Lo spazio dedicato alle lettere dei lettori talvolta allarga l’anima. È il caso della lettrice Eva Borra Nesi che scrive per congratularsi con il programma del mattino Radio Norba che propone la lettura di una poetessa sconosciuta ai radioamatori, “Un momento sospeso, dove il tempo si ferma per ascoltare”. Le liriche del mattino consentono di iniziare la giornata col piede giusto, perché “La poesia è un ponte tra il quotidiano e l’eterno, crea il silenzio e la voce interiore”. La lettera è uno scrigno di belle parole che condivido. Anch’io scrivo poesie e non avrei saputo esprimere meglio l’importanza che attribuisco a questa forma di espressione. Le parole sono il mio pane quotidiano, scrivere mi dà soddisfazione, sia in prosa che in poesia. Raggiungo il top quando ciò che metto nero su bianco diventa arcobaleno nell’interpretazione di un altro artista. Come si evince dalla copertina della mia ultima opera Amici Inaspettati dove Noè Zardo anticipa con leggiadria la storia di amicizia tra cani e umani. Ammetto che mi lusinga essere chiamata Poetessa, anche se non ho nessuna patente in tal senso. L’artista non cerca un premio materiale, ma la considerazione del pubblico, attraverso la condivisione ed anche la critica costruttiva. E siccome viviamo tempi difficili, mi piace chiudere con la frase del pittore e scultore francese Georges Braque (Argenteuil, 13 maggio 1882 – Parigi, 31 agosto 1963): “L’arte è una ferita trasformata in luce”.
Categoria: Attualità
Mimmo, delfino solitario
Simpatica la storia di “Mimmo, il delfino che ama Venezia”, letta stamattina in Cronache sul CORRIERE DELLA SERA a pag.27. In realtà “Dallo scorso giugno vive tra i canali, senza paura né voglia di andarsene”scrive Vera Mantengoli, creando apprensione tra chi vorrebbe fosse riportato in mare, per non incorrere in qualche incidente, dato che “C’è chi ha già rischiato di andargli addosso per un selfie”. Mimmo è un animale selvatico che vive in zone costiere. È arrivato a Venezia, probabilmente attratto dall’abbondanza di cibo: branzini, orate e cefali, di cui si nutre. È da solo, ma è normale che “Gli individui giovani come lui possano spingersi a fare esplorazioni in solitaria”(Carlotta Lombardo). Mimmo mi è simpatico anche per la sua indipendenza. Curioso, oggi 11 Novembre è la Giornata Mondiale dei Single, chissà se Mimmo la festeggia! I veterinari del Cert di Padova lo stanno monitorando, preoccupati che il cetaceo non faccia una brutta fine. Infatti a Venezia pare esplosa la “Mimmo mania” per la voglia di vederlo spuntare dall’acqua e magari saltare tra un vaporetto e una gondola. Beh, Mimmo è avvertito. Se i curiosi esagerano, la colonia di tursiopi lungo la costa lo aspetta. 🐬
“Un sogno per domani” (film)
Non rinuncio al mio riposino pomeridiano nemmeno alla domenica, anche se c’è il sole e ci starebbe una passeggiata. Del resto sono uscita in mattinata e mi sono piacevolmente imbattuta nella banda musicale e in un folto corteo di motociclisti. Sto per spegnere il televisore posizionato sul quarto canale quando parte la sigla dei “bellissimi”, film selezionati per un pubblico esigente, suppongo. Il film proposto è intitolato “Un sogno per domani”, del 2001, genere drammatico, tratto da un romanzo di Catherine Ryan Hude. Mi attrae dalle prime immagini, perché ambientato in una scuola media, classe seconda, la più difficile del triennio, in base alla mia esperienza. Quindi pane per i miei denti, anche se siamo a Las Vegas. D’altronde l’adolescenza è un’età difficile a qualunque latitudine. L’insegnante di Scienze sociali Eugene Simonet assegna ai ragazzi un insolito compito: trovare un modo per cambiare il mondo, innescando una sorta di catena della bontà. Trevor lo prende sul serio, iniziando a bonificare a casa sua, dove Arlene, la madre è una cameriera ex alcolizzata. Come anche la nonna, mentre il padre è un violento. Tra insegnante e allievo si crea una complicità che darà buoni frutti. Ma non è previsto il lieto fine. Infatti Trevor viene accoltellato mentre tenta di difendere un compagno dall’aggressione di alcuni bulli. Mi pongo due domande: Trevor è andato oltre con il suo tentativo di cambiare le cose? È utile contenersi anche nel fare il bene? Mi sembra un tema interessante, interpretato da un ottimo cast.
