La vita, bene supremo

Papa Francesco, dopo 38 giorni di ospedale è stato dimesso dal Policlinico Gemelli ed è rientrato a Santa Marta, un edificio alberghiero situato all’interno della Città del Vaticano, presso la Basilica di San Pietro. È stato un paziente per due volte in pericolo di vita, pertanto la riabilitazione non sarà breve. Il pontefice, in ‘convalescenza protetta’ proseguirà le terapie respiratorie e motorie, evitando i ritmi lavorativi ai quali era abituato e gli incontri troppo affollati. Speriamo. Al Corriere della Sera, il cardinale Michael Czenny dichiara che il Papa: “È un po’ debole ma è lui”. Ovviamente ne parlano tutti i media. Durante il telegiornale di stamattina, un ospite della trasmissione, parlando della salute la definisce: “Bene supremo” e l’aggettivo mi colpisce. Durante l’ora di Educazione alla Cittadinanza/Educazione Civica, da insegnante ho spesso richiamato l’articolo 32 della Costituzione Repubblicana dedicato alla Salute, bene individuale e collettivo. Sono andata a rileggermi l’articolo che parla di: “Salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Quindi l’aggettivo supremo vale come alternativa a fondamentale. Del resto, sinonimi di supremo sono massimo, sommo, assoluto. Senza farne una questione etimologica, l’aggettivo supremo a mio dire rende bene l’idea che senza la salute, tutti gli altri beni sono in subordine, compresa la libertà di agire. Mi sovviene il brano, magistralmente interpretato da Shirley Bassey La Vita dove l’artista sottolinea che non c’è niente di più bello della vita e “non ce ne accorgiamo quasi mai”. Mi risulta che Papa Bergoglio ami la musica e sicuramente conoscerà questa stupenda canzone, un inno alla vita. Bentornato, Papa Jorge!

Poesia Protagonista

Oggi 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’UNESCO nel 1999 per promuovere il dialogo, la promozione interculturale e perfino la Pace. Data la situazione mondiale, deduco che ci siano pochi poeti, specie nelle alte sfere. Non mi resta che sperare in un cambio della situazione e nell’aumento dei poeti. Da parte mia coltivo il genere soprattutto di recente, forse più ‘in linea’ con l’età adulta, mentre mi dedico alla scrittura in prosa da sempre. Questione di feeling e di tempo: adesso lo gestisco da pensionata e me ne occupo volentieri. Ho poesie un po’ dappertutto; ogni tanto partecipo a qualche concorso, ma senza brama di vittoria. Mi gratifica l’apprezzamento di qualche lettore e il piacere che posso dare tramite le parole. Un amico artista, nella comunicazione mi riserva l’appellativo ‘Poetessa”: bontà sua, lo ringrazio, sebbene il riguardo mi sembri eccessivo. Comunque con le parole mi sento a mio agio. Non è un caso che il mio blog si chiami verbamea – verba=parole in latino – e quello parallelo verbanostra, in conduzione con le colleghe/amiche Francesca, Sara, Valentina, Veronica ed Elisa che saluto e invito ad alimentarlo. Dedicarsi all’arte, in qualsiasi forma richiede tempo e ‘passione’, non si può fare a comando. Perciò non ho prodotto una poesia per oggi, ma stimolo i lettori a farlo. Sotto la cenere, arde il fuoco: non servono patenti per emozionare. Dopotutto la parola, il linguaggio verbale è ciò che ci distingue dagli altri animali. Lo asseriva anche Cicerone, nel suo forbito latino: Quid esse potest in otio aut iucundius aut magis proprium humanitatis quam sermo facetus ac nulla in re rudis?/ Cosa ci può essere di più piacevole nel tempo libero o di più peculiare di una persona colta di un conversare garbato ed elegante sotto tutti gli aspetti? Poeti, fatevi avanti!

