Frattura (religiosa) ricomposta

Da universitaria ho sostenuto alcuni esami di Storia delle Religioni. Correva voce che fosse relativamente semplice avere voti alti – il che era attrattivo – ma mi incuriosiva il mondo delle Religioni, così inquieto ed inquietante. Lo scisma anglicano, a causa del quale la Chiesa d’Inghilterra ruppe con quella Cattolica romana è stato uno degli argomenti forti. Enrico VIII che voleva divorziare da Caterina d’Aragona per sposare Anna Bolena mi pareva allora un atto di coraggio sentimentale. Poi capii che fu solo la goccia che fece traboccare il vaso. Ecco che adesso, dopo cinque secoli, la frattura religiosa viene, per così dire ricomposta. Re Carlo III e Papa Leone XIV pregano insieme nella Cappella Sistina durante un incontro definito storico. La preghiera in comune del sovrano e del pontefice rappresenta senz’altro un’apertura tra chiesa cattolica e anglicana. Pace, povertà e ambiente sono i temi della visita di Stato in Vaticano di Carlo d’Inghilterra. La tutela dell’ambiente, promuovere la pace e la cooperazione sono temi cari ad entrambi, trascurati purtroppo tra le ‘alte sfere’, espressione usata da Bertold Brecht nella sua produzione teatrale e poetica in riferimento alle classi dirigenti. In Medio Oriente la guerra è stata sospesa, ma la Pace è ancora di là da venire. Oltre all’atto devozionale, si può pregare anche con la musica, la pittura, la poesia… l’Arte in tutte le sue declinazioni. La cultura e la chiesa unite possono smantellare il silenzio.

Agguato mortale al pullman

Dal calcio al basket: che desolazione! Avere macinato chilometri e chilometri e morire alla vigilia della pensione per un atto di vandalismo generato dall’odio tra tifoserie. Mi riferisco all’agguato al bus dei tifosi del Pistoia lungo la superstrada Rieti-Terni con sassi e mattoni che ha provocato la morte del secondo autista Raffaele Marianella, 65enne, padre di tre figli, seduto accanto al guidatore e colpito a morte da una pietra. Violenza inaccettabile anche per la premier Giorgia Meloni. La procura ipotizza un quadro inquietante, secondo il quale avrebbe agito un commando con persone appartenenti all’estrema destra. Fermati tre tifosi della Sebastiani Rieti di 53, 31e 20anni per l’omicidio volontario dell’autista. Pensare che il pullman era stato scortato dalla polizia fino allo svincolo della superstrada Rieti-Terni. Rimasto senza scorta, dopo dieci minuti “è successo di tutto”. Probabilmente seguito da tre macchine di tifosi reatini, è stato bersagliato dalla sassaiola con tragico epilogo. Immagino che i tre indagati diranno che non volevano creare il morto, che di fatto c’è stato. Possibile non pensare che certe azioni incivili danneggiano gravemente lo sport? Se ne stessero a casa certi ‘tifosi’ a poltrire serenamente sul divano, anziché trasformarsi in stolti assassini. Pietà per lo sfortunato autista e condoglianze ai familiari. 🙏

Grande Malala! 🌷

L’ultima copertina del settimanale il venerdì di Repubblica è dedicata a Malala Yousafzai, Nobel per la Pace, vinto nel 2014 a soli 17 anni, la più giovane premio Nobel per la pace. Il 9 ottobre 2012 la ragazza 15enne aveva subito un attentato dei talebani, a causa del suo impegno per l’istruzione femminile e per i diritti delle bambine nel suo Paese. Oggi ha 28 anni, si è laureata a Oxford, si è sposata con Asser Malik, continua a battersi per la “Generazione Malala” e ha scritto un libro, Finding My Way (Garzanti), una sorta di diario dove informa su quello che ha subìto dietro le quinte, compreso il nervo facciale reciso dallo sparo “con il suo adorabile viso un po’ cubista” come dice Antonello Guerrera, autore del servizio. Che sia una bella donna non ci piove, ma è il suo temperamento e la sua incrollabile speranza in un mondo migliore ad essere fuori del comune. Con la sua fondazione, Malala Fund, sostiene l’insegnamento online e le scuole clandestine in Afghanistan dove i Talebani sono tornati al potere. Di recente è stata in Egitto per raccogliere le tragiche estimonianze dei bambini di Gaza. “Non abbiamo fatto abbastanza contro questo genocidio. Però i bambini alla fine trovano sempre un modo per continuare a vivere. Nonostante tutto”. Grande Malala!

