piano del Policlinico Gemelli mi colpisce questa: oggi pomeriggio in suo onore si esibiranno sotto il suo appartamento dei ballerini di tango. L’idea è venuta a Daiana Guspero, danzatrice di tango argentino a livello internazionale e insegnante in una scuola di Milano che ha invitato i tangueri di tutto il mondo a ballare davanti al Policlinico Gemelli. Papa Francesco apprezzerà di sicuro l’idea. Danza di origine afro-caraibica il tango. Sin dai tempi coloniali gli schiavi neri del Rio de La Plata usavano la parola ‘tango’ per indicare i loro strumenti a percussione, il luogo della danza e la danza stessa. Interessante la sua storia e anche la percezione della danza che si è evoluta nel tempo. Il tango argentino autentico – diverso dal tango da sala – è caratterizzato da una vena introspettiva incentrata sulle interazioni tra i due danzatori che potevano essere anche due uomini. Proprio il 6 Marzo scorso, ho visto la spettacolare performance dei ballerini di tango Pasquale La Rocca e Pablo Moyano durante la trasmissione Splendida Cornice. È noto che il tango è il ballo preferito di Papa Francesco che lo ha ballato in gioventù. Ospite da Fabio Fazio il 7 febbraio 2022, Bergoglio aveva detto: “Un porteno che non balla il tango non è un porteno”, dove porteno significa del porto (di Buenos Aires, capitale dell’Argentina). Insomma, un emblema come il Tricolore per l’Italia. Da ultimo, aggiungo che in gioventù sono stata una virtuosa ballerina di tango, danza che mi rappresenta bene. Non lo ballo più, ma dentro di me continua a vibrare.
Lego, non solo giocattoli
Sarò sincera: da bambina non ho mai giocato con i mattoncini Lego che però ho comperato per mio figlio oltre trent’anni fa. Tra gli articoli visionati stamattina di corsa al bar, mi attrae quello dal titolo: Lego, mattoncino tutto d’oro La nuova vita con tech e arte accompagnato dalla foto di un mattoncino del set Girasoli ispirato a Van Gogh, nato dalla collaborazione con il Van Gogh Museum di Amsterdam. La didascalia della foto dice testualmente: “Le costruzioni Lego si sono evolute da semplici giocattoli fino a diventare sculture o riproduzioni di famosi dipinti”. Per me è una cosa più che buona, quanto mi sarebbe piaciuto giocare da bambina con questi mattoncini! Non so se è un caso che la foto di un girasole, da me fotografato anticipi i miei post quotidiani. Ho avuto il piacere di fotografare degli esemplari che rincorrono il sole vicino casa ed anche di riceverne un mazzo in omaggio, durante la presentazione di un mio libro a Cavaso del Tomba, esperienza di anni fa che ricordo con piacere. Tornando alla Lego, i mattoncini hanno regalato al colosso danese un anno d’oro con l’aumento significativo dell’utile netto. Non mi sorprende che la capacità produttiva si sia espansa negli stabilimenti esistenti in Messico, Ungheria e Cina, con nuove fabbriche in Vietnam e negli Stati Uniti. In Italia, Il negozio Lego più grande, con una superficie di 270 metri quadri si trova a Milano. Nelle vetrine sono esposte le sculture di Riccardo Zangelmi, unico scultore ufficiale della Lego in Italia. Il più grande negozio Lego al mondo si trova a Sydney dove ha festeggiato il suo primo compleanno lo scorso novembre. Dirò a Manuel di farci una capatina… e magari farmi sapere le sue impressioni. 🌻
DIPINTO CONTESO