Tregua e San Giuseppe

Non riesco a scollegare la telefonata Trump – Putin con l’odierna festa del papà, pensando a quanti capifamiglia si è risucchiata la guerra in corso da oltre tre anni. Pare che il lungo colloquio tra il Presidente americano e il capo del Cremlino sia andato bene: ci sarà un cessate il fuoco, ma solo parziale. L’affermazione del leader russo: “Oggi il mondo è diventato un posto molto più sicuro” non mi rassicura affatto. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto che dobbiamo prepararci alla guerra. Anzi no, le sue parole sono: “Entro il 2030, l’Europa deve avere una forte posizione sulla difesa” che è cosa assai diversa da offesa. Se gli Stati Uniti d’America intendono toglierci l’ombrello protettivo, mi pare sensato pensare a come difenderci da eventuali aggressioni. Riarmo sì, riarmo no… intanto i droni continuano a volare sopra le nostre teste. A Gaza è finita la tregua e attacchi israeliani sulla Striscia hanno provocato oltre 400 morti, tra cui oltre 130 bambini. Sono numeri da brivido. Mi sembra che solo il Papa, dal suo isolamento ospedaliero forzato al Policlinico Gemelli pensi seriamente alla Pace, invocando la Misericordia di Dio tramite la Madonna, Regina della Pace. Sono disarmata sull’argomento e fatico a tenere viva la Speranza, come risaputo “ultima dea”. Il mito greco di Pandora andrebbe attualizzato, perché il vaso contenente tutti i mali del mondo, anziché svuotarsi ne ha introdotti altri, a getto continuo. Vorrei che fossero finalmente versate lacrime di gioia, perché delle altre tracimano i fiumi. Magari San Giuseppe, il modello di tutti i papà può fare un miracolo.

Tangueri per il Papa

Tra le notizie riguardanti il Pontefice, tutt’ora ricoverato al decimo piano del Policlinico Gemelli mi colpisce questa: oggi pomeriggio in suo onore si esibiranno sotto il suo appartamento dei ballerini di tango. L’idea è venuta a Daiana Guspero, danzatrice di tango argentino a livello internazionale e insegnante in una scuola di Milano che ha invitato i tangueri di tutto il mondo a ballare davanti al Policlinico Gemelli. Papa Francesco apprezzerà di sicuro l’idea. Danza di origine afro-caraibica il tango. Sin dai tempi coloniali gli schiavi neri del Rio de La Plata usavano la parola ‘tango’ per indicare i loro strumenti a percussione, il luogo della danza e la danza stessa. Interessante la sua storia e anche la percezione della danza che si è evoluta nel tempo. Il tango argentino autentico – diverso dal tango da sala – è caratterizzato da una vena introspettiva incentrata sulle interazioni tra i due danzatori che potevano essere anche due uomini. Proprio il 6 Marzo scorso, ho visto la spettacolare performance dei ballerini di tango Pasquale La Rocca e Pablo Moyano durante la trasmissione Splendida Cornice. È noto che il tango è il ballo preferito di Papa Francesco che lo ha ballato in gioventù. Ospite da Fabio Fazio il 7 febbraio 2022, Bergoglio aveva detto: “Un porteno che non balla il tango non è un porteno”, dove porteno significa del porto (di Buenos Aires, capitale dell’Argentina). Insomma, un emblema come il Tricolore per l’Italia. Da ultimo, aggiungo che in gioventù sono stata una virtuosa ballerina di tango, danza che mi rappresenta bene. Non lo ballo più, ma dentro di me continua a vibrare.