Il giorno del dolore

Seguo in diretta TG1 i funerali di stato dei “tre carabinieri, tre soldati, tre servitori dello Stato” come dice il Ministro della difesa Guido Crosetto nella Basilica di Santa Giustina a Padova nell”accorato intervento durante le esequie di Davide Bernardello, 36 anni, Marco Piffari e Valerio Daprà, entrambi 56enni. Celebrazione molto toccante, con migliaia di persone, dentro e fuori la Basilica, molti in divisa e moltissime persone commosse, a partire dai parenti e dai colleghi rimasti feriti nell’esplosione del casolare. Commoventi le parole del fratello di Marco e del padre di Davide che capto durante la lunga diretta. Vero e condiviso il cordoglio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Idem per gli altri rappresentanti dello stato, Giorgia Meloni compresa. Non poteva essere diversamente. Mi commuovo anch’io da casa, e so che siamo in tanti. Un carabiniere suona la tromba e una collega legge la Preghiera del Carabiniere, rivolta alla Virgo Fidelis per invocare”l’entusiasmo di testimoniare”. I tre carabinieri caduti facevano parte dei Reparti Speciali dell’Arma, militari particolarmente addestrati. Adesso sono speciali per l’eternità.

Sogni infranti e vite spezzate

Che amarezza, morire in servizio per un piano demenziale a tutela di un bene materiale. Tre fratelli fuori di testa provocano un incendio con esplosione che causa la morte di tre carabinieri e il ferimento di altre 25 persone. Italia, Veneto, nella notte tra il 13 e il 14 Ottobre 2025. Ad aggravare il fatto, l’intenzione di compiere una strage era nota. Balordi o assassini, i fratelli Ramponi, non fa differenza di fronte alla tragedia messa in atto. I titoli degli articoli odierni formano una triste collana attorno alle sfortunate vittime, I tre caduti del dovere: Valerio Daprà, 65 anni, bresciano trasferitosi a Padova, Davide Bernardello, 36 anni, cresciuto a San Giorgio delle Pertiche, Marco Pifferi, 56 anni, abitava a Sant’Ambrogio di Trebaseleghe. Diverse pagine dei quotidiani sono dedicate ai loro ritratti. Già i titoli riassumono le persone: Una vita in prima linea “Doveva andare in Libano, il rinvio pochi giorni fa” (Marco Piffari), Dall’esercito all’Arma, fin da ragazzino voleva mettersi una divisa (Davide Bernardello), I suoi sogni: la pensione e acquistare un camper per girare l’Europa (Valerio Daprà). Sogni infranti e vite spezzate. Poi un titolo che in qualche modo attenua lo sgomento: “Ho visto colleghi morire ma siamo carabinieri: sappiamo che si rischia” Infine: Deciso il lutto nazionale Tre giorni di bandiera a mezz’asta in Veneto. Sono desolata. Ogni giorno muore qualcuno non per cause naturali, ma morire in servizio per un flagello annunciato da tre fratelli mentecatti ha il sapore amaro di una beffa. Col senno di poi, forse si sarebbe potuto evitare, tuona qualcuno. Se anche fosse, non serve piangere sul latte versato. Tenere viva la memoria dei tre carabinieri serve a restituirgli un pietoso e doveroso riconoscimento.