In questo periodo di perturbazioni mondiali, accantono l’attualità sconcertante e presto attenzione a ciò che riguarda il mondo dell’arte. Sfogliando i quotidiani di oggi al bar mi cattura una notizia che poi leggo anche sul tablet: Trovata una Madonna del ‘500 rubata a Belluno, ma la proprietaria inglese non vuole restituirla. Il dipinto, opera di Antonio Solario (1465 circa – 1530), pittore di scuola veneziana, era stato sottratto al Museo Civico della città veneta nel 1973. Venduto in Gran Bretagna al barone de Dozsa, si trova ora a Norfolk e Barbara de Dozna, vedova del barone se ne professa “legittima proprietaria”. Nonostante le pressioni dell’Interpol e dei Carabinieri italiani, le operazioni di rimpatrio dell’opera sono rallentate. Acquistato nel 1872 dal Museo Civico di Belluno, l’opera è rimasta nella città veneta fino al 1973, quando fu trafugata da una banda di ladri insieme ad altre opere, alcune recuperate poco dopo in Austria. Ma non la Madonna con bambino, acquistata in buona fede dal barone (sulla buona fede magari avrei qualche dubbio). Ci sarebbero gli elementi per scrivere un racconto giallo, fors’anche un romanzo. Del resto non è la prima volta che succede e mi auguro che l’opera contesa ritorni dove era in origine. Non sono un’esperta d’arte, tuttavia sono attratta dalla bellezza della natura e delle opere umane. In via teorica, accanto al Liceo classico frequentato da ragazza, suppongo che mi sarei sentita a mio agio anche in quello artistico. Adesso rimedio alla mancanza, coltivando il bello in tutte le sue declinazioni. Il quadro mi trasmette una doppia sensazione: di equilibrio e di serenità, frutto anche delle tinte combinate di giallo e di viola. Il volto della Madre di Dio è dolce, quello del Bambino umano. Nel riquadro sullo sfondo si nota un paesaggio con un ponte, sicuramente metafora di qualcosa. Chissà dove il barone e consorte hanno posizionato il dipinto, immagino in una zona privilegiata della loro aristocratica dimora. Non ho argomenti per convincerli che l’Arte è patrimonio di tutti. Trovo grande attualità la frase di Gianluca Sonnessa “L’arte non può salvare il mondo, ma forse può convincere le persone che qualcosa da salvare è rimasto”.
Insegnare oggi
C’è da rabbrividire a leggere certe notizie, come l’aggressione ai danni del professore di musica Sergio Orlandi, 60anni, da parte di uno studente 14enne, ripetente, insieme a uno studente più grande a Inzago (Milano). Picchato in piazza per vendetta perché giorni prima lo aveva allontanato dall’aula. Orlandi, che è anche un jazzista di fama, intorno a mezzanotte dopo un concerto stava salendo in auto quando è stato aggredito con calci e pugni, riportando la frattura scomposta di setto nasale e mascella, oltre a numerosi lividi, con una prognosi di venti giorni. È successo la sera tra il 28 febbraio e il primo marzo; il docente ha sporto denuncia ai Carabinieri e la Procura per i minorenni ha quindi aperto un fascicolo. Mi turba ciò che succede a scuola che è stato il mio ambiente di lavoro per oltre trent’anni. Alunni difficile ce n’erano anche allora. Un mio studente aveva scagliato il banco contro il collega di sostegno e un quintetto di rivoltosi in una terza media faceva il bello e il brutto tempo. Però adesso il clima è alquanto peggiorato e si è allentata l’intesa con i genitori. Al professore aggredito sono arrivati messaggi di conforto e di solidarietà da allievi e colleghi… ma non dai genitori dell’aggressore. Reazione scontata e triste. Piuttosto di interrogarsi sull’educazione impartita, cercheranno scusanti per il figlio violento. Riconosco che sono stata fortunata a esercitare il mio lavoro in tempi meno sgangherati degli attuali; accolgo impotente le confidenze di colleghe all’inizio della carriera, ma anche prossime all’uscita costrette a desteggiarsi tra mille difficoltà. L’energia profusa nel mantenere il timone della didattica meriterebbe ben altra considerazione dai vertici. Certo non è obbigatorio fare l’insegnante; nemmeno subire angherie da parte degli allievi.