Lego, non solo giocattoli

Sarò sincera: da bambina non ho mai giocato con i mattoncini Lego che però ho comperato per mio figlio oltre trent’anni fa. Tra gli articoli visionati stamattina di corsa al bar, mi attrae quello dal titolo: Lego, mattoncino tutto d’oro La nuova vita con tech e arte accompagnato dalla foto di un mattoncino del set Girasoli ispirato a Van Gogh, nato dalla collaborazione con il Van Gogh Museum di Amsterdam. La didascalia della foto dice testualmente: “Le costruzioni Lego si sono evolute da semplici giocattoli fino a diventare sculture o riproduzioni di famosi dipinti”. Per me è una cosa più che buona, quanto mi sarebbe piaciuto giocare da bambina con questi mattoncini! Non so se è un caso che la foto di un girasole, da me fotografato anticipi i miei post quotidiani. Ho avuto il piacere di fotografare degli esemplari che rincorrono il sole vicino casa ed anche di riceverne un mazzo in omaggio, durante la presentazione di un mio libro a Cavaso del Tomba, esperienza di anni fa che ricordo con piacere. Tornando alla Lego, i mattoncini hanno regalato al colosso danese un anno d’oro con l’aumento significativo dell’utile netto. Non mi sorprende che la capacità produttiva si sia espansa negli stabilimenti esistenti in Messico, Ungheria e Cina, con nuove fabbriche in Vietnam e negli Stati Uniti. In Italia, Il negozio Lego più grande, con una superficie di 270 metri quadri si trova a Milano. Nelle vetrine sono esposte le sculture di Riccardo Zangelmi, unico scultore ufficiale della Lego in Italia. Il più grande negozio Lego al mondo si trova a Sydney dove ha festeggiato il suo primo compleanno lo scorso novembre. Dirò a Manuel di farci una capatina… e magari farmi sapere le sue impressioni. 🌻

DIPINTO CONTESO

In questo periodo di perturbazioni mondiali, accantono l’attualità sconcertante e presto attenzione a ciò che riguarda il mondo dell’arte. Sfogliando i quotidiani di oggi al bar mi cattura una notizia che poi leggo anche sul tablet: Trovata una Madonna del ‘500 rubata a Belluno, ma la proprietaria inglese non vuole restituirla. Il dipinto, opera di Antonio Solario (1465 circa – 1530), pittore di scuola veneziana, era stato sottratto al Museo Civico della città veneta nel 1973. Venduto in Gran Bretagna al barone de Dozsa, si trova ora a Norfolk e Barbara de Dozna, vedova del barone se ne professa “legittima proprietaria”. Nonostante le pressioni dell’Interpol e dei Carabinieri italiani, le operazioni di rimpatrio dell’opera sono rallentate. Acquistato nel 1872 dal Museo Civico di Belluno, l’opera è rimasta nella città veneta fino al 1973, quando fu trafugata da una banda di ladri insieme ad altre opere, alcune recuperate poco dopo in Austria. Ma non la Madonna con bambino, acquistata in buona fede dal barone (sulla buona fede magari avrei qualche dubbio). Ci sarebbero gli elementi per scrivere un racconto giallo, fors’anche un romanzo. Del resto non è la prima volta che succede e mi auguro che l’opera contesa ritorni dove era in origine. Non sono un’esperta d’arte, tuttavia sono attratta dalla bellezza della natura e delle opere umane. In via teorica, accanto al Liceo classico frequentato da ragazza, suppongo che mi sarei sentita a mio agio anche in quello artistico. Adesso rimedio alla mancanza, coltivando il bello in tutte le sue declinazioni. Il quadro mi trasmette una doppia sensazione: di equilibrio e di serenità, frutto anche delle tinte combinate di giallo e di viola. Il volto della Madre di Dio è dolce, quello del Bambino umano. Nel riquadro sullo sfondo si nota un paesaggio con un ponte, sicuramente metafora di qualcosa. Chissà dove il barone e consorte hanno posizionato il dipinto, immagino in una zona privilegiata della loro aristocratica dimora. Non ho argomenti per convincerli che l’Arte è patrimonio di tutti. Trovo grande attualità la frase di Gianluca Sonnessa “L’arte non può salvare il mondo, ma forse può convincere le persone che qualcosa da salvare è rimasto”.