La Pace siamo noi

Protagonista indiscusso degli accordi di Pace è Donald Trump che dice: “Abbiamo cambiato la storia”. Il suo pluralis maiestatis/plurale di maestà (tipicamente un sovrano, un’autorità o Dio) suppongo si riferisca agli altri firmatari, i leader di Egitto, Turchia e Qatar, ma si espande su tutte le persone intenzionate a costruirla, la Pace. Per quanto riguarda la storia, è indubbio che “la storia siamo noi”, come canta Francesco De Gregori nel brano contro la disaffezione politica. Quando insegnavo Lettere alle medie, la distribuzione delle mie ore settimanali per classe ne prevedeva solo una per la disciplina Storia. Capitava che andassi a ‘rubare’ un po’ di tempo alle ore di Italiano, perché il programma era vasto, il coinvolgimento mio e dei ragazzi intenso. Ho un paio di amici che fanno parte di un volenteroso Gruppo di Storia. Dedicano tempo ed energie in ricerche, a beneficio della collettività. Grazie alla loro ricerca lunga e complessa riguardo i fatti dei 13 Martiri, sabato 18 ottobre p.v. sarà conferita dal Presidente della Camera dei Deputati On. Lorenzo Fontana la Medaglia d’Oro al Merito Civile al Comune di Cavaso del Tomba “Per l’esempio estremo di sacrificio e di virtù civiche nella lotta di liberazione del periodo bellico del settembre 1944”. Stamattina verso le 11 seguo la diretta del TG1 su Papa Leone XIV in visita ufficiale al Quirinale. Riporto un pensiero del Presidente Mattarella che condivido: “La pace duratura risiede nei cuori e comincia da ognuno di noi”.

L’alba di un nuovo Oriente

Non so che temperatura ci sia oggi in Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv, ma il calore umano tra applausi, lacrime e pianti per la restituzione dei venti ostaggi di Hamas me lo immagino. I quotidiani aprono tutti con la notizia che fa ben sperare per il prosieguo; la strada verso la Pace duratura è lunga e irta di ostacoli. Ho visto la piazza di Tel Aviv stracolma e l’abbraccio con i familiari di alcuni sopravvissuti, cui auguro il ritorno alla ‘normalità’ se mai sarà possibile. Ogni lunedì, la pagina Lettere al direttore del Corriere è curata dal direttore Luciano Fontana. Stamattina risponde al lettore Gian Paolo Ferraioli riguardo la speranza che non si replichi l’amara considerazione di Abba Eban: “gli arabi non perdono occasione per perdere ogni occasione”. La risposta del direttore è compresa nel titolo: Forse è l’ultima occasione, i Paesi arabi non la perdano. Nello specifico, per Paesi arabi si intendono il Qatar, la Turchia, l’Egitto, l’Autorità palestinese e perfino l’Iran “che ha diretto e armato le formazioni terroristiche a Gaza e in Libano”. Nel complesso, è doveroso nutrire un briciolo di speranza che sia la volta buona di dare una terra ai palestinesi. Dopo 738 giorni di guerra, finalmente nella Striscia di Gaza si comincia e respirare la Pace. •