Peppe Vessicchio, un Maestro e un Signore 🎵
Ci sono persone che dallo schermo entrano in casa e diventano familiari, come Peppe Vessicchio, direttore d’orchestra e non solo, mancato improvvisamente ieri a 69 anni (Napoli, 17 marzo 1956). L’ho sentito nel tardo pomeriggio e ci sono rimasta male. Lo sguardo dolce, la barba e i capelli bianchi erano una sua caratteristica. Ma poi c’era il “maestro” di Sanremo, il compositore, l’arrangiatore e perfino lo scrittore. Infatti leggo che la settimana scorsa era uscito il suo libro per ragazzi su Mozart, “Bravo bravissimo” che avrebbe dovuto presentare a “Che tempo che fa” con Fabio Fazio. Cosa straordinaria, si era occupato degli effetti della musica sulla crescita di frutta e verdura ed aveva scritto il libro “La musica fa crescere i pomodori”. Beh, mi spiace non averlo conosciuto di persona, perché dev’essere stato uno spasso! Del resto sono molti gli amici e gli ammiratori che lo ricordano, compresa la Presidente Giorgia Meloni. Causa della morte la polmonite interstiziale, che aveva colpito anche mia madre nel lontano 2007. “L’interstiziale è difficile da auscultare, il medico nel 50% dei casi può non riconoscerne i suoni. Dopo 3 o 4 giorni la situazione si aggrava” (Margherita De Bac). Una carriera brillante, una persona talentuosa, una vita spezzata all’improvviso. Adesso parlerà per sempre la sua Musica.
Una storia esemplare
Leggo con commozione la pagina di Cronaca in la Repubblica di ieri che titola: “Io, laureato in medicina dopo il dramma ai Murazzi non sono mai stato solo”, di Cristina Palazzo. Mauro Glorioso, 23 anni, colpito da una bicicletta elettrica il 20 gennaio 2023 lanciata dai Murazzi del Po di Torino da cinque ragazzi (tre allora minorenni) rimase ferito gravemente e da allora è tetraplegico. Nonostante il dramma vissuto, ha reagito: si è laureato in medicina e pensa alla specializzazione. “La speranza c’è anche nei momenti più bui. Di chi mi ha ridotto così non voglio dire niente, mi sono distaccato. Voglio pensare al futuro”. Vederlo in carrozzina con la corona in testa è disarmante, perché adattarsi alla condizione di disabilità per una stupida bravata presuppone una tenacia da leone. Per inciso, agli autori maggiorenni del folle gesto sono stati inflitti 16 e 14 anni di carcere, agli altri pene tra i 6 e i 9 anni. Alla domanda della giornalista che il giorno della laurea gli chiede come sta, risponde: “Sono felice, ma non è l’unico giorno bello di questi anni. L’essere umano riesce ad adattarsi a tutto. Anche nei momenti peggiori si può intravedere la speranza. Poi la felicità la cosa più difficile che esista”. Grande Mauro Glorioso, perfino il cognome gli calza a pennello!