Insegnare oggi

C’è da rabbrividire a leggere certe notizie, come l’aggressione ai danni del professore di musica Sergio Orlandi, 60anni, da parte di uno studente 14enne, ripetente, insieme a uno studente più grande a Inzago (Milano). Picchato in piazza per vendetta perché giorni prima lo aveva allontanato dall’aula. Orlandi, che è anche un jazzista di fama, intorno a mezzanotte dopo un concerto stava salendo in auto quando è stato aggredito con calci e pugni, riportando la frattura scomposta di setto nasale e mascella, oltre a numerosi lividi, con una prognosi di venti giorni. È successo la sera tra il 28 febbraio e il primo marzo; il docente ha sporto denuncia ai Carabinieri e la Procura per i minorenni ha quindi aperto un fascicolo. Mi turba ciò che succede a scuola che è stato il mio ambiente di lavoro per oltre trent’anni. Alunni difficile ce n’erano anche allora. Un mio studente aveva scagliato il banco contro il collega di sostegno e un quintetto di rivoltosi in una terza media faceva il bello e il brutto tempo. Però adesso il clima è alquanto peggiorato e si è allentata l’intesa con i genitori. Al professore aggredito sono arrivati messaggi di conforto e di solidarietà da allievi e colleghi… ma non dai genitori dell’aggressore. Reazione scontata e triste. Piuttosto di interrogarsi sull’educazione impartita, cercheranno scusanti per il figlio violento. Riconosco che sono stata fortunata a esercitare il mio lavoro in tempi meno sgangherati degli attuali; accolgo impotente le confidenze di colleghe all’inizio della carriera, ma anche prossime all’uscita costrette a desteggiarsi tra mille difficoltà. L’energia profusa nel mantenere il timone della didattica meriterebbe ben altra considerazione dai vertici. Certo non è obbigatorio fare l’insegnante; nemmeno subire angherie da parte degli allievi.

8 marzo 2025

Ho una poltroncina di giunco che uso fuori, sotto il portico durante la bella stagione. Sabato soleggiato: mi concedo la lettura col sole che scalda la pelle, mentre i canarini cantano e il gatto scorazza su per l’albicocco in fioritura. La sua natura gli concede di saltare spericolato da un ramo all’altro, la mia di passare da un argomento all’altro, senza pressioni e diversità di opinioni. Oggi è giornata di omaggio al genere femminile, cui appartiene anche la Natura, compagna discreta e preziosa delle mie giornate. Se avessi potuto scegliere la data di nascita, sarebbe stata questa; 8 è un numero simbolico importante e marzo è un mese di temperamento. Mia madre ci è andata vicino, visto che il mio giorno natale rincorre la primavera. È noto cosa successe l’8 (in realtà il 25) marzo 1911 nella camiceria Triangle di New York dove perirono 146 persone, di cui 123 donne per la maggior parte immigrate italiane ed ebree. Rivolgo un pensiero di compassione a tutte le donne vittime sul lavoro, di ieri e di oggi, da estendere alle troppe vittime della violenza privata, della guerra, della malattia. Penso a mia nonna Adelaide che perse due figlie giovinette a causa del tifo, e a mia madre Giovanna che a 14 anni dovette farle da madre per diverso tempo. Piuttosto dei baci e dei cioccolatini, mi auguro che le donne ricevano belle parole, collaborazione, carezze e sorrisi, che pare siano anche salutari per il benessere psico-fisico. Poi ognuna nel privato sa dove orientare l’augurio. Quelle grandi come me – qualcuno direbbe vissute, ma io mi dissocio – sanno che la vita non è tutta rose e fiori. Perciò, care Amiche, Colleghe, Compagne di scrittura, Lettrici, Commentatrici… godiamo ciò che Madre Natura ci dona. Buona vita e sereno 8 marzo! 🌻

“L’Europa si sta salvando da sola”