8 marzo 2025
Ho una poltroncina di giunco che uso fuori, sotto il portico durante la bella stagione. Sabato soleggiato: mi concedo la lettura col sole che scalda la pelle, mentre i canarini cantano e il gatto scorazza su per l’albicocco in fioritura. La sua natura gli concede di saltare spericolato da un ramo all’altro, la mia di passare da un argomento all’altro, senza pressioni e diversità di opinioni. Oggi è giornata di omaggio al genere femminile, cui appartiene anche la Natura, compagna discreta e preziosa delle mie giornate. Se avessi potuto scegliere la data di nascita, sarebbe stata questa; 8 è un numero simbolico importante e marzo è un mese di temperamento. Mia madre ci è andata vicino, visto che il mio giorno natale rincorre la primavera. È noto cosa successe l’8 (in realtà il 25) marzo 1911 nella camiceria Triangle di New York dove perirono 146 persone, di cui 123 donne per la maggior parte immigrate italiane ed ebree. Rivolgo un pensiero di compassione a tutte le donne vittime sul lavoro, di ieri e di oggi, da estendere alle troppe vittime della violenza privata, della guerra, della malattia. Penso a mia nonna Adelaide che perse due figlie giovinette a causa del tifo, e a mia madre Giovanna che a 14 anni dovette farle da madre per diverso tempo. Piuttosto dei baci e dei cioccolatini, mi auguro che le donne ricevano belle parole, collaborazione, carezze e sorrisi, che pare siano anche salutari per il benessere psico-fisico. Poi ognuna nel privato sa dove orientare l’augurio. Quelle grandi come me – qualcuno direbbe vissute, ma io mi dissocio – sanno che la vita non è tutta rose e fiori. Perciò, care Amiche, Colleghe, Compagne di scrittura, Lettrici, Commentatrici… godiamo ciò che Madre Natura ci dona. Buona vita e sereno 8 marzo! 🌻
“L’Europa si sta salvando da sola”
“E’ arrivato il tempo per l’Europa di camminare sulle sue gambe”: è l’espressione efficace usata da Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo al vertice di Bruxelles. La trasmissione Agorà di stamattina mi rinfresca le idee riguardo il Vertice Europeo sulla sicurezza. Eletta dopo la scomparsa del Presidente David Sassoli di cui ha raccolto l’eredità, ai deputati ha dichiarato: “l’Europa rappresenta tutti noi che ci difendiamo l’un l’altro, che avviciniamo i nostri popoli”, nel contesto di un discorso a mio dire di grande attualità. Il vertice Ue è terminato: sostegno unanime al piano sul riarmo in Europa. Quindi unanimità su difesa, approvate conclusioni su Ucraina senza l’Ungheria che si è “isolata”. Nella dichiarazione a 26 sull’Ucraina, il Consiglio europeo “Sottolinea che l’Europa deve diventare più sovrana, più responsabile della propria difesa e meglio equipaggiata per agire e affrontare autonomamente le sfide e le minacce immediate e future, con un approccio a 360 gradi”. Seguo di sghimbescio la politica. Da letterata, presto più attenzione agli scrittori. Leggo con interesse l’intervista di Annalisa Cuzzocrea a Erri De Luca “Mi sento più europeo di prima non dobbiamo dividerci” a pag. 17 del quotidiano la Repubblica. Il noto scrittore, giornalista, poeta napoletano si aspetta l’insorgere di contributi da parte di artisti “che sono il sintomo sicuro di nuovi fermenti sociali”. La sua visione è che l’Europa, dopo l’invasione russa dell’Ucraina si sia ritrovata, accogliendo milioni di profughi e adottando l’Ucraina nell’area comune. “l’Europa si sta salvando da sola” è un confortante pensiero che mi auguro venga dimostrato nei fatti. Richiesto di esprimersi su Musk e Trump risponde: “Il fenomeno Musk è passeggero” mentre il tycoon “È un uomo di affari che usa la politica a suo vantaggio”. Siamo tutti in ansiosa attesa della crescita civile dei comportamenti responsabili. 🍀
‘Miseria e nobiltà’
Giovedì di mercato locale: non mi serve niente, ma esco lo stesso dato che è soleggiato. Diverse piante di Mimosa davanti al banco dei fiori, anche Ranuncoli e Garofanini profumati. Sono tentata di acquistare qualcosa ma rinvio, perché a fine settimana è previsto maltempo ed è più prudente aspettare che la bella stagione prenda piede. Procedo fino al bar, per dare un’occhiata al quotidiano se libero. Prima delle dieci può essere. Infatti sembra che il Corriere mi stia aspettando sul bordo di un tavolo. Lo piglio e mi ritiro nella stanzetta quasi riservata adiacente alla sala, per leggere in santa pace, che è un eufemismo perché gli avventori, sia uomini che donne sembrano tutti sordi. Non me ne faccio una ragione: penso che il lavoro a scuola mi abbia resa amante del silenzio e dovrei frequentare più le biblioteche dei bar. Mi butto sulle pagine, sfiorando le notizie di politica e affini. Leggo con interesse un articolo di Papa Bergoglio sulla morte che dovremmo farci amica. Poi mi soffermo su un trafiletto a pag. 25 che riporta notizie di cronaca in breve: Furto a PizzAut, la pizzeria dei ragazzi autistici a Cassina de’ Pecchi, a circa 16 km a nord-est dal centro di Milano. Il proprietario, Nico Acampora stima la somma dei danni sui 7.000 euro, tra vetrata in frantumi, porte sfondate, furto di soldi (mance comprese), due computer. Nella devastazione del locale, tra una montagna di vetri rotti, uno dei ragazzi dice: “Speriamo che non si siano fatti male”. Chilometrica la distanza tra chi riesce a preoccuparsi per un anonimo vandalo e chi ha vandalizzato il locale. “Non c’è più ritegno” sintetizza il fondatore. Totale solidarietà a lui e ai suoi aiutanti speciali che eccellono in umanità.