Superluna/ Diva Lucente
Oggi è il giorno della Superluna, la cosiddetta “Luna del castoro’ come la chiamavano i nativi americani, la più grande e luminosa degli ultimi sei anni, la Luna Piena più imponente dell’anno, ma anche la più vicina alla Terra dal febbraio 2019. Si troverà a circa 356.980 km rispetto alla media di circa 384.000, quindi apparirà più grande rispetto a una Luna piena standard. Lascio alla mia collega di Scienze eventualmente intervenire. Io rimango una ‘romantica’ che scrive e mi piace considerare la Luna una confidente. Inoltre, che sia questa Superluna più vicina alla Terra mi dispone a colloquiare con lei, immaginando che ascolti. Gli scienziati rideranno, ma io mi libero. In casa ho tre calendari dove annoto impegni e scadenze: tutti e tre riportano il simbolo della luna piena, quindi sull’evento non ci piove. Diverse sono le poesie composte dai poeti per il nostro satellite naturale. Ne cito alcuni: Leopardi, Baudelaire, D’Annunzio, Neruda… Alda Merini e chissà quante composizioni giacciono nei cassetti. Ieri sera io ho composto la mia, con cui chiudo. DIVA LUCENTE Algida e dorata/guidi il corteo/delle stelle tue ancelle/nel firmamento blu/mentre quaggiù/è facile inciampare/tra buche e margherite/che causano ferite./ La visione privilegiata/ti consenta, Diva lucente/d’essere indulgente/con chi è sofferente//.
Roberto Bolle: disciplina e bellezza
È stata conferita la laurea magistrale honoris causa in comunicazione a Roberto Bolle dall’Università degli studi di Firenze. Viene concessa per meriti eccezionali e straordinari in un determinati campo ed ha lo stesso valore legale di una laurea ordinaria. Nessun dubbio che il famoso ballerino se la sia meritata. Con il tocco sul capo e indosso la toga, legge un emozionante discorso, durante il quale ricorda con gratitudine Rudolf Nureyev – che incontrò a soli 15 anni – e con commozione i suoi genitori Mariuccia e Luigi. Mi sono appuntata alcuni passaggi letti dall’etoile: “La danza mi ha insegnato la disciplina del corpo, ma anche dello spirito. Più comprendiamo, più conosciamo, più diventiamo liberi. La cultura è un atto d’amore”. Parole intense ed eleganti espresse da Roberto Bolle, considerato uno dei ballerini più famosi della storia della danza. Il suo fisico scolpito è il risultato di anni di allenamento costante e di una disciplina alimentare rigorosa. Vederlo danzare è una meraviglia. L’artista è attivo in molte opere socio-culturali ed è Ambasciatore Unicef per la promozione dei diritti dell’infanzia. Lunga vita a Lui che a cinquant’anni compiuti (Casale Monferrato, 26 marzo 1975) ha ancora molta bellezza da diffondere, dentro e fuori.
Scrittori e Lettori
La lettera del signor Sergio Bramati, preceduta dal titolo “Il piacere della lettura e la necessità della conoscenza” pubblicata oggi da LO DICO AL CORRIERE mi offre lo spunto per fare un salto a scuola, metaforicamente parlando. L’inizio della lettera è illuminante: “Ho sempre avuto, fin da eagazzo, il piacere della lettura e tuttora, malgrado l’età, 95 anni, continuo a leggere…”. Nel mio studio ho una libreria a parete già molto ‘popolata’ di testi, scolastici e non, utili strumenti del mio lavoro. Tra questi, anche parecchie opere di Narrativa per ragazzi, usate in classe durante l’ora di lettura, in alternativa alle varie letture dell’antologia, parola di origine greca che significa raccolta di fiori, intesi come brani scelti. Per una gradita coincidenza, Federico Piscopo, mio ex bravo allievo, oggi insegnante e stimato storico mi scrive che è mancata di recente, a 92 anni Alessandra Jesi Soligoni, residente a Dosson di Casier, nota scrittrice per ragazzi e insegnante che ho avuto il piacere di conoscere e far conoscere ai miei studenti, compreso Federico. Anzi, il mio scritto al concorso per l’immissione in ruolo riguardava il suo bellissimo romanzo L’eredità dei Bisnenti, ambientato sul Montello. Successivamente ho letto altri suoi romanzi, premiati in vari concorsi. Scrittori e lettori sono anelli della stessa catena. Riguardo alla decadenza della lettura, la Soligoni sosteneva che fosse da attribuire alla indigestione indotta dal progresso, pensiero che corrisponde ai dubbi del signor Sergio nella succitata lettera al Corriere. Per concludere, io leggo e scrivo, attività che distribuisco non sempre in giuste peoporzioni. Ma senza mi sentirei vuota.