“E’ arrivato il tempo per l’Europa di camminare sulle sue gambe”: è l’espressione efficace usata da Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo al vertice di Bruxelles. La trasmissione Agorà di stamattina mi rinfresca le idee riguardo il Vertice Europeo sulla sicurezza. Eletta dopo la scomparsa del Presidente David Sassoli di cui ha raccolto l’eredità, ai deputati ha dichiarato: “l’Europa rappresenta tutti noi che ci difendiamo l’un l’altro, che avviciniamo i nostri popoli”, nel contesto di un discorso a mio dire di grande attualità. Il vertice Ue è terminato: sostegno unanime al piano sul riarmo in Europa. Quindi unanimità su difesa, approvate conclusioni su Ucraina senza l’Ungheria che si è “isolata”. Nella dichiarazione a 26 sull’Ucraina, il Consiglio europeo “Sottolinea che l’Europa deve diventare più sovrana, più responsabile della propria difesa e meglio equipaggiata per agire e affrontare autonomamente le sfide e le minacce immediate e future, con un approccio a 360 gradi”. Seguo di sghimbescio la politica. Da letterata, presto più attenzione agli scrittori. Leggo con interesse l’intervista di Annalisa Cuzzocrea a Erri De Luca “Mi sento più europeo di prima non dobbiamo dividerci” a pag. 17 del quotidiano la Repubblica. Il noto scrittore, giornalista, poeta napoletano si aspetta l’insorgere di contributi da parte di artisti “che sono il sintomo sicuro di nuovi fermenti sociali”. La sua visione è che l’Europa, dopo l’invasione russa dell’Ucraina si sia ritrovata, accogliendo milioni di profughi e adottando l’Ucraina nell’area comune. “l’Europa si sta salvando da sola” è un confortante pensiero che mi auguro venga dimostrato nei fatti. Richiesto di esprimersi su Musk e Trump risponde: “Il fenomeno Musk è passeggero” mentre il tycoon “È un uomo di affari che usa la politica a suo vantaggio”. Siamo tutti in ansiosa attesa della crescita civile dei comportamenti responsabili. 🍀

‘Miseria e nobiltà’

Giovedì di mercato locale: non mi serve niente, ma esco lo stesso dato che è soleggiato. Diverse piante di Mimosa davanti al banco dei fiori, anche Ranuncoli e Garofanini profumati. Sono tentata di acquistare qualcosa ma rinvio, perché a fine settimana è previsto maltempo ed è più prudente aspettare che la bella stagione prenda piede. Procedo fino al bar, per dare un’occhiata al quotidiano se libero. Prima delle dieci può essere. Infatti sembra che il Corriere mi stia aspettando sul bordo di un tavolo. Lo piglio e mi ritiro nella stanzetta quasi riservata adiacente alla sala, per leggere in santa pace, che è un eufemismo perché gli avventori, sia uomini che donne sembrano tutti sordi. Non me ne faccio una ragione: penso che il lavoro a scuola mi abbia resa amante del silenzio e dovrei frequentare più le biblioteche dei bar. Mi butto sulle pagine, sfiorando le notizie di politica e affini. Leggo con interesse un articolo di Papa Bergoglio sulla morte che dovremmo farci amica. Poi mi soffermo su un trafiletto a pag. 25 che riporta notizie di cronaca in breve: Furto a PizzAut, la pizzeria dei ragazzi autistici a Cassina de’ Pecchi, a circa 16 km a nord-est dal centro di Milano. Il proprietario, Nico Acampora stima la somma dei danni sui 7.000 euro, tra vetrata in frantumi, porte sfondate, furto di soldi (mance comprese), due computer. Nella devastazione del locale, tra una montagna di vetri rotti, uno dei ragazzi dice: “Speriamo che non si siano fatti male”. Chilometrica la distanza tra chi riesce a preoccuparsi per un anonimo vandalo e chi ha vandalizzato il locale. “Non c’è più ritegno” sintetizza il fondatore. Totale solidarietà a lui e ai suoi aiutanti speciali che eccellono in umanità.