Benedetta Pace

“Voglio tornare a casa mia, anche se distrutta” sono le accorate parole che una palestinese rilascia a un giornalista. Dopo l’accordo di Pace di venerdì 10 ottobre, l’esodo adesso avviene all’incontrario. La Protezione Civile di Gaza ha riferito che circa 200.000 persone, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco sono di ritorno nel nord del territorio palestinese. Tra poche ore è prevista la liberazione di 48 ostaggi, di cui 20 ancora vivi nelle mani di Hamas, e la liberazione di 1950 prigionieri palestinesi da parte di Israele, di cui 250 condannati all’ergastolo. Dopo l’attacco di Hamas a Israele il 7 ottobre 2023 con migliaia di morti da entrambe le parti e la pressoché totale distruzione di Gaza, l’augurio che la Pace diventi definitiva è planetario. Per i sopravvissuti, il dopo sarà dolorosissimo. Immagino il miscuglio di sentimenti di chi torna a casa e non la trova. Nel servizio di stamattina, un palestinese ha trovato il suo divano sotto un cumulo di macerie, metafora di un conforto adesso improponibile. Tuttavia l’oggetto simboleggia una scheggia di futuro, un oggetto materiale cui aggrapparsi per riemergere dall’inferno subìto. Tema altamente drammatico la restituzione ai familiari delle salme di chi è morto durante la prigionia, al netto di quelle che forse non saranno recuperabili. Mi permetto due versi: Benedetta Pace/tanto desiderata/da averti dimenticata./A passi felpati/avanza generosa/ tra i cuori provati/dei sopravvissuti.//

Maria Corina, paladina della Pace

La mia amica Lucia è legata a doppio filo col Venezuela, nel senso che è nata là, a Ciudad Bolivar sul fiume Orinoco da genitori veneti emigrati, tornati successivamente in Pedemontana quando lei aveva solo tre anni (Dal Venezuela a Castelcucco è l’episodio iniziale del mio libro Passato Prossimo dove racconto la storia della sua numerosa famiglia). Nonostante fosse molto piccola, ha mantenuto legami forti con il Paese sudamericano dove spera di tornare una volta o l’altra. Con un messaggio mi informa che l’Accademia di Svezia ha assegnato il Nobel per la Pace alla venezuelana Maria Corina Machado (Caracas, 7 ottobre 1967) che lo ha dedicato al popolo venezuelano e a Trump. Leader dell’opposizione, 58 anni, madre di tre figli, laureata in Ingegneria industriale, vive in clandestinità da un anno. Soprannominata la “dama de hierro”, ovvero la signora di ferro, mi ispira molta simpatia. Trump è rimasto a bocca asciutta, ma si è congratulato con la vincitrice, sottolineando che: “L’ho aiutata nel suo cammino”. Questa la motivazione del premio: ‘Per il suo lavoro nella promozione dei diritti democratici e per la sua lotta per raggiungere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia in Venezuela’. Lunga vita a Maria Corina e Nuova vita al Venezuela!

Difetto di Etica

Oggi sono di corsa e mi fermo sul primo fatto di attualità che avrei preferito archiviare: Sospese le due nuotatrici del furto a Singapore “Salteranno gli Europei” è il titolo dell’articolo di cronaca di Alessandra Retico a pag. 28 del quotidiano la Repubblica. I fatti sono noti e risalgono al 14 Agosto: Chiara Tarantino, 22 anni e Benedetta Pilato, 20 anni, nuotatrici azzurre subiscono fermo e sequestro dei passaporti allo scalo di Singapore con l’accusa di furto di alcune boccette si oli essenziali al duty free. Tornavano da una vacanza che avrebbe dovuto concludere in bellezza i Mondiali finiti il 3 Agosto (dove B. Pilato ha vinto un bronzo nei 50 rana). Rientrate in Italia, grazie ad ambasciata e Farnesina entrambe ammettono le proprie responsabilità e patteggiano 90 giorni di stop dal 9 Ottobre, ieri. Non potranno partecipare alle attività federali, compresi gli Europei in Polonia. Se vorranno allenarsi, dovranno farlo in strutture e forma privata, senza tecnici a monitorarle. Storia triste e amara, per difetto di Etica. Il comportamento delle due azzurre dimostra leggerezza infantile. Stento a credere che non fossero state allertate sulla rigidità dei controlli a Singapore, dove sono considerati reati comportamenti che qualcuno definirebbe ragazzate. C’è di buono che l’hanno ammesso. Ma molta acqua passerà sotto i ponti, prima che le protagoniste del furto, gli sportivi e non sportivi se lo scordino.