Sulla Solitudine
Lunedì è il giorno preferito della settimana, dedicato alla spesa, dopo la lettura del quotidiano. Tra una cosa e l’altra torno a casa tardi, verso mezzogiorno. Di norma, alle quattordici posto il post. Se non l’ho già pronto, devo stringere e fare tornare i conti. Non ho padroni e nessuno mi opprime, ma ci tengo a rispettare la mia tabella di marcia. Orbene, oggi trovo lo spunto, leggendo sul tablet che domani 28 ottobre esce il libro di Daria Bignardi Nostra Solitudine (Mondadori), non intesa come privazione bensì uno stato da cui trarre giovamento. Alla fine del libro la scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica riporta il verso di Emily Dickinson ‘Sarei forse più sola senza la mia Solitudine” che trovo molto efficace per rendere l’idea che si tratta di una condizione da cui si può ricavare benessere, se non proprio felicità. Insomma, la solitudine è una buona amica perché è l’unica che non ci lascia mai. Di certo comprerò il libro, a scatola chiusa perché intuisco di trovarci ciò che cerco: la condizione indispensabile per creare, che si tratti di scrirrura, pittura o qualunque espressione artistica. Ne consegue che io ho bisogno di stare sola per produrre le mie storie, racconti, poesie e perfino il post odierno. A costo di risultare poco ospitale. Vivendo da sola, ma non isolata devo anche occuparmi dei gatti, dei fiori, della gestione della casa e di me. Se devo scegliere tra un pranzo che mi appesantisce e una immersione letteraria che mi alleggerisce, è chiaro da che parte sto.
Orrore e Amore per i Cani
Povera Bella, il suo nome non l’ha salvata da una esperienza traumatica quasi letale. Mostruoso il modo di fare del 39enne che, propostosi come dog sitter, l’ha costretta a fare quasi sei chilometri al guinzaglio di corsa, mentre lui la strattonavan dalla bici elettrica. Pazzesco, quanto successo a San Sebastiano al Vesuvio, vittima un pastore tedesco, Bella, di cinque anni, lasciata alle ‘cure’ di un inumano individuo. Spero che la Legge Brambilla, entrata in vigore in Italia lo scorso primo luglio venga applicata senza sconti. Grazie alla persona che ha segnalato il maltrattamento imposto al pastore tedesco, favorendo l’arresto del crudele dog sitter e del proprietario del cane. Ma cosa voleva dimostrare? La resistenza del povero cane, ridotto al collasso per lo sforzo, con le zampe sanguinanti e i polpastrelli ustionati? Per fortuna ci sono esempi diametralmente opposti, come quello di Flavio che ha salvato Rex da un canile-lager in Kazakistan e l’ha portato tra i boschi salutari dell’Agordino. Trovate la storia nel mio ultimo libro Amici Inaspettati, disponibile su Amazon oppure contattandomi. Nella prefazione, Barbara Pra, addestratrice cinofila, sottolinea come: “ci dimentichiamo di ringraziarli della loro presenza, della loro compagnia, del loro generoso affetto”. A Belluno è attiva l’Associazione APACA (Associazione Protezione Animali Cani Abbandonati) che si occupa dell’adozione di cani adottabili, di piccola, media e grande taglia anche a distanza. Il sindaco di san Sebastiano al Vesuvio, Giuseppe Panico ha deciso di occuparsi personalmente di Bella, ricoverata nella clinica veterinaria di Torre del Greco. Lunga vita a Bella che si merita una degna adozione.