Una bella persona, fuori e dentro
“Con il sorriso fino alla fine” dicono i figli di Eleonora Giorgi, mia coetanea morta ieri all’età di 71 anni. Icona della ragazza libera degli Anni Settanta, bellissima con invidiabili occhi chiari e boccoli biondi, “Effervescente, luminosa, dinamica” la descrive Carlo Verdone, uno dei suoi partner nei film. Ne ho visti alcuni, mi hanno fatto sorridere e basta. Invece trovo speciale la modalità del suo congedo, all’insegna della positività, nonostante l’imperversare della malattia, un tumore al pancreas che le era stato diagnosticato nel 2023. Aveva deciso di raccontarsi, focalizzandosi sul tema cruciale dell’aspettativa di vita. Ho risentito più volte l’intervista che l’attrice ha rilasciato durante la trasmissione La Vita in Diretta, da cui emerge la sua convinzione che “Ogni giorno è un regalo”. Consapevole di avere i giorni contati, “Tutti scadiamo, ma non con la data di scadenza” coglie tuttavia dei segnali di speranza: “L’amore, la bellezza, l’arte, Dio, forse Dio”. L’atteggiamento non arrabbiato è un atteggiamento salutare che condivide con i molti che l’hanno ammirata come attrice, ma soprattutto un’eredità morale che lascia a quanto si trovano a combattere con un male inesorabile. Sposata due volte, con due figli, il primogenito Andrea Rizzoli ha scritto un libro diario emozionante sull’unione che aveva saputo creare con i suoi familiari. Il che dimostra come anche sul piano sentimentale abbia saputo reinventarsi, meritandosi stima e amore da ognuno dei propri cari, nipotino compreso. Una bella persona, fuori e dentro.
Insolito aquisto
Mentre traffico in cucina di buon mattino, sento una notizia assai curiosa: a Umbertide (Perugia) un piccolo cimitero in disuso da decenni è stato acquistato per 14.000 euro da una signora belga, che se l’è aggiudicato all’asta, unica concorrente. Il luogo conserva qualche vestigia dell’antico culto, tra cui una piccola cappella. “La nuova proprietaria dovrà conservare il contesto”. Ignoto lo scopo del particolare e inusitato acquisto. Il cimitero è adiacente al bellissimo santuario di Maria Santissima Assunta di Rasina, risalente al XV-XVI sec. nella Valle del Nicone, pieno di fascino, mistero e storia. Condivisibile la curiosità dei paesani che si chiedono chi sia la nuova proprietaria – la cui identità è tutt’ora ignota – e perché l’abbia fatto. Attualmente il terreno è un boschetto, in un’area abbandonata dagli Anni Sessanta di cui la nuova proprietaria dovrà prendersi cura. Non la conosco, ma mi è simpatica. Ha fatto un’operazione, non per fini economici che le invidio. Intuisco che ami l’arte e sia dotata di grande spiritualità. Mi fa venire in mente I Sepolcri di Ugo Foscolo che ha per tema centrale il culto dei morti e dei sepolcri come simbolo di civiltà. La tomba è il tema principale e l’oggetto con cui si instaura la ‘corrispondenza d’amorosi sensi’. Foscolo ripropone il compianto per i defunti e la compassione come valori della civiltà umana. Mi piace pensare che l’acquirente belga sia una persona compassionevole.
